Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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venerdì 16 novembre 2012

Tablet a 32 euro: un sogno low cost che si avvera

Presentato dal governo indiano in questi giorni, Aakash 2.0  potrebbe essere uno strumento per combattere l’analfabetismo informatico.

32 euro che si dimezzano grazie ai sussidi statali: il nuovo tablet made in India è oggi il più economico sul mercato mondiale. Akasch 2.0, che tradotto significa “cielo azzurro”, ha un processore da un Gigahertz, 512 megabyte di memoria Ram, uno schermo da 7 pollici e un sistema operativo Android che consente il collegamento a Google Play Store, il negozio delle applicazioni di Mountain View. A completare la tavoletta digitale ci pensano alcuni accessori indispensabili come telecamera e connessione wifi.
Un oggetto accessibile alle fasce economiche più basse e che fa gola anche al di fuori del Subcontinente ma che è stato ideato con uno scopo preciso: raggiungere quel 95% della popolazione indiana, più di un miliardo di persone, che non ha ancora una connessione ad Internet. Nonostante infatti, si contino nel Paese 900 milioni di contratti per cellulari, pochissimi di essi sono gli Smartphone collegati alla rete. Come spiega il Ministro dell’Istruzione indiano Pallam Raju "Aakash può essere un ottimo strumento educativo e stiamo lavorando con l'Indian Institute of Technology per sviluppare sempre nuovi contenuti". Non resta che augurare buona fortuna al nuovo nato della casa indiana, auspicando che abbia più successo delle sue precedenti versioni, abbandonate dopo poco tempo per la scarsa velocità e l’insufficiente durata delle batterie.

giovedì 26 aprile 2012

Infoys

Annunciati nuovi piani di espansione.

Infoys, la seconda più importante imprese indiana nel settore dell’Information Technology, ha annunciato l’intenzione di promuovere piani di assunzione. Nel dettaglio Infoys intende assumere 35.000 nuove persone nell’anno in corso; numeri rilevanti se si considera che la società insieme alle sue controllate ha assunto nell’ultimo trimestre 10.676 persone. Con un totale di 149.994 dipendenti al 31 marzo 2012, l’azienda opera in un settore che in India ha rappresentato e rappresenta tuttora il pilastro centrale dell’economia. L’azienda ha altresì annunciato che nell’ultimo trimestre i profitti sono incrementati del 27,4% rispetto al trimestre precedente; nei piani di sviluppo è prevista inoltre l’assunzione di circa 1.200 persone negli Stati Uniti.

martedì 21 febbraio 2012

La Mela in India

Il gigante Apple pronto a conquistare l’India.

Lo scorso mese il Chief Officer di Apple si è recato in India probabilmente allo scopo di stipulare nuovi accordi con le imprese locali per lo svolgimento di test di dispositivi, software e processi produttivi. Nel dettaglio stando a quanto riportato da The Economic Times, Niall O’Connor, CIO di Apple, si è recato a Bangalore, centro di eccellenza dell’Information Technology in India, dove è stato accolto da Infosys e Wipro, due delle maggiori imprese di servizi informatici del Paese. L’obiettivo del CIO sembra chiaro: subappaltare alle aziende indiane nuovi servizi per un valore complessivo di milioni di dollari all’anno. Si tratta di un progetto a cui Apple aveva già pensato nel 2006, quando aveva manifestato l’intenzione di aprire un centro di sviluppo a Bangalore, idea poi abbandonata.
Con oltre 1 miliardo di abitanti, l’India rappresenta sicuramente un mercato asiatico fondamentale per i progetti futuri della società americana che, attraverso la creazione di una base locale, potrebbe raggiungere quello che rappresenta il secondo mercato più vasto al mondo dopo quello cinese.

giovedì 6 ottobre 2011

L’india tocca il cielo con 50 dollari

Si chiama Aakash (che significa “cielo” in Hindi), il nuovo tablet sfornato dalla compagnia britannica DataWind.

