Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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martedì 10 luglio 2012

Agricoltura indiana a rischio

Nel Nord Ovest dell’India il ritardo dei monsoni fa scattare l’allarme siccità e mette in crisi l’agricoltura locale.

Alluvioni e siccità: questa la spaccatura climatica che divide la regione del Nord Est da quella del Nord Ovest dell’India e che ha causato ingenti e opposti danni. Alle inondazioni che hanno devastato negli scorsi giorni lo Stato di Assam provocando più di un centinaio di vittime fa da contraltare una siccità dilagante che ha colpito soprattutto le regioni di North Central Province, Northern Province e North Western Province dove gli agricoltori hanno lasciato incolti oltre 3.000 ettari di terreno.
L’allarme era già scattato a fine giugno quando si è registrata una piovosità del 31% inferiore alla media annua prevista ma al tempo, il Ministro dell’Agricoltura di Nuova Delhi, Sharad Pawar, si dichiarava ottimista, confidando che le abbondanti precipitazioni previste per i mesi di luglio e agosto avrebbero compensato la scarsezza di quelle di giugno. Oggi la situazione si è aggravata ulteriormente e l’imprevisto climatico ha messo a rischio oltre 6000 ettari di risaie e 20.000 ettari di altre coltivazioni, in particolare cereali e olio di semi. Il governo  nazionale si è mobilitato in questi giorni per fornire cibo e aiuti alle zone più colpite.
Malgrado gli sforzi per migliorare i metodi di irrigazione e garantire forniture più stabili, i monsoni restano ancora oggi la principale fonte di approvvigionamento idrico per l’agricoltura del Paese, aggiudicandosi la definizione di “ancora di salvezza dell’economia indiana”.

lunedì 7 maggio 2012

Il Gruppo Mahindra&Mahindra

Il Gruppo Mahindra&Mahindra ha deciso di espandersi nell’agro business.

Un obiettivo importante: avere il controllo completo della catena nella coltivazione delle colture alimentari raggiungendo un fatturato di oltre 150 milioni di Euro entro il 2015/2016.
Questo è quanto si auspica di raggiungere il Gruppo indiano Mahindra&Mahindra, che ha deciso di espandere la propria attività nel settore dell’agricoltura biologica, della lavorazione, della catena alimentare e nella costruzione di serre a basso costo. Obiettivi importanti per l’azienda che l’anno scorso aveva già fatto il suo ingresso nel comparto della micro irrigazione grazie all’acquisizione della EPC Industrie.
Una decisione rilevante se si considera che il solo settore della micro irrigazione registra un incremento annuale del 25% circa in India, in un mercato che presenta un valore complessivo di oltre 460 milioni di Euro.

mercoledì 15 febbraio 2012

Accordo tra Carraro e Escorts Group

Siglato l’accordo tra il Gruppo Carraro ed Escorts Group.

Il Gruppo Carraro ha firmato una lettera di intenti con il terzo produttore di macchine agricole in India, Escorts Group. Presente in India con due stabilimenti produttivi e un centro ricerche per un totale di oltre 1.000 collaboratori, il Gruppo mira ad implementare la propria presenza nel Subcontinente indiano grazie ad un accordo che prevede la definizione di una partnership per il redesign dei trattori prodotti dal noto marchio indiano.
Protagonisti principali dell’accordo, la Business Unit del Gruppo Carraro specializzata nella progettazione, design e produzione di trattori speciali, Carraro Agritalia e Escorts Group, che prevede di aumentare dall’attuale 14% al 50% la propria quota di mercato in India nei prossimi cinque anni grazie alla partnership con il Gruppo italiano. Allo stato attuale l’India rappresenta il principale mercato del mondo con più di 600mila veicoli prodotti all’anno, e, stando alle previsioni, nel 2017 questo valore potrebbe raggiungere il milione.
Nel dettaglio Carraro Agritalia dovrebbe occuparsi dei progetti di ammodernamento dello stile e dell’ergonomia delle gamme di trattori attualmente proposte, in vista di una maggiore sofisticazione del prodotto richiesta dal mercato. Nel dettaglio si tratta di un intervento che riguarderà una decina di modelli di trattori e determinerà cambiamenti sostanziali su oltre 80mila trattori dal punto di vista strutturale, estetico, funzionale ed ergonomico (dalle leve cambio alle sedute, dalla posizione del cruscotto alla struttura della cabina..).
La prima fase del progetto avrà una durata di tre anni, durante i quali verrà creato un team internazionale di ingegneri composto da risorse di Carraro Agritalia ed altre assunte in loco.
Nel corso dei tre anni si stima che Carraro Agritalia avrà un ricavo netto di oltre 3 milioni di Euro, ai quali si sommeranno un rafforzamento della propria partnership con un cliente leader e l’acquisizione di knowhow strategico.

