Fra le imprese indiane più competitive spiccano quelle dell’automotive. E la corsa non sembra volersi fermare.
L’india sempre più competitiva e 5 delle sue 20 imprese più promettenti appartengono al mondo delle due e quattro ruote. Lo rileva il Boston Consulting Group (BCG) che nella sua Global Challenges 2013, la lista delle imprese emergenti che sfidano i colossi dei paesi più avanzati, ha inserito ben 20 realtà indiane (più del Brasile e della Russia messi insieme). Ma non solo 5 di queste, operano nel settore dell’automotive. Si tratta di Tata Motors (utilitarie e veicoli commerciali), Mahindra & Mahindra (Suv e trattori), Bajaj (motocicli e piccoli veicoli commerciali su tre ruote), Bharat Forge e Motherson Sumi Systems (componentistica metallica e plastica). Se Tata Motors è uno dei tre players che domina il mercato interno dell’auto, Mahindra & Mahindra è invece fra le società emergenti ma vanta già impianti di assemblaggio in Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti, oltre a detenere una quota di controllo nella Reva, il principale produttore indiano di auto elettriche. Non da meno le due società Bharat Forge e Motherson Sumi Systems che sono all’avanguardia nella componentistica :un'industria che negli ultimi 5 anni ha registrato una crescita media annua del 13,7% e un incremento del 17% delle esportazioni, nel 36% dei casi dirette in Europa, primo mercato di sbocco.
Buone anche le prospettive per il futuro nonostante l’anno fiscale si sia chiuso con una contrazione del 6,7% del mercato dell’auto. Secondo Stefano Ragusa, partner di Boston Consulting, “quello che abbiamo davanti non è un punto di flessione nel quadro di una crescita forte. Nel giro di 10 anni il mercato indiano dell'auto sarà il terzo del mondo”.
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giovedì 13 giugno 2013
giovedì 24 maggio 2012
Fiat India
Aprire 100-110 concessionarie in India: questo l’obiettivo di Fiat nel Subcontinente indiano.
Dopo aver rivisto di recente la sua collaborazione con Tata Motors annunciando la decisione di occuparsi direttamente della distribuzione in India grazie alla creazione di una nuova società, Fiat India ha manifestato la volontà di aprire 100-110 concessionarie esclusive entro il 2014 nelle settanta principali città indiane.
Il responsabile commerciale di Fiat India Automobiles, Enrico Atanasio, ha inoltre aggiunto che l’azienda sta valutando l’ipotesi di introdurre nel Subcontinente indiano tutti i brand del gruppo, compresi Chrysler, Jeep e Fiat Commercial.
Lo stesso Atanasio ha sottolineato "Stiamo facendo valutazioni su tutti i marchi... abbiamo un grande numero di marchi e modelli cui possiamo guardare, inclusi quelli della scuderia Chrysler. […] Siamo in una situazione non soddisfacente in termini di quota di mercato... Fiat oggi è presente nei segmenti B e C, che è la spina dorsale del mercato indiano. Una volta realizzata la rete guarderemo ad altri segmenti sopra e sotto quel livello".
giovedì 3 maggio 2012
Fiat e Tata
Fiat mira ad una maggiore espansione in India.
Sviluppare maggiormente il marchio Fiat in India: questo l’obiettivo dell’operazione che ha trasferito la responsabilità gestionale legata alle attività di distribuzione dei prodotti Fiat ad una società indipendente di proprietà del Lingotto.
Fino ad ora infatti le attività commerciali e di distribuzione erano state affidate a Tata Motors, che in seguito all’accordo siglato con la casa automobilistica di Torino, ha accettato di trasferire queste responsabilità ad una società di proprietà di Fiat che verrà creata ad hoc.
Stando alle prime indiscrezioni la creazione della nuova rete di concessionari Fiat avverrà in modo graduale: i 178 concessionari Tata affiliati Fiat presenti al momento in 129 città rappresenteranno le basi per la futura rete di distribuzione.
martedì 6 marzo 2012
No more low-cost
L’era dell’auto low-cost giunge ad un punto di svolta.
