Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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mercoledì 30 maggio 2012

Solar Mission Fase 1

Completato l’89% della Solar Mission Fase 1.

Installare una capacità produttiva di energia solare pari a 20.000 MW entro il 2020 per un investimento complessivo di 855 milioni di Euro: questo l’obiettivo della National Solar Mission, il programma promosso dal Governo di Nuova Delhi al fine di garantire uno sviluppo energetico sostenibile. Allo stato attuale il progetto risulta aver prodotto l’89% della capacità produttiva prevista nella prima delle tre fasi in cui si divide. Lo scorso anno il Governo indiano ha siglato accordi per l’acquisto di energia con 28 produttori di energia solare per la generazione di 140 MW di energia fotovoltaica, 125 dei quali sono stati portati a termine di recente.
Il Ministro Indiano per le Fonti Energetiche Alternative e Rinnovabili, Tarun Kapoor, ha commentato “Gran parte dei progetti è stata commissionata, quindi il progresso per ora è molto positivo. È stata prevista un’estensione di un mese per i progetti in ritardo, utilizzando parte della loro garanzia bancaria. […]I progetti che fanno parte del secondo gruppo sono in via di costruzione e ci auguriamo che saranno resi operativi nei tempi previsti”.
Un obiettivo importante se si considera la crescita del settore fotovoltaico in India e il fatto che attualmente la capacità produttiva complessiva di energia solare installata è pari a 503,9 MW.

mercoledì 9 maggio 2012

Il fotovoltaico in India

Presentati in occasione dell’Italian PV Summit i dati relativi al settore fotovoltaico nel mondo.

In occasione dell’Italian PV Summit che si è svolto a Verona nelle giornate del 7 e dell’8 maggio 2012, sono stati resi noti i dati relativi al settore fotovoltaico a livello mondiale. Tra i Paesi ritenuti particolarmente interessanti si è posizionata anche l’India, anche se non mancano le difficoltà per questo Paese.
Lanciato nel gennaio 2010, il Jawaharlal Nehru National Solar Mission (JJNSM) si è posto infatti come obiettivo la produzione di 22GW di energia solare entro il 2022. Nonostante il progetto ambizioso, sin da subito sono state rilevate delle problematiche, legate soprattutto alla combinazione di politiche regionali che hanno portato ad un mercato frammentato. Nel corso del 2011 in India sono stati installati 300MW contro una capacità totale di 520MW: sembra chiaro il motivo per cui il mercato indiano non venga ancora preso in considerazione a dispetto delle dimensioni del Subcontinente.
Allo stato attuale il Gujarat sembra essere lo Stato indiano più interessante dal punto di vista del fotovoltaico, con una previsione di crescita del Renewable Energy Portfolio Standard per le compagnie operanti nel settore dal 5 al 7% (di cui l’1% per l’energia solare) per il biennio 2012/2013. Da notare anche le politiche che stanno promuovendo altri Stati come Rajasthan, Tamil Nadu, Andhra Pradesh, Punjab, Jharkhand, Karnataka e Maharashtra.
Un mercato che presenta ancora elementi di difficoltà, ma che potrebbe rivelarsi strategico in un futuro non così lontano.

lunedì 6 febbraio 2012

Il solare in India

Gli indiani guidano il mondo dell’energia solare.

Stando allo studio condotto dall’autorevole quotidiano finanziario Bloomberg New Energy Finance, l’aumento registrato negli investimenti sull’energia solare nel corso del 2011 è dovuto in buona parte dall’India, che da sola ha contribuito ad aumentare la quota di energia solare del 4%.
Secondo le stime infatti, nel solo anno passato, il gigante asiatico ha investito 10,3 miliardi di dollari, registrando un incremento del 52% a livello nazionale: una crescita notevole, legata in parte anche al ritardo che il Paese presentava rispetto alle altre economie a livello mondiale, ma che dimostra come il Subcontinente indiano si stia attivando al fine di investire nelle energie rinnovabili.
Una chiara risposta alla crescita economica e demografica registrate in India, all’origine di un fabbisogno energetico in forte aumento, tanto che il Paese sta pensando di investire sempre più nelle energie rinnovabili, che attualmente contribuiscono al 10% della capacità installata di 159 Giga Watt. L’obiettivo che il Governo di Nuova Delhi si è posto, consiste nella produzione di 40 Giga Watt da fonti rinnovabili entro il 2020 e di 200 GW entro il 2030 contro gli attuali 17 GW.

venerdì 25 novembre 2011

LEGEM

La filiera italiana delle costruzioni si mobilita per la costruzione di una città modello italiana in India.