lunedì 13 febbraio 2012

Il settore agricolo

Grandi opportunità per le imprese attive nel settore agricolo.

Nonostante il settore agricolo rappresenti solo il 16% del Pil totale, l’India si posiziona al primo posto nella classifica dei maggiori produttori di latte al mondo, al secondo per la produzione di frutta e verdura e tra i primi cinque per quanto riguarda riso, tè, caffè, tabacco, spezie e zucchero. Il settore agricolo indiano rappresenta infatti uno dei più grandi al mondo a livello di produzione e consumo e proprio la bassa percentuale della sua incidenza sul Pil del Paese lascia sperare che ci siano elevate possibilità di sviluppo per lo stesso. Stando alle previsioni entro il 2012 la produzione di cibo sfiorerà i 263 milioni di tonnellate e, entro il 2020, i 276 milioni di tonnellate.
Il settore della trasformazione riguarda ancora una minima parte della produzione totale, motivo per cui il Governo di Nuova Delhi ha deciso di promuovere numerose iniziative al fine di favorire l’espansione dell’industria della trasformazione alimentare, tra cui la creazione di 30 Zone Economiche Speciali dedicate all’industria in questione, la realizzazione di un Food Park in ogni Stato dell’Unione, numerosi incentivi per gli investimenti e riduzioni fiscali per le imprese attive nel settore ed infine l’istituzione di strutture attive per il controllo di qualità e per R&S.
Si pensi che al momento in India vengono trasformati solo il 2,2% della produzione di frutta e verdura, il 6% del pollame, il 20% della carne di bufalo, il 26% dei prodotti legati alla pesca e il 35% della produzione di latte, e di conseguenza circa il 40% del cibo deperisce a causa della mancanza di tecnologie post raccolto.

mercoledì 9 novembre 2011

L’India e la trasformazione alimentare

Il Governo indiano annuncia misure volte ad aumentare il livello di trasformazione dei prodotti deperibili dall’attuale 6% al 20%.

L’India rappresenta il primo produttore a livello mondiale di latte (90 milioni di tonnellate all’anno di latticini prodotti), il Paese con il più alto numero di capi di bestiame, il secondo per quanto riguarda la produzione di frutta e verdura e uno dei primi cinque produttori al mondo per riso, tè, caffè, tabacco, spezie e zucchero.
Proprio per questo motivo e alla luce del fatto che il settore agricolo, pur impiegando circa il 60% della forza lavoro indiana, costituisce solo il 16% del Pil del Paese, il Governo di Nuova Delhi ha annunciato l’adozione di politiche volte ad aumentare il livello di trasformazione dei prodotti deperibili, ad innalzare il valore aggiunto dall’attuale 20 al 35% con l’obiettivo di passare dall’1,6% al 3% della quota di mercato globale.
Nel dettaglio, allo stato attuale, il Paese asiatico trasforma solo il 6% del pollame, il 2,2% della produzione di frutta e verdura, il 20% della carne di bufalo, il 26% dei prodotti ittici e il 35% della produzione di latte con una conseguente perdita annuale a livello di prodotti pari a 10 miliardi. I problemi principali sono dovuti all’inefficienza della supply chain, alle carenze a livello infrastrutturale e tecnologico e all’arretratezza dei sistemi di immagazzinamento e di attrezzature per la catena del freddo.
Tra le misure che verranno introdotte dal Governo rientrano esenzioni e riduzioni delle imposte doganali e delle accise su alcune categorie di prodotti, l’istituzione di trenta Zone Economiche Speciali dedicate alla trasformazione alimentare e la creazione di un “Food-Park” all’interno di ciascuno Stato.
Un impegno significativo visto e considerato che, stando alle previsioni, il settore della trasformazione alimentare crescerà nei prossimi tre anni fino a raggiungere i 220 miliardi di euro.