L’India, da sempre considerato Paese strategico per le case automobilistiche, segna la svolta: non più solo auto low-cost, come la celeberrima Tata Nano, ma aumenta la richiesta di auto “occidentali”. La maggiore disponibilità di denaro della classe media sta infatti segnando la differenza in un’epoca segnata dalle auto più economiche al mondo.
Secondo le previsioni infatti entro il 2015 verranno immatricolati 4 milioni di nuove vetture e, proprio in quest’ottica, le maggiori case automobilistiche mondiali hanno deciso di darsi appuntamento all’Auto Expo 2012 di Nuova Delhi. 1500 marchi provenienti da 24 Paesi per un totale di 50 novità tra veicoli commerciali, bus, auto e veicoli a due ruote: questi i numeri del salone che per la prima volta ha ospitato brand del calibro di Ferrari. Tra le novità presentate anche le auto elettriche e le supercar occidentali.
Un mercato in movimento e in forte espansione che sta cambiando il settore delle automobili.
venerdì 27 gennaio 2012
Magneti Marelli e Talbros Automotive
Operativa dal prossimo aprile la joint venture tra Magneti Marelli e Talbros Automotive.
La joint venture siglata in India lo scorso 17 novembre tra Magneti Marelli e Talbros Automotive Components Limited nel settore delle sospensioni dovrebbe diventare operativa a partire dal prossimo aprile. È quanto riportato da un comunicato stampa che spiega nel dettaglio i termini dell’operazione: si tratta di una joint venture al 50% nell’ambito dei moduli e dei sistemi per le sospensioni automotive, tra cui bracci oscillanti anteriori, montanti, assali anteriori e posteriori per applicazioni automobilistiche, che opererà a Faridabad nello Stato di Haryana. La JV si occuperà inoltre di progettare e realizzare sistemi di sospensioni completi per gli Original Equipment Manufacturers.
Il CEO Di Magneti Marelli, Eugenio Razelli, ha dichiarato in proposito: “La JV con Talbros ci permette di estendere ulteriormente e rendere ancora più marcata la nostra presenza in India, integrando un settore d’attività- come quello delle sospensioni- in cui possediamo un konw-how consolidato ed esperienza industriale di lungo corso. Anche in questa occasione abbiamo messo in pratica la nostra strategia di stipulare partnership con aziende indiane leader, che finora ha portato ottimi risultati nel processo di localizzazione di Magneti Marelli nel Paese e che ci consente di portare valore aggiunto ai clienti locali e ai principali carmaker internazionali presenti in India”.
L’Amministratore Delegato e Vice Presidente di Talbros ACL ha commentato: “Si tratta di un progetto di grande rilevanza per gli azionisti della Società, che farà nascere un produttore specializzato in sospensioni con un immenso potenziale di crescita. La conoscenza del mercato indiano propria di Talbros e la base di clienti già esistente entreranno in sinergia con la tecnologia all’avanguardia e le competenze internazionali di Magneti Marelli per dare origine a una joint venture di enorme valore”.
venerdì 20 gennaio 2012
Auto : non solo low cost
L’India attira sempre più le case automobilistiche, ma non solo quelle low cost.
Non si tratta dei numeri che si stanno registrando in Cina, ma in modo analogo il mercato indiano dell’automobile è sempre più caratterizzato da una domanda crescente. Grazie alla nascita e al consolidamento della classe media infatti la richiesta di nuove immatricolazioni potrebbe raggiungere la soglia di quattro milioni entro il 2015.
Fondamentale allora l’Auto Expo 2012 che si è tenuto a Nuova Delhi dal 7 all’11 gennaio scorsi e che ha visto la partecipazione di 1.500 marchi provenienti da ventiquattro paesi diversi per un totale di 50 novità tra moto, veicoli commerciali, bus e auto. Ma la vera novità risiede nei marchi presenti: accanto alle note auto low cost, ha deciso di esporre per la prima volta anche Ferrari, simbolo per eccellenza del Made in Italy di qualità e brand sempre più considerato dall’élite indiana legata al mondo del lusso. L’altro brand italiano famoso nel mondo, FIAT, ha deciso invece di puntare sui giovani indiani metropolitani inaugurando in città un Café.
Un mercato da non perdere di vista per le grandi case automobilistiche che allo stato attuale non possono di certo contare sulla richiesta proveniente dai Paesi maturi.
giovedì 12 gennaio 2012
Avanti, la nuova supercar
In occasione dell’evento Delhi Auto Expo 2012 è stata presentata la nuova Avanti.
