Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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venerdì 20 luglio 2012

Scontri alla Maruti Suzuki, bruciato un dirigente

La protesta sindacale in corso da alcuni giorni sfocia in battaglia e il capo del personale muore bruciato vivo. Decine i feriti.

Un dirigente aziendale morto, oltre 70 feriti e un centinaio di lavoratori arrestati sono il bilancio, finora, del conflitto industriale esploso mercoledì sera e culminato con l’incendio dello stabilimento automobilistico Maruti Suzuki di Manesar, ad una cinquantina di chilometri dalla capitale New Delhi.
Sulle cause dei disordini, scoppiati nella mattinata di ieri, sindacato e direzione aziendale offrono versioni contrastanti. Stando alle opinioni del sindacato, Maruti Suzuki Worker's Union, l’escalation di violenza è scattata a seguito del maltrattamento di un operaio, insultato da un caporeparto per la sua appartenenza ad una casta inferiore. Secondo il gruppo automobilistico i disordini sono stati invece innescati dal dipendente, che colpì il suo supervisore. Sta di fatto che il malcontento sociale non è una novità nella fabbrica che produce circa la metà delle auto vendute ogni anno in India e da tempo alla Maruti Suzuki è aperta una vertenza su salari e contratti.
 Lo stabilimento ora è chiuso e “la produzione è totalmente sospesa”, come ha dichiarato un responsabile della Maruti Suzuki, precisando di non sapere quando la filiale, dalla quale escono 55mila veicoli all'anno, riaprirà. Intanto il titolo del gruppo è precipitato a fine giornata di circa il 9% alla Borsa di Bombay.

giovedì 24 maggio 2012

Fiat India

Aprire 100-110 concessionarie in India: questo l’obiettivo di Fiat nel Subcontinente indiano.

Dopo aver rivisto di recente la sua collaborazione con Tata Motors annunciando la decisione di occuparsi direttamente della distribuzione in India grazie alla creazione di una nuova società, Fiat India ha manifestato la volontà di aprire 100-110 concessionarie esclusive entro il 2014 nelle settanta principali città indiane. Il responsabile commerciale di Fiat India Automobiles, Enrico Atanasio, ha inoltre aggiunto che l’azienda sta valutando l’ipotesi di introdurre nel Subcontinente indiano tutti i brand del gruppo, compresi Chrysler, Jeep e Fiat Commercial.
Lo stesso Atanasio ha sottolineato "Stiamo facendo valutazioni su tutti i marchi... abbiamo un grande numero di marchi e modelli cui possiamo guardare, inclusi quelli della scuderia Chrysler. […] Siamo in una situazione non soddisfacente in termini di quota di mercato... Fiat oggi è presente nei segmenti B e C, che è la spina dorsale del mercato indiano. Una volta realizzata la rete guarderemo ad altri segmenti sopra e sotto quel livello".

mercoledì 5 ottobre 2011

La Tata lancia l’auto più cara al mondo

Il colosso automobilistico indiano Tata arriva sul mercato con la “Bling” Nano, la versione ultra lusso dell’auto più economica al mondo.

Simbolo del miracolo economico e protagonista indiscussa dello scenario economico mondiale, l’India si è da sempre contraddistinta per il fatto di essere un Paese in cui convivono forti contraddizioni. Una di queste è proprio rappresentata dalla nuova automobile lanciata sul mercato dalla Tata a tre anni dall’annuncio della Nano, la macchina più economica al mondo.
Si tratta della “Bling” Nano, la macchina più costosa in assoluto, con un prezzo che si aggira intorno ai 4,5 milioni di dollari, destinati a salire se si considera il rialzo delle quotazioni in borsa dell’oro e delle gemme. L’auto gioiello rappresenta infatti un vero e proprio tripudio al lusso: un rivestimento formato da 80kg di oro da 22 carati e 15 kg di argento, in aggiunta alle 10mila pietre preziose che la tempestano, fanno della “Bling” Nano il sogno dei magnati indiani e non solo, e la rappresentazione del paradosso che caratterizza in generale i Paesi emergenti, dove miliardari vivono accanto a persone costrette sotto la soglia di povertà. Del resto come si è potuto osservare il precedenza, anche durante i periodi di guerra e in questo caso di crisi economica il mercato del lusso non ha mai conosciuto momenti di criticità.

mercoledì 31 agosto 2011

India, mercato difficile per Fiat

Per aggredire il mercato indiano, dove Fiat è presente con la joint venture costituita con Tata Motors, la casa torinese dovrà fare nuovi importanti investimenti per rafforzare il marchio.

