L’incredibile e incessante crescita economica di quelli che potremmo definire gli “ex Paesi emergenti”, sta garantendo investimenti sempre maggiori nella ricerca scientifica: il rapporto Knowledge, Networks and Nations ha messo in evidenza l’impegno dei Paesi in via di sviluppo nel campo della ricerca ed in particolare ha sottolineato la differenza abissale che si delineerà nei prossimi anni tra Paesi sviluppati e non. Anche se gli Stati Uniti rappresentano ancora il fulcro dell’attività di ricerca, seguiti da Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Spagna, dallo studio effettuato emerge che la Cina quest’anno è entrata al sesto posto nella Top 10 stilata a livello mondiale in relazione agli investimenti nella ricerca, e si prepara a strappare il primato agli Stati Uniti entro il 2020. L’analisi mette inoltre in risalto il fatto che l’India per la prima volta è riuscita ad entrare nella classifica al decimo posto facendo slittare la Russia all’undicesimo. Dal canto suo il Brasile si dimostra sempre più impegnato sul fronte della ricerca e, anche se non rientra nella lista, resta il detentore del primato in Sudamerica. Le stime prevedono il sorpasso della Cina già nel 2013, grazie ai numerosi centri di ricerca attivi nel Paese e al fatto che il numero di laureati in scienza ed ingegneria sta aumentando vertiginosamente. Il rapporto sottolinea altresì la rilevanza degli investimenti in Paesi come l’Iran, che ha registrato il maggior numero di pubblicazioni scientifiche, e la Turchia. Quest’ultima in particolare ha posto la ricerca come una priorità assoluta, incrementando di sei volte gli investimenti pubblici; basti pensare che nell’arco di sei anni il numero di ricercatori ha segnato una crescita del 43%.
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mercoledì 6 aprile 2011
Bric: i nuovi poli della ricerca scientifica
Brasile, Russia, India e Cina irrompono nella classifica delle nazioni più attive nel campo della ricerca scientifica sbaragliando le potenze occidentali.
lunedì 8 marzo 2010
General Motors India investe in R&S per ampliare il suo business
Il Preisidente della General Motors India Karl Slym ha annunciato che la casa automobilistica ha in programma espandere il proprio business investendo in R&S, tramite l'assunzione di circa 400 ingegneri che verranno inseriti nel centro tecnico di Bangalore. Lo scopo dell'azienda è quello di riuscire ad esportare i propri veicoli a breve, entro 3 o 4 anni al massimo.
La General Motors India punta a uno sviluppo capillare: il personale tecnico andrà infatti a studiare e migliorare ogni fase delle autovetture, lavorando inoltre sulle automobili ibride. L'azienda ha altresì reso noto che al momento più di 700 ingegneri stanno collaborando allo sviluppo del cambio automatico delle vetture e si stanno occupando di tecnologie e design avanzati.
La General Motors India punta a uno sviluppo capillare: il personale tecnico andrà infatti a studiare e migliorare ogni fase delle autovetture, lavorando inoltre sulle automobili ibride. L'azienda ha altresì reso noto che al momento più di 700 ingegneri stanno collaborando allo sviluppo del cambio automatico delle vetture e si stanno occupando di tecnologie e design avanzati.
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