lunedì 26 settembre 2011

Il Governo investe nel food processing

Il Governo di New Delhi si impegna nel comparto agricolo con misure volte a modernizzare la filiera ed evitare tensioni speculative sui prezzi.

Il settore agricolo contribuisce per il 16% al Pil indiano, ciò nonostante presenta ancora molte problematiche: meno del 10% della produzione alimentare viene trasformata e circa il 40% deperisce prima di arrivare al consumatore finale a causa delle carenze nelle capacità di stoccaggio e conservazione. Per questo motivo il Governo centrale ha deciso di intervenire con misure idonee: nel dettaglio il Ministero del Food Processing ha annunciato l’intenzione di incrementare la percentuale degli alimenti trasformati dall’attuale 2% al 25% entro il 2025 grazie ad investimenti privati e stranieri.
Proprio in questo contesto si deve leggere l’iniziativa promossa da Coca Cola, che ha lanciato un sistema di refrigerazione ad energia solare per mantenere le bibite al fresco: i sovraccarichi di energia elettrica e la fornitura insufficiente rappresentano infatti un grave problema soprattutto nelle zone rurali dell’India, problematiche che il frigorifero progettato da Coca-Cola India, eKOCool, si propone di risolvere garantendo inoltre l’utilizzo dell’energia in eccesso per ricaricare telefoni cellulari e luci a LED all’interno delle abitazioni.

venerdì 23 settembre 2011

Il Governo centrale investe nell’agricoltura

Al fine di migliorare la produzione del settore primario del Paese, il Presidente indiano ha annunciato l’impegno del Governo nello sviluppo del settore agricolo.

Il Presidente della Repubblica Indiana, Pratibha Patil, ha confermato l’importanza di investire nella produzione agricola del Paese facendo ricorso alle tecnologie più moderne: il Presidente ha affermato che “Non dobbiamo dimenticare che la sicurezza alimentare nel Paese dipende dallo sviluppo del settore agricolo”, sottolineando l’impegno da parte del Governo del Subcontinente al fine di rendere partecipi le comunità locali rurali nel processo di implementazione dei sistemi agricoli di nuova generazione.
L’agricoltura infatti dovrebbe coordinarsi meglio con gli altri settori dell’economia e gli agricoltori dovrebbero poter avere accesso al credito agricolo ed essere agevolati nella commercializzazione dei loro prodotti.
La Banca Nazionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (National Bank for Agricolture and Rural Development) ha previsto per quest’anno fiscale, lo stanziamento di 120 milioni di € per lo sviluppo delle infrastrutture nelle zone rurali nelle regioni del Jammu e del Kashmir. Ulteriori otto milioni di € sono stati allocati per essere impiegati in ottanta progetti riguardanti l’irrigazione, la fornitura di acqua potabile e la costruzione di strutture veterinarie.

giovedì 15 settembre 2011

Scende il prezzo del riso: merito dell’India

Dopo l’impennata registrata nei giorni scorsi, il prezzo del riso ha ricominciato a scendere, merito della decisione dell’India di limitare le barriere protezionistiche.

