Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
Visualizzazione post con etichetta settore immobiliare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta settore immobiliare. Mostra tutti i post

martedì 10 aprile 2012

Il mercato immobiliare

Aumenta il prezzo delle case in Asia.

Una nuova linea di demarcazione tra le economie mature e quelle in via di sviluppo: il prezzo del mattone. Stando infatti ai dati relativi al 2011, nelle nuove economie è stata registrata una crescita a lungo termine dei valori immobiliari. Dal 2005 al giugno 2011 i prezzi delle abitazioni di buon livello nelle dieci principali città mondiali sono aumentati in media del 77%, crescita alla quale si è aggiunto un ulteriore +6% registrato nel secondo semestre dello scorso anno. Un dato significativo se si considera che mentre Londra, Parigi, Tokyo, Sidney e New York, che appartengono alle cd. vecchie economie, hanno visto aumentare i prezzi del 35% dal 2005, Shanghai, Singapore, Hong Kong e Mumbai hanno registrato un aumento del 123%. Nel dettaglio proprio Mumbai ha registrato l’apprezzamento maggiore dal 2005 (+138%). Jatin Patel di Savills India ha commentato: “[…] il real estate riflette la transizione in atto da città nazionale a metropoli mondiale, un fenomeno che non è più possibile arrestare”.

lunedì 5 marzo 2012

Il settore immobiliare

Il settore immobiliare in India ha attirato 1.300 milioni di € nel 2011.

Resi noti i dati relativi al settore immobiliare in India relativi al 2011: lo scorso anno il settore ha attirato 1300 milioni di Euro di investimenti privati, diventando la destinazione privilegiata per i fondi azionistici privati. Il settore energetico si è posizionato solo al terzo posto nella classifica relativa agli investimenti privati, preceduto dal settore automobilistico che è riuscito ad attrarre 780 milioni di € di fondi azionistici privati. Settori come telecomunicazioni, metalli & minerario, farmaceutico e cura della persona, ospitalità, hanno invece subito una diminuzione di interesse da parte di compagnie azionistiche private.
Nel complesso gli investimenti privati hanno raggiunto nel 2011 i 6 miliardi di Euro tramite 347 accordi.
Secondo Vikram Hosangady, partner di KPMG, “Soci a responsabilità limitata (che sottoscrivono assegni per fondi di investimento) percepiranno un guadagno del 15-25% dagli affari riguardanti il settore immobiliare. Gli investitori stranieri sono ottimisti nei confronti dell’India. Tutto ciò che vogliono è rapidità nell’agire e politiche amichevoli”.

giovedì 27 ottobre 2011

Il real estate indiano rimane elastico

Il settore immobiliare residenziale del Subcontinente rimane elastico, nonostante il rallentamento della crescita dell’economia indiana e il costo più elevato per la richiesta di prestito.

I dati relativi al settore immobiliare indiano, forniti dall’analisi della Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS) - la più grande organizzazione mondiale di professionisti che operano nel settore della gestione immobiliare e patrimoniale, della valorizzazione del territorio, della costruzione e delle problematiche ambientali correlate - indicano che quest’ultimo rimane elastico, nonostante il ritmo della crescita economica si sia abbassato anche per il Subcontinente e a dispetto del costo più elevato della richiesta di prestito. Per il settore residenziale, continua ad aumentare la crescita del credito; l’unico segnale negativo, per i costruttori, riguarda il numero delle nuove costruzioni, che registra un decremento.
Anche nel mercato degli uffici la domanda di spazi rimane solida e si rafforza la crescita degli affitti: secondo i dati della JLL - società di consulenza professionale e finanziaria specializzata in servizi immobiliari - quasi tutte le grandi città hanno visto un aumento degli affitti di circa il 2% nel terzo trimestre, mentre Delhi è rimasta stabile.
L’unico rischio è rappresentato dalla politica monetaria di New Delhi che, con la linea dei continui rialzi dei tassi adottata per contenere le pressioni inflazionistiche, potrebbe rallentare l’attuale andamento del real estate indiano.

mercoledì 23 marzo 2011

Il gigante asiatico investe nel settore delle infrastrutture

Gli investimenti infrastrutturali previsti in India nei prossimi 10 anni attirano l’attenzione delle potenze occidentali fra cui l’Italia.

