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martedì 8 marzo 2011

Lo sviluppo della rete informatica

Il Ministro delle Finanza Pranab Mukherjee ha annunciato di voler estendere la connessione a banda larga alle zone rurali in modo da aumentare le opportunità per il settore informatico indiano.

Durante la presentazione del bilancio in Parlamento, il Ministro della Finanza indiano ha confermato l’intenzione di fornire, nell’arco di tre anni,la connessione a banda larga a tutti i 250.000 Panchayat presenti in India. Il progetto si pone come obiettivo la promozione della banda larga che al momento è diffusa solo per l’1% se confrontata alla diffusione della telefonia mobile: l’India possiede all’incirca 11 milioni di connessioni internet contro i 750 milioni di connessioni attraverso la rete mobile. Questi dati dimostrano che il Governo non è riuscito a raggiungere la soglia di 20 milioni di connessioni prevista per la fine del 2010. Il miglioramento della diffusione della rete internet rappresenta un punto molto importante nella do-list del Governo, visto che numerosi studi hanno dimostrato che ad ogni aumento pari al 10% della diffusione di internet corrisponde una crescita del Pil dell’1.38%. Si tratta di un settore chiave dell’economia indiana, considerando il fatto che la richiesta sempre maggiore di prodotti legati all’elettronica sta aumentando a causa della crescita dell’economia indiana, delle aspirazioni delle generazioni più giovani e del consolidamento di una classe media disposta ad acquistare questa tipologia di prodotti. Per questo motivo il Governo sta promuovendo numerose iniziative al fine di incentivare gli investimenti in questo campo e permettere all’India di ritagliarsi un ruolo di primo piano a livello mondiale sia nella progettazione/ sviluppo di prodotti legati all’informatica sia nella produzione degli stessi.

lunedì 22 novembre 2010

Hi-tech in India

“Se non sei rilevante in India nei prossimi cinque anni, non potrai mai esserlo per il resto del mondo nei 10-15 successivi. Perché è in paesi in crescita e con bisogni complessi come l’India che emergeranno i nuovi modelli di business”.

Gran parte delle principali imprese globali operanti nel settore dell’hi-tech hanno portato i loro laboratori nella metropoli di Bangladore, a sud dell’India.
Tra il 2000 e il 2008 è stato registrato un incremento del numero dei centri di ricerca e sviluppo, che sono passati da 191 a 780. Le ragioni di tale crescita sono dovute da una parte alla disponibilità di maggiori risorse umane e ai costi contenuti, mentre dall’altra dalla necessità delle aziende di essere presenti in un mercato come l’India, in cui emergono i nuovi modelli di business per far fronte a bisogni complessi. Secondo Anil Menon, il presidente per Globalisation&Smart Connected Communities di Cisco, “se non sei rilevante in India nei prossimi cinque anni, non potrai mai esserlo per il resto del mondo nei 10-15 successivi”.

venerdì 22 gennaio 2010

Prodotti high-tech: i big spender del settore sono gli indiani

Cina, India, Brasile e buona parte dell’Asean non hanno subito le gravi conseguenze che la “grande crisi” ha portato con se in altri paesi e, pertanto, non hanno nemmeno registrato un preoccupante calo dei consumi, soprattutto per quanto riguarda quelli di fascia alta.
Particolarmente interessanti sono i dati relativi alle spese dei consumatori per gli acquisti high-tech che emergono dallo studio ‹‹Consumer electronics products and service usage›› effettuato da Accenture, che fotografa il trend degli acquisti della classe media in quattro paesi industrializzati (Stati Uniti, Francia, Germania, Germania e Giappone) e in quattro emergenti (India, Cina, Singapore, Malaysia): nel 2009, anno in cui si è registrata una frenata da parte delle economie “mature”, la spesa per l’acquisto di prodotti di elettronica di consumo è aumentata di 42 miliardi di dollari, raggiungendo il valore globale di 700 miliardi. Tale cifra è stata raggiunta grazie alla domanda proveniente dai paesi emergenti, dove sono aumentate considerevolmente le vendite di telefonini, notebook, console portatili per videogame, per navigare online e i lettori multimediali; tutti prodotti per cui si spendono quote di reddito superiori agli standard occidentali.Lo studio ha rilevato che i big spender dell’high-tech sono gli indiani: il 77% del campione dichiara di aver speso oltre 500 dollari, mentre quasi il 20% afferma di aver superato i 3000 dollari. In Occidente tale quota è raggiunta solo dal 6% del campione e la spesa di un altro terzo è inferiore a 500 dollari.