Il Governo Indiano continua la sua campagna di abbattimento delle restrizioni imposte a difesa di numerosi prodotti agricoli, e dopo aver annunciato la liberalizzazione delle vendite di cotone e l’allentamento delle restrizioni allo zucchero, ha dato il via libera all’esportazione di due milioni di tonnellate di riso non basmati e altrettanti di frumento.
Una misura indispensabile se si pensa che rispetto all’obiettivo fissato da Nuova Delhi di 17,1 milioni di tonnellate di scorte strategiche di grano, al 1° di agosto ammontavano a 35,87 milioni; allo stesso modo contro una previsione di 9,8 milioni di tonnellate di riso, il totale ad agosto si aggirava intorno ai 25,27 milioni.
Secondo gli esperti queste esportazioni di frumento non dovrebbero avere ripercussioni pesanti, trattandosi di prodotti di qualità inferiore, ma se i due milioni di tonnellate appena messi sul mercato rappresentassero solo l’inizio, il riso dell’Elefante potrebbe segnare la differenza. Infatti nonostante il prezzo si attesti ancora su livelli elevati, la scelta del Governo indiano potrebbe farlo scendere, contrastando almeno in parte l’avvio imminente del piano di accumulo annunciato dalla Tailandia.

venerdì 5 agosto 2011

L’inflazione colpisce i generi alimentari.

A fine luglio l’inflazione in India ha raggiunto l’8% ed ha colpito, in particolare, i generi alimentari, in primis, le cipolle.

Il Governo indiano ha stimato che il tasso di inflazione a fine luglio ha raggiunto l’8,04%, in aumento rispetto alle settimane precedenti. Gli economisti temono che l'ascesa dell’inflazione possa continuare anche il mese di agosto fino a raggiungere il 9%.
I rincari maggiori si sono verificati su prodotti quali frutta e verdura.Tra i prodotti agricoli le cipolle hanno registrato l’aumento maggiore che ha raggiunto il 26%, mentre il prezzo di frumento, legumi e riso è rimasto stabile.
Gli esperti dicono che, comunque l’aumento straordinario dei generi alimentari è da attribuirsi a fattori di carattere stagionale oltre che alle politiche dei prezzi. Il ministro delle finanza, Pranab Mukherjee, ha dichiarato che il governo farà il possibile per ridurre il tasso di inflazione al 5%, mantenendo la crescita economica attuale.
Secondo il Ministro l’inflazione deve comunque stabilizzarsi al di sotto del 7% per essere ritenuta sopportabile. Il Governo ha dimostrato di avere gli strumenti per controllare l’inflazione: dal febbraio 2010 al luglio 2011 il tasso è passato dal 22% all’8%.

mercoledì 13 luglio 2011

L’india entra a far parte dell’OIV

L’Office International de la vigne et du vin accoglie tra i membri anche l’India.

In India, un Paese in cui la vite è presente sin dall’antichità, la maggiore diffusione della viticoltura si è registrata nel XVII secolo grazie ai Portoghesi presenti nella colonia di Goa, ma nel corso degli anni la presenza di diverse religioni non ne ha favorito il consumo. Ciò nonostante negli ultimi quindici anni la produzione di vino ha continuato ad aumentare fino a raggiungere nel 2010 i 18mila quintali di uva da tavola e destinata alla vinificazione; questo aumento è stato determinato dalla crescita del livello economico medio e da una progressiva occidentalizzazione della popolazione. La maggior parte della produzione indiana, circa l’80%, è concentrata nello Stato del Maharashtra, mentre due piccole realtà viticole si trovano nel distretto di Himachal e di Bangalore. La produzione riguarda soprattutto varietà internazionali, come cabernet, chardonnay, sauvignon e zinfandel. Il subcontinente indiano rappresenta l’1% della superficie vitata se si considerano i suoi 71.400 ettari di vigneto, aumentati del 66% rispetto a dieci anni fa. Oltre alla produzione, nel corso dell’ultimo decennio si è assistito anche ad un incremento del consumo interno, fattore che ha attirato l’attenzione dei principali produttori europei, e tra questi l’Italia, che è riuscita a ritagliarsi una quota di export che sfiora il 30%. Allo stato attuale la richiesta di vino è legata alle grandi città del Paese, come Mumbai, Delhi e Bangalore. Secondo le previsioni della Camera di Commercio Indiana il consumo di vino in India dovrebbe aumentare fino a raggiungere i 14,7 milioni di litri entro la fine del 2012. Una grande opportunità per le aziende italiane interessate a posare il loro sguardo su questo mercato in forte espansione.

mercoledì 29 giugno 2011

L’India investe in infrastrutture e agricoltura

Di fronte alla prospettiva di diventare l’economia con il tasso di crescita più elevato al mondo, l’India fissa gli obiettivi di sviluppo nel periodo 2012-2017.