Se nel Belpaese la mancanza di fondi e gli ostacoli burocratici frenano l’avvio di grandi opere, dall’altra parte del pianeta l’India ha deciso di investire quasi 1.000 miliardi di dollari per le infrastrutture nel prossimo decennio. Nonostante l’estrema povertà di alcune aree del Paese, la potenza asiatica supera l’Italia in termini di obiettivi di marketing e orientamento al lungo periodo: l’India presenta un tasso di crescita annuo del PIL pari all’8% e secondo un recente monitoraggio il settore delle infrastrutture si espanderà notevolmente nei prossimi dieci anni grazie alla decisione del Governo indiano di investire 427 miliardi di dollari per le strade, 288 miliardi per l’energia, 281 miliardi per le ferrovie, 272 per gli aeroporti e 94 per i porti. La produzione del settore è stata largamente influenzata dagli interventi del Governo volti a sostenere e sviluppare le infrastrutture: sgravi fiscali, finanziamenti e agevolazioni per le aziende hanno permesso di sostenere nuovi progetti e richiamare l’attenzione delle potenze occidentali. È stato osservato inoltre un aumento degli investimenti privati nel settore, passati dal 25% nel periodo 2002-2007 al 36% attuale, con una previsione di raggiungere il 50% nei prossimi anni. Il nostro Paese finora non ha ancora approfittato di questa miniera d’oro e si è posizionata solo al dodicesimo posto nella lista dei Paesi investitori in India e al ventiduesimo posto nella classifica dei partner commerciali. In una recente visita a Milano il Ministro indiano del Commercio e dell’Industria ha auspicato un aumento degli scambi tra i due Paesi e proprio in quest’ottica si deve leggere la missione Confindustria-Simest in programma dal 21 al 24 marzo in India. La missione imprenditoriale, dedicata al settore delle infrastrutture, è patrocinata dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Esteri e vede la partecipazione di alcune tra le più importanti società italiane con interessi in India. L’evento si articolerà in incontri istituzionali con le più importanti autorità indiane, tra cui il Ministro per le Strade e Autostrade e il Ministro dello Sviluppo Urbano. Il progetto, realizzato grazie al supporto dell’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, dell’Indo-Italian Chamber of Commerce e della Ficci-Federation of Indian Chamber of Commerce and Industry, si pone come obiettivo quello di “rafforzare le già strette relazioni economiche bilaterali, conoscere gli obiettivi prioritari del governo indiano e approfondire i progetti di sviluppo selezionati dall’esecutivo per il piano quinquennale 2012-2016”.

mercoledì 16 marzo 2011

I prezzi del comparto residenziale in India registrano un -20%

Il calo dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo in India sta determinando un aumento del numero di abitazioni e una forte spinta agli investimenti provenienti dall’estero.

Secondo un recente studio, l’India sta affrontando un rapido ed importante decremento dei prezzi degli immobili del segmento residenziale: si stima che i prezzi delle proprietà immobiliari diminuiranno di circa 20 punti percentuali, determinando in questo modo un incredibile aumento del numero e del controvalore delle transazioni sul mercato. La tendenza al ribasso in atto segue un periodo in cui a Mumbai è stato registrato il livello minimo di transazioni di compravendita immobiliare a causa della forte impennata dei prezzi. Secondo quest’analisi il comparto degli uffici e dei negozi dovrebbe registrare al contrario un aumento, in previsione del superamento di un periodo,durato 20 mesi, segnato fortemente dai canoni di locazione elevati. L’India rappresenta la quarta destinazione asiatica degli investimenti esteri, che si rivolgono in larga misura al mercato immobiliare: basti pensare che a gennaio anche Donald Trump ha annunciato il suo ingresso sul mercato immobiliare indiano di lusso, con la realizzazione di una torre residenziale a Mumbai. Un’occasione da non perdere per le imprese che stanno pensando di allargare i propri confini su questo mercato.

lunedì 7 marzo 2011

L’India e il settore della bio-edilizia

Per contribuire al risparmio energetico le autorità di Nuova Delhi hanno lanciato una proposta singolare: verniciare i tetti di bianco.