Dai materiali innovativi per edilizia alle tecnologie di costruzione, dalle soluzioni infrastrutturali per energia e mobilità alla progettazione urbanistica e degli edifici, l’intero settore delle costruzioni italiano si sta attivando al fine di realizzare una città modello in grado di far convivere l’italian style e l’estetica con la sostenibilità ambientale e sociale e la qualità della vita della persona. Il progetto, frutto della collaborazione tra India e Italia e concepito e sostenuto dall’Indo-Italian Club for Infrastructure and Building (IICIB), dalla Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry (IICCI) e da Confindustria, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia in India, verrà realizzato secondo gli standard qualitativi più elevati, e rappresenterà un simbolo delle competenze italiane nel settore delle costruzioni, dei materiali per edilizia e delle infrastrutture.
LEGEM, l’acronimo di Living Space, Energy, Governance, Environment, Mobility & Network, è stato presentato in occasione della Missione di Sistema che si è tenuta dal 31 ottobre al 3 novembre 2011 a Chennai e Nuova Delhi, ed ha riscontrato molto successo tanto presso il Governo Centrale quanto presso I singoli stati indiani.

venerdì 4 novembre 2011

Rinnovabili: investimenti per 260 milioni di euro

Merito delle recenti politiche portate avanti dal Governo indiano, gli investimenti in tecnologia toccano quota 260 milioni di euro nel trimestre luglio-settembre 2011.

Le politiche e gli incentivi promossi dal Governo di Nuova Delhi rivelano ancora una volta la volontà espressa in più occasioni di favorire lo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale. Stando ai dati forniti da Venture Intelligence, un servizio di ricerca specializzato in private equity, acquisizioni e fusioni, nel corso degli ultimi mesi il numero di investimenti rivolti al settore delle tecnologie pulite ha subito un’impennata: nel dettaglio, se si considera il trimestre Gennaio-Marzo 2011 sono stati cinque gli accordi siglati in tale contesto, da Aprile a Giugno dieci e, infine, da Luglio a Settembre quattordici. Con particolare riferimento a quest’ultimo periodo, il valore complessivo degli investimenti ha sfiorato i 260 milioni di euro, contro i 126 registrati nello stesso arco temporale l’anno scorso.
Tra le operazioni più importanti si possono considerare la joint venture tra la Suryachakra Power Corporation, American Bio Fonti Inc e Environmental Energy Finance Corporation Inc. USA, con l’obiettivo di sviluppare progetti di energia rinnovabile in India per 500 MW, gli investimenti di Goldman Sachs nello start-up di ReNew Wind Power per 146 milioni di euro, di Clean Energy, IDFC Project Equity e Baring India.

venerdì 7 ottobre 2011

L’energia dalla biomassa

Vista la grande disponibilità di materie prime come lolla di riso e trucioli di legno, l’India si dimostra sempre più attenta all’energia proveniente da biomasse.
Dopo il successo ottenuto dalla centrale elettrica alimentata da biomassa e installata nel villaggio di Fatehullar, nei pressi di Gjhazipur nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, l’India si avvicina sempre più alla fonte di energia rinnovabile derivante da biomassa. La centrale elettrica da 15 MW, costituita da una fornace per la generazione di gas, sistemi di raffreddamento e di filtraggio e altri dispositivi necessari per la generazione di energia, è la prima del suo genere costruita nell’Uttar Pradesh e soddisfa il fabbisogno energetico di numerose famiglie. Stando a stime recenti, circa il 44% della popolazione indiana vive ancora senza elettricità, e la produzione di elettricità da biomassa potrebbe rappresentare la soluzione ideale per sopperire a tale mancanza.
Per il futuro è previsto un abbondante impiego della lolla di riso che si adatta perfettamente alla strategia di generazione di energia da fonti alternative, anche se la tecnologia necessaria a convertirla in elettricità non è stata ancora interamente sviluppata.
Un altro passo avanti per il Subcontinente indiano, intenzionato a raggiungere la produzione di 40 Giga Watt da energie rinnovabili entro il 2020 e di 200 GW entro il 2030.

martedì 13 settembre 2011

Il fabbisogno energetico dell’India aumenta

Cresce il fabbisogno energetico dell’Elefante, e le energie rinnovabili diventano le protagoniste.

