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lunedì 27 giugno 2011

Il tasso di alfabetizzazione in India

Con una popolazione che ha ormai raggiunto la soglia di 1,2 miliardi di persone, stando ai dati pubblicati in occasione del censimento realizzato a marzo, l’India conferma la sua seconda posizione nella classifica dei Paesi più popolosi al mondo.

Nel corso dell’ultimo decennio il subcontinente indiano ha assistito ad un aumento esponenziale della sua popolazione, anche se questa crescita non è stata accompagnata da un’altrettanta strabiliante impennata del tasso di alfabetizzazione. Nonostante gli sforzi portati avanti dallo Stato indiano allo scopo di aumentare gli investimenti nell’istruzione, nelle zone rurali, dove risiede circa il 70% della popolazione indiana, si registra ancora un elevato tasso di analfabetismo: solo il 74% della popolazione indiana risulta infatti alfabetizzato. Per questo motivo il Governo indiano ha deciso di porre in essere un piano che prevede nei prossimi due anni il raggiungimento di un livello di alfabetizzazione pari all’85% e la riduzione della differenza tra il tasso maschile e quello femminile di dieci punti percentuali. Al momento infatti le discrepanze tra la condizione delle donne e quella degli uomini sono molto evidenti: se per genere maschile il tasso di alfabetizzazione si attesta intorno all’82%, per quello femminile raggiunge solo il 65%. Sicuramente un passo avanti per un Paese che considera l’istruzione alla base dello sviluppo di una società.

giovedì 16 giugno 2011

Al via il censimento dei membri dei sindacati indiani

Per la prima volta dal 2002, il Ministero del lavoro ha indetto un censimento dei membri dei principali sindacati dei lavoratori. Il primo passo è stato avviare le consultazioni con i sindacati.

Il Ministero del lavoro ha finalmente avviato il nuovo censimento dei membri dei sindacati indiani; i dati attualmente in possesso sono ormai datati, visto che risalgono ad oltre nove anni fa, perciò si rivela oltremodo necessario un conteggio aggiornato.
Tale ricerca risulta molto importante, in quanto in base a queste cifre, viene decisa l’importanza accordata alle correnti dei vari sindacati in merito alle decisioni riguardanti le questioni legate alle politiche del lavoro, e inoltre ne emerge la proporzione  della loro rappresentanza nelle varie commissioni, indette periodicamente dal governo sulle questioni in materia di lavoro.
Un funzionario del ministero ha dichiarato in merito che “il procedimento è appena iniziato e speriamo di completarlo nel minor tempo possibile. L’ultima volta l’enumerazione è durata quattro anni, causando un certo malcontento tra i sindacati. Questa volta vorremmo accelerare le cose, sebbene, comprensibilmente, il processo sarà un po’ lungo perché, per garantire che i calcoli siano precisi, occorre intraprendere una verifica fisica”.
Secondo le stime attualmente disponibili, i membri dei sindacati sono circa 250mila, ma queste cifre saranno appunto verificate dal ministero.
Dal canto loro, i sindacati sostengono che, dall’ultima ricerca condotta, sono avvenute profonde trasformazioni e il rallentamento economico ha rinnovato l’importanza dei sindacati sulla scena industriale, fattore questo che il governo deve ancora considerare nelle sue decisioni a causa del ritardo nel censimento.