La joint venture tra Fiat Auto Spa e Tata Motors in India non ha riscosso finora il successo sperato. Dalla sua costituzione, infatti, si sono registrate perdite pari a 180 milioni di euro; nell’anno fiscale appena concluso (il 31 marzo scorso) sono state vendute poco più di 20.000 vetture, il 15% in meno rispetto all’anno precedente. Anche nel primo quadrimestre di quest’anno non si sono visti miglioramenti: le auto vendute sono 6.805 contro le 8.401 dell’anno scorso, e Fiat detiene attualmente una quota di mercato dello 0,87%.
Eppure il mercato indiano è uno dei più appetibili al momento, con 2,6 milioni di veicoli; tuttavia, il 65% è detenuto da tre marchi leader, Tata, Hyundai e Suzuki, e il restante 35% deve essere spartito tra 15 concorrenti, tra cui Fiat.
Il problema dell’azienda torinese giace nel marchio stesso e per questo si rendono necessari importanti investimenti in questa direzione: il prossimo autunno partirà, quindi, una campagna pubblicitaria per rinnovare l’immagine dei veicoli Fiat. Verranno, inoltre, inaugurati show room indipendenti in 20 città, mentre nei concessionari di New Dheli e Pune si potranno trovare i Fiat Caffè. Dall’Italia verrà designato un responsabile per l’area asiatica che in futuro potrebbe far partire la vendita della Chrysler anche in india. Intanto, Fiat annuncia che nel Paese asiatico verranno presto lanciati nuovi modelli e nel 2013 partirà la vendita anche della nuova mini-car.
Dal punto di vista produttivo, invece, Fiat è già all’avanguardia: la fabbrica di Ranjangaon è dotata di ogni certificazione relativa all’ambiente e alla sicurezza, ha un impianto potenziale per 160.000 auto e 350.000 motori l’anno, anche se al momento produce 80.000 veicoli e 95.000 motori. Attualmente si producono Punto, Linea e la Tata-Maza ma è in discussione un accordo con Suzuki per la produzione di 100.000 motori multijet 1.3 per la Maruti.

giovedì 30 giugno 2011

FIAT ritorna in India con due modelli

Forte di un’esperienza centenaria, dopo essere stata oltreoceano FIAT ha deciso di riportare le sue idee e i suoi modelli anche in India.

Il marchio FIAT è già presente da tempo sul mercato indiano: a partire dalla prima esperienza, purtroppo fallita, con la Fiat Padmini, l’approccio del Gruppo italiano nel Paese dei Maharaja si è evoluto, proponendo Fiat Palio e Fiat Adventure, riportando nel primo caso un successo, mentre nel secondo un riscontro non positivo da parte del mercato. Nonostante le difficoltà l’azienda italiana ha deciso di ritornare sul mercato indiano con la sua Fiat Punto 90HP e la sua Fiat Linea T-Jet, due modelli diversi sul piano delle aspettative, delle prestazioni del motore, degli optional e dello stile di guida. I due modelli di distinguono anche per l’attenzione alla sicurezza e all’ambiente, con un particolare impegno nella riduzione del consumo di energie. Rispetto agli assetti originali italiani presentano inoltre delle differenze legate sia alle tendenze diverse di questo mercato sia alla diversa conformazione geografica del Paese.

mercoledì 22 giugno 2011

La Renault ritenta la strada del low cost in India

La casa automobilistica francese ha annunciato che produrrà in India cinque modelli di auto low cost nei prossimi quindici mesi.

Nonostante i precedenti fallimenti di collaborazione con imprese locali nella produzione di modelli ultra low cost, la Renault ha annunciato che a breve verranno lanciati nuovi prodotti, tra i quali è già sul mercato indiano la berlina Fluence.
Infatti, sono già in fase di realizzazione due nuovi modelli, Koleos SUV e Dacia Duster SUV.
Il primo modello, che sarà presentato alla Delhi Auto Expo del prossimo anno, è stato progettato specificatamente per il mercato indiano dagli ingegneri di Mumbai.
Parallelamente al lancio di questi nuovi prodotti, la Renault collabora ancora con la casa automobilistica indiana Bajaj, nonostante sia evidente che questa partnership sia in forte crisi, al punto che in maggio l'azienda francese ha dichiarato che se i veicoli sviluppati e prodotti dalla Bajaj non dovessero soddisfare le loro aspettative, la collaborazione sarà interrotta.
Comunque, in caso non dovessero funzionare le collaborazioni con altre case automobilistiche, la Renault si dichiara pronta a proseguire da sola nel suo ambizioso progetto di produrre modelli di auto ultra low cost.

martedì 19 aprile 2011

Aumentano i miliardari in India

Il mercato del lusso si espande nella terra dei Maharaja.