L’azienda britannica DataWind ha annunciato la realizzazione in India del nuovo tablet Aakash, che sarà venduto al Governo di Nuova Delhi per 50 dollari. La versione super-economica del tablet sarà destinata agli studenti e contribuirà ad eliminare il divario tecnologico e digitale del Subcontinente indiano, permettendo fra l’altro agli indiani residenti nelle zone rurali di seguire le lezioni.
Il lancio del prodotto è stato accolto con favore dagli studenti appartenenti al dipartimento di tecnologia, che hanno però precisato la necessità di aggiungere alcuni particolari mancanti nella versione base. Nella fase iniziale un primo modello pilota verrà distribuito gratuitamente a centomila giovani, per poi essere venduto agli studenti al prezzo agevolato di 35 dollari.
L’azienda britannica Datawind ha inoltre previsto una versione per il mercato con un prezzo base fissato a sessanta dollari. Il Ministro dell’Educazione e delle Telecomunicazioni, Kapil Sibal, ha commentato la notizia affermando che “I ricchi hanno accesso al mondo digitale, i poveri e le persone normali ne sono esclusi: Aakash metterà fine a questa divisione digitale”.

martedì 27 settembre 2011

L’India in materia di e-waste

Nel 2012 entreranno in vigore le norme emanate in tema di e-waste: nuove procedure per i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il Ministero indiano dell’Ambiente e delle Foreste ha annunciato che a partire dal 1° maggio 2012 entreranno in vigore le norme in materia di e-waste, ovvero dei rifiuti generati da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Stando ai dati resi noti dalla Manifacturers’ Association for Information Technology (MAIT), allo stato attuale l’India produce circa 400.000 tonnellate di e-waste, di cui solo il 5% viene riciclato: secondo i dati forniti da MAIT, circa il 40% dei prodotti inutilizzati e obsoleti restano nei magazzini e nei ripostigli delle case e non è previsto un meccanismo per lo smaltimento degli stessi.
In base alle nuove norme saranno i produttori di pc, telefoni cellulari ed elettrodomestici a doversi occupare del riciclaggio e della riduzione di questo tipo di rifiuti, prevedendo dei propri centri di raccolta. Allo stesso modo i grandi consumatori di tali apparecchiature, come le aziende e il governo, saranno ritenuti responsabili per il riciclaggio degli e-waste e dovranno garantire l’invio di questi rifiuti ai centri autorizzati o il ritiro da parte dei produttori; sono previsti inoltre dei registri relativi ai rifiuti, consultabili dagli enti preposti al controllo dei livelli di inquinamento.

venerdì 23 settembre 2011

Il Governo centrale investe nell’agricoltura

Al fine di migliorare la produzione del settore primario del Paese, il Presidente indiano ha annunciato l’impegno del Governo nello sviluppo del settore agricolo.

Il Presidente della Repubblica Indiana, Pratibha Patil, ha confermato l’importanza di investire nella produzione agricola del Paese facendo ricorso alle tecnologie più moderne: il Presidente ha affermato che “Non dobbiamo dimenticare che la sicurezza alimentare nel Paese dipende dallo sviluppo del settore agricolo”, sottolineando l’impegno da parte del Governo del Subcontinente al fine di rendere partecipi le comunità locali rurali nel processo di implementazione dei sistemi agricoli di nuova generazione.
L’agricoltura infatti dovrebbe coordinarsi meglio con gli altri settori dell’economia e gli agricoltori dovrebbero poter avere accesso al credito agricolo ed essere agevolati nella commercializzazione dei loro prodotti.
La Banca Nazionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (National Bank for Agricolture and Rural Development) ha previsto per quest’anno fiscale, lo stanziamento di 120 milioni di € per lo sviluppo delle infrastrutture nelle zone rurali nelle regioni del Jammu e del Kashmir. Ulteriori otto milioni di € sono stati allocati per essere impiegati in ottanta progetti riguardanti l’irrigazione, la fornitura di acqua potabile e la costruzione di strutture veterinarie.

martedì 20 settembre 2011

Il Governo del Tamil Nadu investe nell’istruzione

Il Tamil Nadu ha deciso di investire due miliardi di dollari nell’acquisto di computer per sette milioni di studenti.
Il Governo dello Stato indiano del Tamil Nadu ha iniziato a distribuire la prima parte dei 6,8 miliardi di dollari destinati all’acquisto di computer portatili per gli studenti. L’iniziativa, che rientra all’interno di un piano quinquennale da 7 miliardi di dollari, rappresenta la prima del genere in India ed è stata accolta tanto da elogi quanto da critiche: se da un lato infatti alcuni sostengono che il progetto potrebbe aiutare i ragazzi più svantaggiati offrendo loro la possibilità di disporre di un computer, dall’altro c’è chi sostiene che si tratti solo di uno spreco di risorse che potrebbero essere meglio sfruttate per apportare migliorie sia a livello delle infrastrutture sia nei servizi sociali. Di fronte alle accuse di destinare denaro pubblico per l’acquisto di pc dotati di software elementari insoddisfacenti per gli studenti, il Governo ha replicato che la spesa legata all’iniziativa è inferiore al 3% del bilancio del settore.
Lo Stato del Tamil Nadu rappresenta uno dei leader nell’uso dell’informazione tecnologica e già in passato altri politici hanno promosso programmi-donazioni dello stesso tipo.

lunedì 13 giugno 2011

L’Indian Institute of Science (IIs): uno sguardo al futuro

340 professori, 130 assistenti di laboratorio, 3.500 matricole all’anno: questi sono solo alcuni numeri del prestigioso Indian Institute of Science.