Si chiama Avanti la nuova supercar disegnata e realizzata interamente in India, che è stata presentata nel corso dell’atteso Auto Delhi Expo 2012. Con un nome che rende omaggio alle note case automobilistiche italiane tanto ammirate nel Paese dell’Elefante, la nuova DC Design Avanti verrà immessa sul mercato con un prezzo iniziale di 43.500 dollari e, almeno nel primo periodo verranno prodotti in edizione limitata solo duecento esemplari all’anno, destinati comunque a diventare duemila in futuro.
Con una lunghezza di 4,63 metri, una larghezza di 1,96 metri, un’altezza di 1,21 metri e una velocità massima di 250 km/h, la supercar presentata dalla DC Design rappresenta la prima completamente progettata e costruita nel Paese asiatico che inizia ad interessarsi sempre più al settore automobilistico passando dalle auto lowcost alle supercar.
Al momento non sono ancora state rese note né la data di lancio prevista né il periodo il cui verranno aperte le ordinazioni, ma secondo i più informati verranno pubblicate a breve.
martedì 10 gennaio 2012
1.800 Euro per un’auto
Dall’India una nuova auto low cost realizzata dal colosso indiano delle due ruote, Bajaj.
Bajaj, il colosso indiano delle due ruote e dei motocarri si prepara a lanciare sul mercato la RE60, la piccola quattro posti low cost.
Frutto dell’esperienza di un’azienda che produce circa 520mila motocarri all’anno, di cui 300mila destinati all’esportazione, la RE60 costerà 125.000 rupie (circa 1.800 Euro) e verrà inizialmente esportata anche nello Sri Lanka.
Presentata alla New Delhi Auto Expo, l’auto, che verrà fabbricata nello stabilimento di Aurangabad, nella parte occidentale dell’India, rappresenta la prima automobile realizzata da Bajaj; nel corso della presentazione il Direttore Generale di Bajaj Auto Ltd, Rajiv Bajaj, ha commentato “Nei prossimi giorni parleremo con Renault-Nissan per decidere su una eventuale cooperazione. La RE60 potrebbe essere fabbricata, con piccole ma anche con grandi modifiche, anche per loro”.
Con una lunghezza di 2.752 metri e una larghezza di 1.312 metri, la RE60 è una quattro posti che pesa solo 400 kg ed è in grado di raggiungere una velocità di punta di 70 km/h; il motore DTSi 4 di 200 cc permette inoltre di percorrere 35 chilometri con un litro e ridurre notevolmente le emissioni di CO2, stimate intorno ai 60g/km.
mercoledì 5 ottobre 2011
La Tata lancia l’auto più cara al mondo
Il colosso automobilistico indiano Tata arriva sul mercato con la “Bling” Nano, la versione ultra lusso dell’auto più economica al mondo.
Simbolo del miracolo economico e protagonista indiscussa dello scenario economico mondiale, l’India si è da sempre contraddistinta per il fatto di essere un Paese in cui convivono forti contraddizioni. Una di queste è proprio rappresentata dalla nuova automobile lanciata sul mercato dalla Tata a tre anni dall’annuncio della Nano, la macchina più economica al mondo.
Si tratta della “Bling” Nano, la macchina più costosa in assoluto, con un prezzo che si aggira intorno ai 4,5 milioni di dollari, destinati a salire se si considera il rialzo delle quotazioni in borsa dell’oro e delle gemme. L’auto gioiello rappresenta infatti un vero e proprio tripudio al lusso: un rivestimento formato da 80kg di oro da 22 carati e 15 kg di argento, in aggiunta alle 10mila pietre preziose che la tempestano, fanno della “Bling” Nano il sogno dei magnati indiani e non solo, e la rappresentazione del paradosso che caratterizza in generale i Paesi emergenti, dove miliardari vivono accanto a persone costrette sotto la soglia di povertà. Del resto come si è potuto osservare il precedenza, anche durante i periodi di guerra e in questo caso di crisi economica il mercato del lusso non ha mai conosciuto momenti di criticità.
martedì 6 settembre 2011
Continental annuncia la propria espansione sul mercato indiano
La casa tedesca produttrice di pneumatici Continental, ha annunciato la volontà la ampliare la propria presenza sul mercato indiano per rispondere alla crescente domanda di pneumatici.
