Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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venerdì 6 aprile 2012

Le infrastrutture in India

+23,6% per il settore delle infrastrutture in India.

Il settore indiano delle infrastrutture continua a registrare numeri da record grazie alla rapida urbanizzazione del Paese, al forte supporto da parte del Governo, ai numerosi investimenti stranieri e alle partecipazioni private che hanno permesso al comparto di svilupparsi rapidamente. Stando ai dati relativi al periodo aprile/dicembre 2011, i sub-settori relativi a reti stradali, ferrovie, porti ed energia hanno registrato un aumento del 23,6% rispetto all’anno precedente.
Scendendo nel dettaglio, la rete stradale indiana rappresenta la più lunga al mondo con i suoi 4,1 milioni di km su cui circola un numero di veicoli che cresce ad una media annua pari al 10,16%. Per quanto riguarda le ferrovie, da aprile 2011 a febbraio 2012, la Indian Railway ha generato entrate per 14 miliardi di Euro, segnando un +10,17% rispetto al 2010. I porti infine contribuiscono in modo decisivo all’industria navale e rappresentano un settore in forte crescita visto il loro continuo potenziamento e miglioramento.
A questi dati si aggiungono le notizie relative agli investimenti che il Governo di Nuova Delhi sta pianificando al fine di migliorare il settore delle infrastrutture in India.

mercoledì 30 novembre 2011

Accordo JN port-Porto di Venezia

Firmato l’accordo tra l’indiana JN Port e l’Autorità Portuale di Venezia.

Porti europei e porti indiani sempre più vicini grazie all’accordo firmato tra la Jawaharlal Nehru Port Trust e l’Autorità Portuale di Venezia: dopo aver introdotto nel mese di settembre un servizio settimanale di navi container verso i porti indiani, Italia e India sono sempre più collegate anche in seguito all’accordo di collaborazione siglato di recente tra i due Paesi. Nel dettaglio la collaborazione è volta a favorire la cooperazione reciproca tanto nella gestione dei porti, quanto nelle connessioni con l’entroterra e nelle operazioni portuali.
L’esperienza maturata nel corso degli anni dal Porto di Venezia nell’ambito della navigazione da crociera, con quasi due milioni di passeggeri all’anno, sarà fondamentale per i porti indiani interessati a sfruttare le opportunità presentate da questo traffico crescente, tra cui JNPT, Mormugao e Chennai. Grazie alla fondazione dell’Associazione dei Porti dell’Adriatico Settentrionale, avvenuta ad opera dell’Autorità Portuale di Venezia in collaborazione con i porti di Trieste, Ravenna, Koper e Rijeka, è già stato possibile diminuire il tempo di transito tra i Paesi europei ed i porti asiatici.
Sottoscritto in presenza del Ministro per il Traffico Marittimo dell’Unione, Mr. G. K. Vasan, l’accordo ha visto come rappresentante del porto italiano il Capitano Antonio Revedin, mentre per il Jawaharlal Nehru Port, il suo Presidente Mr. L. Radhakrishnan.

martedì 12 luglio 2011

L’India investe nei porti

La quarta potenza economica mondiale ha deciso di investire maggiormente nei servizi portuali, vista la presenza di soli 12 porti maggiori e 187 minori nel Paese.

Considerati i successi ottenuti dal Dubai Port International e dal Singapore Psa International, porti di due Stati relativamente piccoli, l’India ha deciso di investire nella struttura portuale del Paese, creando prima di tutto l’India Ports Global, espressione del Ministero della Navigazione che avrà il compito di realizzare investimenti nelle strutture portuali all’estero. A questo proposito i ricavi generati dall’India Ports Global permetteranno di modernizzare i porti indiani. Se si considera infatti che il più grande porto indiano, il Jawaharlal Nehru di Mumbai, si colloca solo al ventiquattresimo posto negli scali che movimentano più container, quando Singapore è stato per diversi anni al primo posto e Dubai al settimo, la decisione del governo indiano di migliorare il comparto rientra nell’ottica di diminuire la differenza attualmente presente tra le ambizioni dell’India e le sue dotazioni. Queste difficoltà sono determinate in prima battuta dall’aumento dei costi di gestione deciso dal governo a carico dei più grandi terminal operator del mondo e in secondo luogo dall’eccessiva burocrazia e dalla sua lentezza.

giovedì 7 luglio 2011

Il settore dei macchinari da costruzione

Il mercato dei macchinari da costruzione attira sempre più l’attenzione delle imprese italiane soprattutto alla luce degli investimenti previsti dal governo indiano nel settore.

Con una domanda interna di macchinari da costruzione prevista in aumento nei prossimi anni del 22%, l’India potrebbe rappresentare una destinazione strategica per le aziende italiane. L’incredibile tasso di crescita, concentrata in particolare sui macchinari per il movimento terra e per la movimentazione dei materiali, è determinato in larga misura dalle politiche adottate dal governo indiano nel settore delle infrastrutture: se infatti nel 2010-2011 sono stati stanziati 280 miliardi di euro, nel periodo 2011-2012 340 miliardi di euro verranno investiti per la costruzione di ponti, gallerie, autostrade e per la realizzazione di progetti legati alla generazione, trasmissione e distribuzione di elettricità. La manovra decisa dal governo di Nuova Delhi genererà un aumento della richiesta di macchinari da costruzione. Al momento il mercato risulta essere dominato da un gruppo ristretto di grandi player locali e la tendenza in atto, anche se ancora in una fase iniziale, sembra andare verso una nuova modalità, ovvero l’affitto dei macchinari. Se l’import di macchinari ha registrato una buona crescita nel 2008-2009, si è arrestato nel 2009 a causa della crisi internazionale e nel periodo 2009-2010 ha subito una forte diminuzione; in questo contesto l’Italia ha perso consistenti quote di mercato in alcune categorie, mentre in altre è riuscita ad aumentarle: proprio sui comparti delle macchine utensili da perforazione, dei macchinari per l’estrazione e di quelli per la costruzione di autostrade,… si concentreranno le imprese italiane nei prossimi anni.