La crescita economica e demografica registrate in India hanno determinato un maggiore fabbisogno energetico, tanto che il Paese sta pensando di investire sempre più nelle energie rinnovabili, che attualmente contribuiscono al 10% della capacità installata di 159 Giga Watt. Nel dettaglio il contributo delle fonti rinnovabili è ripartito nel seguente modo: 69% energia eolica, 16,1% energia idroelettrica, 8,2% cogenerazione bagasse, 5,2% biomasse, 0,4% da combustione di rifiuti e 0,06% solare/fotovoltaico. L’obiettivo che il Governo di Nuova Delhi si è posto, consiste nella produzione di 40 Giga Watt da fonti rinnovabili entro il 2020 e di 200 GW entro il 2030 contro gli attuali 17 GW. In quest’ottica si deve leggere la pianificazione dell’investimento da 15 miliardi di € per realizzare il più grande progetto idroelettrico indiano. Il progetto pianificato dalla compagnia a partecipazione statale National Thermal Power Corporation, prevede una capacità di generazione di energia pari a 9.500 MW, sufficienti ad illuminare due città delle stesse dimensioni di Delhi.
Un grande passo in avanti per l’India, sempre più attenta all’impatto sull’ambiente e alle nuove tecnologie.

lunedì 20 giugno 2011

Il denominatore comune di industria e sistema postale? Il green.

Il governo indiano si prepara a trasformare la terza economia del mondo in un Paese attento allo sviluppo sostenibile.

Il governo del Punjab ha annunciato la volontà di creare una sorta di “muro verde” intorno alle municipalità più colpite dall’inquinamento industriale: il progetto prevede la creazione di un muro di alberi di varie specie intorno alle città di Ludhiana (nota come la “Manchester dell’India” per le sue numerose industrie), Mandi Gobindgarh (conosciuta per le sue fonderie), Jalandhar e Batala, che se da un lato stanno vivendo uno sviluppo industriale incredibile, dall’altro stanno subendo una delle maggiori conseguenze di questo boom industriale, l’inquinamento. Contemporaneamente il Ministero delle Comunicazioni e dell’Information Technology indiano sta valutando l’ipotesi di estendere il Postal Soleckshaw, una specie di risciò ecologico, a tutti gli uffici postali. Il Postal Soleckshaw è un veicolo a tre ruote ad energia solare utilizzato per la consegna della posta ed introdotto per la prima volta nella città di Ajmer, nel Rajasthan, lo scorso dicembre. La scelta del Ministero rientra nell’ottica di modernizzare e digitalizzare il servizio postale in modo da renderlo non solo più efficiente, ma anche più ecologico.

martedì 3 maggio 2011

Le ambizioni globali dell’India

La Adani Enterprises , il più grande importatore di carbone in India, ha acquisito l’Abbott Point Coal Terminal nel Queensland.

Il presidente del Gruppo Adani, Guatam Adani, ha reso nota oggi l’acquisizione dell’Abbott Point Coal Terminal, il porto maggiormente legato all’esportazione di carbone nel Queensland e di proprietà della North Queensland Bulk Port Corporation Limited. L’accordo, firmato questa mattina a Brisbane in Australia, tra i rappresentanti della società e il governo del Queensland, segna l’inizio dell’espansione degli affari dell’azienda all’estero e risponde alla crescente richiesta di fonti energetiche da parte dell’India: l’acquisizione del porto permetterà all’azienda di aumentare la capacità di generare elettricità e quindi di sostenere la crescita economica del Paese, pari all’8%. Guatam Adani, un magnate del settore immobiliare, dirige la più importante società di importazione di carbone nel settore privato ed è già presente nel Queensland con altri investimenti. I ricavi derivanti dall’acquisizione, del valore di circa 2 miliardi di dollari australiani, aiuteranno la ripresa di quest’area geografica, duramente colpita dall’impatto catastrofico delle alluvioni e del ciclone Yasi dell’anno scorso.

mercoledì 30 marzo 2011

L’India e il nucleare

In seguito alla recente catastrofe giapponese, l’India riconsidera la sicurezza dei suoi impianti nucleari.