Il fatto che Continental annunci l’intenzione di rafforzare la presenza in India non suscita stupore visti e considerati i dati relativi alle vendite: oltre 18 milioni di gomme per autocarri vendute, una cifra pari all’Europa nel suo insieme. La società intenderebbe espandere la propria presenza non solo migliorando la produzione, ma anche modernizzando gli impianti già in loco. Nel dettaglio nell’impianto di Modipuram si dovranno produrre almeno 500.000 unità entro la fine del 2011, per arrivare al milione entro il 2013; questo avrà come conseguenza anche un aumento dei dipendenti, che passerebbero dagli attuali 1.600 a 2.400 nell’arco di pochi anni.
Lo scorso luglio la compagnia aveva acquisito l’indiana Mody Tyres Company Limited per trasformarla in Continental Tyres India Limited, un chiaro segnale della volontà di investire nel crescente mercato indiano; l’acquisizione ha inoltre permesso a Continental di ritagliarsi una maggiore quota del mercato dei ricambi e del primo equipaggiamento.
Considerato il trend in crescita del mercato automobilistico del Paese, la casa di produzione tedesca si dice fiduciosa rispetto all’incremento della richiesta di penumatici radiali, considerati anche una soluzione per il trasporto pesante.
mercoledì 31 agosto 2011
India, mercato difficile per Fiat
Per aggredire il mercato indiano, dove Fiat è presente con la joint venture costituita con Tata Motors, la casa torinese dovrà fare nuovi importanti investimenti per rafforzare il marchio.
La joint venture tra Fiat Auto Spa e Tata Motors in India non ha riscosso finora il successo sperato. Dalla sua costituzione, infatti, si sono registrate perdite pari a 180 milioni di euro; nell’anno fiscale appena concluso (il 31 marzo scorso) sono state vendute poco più di 20.000 vetture, il 15% in meno rispetto all’anno precedente. Anche nel primo quadrimestre di quest’anno non si sono visti miglioramenti: le auto vendute sono 6.805 contro le 8.401 dell’anno scorso, e Fiat detiene attualmente una quota di mercato dello 0,87%.
Eppure il mercato indiano è uno dei più appetibili al momento, con 2,6 milioni di veicoli; tuttavia, il 65% è detenuto da tre marchi leader, Tata, Hyundai e Suzuki, e il restante 35% deve essere spartito tra 15 concorrenti, tra cui Fiat.
Il problema dell’azienda torinese giace nel marchio stesso e per questo si rendono necessari importanti investimenti in questa direzione: il prossimo autunno partirà, quindi, una campagna pubblicitaria per rinnovare l’immagine dei veicoli Fiat. Verranno, inoltre, inaugurati show room indipendenti in 20 città, mentre nei concessionari di New Dheli e Pune si potranno trovare i Fiat Caffè. Dall’Italia verrà designato un responsabile per l’area asiatica che in futuro potrebbe far partire la vendita della Chrysler anche in india. Intanto, Fiat annuncia che nel Paese asiatico verranno presto lanciati nuovi modelli e nel 2013 partirà la vendita anche della nuova mini-car.
Dal punto di vista produttivo, invece, Fiat è già all’avanguardia: la fabbrica di Ranjangaon è dotata di ogni certificazione relativa all’ambiente e alla sicurezza, ha un impianto potenziale per 160.000 auto e 350.000 motori l’anno, anche se al momento produce 80.000 veicoli e 95.000 motori. Attualmente si producono Punto, Linea e la Tata-Maza ma è in discussione un accordo con Suzuki per la produzione di 100.000 motori multijet 1.3 per la Maruti.
giovedì 30 giugno 2011
FIAT ritorna in India con due modelli
Forte di un’esperienza centenaria, dopo essere stata oltreoceano FIAT ha deciso di riportare le sue idee e i suoi modelli anche in India.
