Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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martedì 30 aprile 2013

H&M veste l’India

Il gruppo di fast fashion svedese pianifica l’apertura di una filiale detenuta al 100% e di 50 nuovi negozi monomarca.

H&M avvia la sua penetrazione commerciale in India e  prevede di investire 100 milioni di euro entro l’anno per una filiale controllata al 100% e di aprire una cinquantina di punti vendita monomarca nel paese. Un traguardo fino a poco tempo fa impensabile per le società straniere che puntavano al mercato indiano, poiché obbligate dalla legge nazionale ad associarsi con dei partner locali e a non possedere una quota superiore al 49% delle controllate. Oggi, grazie alla nuova legislazione,  il vincolo è stato scavalcato e rimane solo l’obbligo, per il brand svedese, di rifornirsi di almeno il 30% del valore dei prodotti venduti nel paese, da produttori locali.
Dopo l’IKEA, il gruppo svedese, è il secondo colosso scandinavo a sbarcare in India e punta ora a raggiungere il marchio Indetex, che in partnership con Tata, è presente già da tre anni sul mercato indiano con nomi come Zara e Massimo Dutti. Sebbene infatti sia presente oggi in 49 paesi, H&M realizza ancora l’80% delle proprie vendite in Europa e solo il 6% in Asia. Lo sguardo è quindi ora rivolto ai mercati emergenti  ed è previsto, entro la fine dell’anno il debutto anche in Cile e Indonesia.

mercoledì 20 marzo 2013

Continua la cooperazione agricola Italia-India

All’indomani de meeting di Pounjab tra operatori indiani e italiani, è positivo il riscontro di FederUnacoma. Il caso marò non scalfisce le relazioni industriali tra i due Paesi.

“Piena sintonia sul piano tecnico ed economico, ma anche sul piano culturale ed umano”. Con questo commento il Presidente di FederUnacoma, Massimo Goldoni, chiude la “tre giorni” dedicata alla presentazione, agli operatori locali di settore, delle tecnologie made in Italy per le lavorazioni agricole. La manifestazione promozionale organizzata dallo Stato del Punjab, Regione Emilia Romagna, Federazione delle Camere di Commercio e Industria dell’India FICCI e Federazione delle industrie italiane costruttrici di macchine agricole FederUnacoma, si è infatti conclusa con successo, lo scorso 17 marzo, attirando circa 250 mila visitatori.
Altrettanto ottimistiche sono le previsioni di Goldoni sull’evoluzione dei rapporti diplomatici italo-indiani: “Sono certo che le tensioni fra i governi legate alla vicenda dei militari italiani saranno presto superate – ha dichiarato - e che si troverà una soluzione soddisfacente per entrambe le parti, perché le relazioni con l’India sono basate non soltanto su un reciproco interesse alla cooperazione tecnica ed economica ma anche su un ottimo feeling sul piano culturale ed umano”. “Come FederUnacoma collaboriamo in modo stretto con la FICCI da alcuni anni – ha aggiunto il Presidente di FederUnacoma– e abbiamo ormai una grande sintonia per lo sviluppo di una meccanizzazione che possa conciliare le esigenze di produttività con quelle di salvaguardia delle risorse naturali, e che rispetti il modello di impresa agricola che il Paese intende sviluppare in questa fase così dinamica e importante della sua storia”.

giovedì 14 marzo 2013

Caso Marò: a rischio le relazione con l’India

La Corte Suprema indiana comunica all’ambasciatore italiano di non lasciare il Paese e di fornire entro il 18 marzo una spiegazione circa la decisione di Roma. Duri gli avvertimenti del premier Singh. 