In India sono attivi 20 reattori nucleari in sei centrali e cinque centrali sono in corso di realizzazione per l’approvvigionamento di energia elettrica: proprio per questo motivo il primo ministro indiano Manmohan Singh in un messaggio al Parlamento di Nuova Delhi, ha trattato il problema relativo al sistema di controllo della sicurezza delle centrali atomiche presenti nel Paese alla luce della tragedia che ha colpito il Giappone. L’India infatti presenta alcune analogie in termini di rischio con il Giappone: il sovrappopolamento della potenza asiatica, che conta 1.200.000.000 abitanti, comporta una densità abitativa elevatissima, ovvero 400 persone per chilometro quadrato: questo comporta il fatto di non avere alcuna difesa contro gli tsunami, visto che proprio lungo le zone costiere sono collocate le maggiori centrali nucleari e si registra il più alto numero di infrastrutture ed insediamenti abitativi e industriali. Inoltre una parte consistente del territorio indiano comprende zone altamente sismiche a causa della collisione di due placche tettoniche. Nonostante le preoccupazioni, i responsabili della Nuclear Power Corporation of India (NPCIL) hanno puntualizzato che le centrali atomiche in India dispongono dei più elevati sistemi di protezione valutati sulla base di standard internazionali e hanno già dimostrato di poter reggere a grandi catastrofi naturali: l’ex presidente della Commissione per l’Energia Atomica, Srinivasan, ha sottolineato che “gestiamo reattori nucleari da più di quarant’anni e sono sicuri”, puntualizzando che le centrali sono state costruite in aree in cui non ci sono rischi di forti terremoti.

mercoledì 9 marzo 2011

L’India ospiterà la Giornata Mondiale dell’ambiente

Sarà l’India ad ospitare, per la prima volta, la prossima edizione della Giornata Mondiale dell’Ambiente in programma il 5 giugno dopo il grande successo ottenuto dall’edizione del 2010 che ha visto la partecipazione di 112 Paesi.

Il 5 giugno di ogni anno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un evento creato dall’Onu al fine di ricordare e celebrare la Conferenza sull’Ambiente Umano tenutasi a Stoccolma nel 1972, nel corso della quale prese forma l’Unep, ovvero il Programma Ambiente delle Nazioni Unite. L’edizione 2011 della Giornata Mondiale dell’Ambiente sarà dedicata alle foreste minacciate sempre più dai processi di industrializzazione e conseguente desertificazione. In particolare i principali eventi si svolgeranno nelle due città più importanti del Paese asiatico, ovvero Nuova Delhi e Mumbai. Il direttore esecutivo del Programma Onu per l’Ambiente, Achim Steiner, ha sottolineato che “Nel corso dei 40 anni di storia della Giornata Mondiale dell’Ambiente le città e le comunità indiane sono state tra le più attive, con un gran numero di iniziative intraprese in tutto il paese ogni anno. È giusto che questa economia in rapido sviluppo sia l’ospite del 2011. […] L’India è famosa per la sua cultura, l’arte, il cinema e le industrie del settore IT. Allo stesso tempo è all’avanguardia per alcune iniziative “verdi” di una green economy che sta prendendo piede a livello globale. Dalle sue turbine eoliche all’industria del solare, fino alle norme sugli investimenti nella conservazione della risorsa idrica e la gestione della terra, sono state poste le fondamenta di un nuovo modello di sviluppo”. L’incessante crescita demografica unitamente alla crescente industrializzazione del Paese stanno causando molti problemi a livello di inquinamento e impoverimento del terreno, dovuto al fatto che le terre vengono sfruttate eccessivamente per il pascolo e la coltivazione contribuendo in questo modo alla deforestazione delle aree più popolate. Il Governo si è già attivato attraverso delle politiche di riforestazione e ha introdotto numerosi progetti con lo scopo di controllare la salute di piante, animali, acqua e altre risorse naturali. Inoltre l’economia indiana sta avviando dei processi di transizione alla green economy: turbine eoliche e industria ecosolare sono solo alcuni dei campi in cui il Paese si sta attivando.

lunedì 7 marzo 2011

L’India e il settore della bio-edilizia

Per contribuire al risparmio energetico le autorità di Nuova Delhi hanno lanciato una proposta singolare: verniciare i tetti di bianco.