Il marchio FIAT è già presente da tempo sul mercato indiano: a partire dalla prima esperienza, purtroppo fallita, con la Fiat Padmini, l’approccio del Gruppo italiano nel Paese dei Maharaja si è evoluto, proponendo Fiat Palio e Fiat Adventure, riportando nel primo caso un successo, mentre nel secondo un riscontro non positivo da parte del mercato. Nonostante le difficoltà l’azienda italiana ha deciso di ritornare sul mercato indiano con la sua Fiat Punto 90HP e la sua Fiat Linea T-Jet, due modelli diversi sul piano delle aspettative, delle prestazioni del motore, degli optional e dello stile di guida. I due modelli di distinguono anche per l’attenzione alla sicurezza e all’ambiente, con un particolare impegno nella riduzione del consumo di energie. Rispetto agli assetti originali italiani presentano inoltre delle differenze legate sia alle tendenze diverse di questo mercato sia alla diversa conformazione geografica del Paese.
mercoledì 22 giugno 2011
La Renault ritenta la strada del low cost in India
La casa automobilistica francese ha annunciato che produrrà in India cinque modelli di auto low cost nei prossimi quindici mesi.
Nonostante i precedenti fallimenti di collaborazione con imprese locali nella produzione di modelli ultra low cost, la Renault ha annunciato che a breve verranno lanciati nuovi prodotti, tra i quali è già sul mercato indiano la berlina Fluence.
Infatti, sono già in fase di realizzazione due nuovi modelli, Koleos SUV e Dacia Duster SUV.
Il primo modello, che sarà presentato alla Delhi Auto Expo del prossimo anno, è stato progettato specificatamente per il mercato indiano dagli ingegneri di Mumbai.
Parallelamente al lancio di questi nuovi prodotti, la Renault collabora ancora con la casa automobilistica indiana Bajaj, nonostante sia evidente che questa partnership sia in forte crisi, al punto che in maggio l'azienda francese ha dichiarato che se i veicoli sviluppati e prodotti dalla Bajaj non dovessero soddisfare le loro aspettative, la collaborazione sarà interrotta.
Comunque, in caso non dovessero funzionare le collaborazioni con altre case automobilistiche, la Renault si dichiara pronta a proseguire da sola nel suo ambizioso progetto di produrre modelli di auto ultra low cost.
Infatti, sono già in fase di realizzazione due nuovi modelli, Koleos SUV e Dacia Duster SUV.
Il primo modello, che sarà presentato alla Delhi Auto Expo del prossimo anno, è stato progettato specificatamente per il mercato indiano dagli ingegneri di Mumbai.
Parallelamente al lancio di questi nuovi prodotti, la Renault collabora ancora con la casa automobilistica indiana Bajaj, nonostante sia evidente che questa partnership sia in forte crisi, al punto che in maggio l'azienda francese ha dichiarato che se i veicoli sviluppati e prodotti dalla Bajaj non dovessero soddisfare le loro aspettative, la collaborazione sarà interrotta.
Comunque, in caso non dovessero funzionare le collaborazioni con altre case automobilistiche, la Renault si dichiara pronta a proseguire da sola nel suo ambizioso progetto di produrre modelli di auto ultra low cost.
martedì 24 maggio 2011
Renault in India
Lo sviluppo di Renault in India subisce in questi giorni una forte spinta legata all’introduzione di nuovi modelli ideati per il mercato indiano.
Presente già dal 2007 in India, Renault ha individuato nel Paese uno dei mercati più attrattivi per il proprio business. Il mercato indiano rappresenta infatti uno dei mercati più dinamici al mondo, con una crescita annuale che si aggira intorno al 20%. Se nel 2005 in India sono stati venduti 1.2 milioni di veicoli, si prevede che per il 2011 questa cifra raggiungerà i 3 milioni, fino ad arrivare a 3.7 milioni nel 2015, quando l’India diventerà il quarto mercato automobilistico a livello mondiale. L’aumento esponenziale delle vendite di auto è legato anche alla presenza di una popolazione giovane, il 57% ha meno di 35 anni, e molto attenta alla tecnologia di ultima generazione. La casa automobilistica francese ha previsto la vendita di oltre 100mila vetture entro il 2013 e proprio per questo motivo ha deciso di introdurre cinque nuovi modelli entro il 2012. La mossa vincente della casa francese è stata sicuramente la realizzazione di una fabbrica a Chennai con una capacità produttiva di 400.000 veicoli l’anno, che permette di aggirare le consistenti tasse d’importazione vendendo in questo modo delle auto più competitive assemblate in India. L’obiettivo del gruppo francese è quello di rendere il proprio marchio maggiormente visibile all’interno del Paese e riuscire a conquistare almeno il 5% del mercato della auto indiano entro 10 anni. Secondo Renan Livet, responsabile marketing della regione Asia-Africa, “In India si ama la tecnologia: ciò si traduce in una passione per internet, i cellulari di ultima generazione, i prodotti high-tech in generale. Sebbene non si vogliano spendere cifre elevate per la propria automobile, la si vuole acquistare con delle tecnologie di ultima generazione. In questo contesto, la nuova strategia di Renault consiste nell’arrivare sul mercato indiano con modelli di gamma per creare sin dall’inizio l’immagine di marca attraverso la tecnologia dei suoi migliori prodotti”.