La Silicon Valley indiana si trova nello stato del Karnataka e più precisamente a Bangalore, una città con più di otto milioni di abitanti e una forte tradizione legata all’Hi-tech. A Bangalore infatti nel 1903 circolò la prima automobile dell’India e nel 1905 venne accesa la prima lampadina. Si tratta di una città che per la sua posizione geografica, a 1000 metri di altezza sull’altopiano di Mysore e senza sbocchi sul mare, ha sempre puntato sulla scienza e la tecnologia. Secondo l’Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry , “A metà degli anni ’90 la città ha iniziato con lo sviluppo di grandi call center che fornivano servizi di outsourcing a mezzo mondo, adesso si stanno trasformando in centri di ricerca e sviluppo”. In questo contesto è stato creato l’Indian Institute of Science, un rinomato centro di eccellenza in chimica, fisica, meccanica, nanotecnologie, ingegneria aerospaziale e informatica. Secondo il Professore Anurag Kumar, direttore dell’IIs, “Gli studenti che non superano la nostra selezione, riprovano a Berkeley e Stanford. Ogni anno accogliamo 3.500 matricole, ma le domande sono almeno dieci volte tanto. Provengono da tutti gli stati indiani e da qualche anno anche dall’estero”. L’eccellenza dell’Indian Institute of Science dimostra l’attenzione prestata dall’India alla risorsa più importante del Paese: i giovani, che rappresentano il 54% della popolazione .

mercoledì 18 maggio 2011

Il colosso finnico Nokia nel mercato indiano

Nokia si prepara ad introdurre nel mercato indiano una nuova applicazione da scaricare sul proprio telefono.

Presente da 16 anni in India, da quando il 31 luglio del 1995 venne effettuata la prima chiamata mobile in India tramite un suo cellulare, Nokia si affaccia sul mercato indiano con nuova applicazione, Search, in grado di individuare una particolare località con un semplice click. Il nuovo dispositivo permette all’utente di trovare una destinazione, un centro commerciale, un ristorante dal proprio telefono cellulare. Secondo il direttore di Nokia India, la novità che verrà introdotta nei telefoni Nokia aumenterà il successo della compagnia nel paese asiatico, dove i consumatori presentano delle peculiarità rispetto agli utenti europei e statunitensi: se infatti nei paesi occidentali l’accesso ad internet dal telefono viene utilizzato principalmente per controllare le email, in India l’uso di internet nel telefono è più legato ai giochi, all’intrattenimento e allo sport. Secondo il report Most Trusted Brand, un’indagine condotta in India su 300 marchi, il marchio Nokia è quello sul quale il consumatore fa più affidamento nel Paese: la società finnica è leader del mercato indiano dei cellulari ed è il più richiesto per via dei prezzi contenuti, delle caratteristiche e della durata del prodotto. Dopo essersi aggiudicato per la terza volta consecutiva, dal 2008 al 2010, il titolo di Most Trusted Brand, il direttore di Nokia India ha affermato che “Nokia è sempre stata una compagnia che pone al suo cento il consumatore e la sua dimostrazione di fiducia è il premio più importante tra tutti”.

mercoledì 27 aprile 2011

Si chiude l’era iniziata con Giuseppe Ravizza

La battaglia tra la macchina da scrivere e il computer è arrivata al capolinea questa settimana: la Godrej and Boyce di Mumbai, l’ultima fabbrica al mondo che produceva macchine da scrivere, ha chiuso i battenti.