Nuova Delhi, la megalopoli indiana abitata da 15 milioni di abitanti e soggetta a temperature che nel periodo estivo raggiungono i 45 gradi, ha deciso di adottare i c.d. “cool roof”, letteralmente “tetti freddi”. Si tratta di tetti bianchi ottenuti attraverso verniciature particolari in grado di riflettere l’irradiazione solare che presentano un duplice vantaggio: da un lato garantiscono una maggiore abitabilità, visto che possono costituire un rimedio efficace contro il caldo estivo; dall’altro contribuiscono a ridurre gli sprechi di energia e i costi delle bollette. I “cool roof” permettono inoltre di contrastare il riscaldamento globale: un tetto nero infatti riscalda l’atmosfera irradiando energia che viene assorbita dalle nubi più basse dove resta bloccata a causa dell’effetto serra. Federico Bufera, docente del Politecnico di Milano e creatore di due edifici a emissioni zero nelle Marche, ha affermato che “ L’India è solo agli albori per quanto riguarda l’edilizia eco-sostenibile, ma dato il forte tasso di crescita e le dimensioni del Paese è assolutamente necessario che le nuove costruzioni siano realizzate secondo criteri di efficienza energetica. Si prevede che il settore delle costruzioni in India crescerà del 10% circa all’anno, con circa il 30% delle case nei centri urbani dove ci sarà un raddoppio della popolazione nel 2050”. Lo stesso Hem Pande, sottosegretario del Ministero Indiano dell’Ambiente e Foreste, ha sottolineato il fatto che “È necessaria una maggiore coscienza verde per costruttori, architetti e gli stessi residenti”.

lunedì 21 febbraio 2011

Tata Steel: nuovo impianto in Orissa

L’amministratore Delegato Hemant Nerurkar ha annunciato che Tata Steel inizierà a produrre nel nuovo impianto in Orissa tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

Tata Steel, settimo produttore mondiale di acciaio, ha annunciato l’imminente apertura del nuovo impianto realizzato in Orissa; lo stabilimento di Kalinganagar avrà una capacità iniziale di tre milioni di tonnellate, che potranno essere raddoppiate nel caso in cui se ne presentasse la necessità. Tata Steel aveva firmato un memorandum con il governo locale nel novembre del 2004 e al momento sono in corso le trattative per l’acquisizione delle terre e lo spostamento degli abitanti dell’area. Nel 2007 Tata Steel aveva acquisito Corus,secondo produttore di acciaio in Europa in quella che è stata definita la più grande acquisizione oltremare portata a termine da un’azienda indiana: mentre le operazioni indiane contribuiscono per un quarto alla capacità globale di Tata Steel pari a 30 milioni di tonnellate, quelle europee rappresentano i 2/3. A partire dalla metà del 2010 l’industria dell’acciaio è entrata in difficoltà a causa dell’aumento progressivo dei costi delle materie prime e della caduta del prezzo dell’acciaio dovuta all’attività rallentata dalla recessione in corso nei Paesi sviluppati. Mentre la domanda sta aumentando nel settore dell’auto, l’altro settore chiave costituito dalle costruzioni sta tentando di uscire dalla crisi.

giovedì 17 febbraio 2011

Il settore immobiliare in India

Il settore immobiliare in India rappresenta un’industria da 12 miliardi di dollari e si prevede una crescita del 30% nei prossimi dieci anni. Questo è quanto traspare dagli ultimi studi relativi a questo settore realizzati nel 2010.