giovedì 21 aprile 2011
India, la Missione economica ICE-Confindustria
Si conclude oggi la Missione economica di Confindustria e ICE in India, iniziata lo scorso 18 aprile e focalizzata sul settore automotive.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con la partecipazione di ANFIA (Associazione Nazionale della Filiera dell'Industria Automobilistica) e Unione Industriali di Torino, ha promosso la Missione economica di Confindustria e ICE in India, nelle città di New Delhi e Pune. Tale iniziativa fa parte delle attività affidate all’ICE del Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del Programma di Promozione Straordinaria del Made in Italy; in particolare, la Missione è stata ideata allo scopo di approfondire le opportunità di collaborazione industriale offerte alle imprese italiane del settore automotive e rafforzare le relazioni economico-commerciali con l'India.
La delegazione comprende 78 rappresentanti di 43 aziende di componentistica auto, engineering, design e stile, macchinari e impianti per la produzione di autoveicoli, stampi, attrezzature per il controllo.
L'industria automobilistica indiana lo scorso anno ha registrato una crescita delle vendite nazionali del 26%, facendo dell'India, seconda solo alla Cina, uno dei mercati più dinamici per il settore: le vendite di autovetture sono aumentate del 25% (1.526.787 unità) e analoghi sono i tassi di crescita del segmento dei veicoli passeggeri (+26%); le vendite dei veicoli commerciali sono cresciute del 38% e anche il segmento delle due e tre ruote si è caratterizzato per i ritmi di crescita incoraggianti (+26%).
lunedì 18 aprile 2011
L’India e la Formula 1
La FIA ha reso noto il calendario del mondiale di F1 previsto per il 2011 e tra le novità ha inserito il Gran Premio d’India.
Stando alle notizie trapelate dalla FIA, il 30 ottobre 2011 si correrà per la prima volta il Gran Premio d’India sul Jaypee Circuit di Greater Noida. Il calendario del mondiale di F1 del 2011 si articolerà infatti in venti gare, contro le 19 previste l’anno scorso, in conseguenza dell’introduzione della tappa indiana. Una buona parte del circuito è stato realizzata nella parte meridionale di Nuova Delhi, ed in particolare nella periferia di Noida; la pista, progettata dal rinomato architetto americano Hermann Tilke, avrà una lunghezza di 5.137 chilometri, i giri da completare saranno sessanta e l’autodromo sarà in grado di ospitare 150.000 spettatori. Secondo l’Amministratore Delegato della società incaricata della realizzazione del progetto, Samir Gaur, il circuito sarà completato per tempo, nonostante gli effetti della crisi finanziaria e le difficili condizioni metereologiche che hanno condizionato la costruzione della pista.
martedì 5 aprile 2011
Il settore automotive in India: opportunità per le imprese italiane
Se nel periodo 2008-2009 il fatturato lordo del comparto automotive indiano incedeva poco meno del 3% sul PIL del Paese, secondo l’Automotive Component Manufacturer Association (ACMA), il fatturato 2010/2011della componentistica sfiorerà i 26 miliardi di dollari, ovvero il 18% in più rispetto al biennio precedente.