La Commissione nazionale per la Pianificazione ha fissato un obiettivo di crescita del 9% per il 2012: si tratta di uno sviluppo superiore rispetto a quello che ha caratterizzato l’economia cinese e che rientra nel dodicesimo Piano economico quinquennale indiano. La crescita media del 10% nei prossimi cinque anni sarà sostenuta da un lato da un piano di infrastrutture dal valore complessivo di 1000 miliardi di dollari americani, che verranno impiegati nella realizzazione di porti, aeroporti, strade, ferrovie e centrali elettriche, e dall’altro dagli incentivi all’agricoltura, un settore strategico che rappresenta oltre il 20% dell’economia del Paese. In relazione a quest’ultima, il Governo di Nuova Delhi ha deciso di investire nell’agricoltura per garantire il suo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita nelle zone rurali. Il Piano economico quinquennale prevede inoltre un aumento della spesa pubblica, in particolare nel settore sanitario, passando dall’1,3% al 2% del Pil.

venerdì 10 giugno 2011

Cresce ancora l’inflazione per i beni alimentari

Ancora in forte crescita l’inflazione per i beni alimentari in India: si spera in una buona stagione dei monsoni.

Nell’ultima settimana di maggio, il tasso di inflazione dei beni alimentari è arrivato a quota 9,06 %, a causa dell’aumento dei prezzi di frutta e di alcuni alimenti come il latte, le uova, la carne e il pesce.
Ciò significa che i prezzi non sono sotto controllo nonostante una serie di misure fiscali e monetarie vigenti; infatti già nella settimana precedente l’inflazione dei generi alimentari si attestava all’8,06 %, ma sono previsti ulteriori aumenti nelle prossime settimane, in quanto il costo degli alimenti potrebbe seguire l’impennata dei prezzi del diesel e del gas per cucinare.
Inoltre gli alti prezzi dei beni alimentari influiscono sui prezzi della maggior parte dei prodotti manifatturieri, incidendo quindi anche sul tasso di inflazione delle merci non alimentari.
Grandi speranze sono quindi riposte nella prossima stagione dei monsoni, che secondo gli esperti si prospetta favorevole, infatti questa influisce sulla semina estiva dei prodotti cerealicoli, che rappresentano più della metà dell’annuale produzione del paese.
A tal proposito, il presidente del Consiglio di consulenza economica del primo ministro indiano, C. Rangarajan ha dichiarato alla stampa che “se il monsone fosse favorevole, il prezzo dei beni alimentari scenderebbe nei successivi tre o quattro mesi. Complessivamente il tasso di inflazione diminuirà lentamente entro la fine di ottobre”.
Infine Rangarajan ha aggiunto che “una volta che la situazione del monsone risulterà chiara, mi aspetto un abbassamento dei prezzi. Entro la fine di marzo, potremmo vedere il tasso di inflazione dei prezzi all’ingrosso scendere al 6,5 %”.

venerdì 3 giugno 2011

Aumentano le esportazioni di caffè in India

Le esportazioni di caffè dell’India restano stabili nonostante un calo previsto nel secondo trimestre del 2011.