Il settore immobiliare riveste un ruolo di primo piano nell’economia indiana: si tratta del settore che impiega più forza lavoro dopo l’agricoltura, e si colloca al terzo posto tra i quattordici maggiori settori in termini di effetti diretti e indiretti su tutti i campi dell’economia. Le ragioni di questa crescita risiedono nell’aumento della classe media (con conseguente richiesta di abitazioni), l’aumento dello spazio commerciale richiesto dalle imprese straniere che hanno effettuato in India IDE, l’espansione del settore delle vendite al dettaglio, un facile accesso agli strumenti finanziari e un boom demografico (l’India è il secondo Paese più popoloso al mondo). Sono presenti numerose opportunità di investimento soprattutto nella costruzione di: immobili commerciali (la grande distribuzione sta cominciando a sostituire i negozi tradizionali), Special Economic Zones, strutture per il turismo sanitario, complessi residenziali e industriali, spazi commerciali per la vendita al dettaglio, alberghi e strutture per turisti, città secondarie ( a causa dell’aumento vertiginoso del costo dei terreni nelle città principali) e nuovi quartieri (con conseguente progettazione di spazi per il tempo libero, attività commerciali e zone residenziali). La popolazione delle aree urbane, che attualmente si attesta intorno ai 300 milioni di persone, aumenterà di 300/400 milioni nei prossimi 25 anni portando con sé numerose conseguenze. In particolare un grande problema è già rappresentato dalla scarsità di abitazioni nei centri urbani (secondo le stime del governo questo dato si aggira intorno ai 24.7 milioni di case in meno), situazione aggravata dalla mancanza di una rete fognaria funzionante, di un sistema di raccolta dei rifiuti e di accesso all’acqua potabile. È evidente che questo settore presenta numerose opportunità di impiego e attira moltissimi altri settori (dall’idraulica agli impianti elettrici, dal cemento alle miniere). Dopo un deludente 2009, la domanda ha subito un’accelerata, ma gli operatori devono prestare molta attenzione e analizzare il contesto con cautela: infatti in seguito al picco della domanda anche i prezzi hanno subito un’impennata. La sfida per le imprese che vogliono competere in questo settore consiste nell’offrire dei prodotti di qualità a dei prezzi contenuti, promuovere uno sviluppo sostenibile impiegando materiali e energie rinnovabili e progettare un design funzionale, sicuro ed efficiente.

mercoledì 11 agosto 2010

India, opportunità per le imprese italiane nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia

Un nuovo Consiglio Italo-Indiano appoggerà gli imprenditori

L’obiettivo del governo indiano, per il quinquennio 2013-2017, è quello di focalizzarsi sulla costruzione di strade, ferrovie, aeroporti, infrastrutture urbane, edilizia pubblica e privata, strutture per l’energia e l’assistenza sanitaria. Il progetto previsto dal governo indiano è stato pensato per le aziende italiane che rientrano nei settori dei materiali di costruzione, attrezzature e macchinari e consulenza tecnica, come studi di ingegneria e architettura.
Una parte importante del progetto prevede la formazione di un Consiglio Italo-Indiano per le infrastrutture e l’edilizia, al fine di sostenere le aziende che fanno parte del networking con compagnie indiane ed enti locali che operano in tali settori.
Il Presidente della Camera di commercio italo-indiana, Narinder Nayar, ha confermato che “le opportunità offerte dal mercato indiano delle infrastrutture e dell’edilizia sono chiare e nei prossimi dieci anni sono previsti 18 miliardi di euro di investimenti provenienti dall’estero. Nonostante ciò la presenza di imprese italiane in India è ancora estremamente limitata”. Ha inoltre aggiunto che “l’obiettivo del progetto è quello di far conoscere alle imprese italiane gli strumenti per cogliere le opportunità offerte dal mercato indiano”.
Il settore delle costruzioni risulta essere favorevole per le imprese italiane, che avranno l’opportunità di operare anche in altri settori, come quello dell’acciaio e del cemento. Significativo è anche il settore dei macchinari da costruzione, considerando che il numero di macchine pro capite è molto basso: 13 ogni milione di abitanti, rispetto, ad esempio, alle 96 della Cina.