Sempre più tesi i rapporti italo indiani a causa del mancato rientro di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati di aver ucciso due pescatori durante un servizio di antipirateria su una nave italiana. È di poche ore fa l’ordinanza lanciata all’ambasciatore Mancini di non lasciare l'India prima dell’udienza fissata dalla Corte Suprema Indiana, cioè il 19 marzo. Al diplomatico, che aveva firmato davanti alla Corte una dichiarazione giurata a garanzia del ritorno dei Marò in India alla scadenza del permesso elettorale, è ora richiesto di fornire, entro il 18 marzo, una spiegazione circa la decisione di Roma. Se non è ancora chiaro il riconoscimento o meno dell’immunità diplomatica per Mancini, non lasciano dubbi gli ammonimenti del primo ministro Manmohan Singh. Il Premier indiano ha rinnovato infatti, prima su twitter e poi in Parlamento, le sue proteste: “Devono mantenere fede alla loro parola” e avverte che, se ciò non avverrà, ci “saranno conseguenze sulle nostre relazioni con l’Italia”. Oltre ai rapporti bilaterali preoccupano anche le eventuali ripercussioni sulle relazioni commerciali tra i due Paesi. Come evidenzia la Sace, in India sono presenti circa 400 aziende italiane, con 1,11 miliardi di dollari di investimenti diretti che pongono l'Italia al settimo posto tra gli investitori UE, preceduta da Regno Unito, Germania, Olanda, Cipro, Francia e Spagna. Tra le più importanti realtà che operano nel subcontinente si annoverano: Eni, Fiat, Luxottica, Merloni, Piaggio, Tecnimont, Pirelli, Italcementi, Techint, Perfetti Van Melle, Luxottica, Carraro, STmicroelectronics e Generali.

venerdì 1 marzo 2013

Apple alla conquista dell’India

ITunes Store, Apple TV e nuovi punti vendita: l’azienda di Cupertino punta al subcontinente indiano.

Dopo il successo riscontrato sul mercato cinese che ha da poco sorpassato quello statunitense come giro d’affari, la Apple guarda all’India. Un nuovo iTunes Store, l’imminente commercializzazione di Apple TV, e la previsione di aprire entro l’anno punti vendita diretti, sono alcune delle importanti iniziative avviate recentemente nel subcontinente.
L’India rappresenta oggi uno dei mercati col maggior tasso di crescita al mondo, ed è proprio per tale motivo che l’azienda guidata da Tim Cook sta iniziando a concentrare i propri sforzi in quel Paese. La strategia di ingresso è sintetizzata dal Wall Street Journal: «Apple sta bypassando i carrier mobili per ottenere un maggior controllo sul marketing in India e per poter offrire prestiti senza interessi che irretiscano i consumatori di fascia bassa. Negli ultimi sei mesi, la società ha anche aumentato lo staff in India del 30% per un totale di 170 impiegati, oltre a prepararsi all’introduzione di altri prodotti come Apple TV che dovrebbe raggiungere i negozi nelle prossime settimane. [...] Il risultato è che Apple ha venduto più di 252.000 iPhone in India nel trimestre che si concludeva a dicembre, ovvero più del triplo dei tre mesi precedenti, secondo una ricerca di Canalys».
È da sottolineare però che, contrariamente a quanto avviene negli USA, in India gli operatori telefonici solitamente non sovvenzionano gli smartphone con degli appositi piani, dunque per acquistare un iPhone entry-level gli indiani dovranno effettuare un esborso economico di minimo 500$. Una cifra inaccessibile per le tasche dei consumatori locali che l’azienda di Cupertino dovrà necessariamente abbassare con una soluzione low cost dedicata esclusivamente ai paesi emergenti.

lunedì 4 febbraio 2013

L’Oréal inaugura due poli R&S

Il gruppo francese apre laboratori a Mumbai e Bangalore. Investimento previsto: 140 milioni di euro dal 2011 al 2016.