Nuova Delhi, la megalopoli indiana abitata da 15 milioni di abitanti e soggetta a temperature che nel periodo estivo raggiungono i 45 gradi, ha deciso di adottare i c.d. “cool roof”, letteralmente “tetti freddi”. Si tratta di tetti bianchi ottenuti attraverso verniciature particolari in grado di riflettere l’irradiazione solare che presentano un duplice vantaggio: da un lato garantiscono una maggiore abitabilità, visto che possono costituire un rimedio efficace contro il caldo estivo; dall’altro contribuiscono a ridurre gli sprechi di energia e i costi delle bollette. I “cool roof” permettono inoltre di contrastare il riscaldamento globale: un tetto nero infatti riscalda l’atmosfera irradiando energia che viene assorbita dalle nubi più basse dove resta bloccata a causa dell’effetto serra. Federico Bufera, docente del Politecnico di Milano e creatore di due edifici a emissioni zero nelle Marche, ha affermato che “ L’India è solo agli albori per quanto riguarda l’edilizia eco-sostenibile, ma dato il forte tasso di crescita e le dimensioni del Paese è assolutamente necessario che le nuove costruzioni siano realizzate secondo criteri di efficienza energetica. Si prevede che il settore delle costruzioni in India crescerà del 10% circa all’anno, con circa il 30% delle case nei centri urbani dove ci sarà un raddoppio della popolazione nel 2050”. Lo stesso Hem Pande, sottosegretario del Ministero Indiano dell’Ambiente e Foreste, ha sottolineato il fatto che “È necessaria una maggiore coscienza verde per costruttori, architetti e gli stessi residenti”.

giovedì 17 febbraio 2011

Il settore immobiliare in India

Il settore immobiliare in India rappresenta un’industria da 12 miliardi di dollari e si prevede una crescita del 30% nei prossimi dieci anni. Questo è quanto traspare dagli ultimi studi relativi a questo settore realizzati nel 2010.

Il settore immobiliare riveste un ruolo di primo piano nell’economia indiana: si tratta del settore che impiega più forza lavoro dopo l’agricoltura, e si colloca al terzo posto tra i quattordici maggiori settori in termini di effetti diretti e indiretti su tutti i campi dell’economia. Le ragioni di questa crescita risiedono nell’aumento della classe media (con conseguente richiesta di abitazioni), l’aumento dello spazio commerciale richiesto dalle imprese straniere che hanno effettuato in India IDE, l’espansione del settore delle vendite al dettaglio, un facile accesso agli strumenti finanziari e un boom demografico (l’India è il secondo Paese più popoloso al mondo). Sono presenti numerose opportunità di investimento soprattutto nella costruzione di: immobili commerciali (la grande distribuzione sta cominciando a sostituire i negozi tradizionali), Special Economic Zones, strutture per il turismo sanitario, complessi residenziali e industriali, spazi commerciali per la vendita al dettaglio, alberghi e strutture per turisti, città secondarie ( a causa dell’aumento vertiginoso del costo dei terreni nelle città principali) e nuovi quartieri (con conseguente progettazione di spazi per il tempo libero, attività commerciali e zone residenziali). La popolazione delle aree urbane, che attualmente si attesta intorno ai 300 milioni di persone, aumenterà di 300/400 milioni nei prossimi 25 anni portando con sé numerose conseguenze. In particolare un grande problema è già rappresentato dalla scarsità di abitazioni nei centri urbani (secondo le stime del governo questo dato si aggira intorno ai 24.7 milioni di case in meno), situazione aggravata dalla mancanza di una rete fognaria funzionante, di un sistema di raccolta dei rifiuti e di accesso all’acqua potabile. È evidente che questo settore presenta numerose opportunità di impiego e attira moltissimi altri settori (dall’idraulica agli impianti elettrici, dal cemento alle miniere). Dopo un deludente 2009, la domanda ha subito un’accelerata, ma gli operatori devono prestare molta attenzione e analizzare il contesto con cautela: infatti in seguito al picco della domanda anche i prezzi hanno subito un’impennata. La sfida per le imprese che vogliono competere in questo settore consiste nell’offrire dei prodotti di qualità a dei prezzi contenuti, promuovere uno sviluppo sostenibile impiegando materiali e energie rinnovabili e progettare un design funzionale, sicuro ed efficiente.

martedì 15 febbraio 2011

La sete di energia dei BRIC

I Paesi BRIC domineranno l’aumento della richiesta di energia a livello mondiale: secondo lo studio Bp Energy Outlook 2030, la domanda energetica subirà una crescita del 40% nei prossimi vent’anni.