mercoledì 23 marzo 2011

Il gigante asiatico investe nel settore delle infrastrutture

Gli investimenti infrastrutturali previsti in India nei prossimi 10 anni attirano l’attenzione delle potenze occidentali fra cui l’Italia.

Se nel Belpaese la mancanza di fondi e gli ostacoli burocratici frenano l’avvio di grandi opere, dall’altra parte del pianeta l’India ha deciso di investire quasi 1.000 miliardi di dollari per le infrastrutture nel prossimo decennio. Nonostante l’estrema povertà di alcune aree del Paese, la potenza asiatica supera l’Italia in termini di obiettivi di marketing e orientamento al lungo periodo: l’India presenta un tasso di crescita annuo del PIL pari all’8% e secondo un recente monitoraggio il settore delle infrastrutture si espanderà notevolmente nei prossimi dieci anni grazie alla decisione del Governo indiano di investire 427 miliardi di dollari per le strade, 288 miliardi per l’energia, 281 miliardi per le ferrovie, 272 per gli aeroporti e 94 per i porti. La produzione del settore è stata largamente influenzata dagli interventi del Governo volti a sostenere e sviluppare le infrastrutture: sgravi fiscali, finanziamenti e agevolazioni per le aziende hanno permesso di sostenere nuovi progetti e richiamare l’attenzione delle potenze occidentali. È stato osservato inoltre un aumento degli investimenti privati nel settore, passati dal 25% nel periodo 2002-2007 al 36% attuale, con una previsione di raggiungere il 50% nei prossimi anni. Il nostro Paese finora non ha ancora approfittato di questa miniera d’oro e si è posizionata solo al dodicesimo posto nella lista dei Paesi investitori in India e al ventiduesimo posto nella classifica dei partner commerciali. In una recente visita a Milano il Ministro indiano del Commercio e dell’Industria ha auspicato un aumento degli scambi tra i due Paesi e proprio in quest’ottica si deve leggere la missione Confindustria-Simest in programma dal 21 al 24 marzo in India. La missione imprenditoriale, dedicata al settore delle infrastrutture, è patrocinata dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Esteri e vede la partecipazione di alcune tra le più importanti società italiane con interessi in India. L’evento si articolerà in incontri istituzionali con le più importanti autorità indiane, tra cui il Ministro per le Strade e Autostrade e il Ministro dello Sviluppo Urbano. Il progetto, realizzato grazie al supporto dell’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, dell’Indo-Italian Chamber of Commerce e della Ficci-Federation of Indian Chamber of Commerce and Industry, si pone come obiettivo quello di “rafforzare le già strette relazioni economiche bilaterali, conoscere gli obiettivi prioritari del governo indiano e approfondire i progetti di sviluppo selezionati dall’esecutivo per il piano quinquennale 2012-2016”.

venerdì 29 gennaio 2010

In India cresce il mercato delle vacanze in nave

Il mercato crocieristico indiano fino ad oggi ha compreso solamente il Sud-Est asiatico e gli Emirati, per il mercato di massa, e il Mediterraneo e il Mare del Nord, per i viaggiatori più sofisticati. Tale business però ha cominciato a crescere del 10-15% all’anno, un dato che rende plausibile l’ipotesi che possa svilupparsi anche nelle acque dell’Oceano Indiano.
Nonostante la presenza di 7.500 chilometri di coste, in India le vacanze in nave si sono sempre svolte sui grandi fiumi del nord, nelle backwaters del Kerala o sulle navi-casinò ancorate al largo del lago di Goa. Ora, la società di navigazione Luis Cruises India ha in programma di salpare dalle coste del Kerala con una crociera per le Maldive ogni mercoledì e una tutte le domeniche per lo Sri Lanka, utilizzando come base di partenza il porto di Kochi. La compagnia greco-cipriota ha l’obiettivo di portare dai 30 ai 40 mila passeggeri all’anno.
Tuttavia, prima che i grandi gruppi mondiali possano approfittare appieno del boom economico del Subcontinente e della crescente propensione a viaggiare dei suoi ceti medio-alti, passerà del tempo, perché, purtroppo, il mercato croceristico del Subcontinente non è ancora opportunamente supportato a livello fiscale e infrastrutturale. A bordo delle navi, anche relativamente a quelle dirette all’estero, si devono pagare le tasse locali fino a 200 miglia dalla costa, mentre i porti, non essendo ancora in grado di ospitare grandi imbarcazioni e di garantire operazioni di imbarco e disimbarco agevoli, sono carenti a livello infrastrutturale e non stanno crescendo in modo adeguato: a marzo 2010 saranno in grado di gestire solo 743 milioni di tonnellate di merci all’anno contro il miliardo abbondante previsto nel piano di sviluppo.