La crescita del segmento del lusso in India risalta le contraddizioni di un Paese che se per l’80% vive con meno di due dollari al giorno, per la restante parte si aggiudica il secondo posto per numero di miliardari, preceduto solo dagli Stati Uniti. Proprio per questo motivo anche la casa automobilistica Aston Martin ha deciso di rivolgersi verso questo mercato e di avvicinarsi al consumatore finale attraverso l’apertura di sette concessionarie entro il 2015. Si tratta di una scelta che ripercorre le decisioni già intraprese da Ferrari, Maserati e Bugatti, spinte verso la tigre asiatica dall’impressionante numero di auto di lusso vendute nel paese (nel 2010 sono state vendute 15.7052 auto di lusso). Secondo il responsabile commerciale di Aston Martin, Michael van der Sande, “la nostra decisione di rafforzare la presenza nella regione è guidata dal forte interesse dei potenziali clienti per i prodotti di lusso”. Ma l’aumento del numero di miliardari ha coinvolto non solo le case automobilistiche, ma anche i produttori di jet privati e velivoli di lusso: secondo il vicepresidente della Business Aviation Association for India, Karan Singh, “entro il 2020 i velivoli privati indiani triplicheranno, definendo il Paese come uno tra i cinque mercati di aviazione privata più importanti al mondo”. Viste le numerose opportunità offerte da questo mercato di nicchia, già diversi operatori del settore si sono mobilitati e tra questi spiccano la canadese Bombardier, la brasiliana Embraer e le americane Gulfstream, Hawker Beechcraft e Cessna.

giovedì 31 marzo 2011

L’obiettivo di Piaggio: vendere 250mila veicoli

Piaggio segna un rialzo dell’1,18% a Piazza Affari in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal management in relazione alle vendite.

Grazie agli obiettivi in programma per il 2011, Piaggio potrebbe anticipare di due anni gli obiettivi del piano per la vendita di veicoli commerciali in India. Ravi Chopra, presidente ed amministratore delegato di Piaggio India, ha annunciato l’obiettivo della società di vendere 250mila veicoli nel 2011 contro i 220mila venduti l’anno scorso, di cui 210mila rappresentati da veicoli a tre ruote e 10mila da veicoli a quattro ruote. Stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato Roberto Colaninno, la società ha intenzione di lanciare nel 2012 una Vespa adattata alle esigenze specifiche del Paese. In particolare la Vespa presenterà dei vantaggi in termini di costo e di facile manutenzione e potrà essere destinata in un secondo momento agli altri Paesi emergenti. Inoltre entro il mese di aprile verrà inaugurato il nuovo stabilimento indiano di motori diesel che permetterà alla società di fornire alla casa automobilistica General Motors 50.000 motori all’anno. Parallelamente Piaggio sta valutando un ingresso nel mercato cinese con dei veicoli commerciali leggeri, vista la richiesta crescente di nuove tipologie di mezzi di trasporto legata al massiccio spostamento di prodotti dalla campagna alla città.

lunedì 8 marzo 2010

General Motors India investe in R&S per ampliare il suo business

Il Preisidente della General Motors India Karl Slym ha annunciato che la casa automobilistica ha in programma espandere il proprio business investendo in R&S, tramite l'assunzione di circa 400 ingegneri che verranno inseriti nel centro tecnico di Bangalore. Lo scopo dell'azienda è quello di riuscire ad esportare i propri veicoli a breve, entro 3 o 4 anni al massimo.
La General Motors India punta a uno sviluppo capillare: il personale tecnico andrà infatti a studiare e migliorare ogni fase delle autovetture, lavorando inoltre sulle automobili ibride. L'azienda ha altresì reso noto che al momento più di 700 ingegneri stanno collaborando allo sviluppo del cambio automatico delle vetture e si stanno occupando di tecnologie e design avanzati.