Secondo lo studio Bp la crescente domanda di energia sarà concentrata per il 93% nei Paesi che non appartengono all’OCSE con una crescita media annuale pari al 2,6%, contro lo 0,3% previsto per i Paesi OCSE. In particolare le fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico e biocarburanti) vedranno aumentare il loro contributo dal 5% al 18%. India e Cina in dieci anni hanno raddoppiato i loro consumi petroliferi: il Dragone ha superato il Giappone e si colloca al secondo posto, lasciando, per il momento, la leadership agli Stati Unti. Basti pensare che nel 2009 i Paesi emergenti hanno assorbito il 19,65% dei consumi globali. L’allarme relativo al petrolio si può estendere anche al metano visto che dal 2000 il consumo cinese è quadruplicato, quello brasiliano triplicato ed infine quello indiano è raddoppiato. Queste previsioni comportano un’attenta analisi delle ripercussioni che potranno avere: in primis ci saranno dei cambiamenti a livello climatico a causa dell’inquinamento se non verranno attuati dei progetti legati allo sviluppo sostenibile; in secondo luogo il tasso di estrazione del petrolio raggiungerà presto il c.d. “picco del petrolio” ovvero più della metà delle riserve di petrolio saranno impoverite e questo determinerà un aumento dei prezzi del petrolio. In questo contesto assume quindi grande importanza la partecipazione alle prossime fiere /conferenze previste in India legate allo sviluppo di energie rinnovabili.

mercoledì 9 febbraio 2011

Accordo tra Giappone e India sul nucleare

India e Giappone hanno stretto un accordo per l’implementazione dell’energia nucleare.

Le ragioni di questa collaborazione risiedono in primis nei vantaggi economici offerti dal mercato (il cui valore è stimato in 150 miliardi di dollari) e in secondo luogo dalla volontà delle due potenze di fronteggiare la leadership cinese in Asia: il Dragone possiede già 12 reattori e altri 28 entreranno in funzione prossimamente. Secondo la World Nuclear Association in Asia i reattori attivi sono 112, quelli in costruzione 37 e infine quelli previsti dagli accordi 84. Sicuramente questi dati creano un’idea di quanto il patto stretto da Giappone e India sia volto a sfruttare le opportunità offerte da questo settore, ma non senza problemi. Il contratto da oltre 15 miliardi di euro stretto tra l’azienda nucleare Areva e il governo indiano relativo all’installazione di due reattori nello Stato di Maharashtra, sta creando non poche polemiche. Si tratta infatti di un’area altamente sismica e nonostante le rassicurazioni da parte dell’azienda, gli abitanti nutrono delle perplessità. Inoltre la realizzazione di questi due impianti nucleari rischia di aver non poche ripercussioni sugli abitanti dal punto di vista economico e sociale: oltre 10.000 contadini e pescatori vedono minacciato il loro lavoro e la loro sopravvivenza a causa della costruzione della centrale.

venerdì 31 dicembre 2010

India, energia eolica

“Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, specialmente l’energia eolica, l’India è probabilmente il più promettente mercato del mondo”.

L’India occupa la quinta posizione nel mercato globale dell’energia eolica. Il potenziale di crescita del Paese ha attirato il grosso investimento della compagnia americana GreenWorld Development, il cui obiettivo è quello di creare nuove joint venture e diventare la società leader all’interno del continente. Leo Heini, CEO di GreenWorld ha affermato: “Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, specialmente l’energia eolica, l’India è probabilmente il più promettente mercato del mondo. Stiamo per stanziare una cifra considerevole per permettere alle nostre joint venture di crescere e svilupparsi, in modo da rendere la GreenWorld il maggiore produttore di turbine eoliche del Paese".

venerdì 29 ottobre 2010

“Energy India” in programma a Mumbai

La fiera internazionale “Energy India”, in programma dal 10 al 13 dicembre a Mumbai, si rivolge a imprenditori che operano nel settore energetico e che intendono conoscere le soluzioni energetiche più innovative che il mercato propone.

