Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.

lunedì 25 febbraio 2013

Macchine agricole: prove di internazionalizzazione

Al via un progetto di penetrazione commerciale delle imprese emiliane produttrici di macchine agricole in India.

Campo Prova Punjab è il nome del Progetto realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, FederUnacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura) e IICCI (Indo-Italian Chamber Of Commerce & Industry). L’obiettivo è far conoscere agli operatori indiani le macchine e attrezzature per l’agricoltura, la componentistica e i macchinari per l’agroindustria e il food processing prodotti in Emilia-Romagna.
Il progetto è stato presentato lo scorso novembre a Bologna e in questi giorni le 21 imprese coinvolte (14 delle quali emiliano-romagnole) hanno inviato a Punjab, location selezionata per l’iniziativa, i propri macchinari. Le dimostrazioni programmate per i giorni 15 e 16 marzo, si svolgeranno presso l’azienda agricola sperimentale University Farm Ladhowal, nella città di Ludhianna e saranno finalizzate alla promozione e alla commercializzazione del prodotto italiano in loco. «La cooperazione con l’India – afferma il modenese Massimo Goldoni, presidente FederUnacoma - rappresenta una delle priorità nelle politiche di internazionalizzazione delle nostre imprese. Il mercato indiano assorbe ormai un numero di 450 mila trattrici annue, superiore a quello della Cina, pari a tre volte quello dell’intera Europa comunitaria e a cinque volte quello degli Stati Uniti, rappresentando per le nostre imprese una formidabile opportunità».
A seguire, una serie di incontri business-to-business tra aziende italiane e indiane del settore (importatori, distributori, produttori di macchinari e componentistica) curati dalla Indo-Italian Chamber Of Commerce & Industry. La realizzazione di un “Centro di dimostrazione permanente” nell’Università di Punjab verterà sulla formazione di tecnici indiani per gettare le basi di una collaborazione tecnica e di una graduale penetrazione commerciale nel mercato indiano. Per concludere è prevista la partecipazione congiunta delle imprese dei due paesi alla fiera Eima Agrimach India 2013, che si svolgerà dal 5 al 7 dicembre a New Delhi.

mercoledì 20 febbraio 2013

India e Gran Bretagna: partner speciali

Seconda visita ufficiale in India per il premier David Cameron che auspica un futuro di cooperazione tra i due paesi. Nonostante lo scandalo Finmeccanica.

La visita di tre giorni in Asia è partita dall’India all’insegna della cooperazione economica-commerciale. Collaborare alle indagini nella vicenda Finmeccanica e diventare "partner economici speciali": è l'offerta lanciata lo scorso 18 febbraio dal Primo Ministro inglese David Cameron alla sua controparte indiana Manmohan Singh. Aprire agli investitori stranieri i campi delle assicurazioni, delle banche e delle vendite al minuto, semplificare le procedure di investimento e facilitare le attività delle imprese straniere sono alcuni inviti lanciati al Presidente indiano. In cima all’agenda degli incontri, il tentativo di proporre ai vertici di New Delhi, il caccia Eurofighter-Typhoon al cui consorzio, di cui fa parte anche l'Italia, partecipa la britannica Bae Systems. L’ostacolo per ora rimane l’annunciata intenzione indiana di acquistare dalla Francia 126 esemplari del caccia Rafale, per un costo stimato di 14 miliardi di dollari. Quella di Cameron è la seconda visita ufficiale dall'inizio del suo mandato. Per sottolineare il legame che da sempre scorre tra le due nazioni, l'inquilino di Downing Street è giunto in India con una poderosa delegazione, formata da oltre cento tra imprenditori, rappresentanti del mondo dell'università e parlamentari. Il Premier ha infatti dichiarato alla stampa indiana:"Ho voluto portare con me la più grande delegazione d'affari che abbia mai lasciato le coste inglesi e sono fiero di averla portata proprio qui, per sancire il legame tra i nostri Paesi".

lunedì 18 febbraio 2013

Dumping fotovoltaico: USA vs India

Gli States accusano l’India di concorrenza sleale nel settore dell’energia solare. L’India ribatte denunciando le banche per finanziamenti agevolati solo alle tecnologie USA.

L’India nel mirino americano per dumping. Il governo americano ha infatti deciso di avanzare presso la World Trade Organization una richiesta di arbitrato in merito ai sussidi elargiti dalle istituzioni indiane ai propri produttori di celle e moduli fotovoltaici. Nel dettaglio l’India avrebbe erogato fondi ai propri produttori del settore, mossa ritenuta discriminatoria e nociva dagli States. Ron Kirk, rappresentante degli affari commerciali degli States, ha così spiegato la denuncia: "Voglio essere chiaro: gli Stati Uniti sostengono con forza il rapido sviluppo dell'energia solare in tutto il mondo, anche in India. Purtroppo, le politiche discriminatorie nel suo programma solare nazionale danneggiano questa cooperazione di successo, aumentano il costo dell'energia pulita, e minano i progressi verso il nostro obiettivo comune”.
L’India dal canto suo rilancia accusando gli USA di voler soffocare il mercato indiano del solare già in grave crisi a causa del calo della domanda. La Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti climatici prevede infatti un fondo di circa 30 mld di dollari per supportare i Paesi in Via di Sviluppo. Secondo però un’indagine condotta dal Centre for Science and Environment di New Delhi, i due finanziatori, la Exim Bank e l’Overseas Private Investment Corporation, concederebbero prestiti a condizioni agevolate solo agli investitori con tecnologie americane.
“I tassi d'interesse offerti dalla Ex-Im Bank per finanziare i progetti americani – ha denunciato Hari Manoharan, dell’Indian RESolve Energy Consultants – sono a dir poco favorevoli: questo succede perché si vuole direzionare il mercato indiano, in modo che premi alcune compagnie che hanno un grosso potere, come la First Solar”. Adesso il WTO deciderà se accogliere ed esaminare la richiesta americana contro l’India o, al contrario, se considerare più importanti quelle dell’India contro gli Stati Uniti, presentate nel novembre 2012.

martedì 12 febbraio 2013

Finmeccanica: tangenti al governo indiano

Arrestati i vertici di Finmeccanica con l’accusa di corruzione internazionale: 51 milioni di tangenti per la vendita di elicotteri all’India.

Due ordinanze di custodia cautelare sono state disposte nelle scorse ore dalla procura di Busto Arsizio, in carcere nei confronti del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi e ai domiciliari per l’amministratore delegato di AugustaWestland Bruno Spagnolini. I provvedimenti rientrano nel presunto caso di corruzione internazionale sulla vendita di elicotteri Augusta Westland al Ministero della difesa indiano. L’inchiesta, approdata all’inizio della scorsa estate a Busto Arsizio dalla procura di Napoli, riguarda l’appalto ottenuto nel 2010, per la fornitura di 12 elicotteri Augusta Westland, controllata da Finmeccanica e amministrata al tempo da Orsi. Un affare da 556 milioni di euro, di cui, secondo l’accusa, 51 usati per pagare tangenti per assicurarsi la commessa. A confessarlo, un ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni, secondo cui 10 di quei 51 milioni sarebbero poi finito nelle casse della Lega Nord. Il Carroccio ha smentito ogni tipo di coinvolgimento e lo scorso settembre ha depositato, nella procura di Busto Arsizio,  una denuncia per calunnia nei confronti di Borgogni.
Immediate le ripercussioni in Borsa dove il titolo di Finmeccanica non riesce a fare prezzo per la forte corrente di vendite e si attesta in asta di volatilità con un calo teorico del 14%.