L’Oréal preme l’acceleratore in India e punta sull’innovazione. L’Azienda beauty con le migliori performance del subcontinente ha da poco inaugurato un centro di ricerca che studierà la pelle e i capelli indiani e le aspettative del pubblico indiano in materia di bellezza. Il centro è articolato nel polo di sviluppo del prodotto di Mumbai e in quello di ricerca avanzata a Bangalore. Con i suoi 5 mila mq di superficie, il centro di Mumbai si focalizzerà su studi clinici di pelle e capelli locali, traducendo le richieste di mercato in prodotti innovativi. A Bangalore invece la ricerca sarà rivolta agli ingredienti attivi in grado di contrastare problemi alla pigmentazione e al cuoio capelluto e si parla di cento nuove assunzioni previste entro l’anno, tra ricercatori e scienziati indiani. «Questo nuovo polo di ricerca e innovazione – dichiara Jean Paul Agon, presidente e ceo di L’Oréal – testimonia la nostra fiducia nel grande potenziale di quest'area e il nostro forte interesse nel Paese in linea con la nostra strategia di adattare i nostri marchi globali alle esigenze specifiche di ogni cultura».
Presente in India da 18 anni con 15 marchi internazionali e 1230 persone occupate, L’Oréal si conferma gruppo leader nel settore con un fatturato che lo scorso anno ha toccato i 230 milioni di euro a un tasso di crescita del 20% rispetto al 2011. “Con una tra le crescite maggiori del gruppo nell'area dell'Asia pacifica – conferma Agon– l'India è un mercato chiave per realizzare il nostro obiettivo di raggiungere un miliardo di nuovi consumatori».

venerdì 7 dicembre 2012

Sace apre in India

Inaugurato un nuovo ufficio a Mumbai. Diventerà il punto di riferimento per i mercati dell’Asia meridionale.

Un nuovo polo di riferimento per le imprese italiane che puntano all’internazionalizzazione nell’area di India, Bangladesh e Pakistan. La nuova sede del gruppo assicurativo-finanziario è stata aperta lo scorso lunedì a Mumbai e affidata alla guida del manager indiano Amit Roy.
L’ India è oggi il settimo mercato emergente nel portafoglio SACE che vanta nei suoi confronti un livello di esposizione di oltre un miliardo di euro. È inoltre atteso dal gruppo assicurativo un ulteriore incremento del business italiano nell’area Asiatica nei prossimi mesi. Come ha evidenziato Raoul Ascari, Chief Operating Officer di SACE, la presenza del gruppo all’estero “si basa sulla creazione di una rete di  uffici snelli ed efficienti nei mercati a più elevato potenziale, rafforzata da investimenti, collaborazioni con società di consulenza e partnership con il mondo bancario per sviluppare linee di credito utili a sostenere i progetti di crescita del Made in Italy in loco”.
Grandi i progetti in campo. Ascari ha già annunciato che riguarderanno i settori oil&gas, petrolchimico e della meccanica strumentale con investimenti previsti di 2 miliardi di euro.

venerdì 26 ottobre 2012

Nuovi aiuti per l’internazionalizzazione

Enterprise Europe Network arriva in India. Un nuovo strumento per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese.

La rete Enterprise Europe Network apre l'accesso per le piccole e medie imprese (PMI) a importanti mercati internazionali grazie  all'imminente inaugurazione di nuove filiali in India. Per la precisione di tre nuovi centri che diverranno a breve operativi a New Dehli, come annunciato lo scorso lunedì 22 ottobre, in occasione della Conferenza annuale della rete svoltasi a Cipro. La rete di sostegno alle imprese e all'innovazione finanziata dall'UE, è nata nel 2008 ed è basata presso quasi 600 organizzazioni locali in 52 paesi. Il suo obiettivo è aiutare le imprese che iniziano a commerciare all'estero, cercano partner commerciali o tecnologici e desiderano accedere a un finanziamento UE. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l'Industria e l'Imprenditoria, ha affermato: "Le piccole e medie imprese (PMI) dell'Europa devono poter accedere all'economia globale per poter prosperare. La rete Enterprise Europe Network ha una tradizione consolidata a sostegno delle piccole imprese in altri continenti, laddove le PMI dell'UE hanno l'opportunità di beneficiare dei nuovi mercati d'esportazione, di partnership straniere e di cluster transfrontalieri. Queste nuove filiali della rete in Asia e in Canada creeranno ancor più opportunità per le imprese."