venerdì 25 giugno 2010

India, vie di fuga all’inefficienza delle grandi metropoli

Si assisterà nei prossimi anni ad un ulteriore accelerarsi delle tendenze all’urbanizzazione nel Paese Indiano. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso aprile dal McKinsey Global Institute la popolazione urbana arriverà nel 2030 a 590 milioni di persone e il numero di città con più di un milione di abitanti salirà da 42 a 68 (in Europa sono 35).
La nuova architettura urbana dell’India ha come obiettivo la realizzazione di nuovi complessi residenziali, townships e nuove città che rappresentano vie di fuga all’inefficienza delle grandi città come Mumbai, caratterizzata da una distribuzione dell’acqua e dell’energia irregolare e da un mercato immobiliare a prezzi proibitivi.
La città di Lavasa (Maharashtra) è il primo progetto in quest’ottica. Nel 2021 si stima che potranno vivere circa 300 mila persone su oltre 32 ettari di terreno collinare con una qualità della vita maggiore rispetto a quella dei centri urbani.
L’ottimismo sul fatto di riuscire a portare tra queste colline un numero sufficiente di industrie è motivato da due fattori: da un lato la vicinanza con i grandi centri di Mumbai e di Pune, dall’altro la presenza di reti infrastrutturali che nelle grandi città non riescono a svilupparsi al ritmo richiesto dal boom demografico ed economico.

martedì 20 aprile 2010

In India la ripresa economica richiede e incentiva investimenti nelle infrastrutture

Una crescita economica sorprendente e prospettive allettanti stanno chiamando in causa lo stato delle infrastrutture indiane e la loro futura capacità di tenuta a fronte della rapida urbanizzazione che l’India sta sperimentando. Secondo rapporti ONU, tra il 2010 e il 2025 la popolazione urbana del Subcontinente aumenterà del 2,3% annuo e la sua percentuale rispetto alla popolazione totale passerà dal 30% del 2010 al 37% nel 2025.
Nonostante, il Paese risulti essere, nell'ultimo decennio, una delle economie mondiali in più rapida crescita - con un tasso medio di crescita del 7,2 per cento annuo - lo sviluppo delle infrastrutture risulta profondamente inadeguato: non c'è una sola città indiana che possa disporre di acqua corrente 24 ore su 24; la percentuale delle interruzioni di corrente elettrica nelle ore di punta è del 12% e il tempo medio di rotazione nei porti è di 3,85 giorni contro le 10 ore di Hong Kong. Inoltre, anche la rate stradale presenta carenze notevoli: la qualità della rete viaria indiana è molto al di sotto degli standard globali, solo il 25% delle autostrade ha due o quattro corsie e circa il 90% è strutturalmente inadeguato per gli autotreni con carichi superiori a 10,2 tonnellate.
Tuttavia, la ripresa economica, la stabilita’ politica e un aumento dei fondi disponibili, costituiscono le premesse per colmare le lacune che, attualmente, caratterizzano le infrastrutture indiane. Il governo si dichiara ottimista, tant’è vero che ha stimato un investimento in tale settore del 7.5% del PIL per il 2009/10, del 7.94% e 8.37%, rispettivamente, per il 2010/11 e 2011/12.
Alla luce del consistente fabbisogno di investimenti e della limitata capacità del bilancio pubblico di soddisfarlo, il settore privato sarà in primo piano nelle operazioni finanziarie che verranno messe in atto per rinnovare e ampliare le infrastrutture indiane: si stima che circa il 30% degli investimenti totali dovrà venire, appunto, dal settore privato e che tale percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni.
Secondo gli esperti, sfruttando tutto il suo potenziale, l'India potrebbe crescere del 9-10% all'anno, a patto che migliori i suoi servizi infrastrutturali, in quanto la forte crescita economica, il miglioramento della qualità di vita, la competitività commerciale e l’urbanizzazione rendono impellente la loro trasformazione.