L’epoca della scrittura a macchina iniziata con l’invenzione della macchina da scrivere da parte dell’italiano Giuseppe Ravizza nel 1846, cede il passo all’era tecnologica introdotta dai computer negli anni ’90. A partire dalla loro introduzione sul mercato e dalla loro veloce espansione, i computer hanno cominciato a sostituire la macchina da scrivere, considerata oggigiorno più come un pezzo di antiquariato e da collezionisti, che per la sua funzione. Da quando i computer sono stati introdotti sul mercato, le vendite di macchine da scrivere hanno subito un brusco calo, alimentato dall’abbassamento del prezzo dei computer legato al boom economico. Se in Occidente le macchine da scrivere sono state lentamente abbandonate a partire dagli anni Novanta, in India il loro commercio ha retto fino a pochi anni fa, soprattutto negli uffici pubblici, presso le forze di sicurezza e nei tribunali. Il manager della Godrej and Boyce, Milind Dukle, ha infatti sottolineato che se fino a una ventina d’anni fa si riuscivano a vendere circa 50.000 pezzi l’anno sul mercato indiano, a partire dal 2000 questa cifra è scesa a 10-12.000 unità fino a raggiungere il minimo storico l’anno scorso, quando ne sono state vendute meno di 800. Mentre gli altri produttori si sono ritirati dal mercato molti anni fa, la Godrej and Boyce ha continuato a lavorare, ma il contesto attuale dominato dai computer ha spinto l’azienda a rivalutare la propria produzione: se i primi esemplari introdotti in India negli anni Cinquanta furono accolti dal primo ministro di allora Jawaharlal Neru come il “simbolo dell’indipendenza industriale dell’India”, il loro ruolo negli anni è profondamente mutato.

mercoledì 20 aprile 2011

L’India in orbita

L’India lancia in orbita tre satelliti: un ultimo sforzo per guadagnarsi una posizione di prestigio nel mercato globale spaziale.

L’India ha lanciato oggi nello spazio dalla base spaziale di Sriharikota tre satelliti con il razzo vettore Pslv-C16 (Polar Satellite Launch Vehicle) . In particolare dalla base spaziale posizionata sulla costa del Golfo del Bengala, sono stati mandati in orbita: il satellite indiano Resourcesat-2 costruito dall’ISRO per analizzare nel dettaglio le risorse naturali presenti; il satellite Youthsat, frutto di un progetto universitario indo-russo, che permetterà di studiare in modo approfondito l’atmosfera; il satellite X-sat di Singapore, il primo della città-stato, creato dalla Nanyang Technological University. Il Primo Ministro indiano Manmohan Singh ha sottolineato come il lancio dei satelliti nello spazio dimostri ancora una volta le competenze e le capacità della nazione. Il programma di studio dello spazio portato avanti dalla potenza asiatica, che secondo i progetti porterà al primo volo nello spazio con equipaggio a bordo entro il 2016, conferma ancora una volta l’indiscutibile posizione di questo paese nello scenario economico mondiale.

lunedì 21 marzo 2011

Cindia e Brasile: il mobile commerce

Il mobile commerce, dopo una partenza lenta, diventa un successo in Cina, India e inizia ad espandersi anche in Brasile.

I Paesi BIC accolgono a braccia aperte il mobile commerce, ovvero l’utilizzo del telefonino in quanto abilitatore nella scelta dei prodotti e nel pagamento all’interno nei negozi: recenti ricerche evidenziano infatti che cinesi, brasiliani e indiani ricorrono sempre più al cellulare per effettuare pagamenti e controllare i movimenti sul proprio conto corrente. Questi studi si concentrano inoltre sul fatto che mentre in questi Paesi circa la metà della popolazione si affida al telefonino, in Europa e negli Stati Uniti solo un consumatore su sette utilizza il suo smartphone per pagare. Le ragioni alla base di questo successo nei Paesi in via di sviluppo risiedono in primo luogo nel fatto che il cellulare rappresenta uno strumento facile da usare e conveniente rispetto alle carte di credito; in secondo luogo molti consumatori dei mercati emergenti non hanno un conto corrente o servizi di bancomat e soprattutto nelle aree rurali, mancano i registratori di cassa. Accanto ai vantaggi che il mobile commerce offre ai consumatori è però necessario sottolineare che questa nuova modalità pratica e veloce di pagamento pone dei problemi relativi alla privacy e nell’ultimo periodo sono stati registrati degli aumenti nei casi di furti di identità e frodi.

giovedì 13 gennaio 2011

India e Cina: una crescita sostenibile

Marco Annunziata, chief economist del colosso General Electric dal primo gennaio, sostiene che la crisi finanziaria abbia cambiato la scala dei paesi ‹‹forti›› e ‹‹deboli››.