Tra il 2010 e il 2011 le esportazioni indiane di caffè sono aumentate del 60%, superando i tre milioni di tonnellate vendute, un record mai registrato prima. Vista la grande richiesta da parte del mercato, l’India esporta circa l’80% della produzione totale, confermando l’Italia come la più importante destinazione dell’ “oro nero” indiano, seguita da Germania, Belgio, Russia e Spagna. In particolare nel mese di maggio le esportazioni hanno subito un’impennata (+42%), per un volume complessivo pari a 80.367 tonnellate. Rispetto ai dati registrati nello stesso periodo dello scorso anno, l’export di caffè è più che raddoppiato, passando dai 113.42 milioni di dollari nel maggio 2010, ai 244.41 milioni di dollari nel maggio 2011. Nel primo quadrimestre di quest’anno le esportazioni di caffè sono cresciute del 43% rispetto all’anno precedente. Secondo il Presidente dell’Associazione degli Esportatori di Caffè, Ramesh Rajah, a causa del calo della domanda nei prossimi mesi si potrebbe verificare una diminuzione della richiesta di caffè; ciò nonostante in questa fase iniziale dell’anno l’export dovrebbe rimanere saldo.

giovedì 7 aprile 2011

L’India punta sull’agricoltura per combattere l’inflazione

Dopo aver annunciato il budget annuale che prevede un aumento dell’8,5% per quest’anno e del 9% per il 2011/2012, il Governo indiano ha annunciato la volontà di investire molto nell’agricoltura al fine di aumentare la produzione, contenere i prezzi e migliorare il reddito pro capite della popolazione rurale.

Il Ministro delle Finanze Pranab Mukherjee dopo aver confermato una crescita dell’inflazione del 8,4% nel mese di gennaio, ha voluto precisare che dovrebbe diminuire nel corso del 2011: l’inflazione rappresenta un grave problema per l’India, visto che presenta una crescita superiore a quella del PIL, provocando un aumento del numero di persone che vive al di sotto della soglia di povertà e un incremento vertiginoso dei prezzi dei beni alimentari, che hanno segnato un record del +17%. Secondo le stime della Banca Mondiale circa ¾ degli 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno hanno risentito pesantemente dei rincari dei prodotti alimentari, in particolare quelli di zucchero e cipolle. Proprio per questo motivo il governo di Nuova Delhi ha deciso di intervenire sia con delle misure sociali sia con degli investimenti nel settore agricolo. Per molto tempo infatti Nuova Delhi ha prestato attenzione allo sviluppo del ceto medio e delle città, mettendo da parte i problemi relativi alle campagne ridotte ormai allo stremo e intaccate a causa dell’inquinamento legato allo sviluppo industriale. Punto cruciale resta inoltre il recupero della fiducia da parte del Governo della potenza asiatica dopo i recenti scandali per corruzione. Un percorso sicuramente difficile, ma che si spera darà i risultati previsti.

venerdì 4 marzo 2011

Cuorebio e Appachi Cotton: insieme per uno sviluppo sostenibile

Cuorebio, la rete di punta vendita biologici, ha deciso di intraprendere il percorso verso la creazione di un negozio ad impatto zero per gli oltre 260 negozi che fanno parte della catena.

Dopo aver introdotto nei suoi negozi gli arredi in legno di abete certificato Fsc (Forest Stewardship Council), i sacchetti della spesa biodegradabili e riciclabili, le vernici e pitture naturali e i prodotti sfusi, Cuorebio ha scelto di vestire i suoi addetti con maglie e grembiuli di cotone organico proveniente da Pollachi. La rete di punti vendita biologici acquista infatti cotone biologico nella piccola cittadina agricola nello Stato del Tamil Nadu, nel Sudest del continente indiano, dall’azienda Appachi Cotton che produce uno dei tessuti più pregiati dell’India, completamente organico. Grazie all’acquisto di cotone biologico dall’India, Cuorebio riesce a sostenere l’Appachi Cotton Foundation, da sempre impegnata per la tutela del mondo agricolo e degli agricoltori e per il rispetto dell’ambiente in cui vivono. In particolare l’obiettivo di questa fondazione è quello di utilizzare un metodo di coltivazione biologico che rispetti sia i coltivatori sia i terreni coltivati, e quindi non preveda il ricorso a pesticidi e fertilizzanti chimici utilizzati per la monocoltura del cotone. L’Appachi Cotton Foundation garantisce inoltre una giusta retribuzione dei tessitori e dei contadini coinvolti nella produzione del cotone biologico, che, grazie ad un salario adeguato, riescono a mandare i propri figli a scuola.