Dal 10 al 13 dicembre si terrà a Mumbai la fiera internazionale “Energy India”, l’evento per la produzione, trasmissione e distribuzione delle energie rinnovabili.
La crescita del mercato negli ultimi anni ha portato alla necessità di sviluppare nuove soluzioni, anche nel settore energetico. Una parte rilevante della manifestazione avrà come tema quello dell’energia eolica.
L’evento è rivolto a tutti gli imprenditori che operano in tale settore, che intendono conoscere le soluzioni più innovative o partecipare con un proprio espositore.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il progetto dell’energia solare consentirà all’India di crescere

I progetti innovativi legati allo sviluppo dell’energia rinnovabile porteranno nel Paese indiano un cambiamento sia tecnologico che sociale.

Cresce l’interesse dell’India per la tecnologia legata al fotovoltaico. Con il Piano nazionale dell’energia solare approvato lo scorso novembre, ovvero il Jawaharlal Nehru National Solar Mission, il governo indiano ha posto l’obiettivo di passare da circa 2 megawatt di produzione solare a 20.000 megawatt entro il 2022 (per quanto riguarda l’energia immessa nella rete), mentre per l’energia delle case isolate prevede il passaggio da 20 a 2.000 megawatt. Questo sarebbe un cambiamento importante per il Paese, poiché consentirebbe un vero sviluppo economico anche delle zone rurali. L’India, quindi, si sta muovendo per ricoprire un ruolo rilevante nell’utilizzo del fotovoltaico, sebbene i paesi con il numero più elevato di impianti restano la Spagna, l’Italia, il Giappone e gli Stati Uniti. In Cina, invece, l’utilizzo della tecnologia legata all’energia rinnovabile è poco diffuso e il 90% della produzione in tale comparto è destinato all’esportazione.
Il progetto di sviluppo elaborato in India porterà non soltanto ad una crescita tecnologica, ma anche ad un importante cambiamento sociale di un paese dove ancora 400 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità.

martedì 6 luglio 2010

Contenimento del deficit: le nuove politiche riguardano il prezzo dei combustibili

Si è verificata ieri in molte regioni dell’India una delle più significative manifestazioni di protesta verso le politiche di contenimento del deficit decise dal governo del primo ministro Manmohan Singh, in particolare verso la decisione di liberalizzare il prezzo della benzina. Gli stati più colpiti sono stati il West Bengal, il Kerala, il Bihar e il Karnataka, mentre la capitale New Delhi ha risentito soltanto di lievi disagi.
Lo sciopero è stato indetto in conseguenza alla decisione del governo di smantellare un oneroso sistema di sussidi ai combustibili con l’obiettivo di far tornare al 5,5% il deficit di bilancio che nell’ultimo anno fiscale è arrivato al 6,7% del Pil.
Quello del prezzo dei combustibili è un tema molto sentito tra la popolazione indiana, della quale il 40% è costituito ancora da persone non abbienti. Le nuove politiche riguardano il prezzo della benzina, che sarà deciso direttamente dalle compagnie; il prezzo del gasolio, che è aumentato ma verrà liberalizzato in un secondo momento; infine, i prezzi di Gpl e kerosene, il gas domestico dei poveri, che hanno registrato anch’essi un aumento.

venerdì 2 luglio 2010

L’apertura di una nuova miniera di bauxite minaccia la popolazione dell’Odisha

Nei giorni scorsi l’Ufficio del Primo Ministro indiano Manmohan Singh ha scritto al Ministero dell’Ambiente e delle Foreste raccomandando l’approvazione della miniera di bauxite che Vedanta Resources (una grande società britannica) progetta di aprire in Odisha.
Il processo di industrializzazione dello stato è causa di preoccupazione tra la popolazione, poiché la miniera potrebbe avere effetti devastanti sulla tribù dei Dongria Kondh che vive nell’area. “Se la compagnia distruggerà per profitto la nostra montagna e la nostra foresta, noi diventeremo mendicanti”, ha spiegato un Dongria a Survival. Il Primo Ministro dovrebbe, quindi, intervenire per proteggere i diritti dei cittadini più vulnerabili e per impedire quegli episodi di violenza che, il mese scorso, hanno placato manifestazioni contro un’acciaieria che Tata progetta di aprire nelle loro terre.