L'economista italiano, ora, attraverso le sue analisi macroeconomiche, dovrà indirizzare le scelte industriali strategiche della multinazionale Usa. Dieci anni fa, quando Annunziata lavorava negli Stati Uniti per il Fondo Monetario Internazionale, “i paesi che avevano bisogno di aiuti erano solo quelli emergenti. Oggi sono soprattutto gli stati occidentali”. I Bric erano le grandi promesse del mondo. Quanto a questi ultimi, lo chief economist osserva che la Russia, dopo anni di crescita, è rimasto un paese dipendente dal petrolio; non essendo ancora riuscita a diversificarsi, l'economia russa resta vulnerabile. La Cina, invece, presenta una crescita economica forte: la sfida di Pechino sarà quella di proseguire nella sua apertura dell’economia, riuscendo a evitare contraccolpi o scompensi.
Un paese autoritario com’è la Cina, può stabilire a tavolino la proprie mosse, inviando esperti a studiare i sistemi più efficaci all'estero e importando il meglio da ogni paese. Tuttavia, questo potrebbe bastare nel lungo periodo, ma non quando sarà necessaria, invece, una creatività maggiore. Da questo punto di vista è più promettente l'India, che non presenta un regime politico monolitico come quello cinese, ma un sistema politico democratico e più caotico.
Secondo Annunziata la crescita di India e Cina non rappresenta una minaccia per le risorse mondiali, in quanto crede che questi due paesi, anche qualora raggiungessero il livello di consumi americani, tale processo non avverrebbe con la stessa dinamica di utilizzo di materie prime, in quanto non sarebbe sostenibile. La Cina è molto avanzata nelle infrastrutture, mentre l’India nelle tecnologie: secondo l’economista “il progresso tecnologico permetterà ad un certo punto un efficientamento dell'utilizzo delle risorse naturali. Nel breve ci sarà pressione sui prezzi, poi quando i costi delle materie prime diventeranno troppo elevati, aumenterà l'incentivo a trovare alternative”.

martedì 16 marzo 2010

Microsoft e Google alla conquista delle lingue locali indiane

Pur non essendo semplice stabilire esattamente la percentuale di indiani parlanti inglese, da una recente ricerca della Microsoft risulta che circa il 95% della popolazione preferisce nettamente lavorare nella propria lingua. Ciò comporta che l'utilizzo del computer e l'accesso a internet, quesi interamente in inglese, sono fuori dalla portata della maggioranza del paese.
Quella che fino a poco tempo fa rappresentava un grande limite è divenuta un'opportunità per le grandi concorrenti mondiali nel campo, che stanno studiando sistemi che permettano l'utilizzo del web nelle lingue locali. Al momento è già disponibile la traslitterazione, ovvero la conversione di una lingua, digitata con le lettere dell'alfabeto inglese, in un'altra. Per l'utilizzo di questo metodo si rende però necessaria la conoscenza della lingua inglese scritta. Sia Google che Microsoft sono alla ricerca della tecnologia più innovativa in tal senso.

venerdì 22 gennaio 2010

Prodotti high-tech: i big spender del settore sono gli indiani

Cina, India, Brasile e buona parte dell’Asean non hanno subito le gravi conseguenze che la “grande crisi” ha portato con se in altri paesi e, pertanto, non hanno nemmeno registrato un preoccupante calo dei consumi, soprattutto per quanto riguarda quelli di fascia alta.
Particolarmente interessanti sono i dati relativi alle spese dei consumatori per gli acquisti high-tech che emergono dallo studio ‹‹Consumer electronics products and service usage›› effettuato da Accenture, che fotografa il trend degli acquisti della classe media in quattro paesi industrializzati (Stati Uniti, Francia, Germania, Germania e Giappone) e in quattro emergenti (India, Cina, Singapore, Malaysia): nel 2009, anno in cui si è registrata una frenata da parte delle economie “mature”, la spesa per l’acquisto di prodotti di elettronica di consumo è aumentata di 42 miliardi di dollari, raggiungendo il valore globale di 700 miliardi. Tale cifra è stata raggiunta grazie alla domanda proveniente dai paesi emergenti, dove sono aumentate considerevolmente le vendite di telefonini, notebook, console portatili per videogame, per navigare online e i lettori multimediali; tutti prodotti per cui si spendono quote di reddito superiori agli standard occidentali.Lo studio ha rilevato che i big spender dell’high-tech sono gli indiani: il 77% del campione dichiara di aver speso oltre 500 dollari, mentre quasi il 20% afferma di aver superato i 3000 dollari. In Occidente tale quota è raggiunta solo dal 6% del campione e la spesa di un altro terzo è inferiore a 500 dollari.