giovedì 24 febbraio 2011

Aumenta l’indice sulla povertà a causa dell’inflazione alimentare

In India l’aumento del costo del cibo, che ha segnato un + 15% da ottobre 2010 a gennaio 2011, getta sotto la soglia di povertà estrema altri 44 milioni di persone.

L’inflazione alimentare in India si attenua di poco dopo un anno da record, ma le preoccupazioni relative a un nuovo aumento dei prezzi restano elevate. Infatti nonostante gli interventi da parte del governo, l’inflazione alimentare è cresciuta anche questa settimana del 18%: tra i fattori scatenanti dell’impennata dei prezzi giocano un ruolo di primo piano un sistema di distribuzione inefficiente nel Paese (la viabilità è compromessa dalle pessime condizioni delle strade e mancano mezzi in grado di conservare i cibi) e il fatto che la domanda è superiore all’offerta (si tratta di una popolazione di oltre 1.1 miliardo di persone con dei ritmi di crescita annui pari all’1.3%). Inoltre le piogge di novembre hanno distrutto i raccolti di uno degli alimenti che si trova alla base dell’alimentazione indiana, ovvero la cipolla: si sono registrate perdite fino all’80% della produzione e di conseguenza il prezzo delle cipolle è triplicato divenendo in questo modo un prodotto non più accessibile alla maggior parte della popolazione. Al fine di diminuire il costo dei prodotti alimentari, il governo ha varato una serie di misure, tra cui il divieto di esportare cipolle, la diminuzione dei dazi sull’importazione e una richiesta d’aiuto al Pakistan. Al momento l’India presenta il tasso di inflazione alimentare più elevato tra le maggiori economie asiatiche, anche se altri Paesi emergenti come la Cina e il Brasile stanno lottando contro l’aumento dei prezzi. Ciò che preoccupa maggiormente le economie di questi Paesi è l’aumento dell’inflazione dei prodotti no-food, cresciuta in India del 31.58% a metà febbraio, contro il 13.94% registrato nello stesso periodo l’anno scorso.

mercoledì 15 settembre 2010

Fao: un calo nella percentuale dei sottonutriti nella regione Asia-Pacifico

La percentuale dei sottonutriti nell’area Asia-Pacifico è scesa del 12% rispetto al 2009: l’India “è artefice in larga parte del miglioramento registrato”.
Per la prima volta nella storia si registra un significativo calo delle persone che soffrono la fame. La stima è stata presentata ieri a Roma dalla Fao, assieme a Ifad e Pam, ossia il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il Programma alimentare mondiale. Risultano essere circa 925 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo, “ma l’obiettivo del Millennio di dimezzare la percentuale degli affamati, non va lasciato cadere e, se si opera nel modo giusto, ci riusciremo”, ha affermato Jacques Diouf, direttore generale della Fao.
I due terzi delle persone sottonutrite vivono in soli sette Paesi: Bangladesh, Cina, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia e Pakistan, e solo in India e Cina si resgistra una percentuale superiore al 40%.
Tuttavia, è importante sottolineare che nella regione Asia-Pacifico la percentuale è scesa del 12% rispetto al 2009, anche se i 578 milioni di affamati contro i precedenti 658 rimane un livello ”inaccettabilmente alto”. Considerando la crescita economica registrata nell’area asiatica, è importante sottolineare che l’India “è artefice in larga parte del miglioramento registrato”. Ciò che Diouf suggerisce è un “robusto investimento in agricoltura”. Anche l’Ifad, considerando la necessità di investire in tale settore, sostiene che “le popolazioni rurali sono la chiave per risolvere il problema: bisogna assisterle per farle produrre di più”.