Secondo il Ministero dell’Industria Pesante Il settore automotive indiano impiega circa 500.000 persone ed, indirettamente, 10 milioni; si tratta di numeri che ben illustrano il panorama del comparto in India, Paese in cui a fronte di un aumento della produzione di veicoli leggeri previsto nei prossimi anni, si sta delineando anche una crescita della capacità produttiva. Secondo stime relative all’industria dell’auto, questo settore crescerà ad un tasso medio annuale pari al 10% fino al 2020: l’ACMA prevede che entro il 2015 la produzione indiana di autoveicoli raggiungerà i 6,4 milioni di unità, fino a diventare il quinto produttore di autoveicoli a livello mondiale, dopo Cina, Giappone, USA e Germania. Secondo i dati forniti dalla Society of Indian Automobile Manufacturers, il comparto dell’auto si è dimostrato molto dinamico nell’ultimo decennio, visto e considerato che dal 2004 al 2010 la produzione di autoveicoli è più che raddoppiata. La crescita del comparto indiano è principalmente dovuta al fatto che le maggiori case automobilistiche giapponesi hanno deciso di investire in questo Paese al fine di produrre veicoli destinati alla vendita nei mercati maturi; ma allo stesso tempo anche il mercato interno indiano si èingrandito, tanto che le vendite sono più che raddoppiate negli ultimi cinque anni. Si tratta quindi di un settore altamente attrattivo, che il Governo promuove attraverso diversi programmi, come la procedura “automatic approval ruote” che prevede la possibilità di investimenti stranieri al 100% e l’”automotive mission plan”, un piano varato dal Ministero dell’Industria Pesante allo scopo di rendere l’India un polo attrattivo per gli investimenti nel settore. In questa ottica si deve leggere l’iniziativa promossa da Confindustria, ICE, ANFIA in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dello Sviluppo Economico: si tratta infatti di una missione di filiera riguardante il settore dell’automotive in India che si svolgerà dal 18 al 21 aprile. La missione si terrà in parte a Nuova Delhi e in parte a Pune, trattandosi delle due più importanti regioni in cui è localizzata l’industria automobilistica. Il fine ultimo della missione sarà quello di incentivare i contatti diretti tra le aziende italiane e le imprese indiane e gettare le basi per future collaborazioni.
lunedì 4 aprile 2011
Maserati approda in India
La casa del tridente annuncia il suo ingresso sul mercato indiano per il mese di aprile.
Le più grandi case automobilistiche come Lamborghini, Ferrari e Porsche, hanno già stanno già sfruttando il potenziale della potenza asiatica ed è notizia di questi giorni che anche Maserati, già attiva in 57 Paesi al mondo, ha deciso di entrare nel mercato indiano. Dopo aver affrontato con successo il mercato cinese, la casa automobilistica di Modena ha deciso di puntare su quello indiano attraverso l’apertura di autosaloni. Il mercato indiano rappresenta infatti un polo di interesse per i maggiori costruttori di auto, vista la crescente attenzione prestata alle auto di lusso; l’India non è un Paese completamente nuovo per Maserati, già presente nei garage di politici, imprenditori e celebrità indiani. In particolare la strategia di ingresso nel nuovo mercato prevede l’apertura di un primo autosalone a Mumbai, in programma per aprile, seguito da un progetto di espansione riguardante altri quattro autosaloni da inaugurare entro la fine dell’anno in corso. L’obiettivo della casa automobilistica italiana è quello di incrementare le vendite sul mercato indiano del lusso, formato da un’élite esclusiva alla luce di un prezzo finale più elevato rispetto ai mercati del Vecchio Continente a causa di importanti dazi imposti dal Governo .
giovedì 31 marzo 2011
L’obiettivo di Piaggio: vendere 250mila veicoli
Piaggio segna un rialzo dell’1,18% a Piazza Affari in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal management in relazione alle vendite.
Grazie agli obiettivi in programma per il 2011, Piaggio potrebbe anticipare di due anni gli obiettivi del piano per la vendita di veicoli commerciali in India. Ravi Chopra, presidente ed amministratore delegato di Piaggio India, ha annunciato l’obiettivo della società di vendere 250mila veicoli nel 2011 contro i 220mila venduti l’anno scorso, di cui 210mila rappresentati da veicoli a tre ruote e 10mila da veicoli a quattro ruote. Stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato Roberto Colaninno, la società ha intenzione di lanciare nel 2012 una Vespa adattata alle esigenze specifiche del Paese. In particolare la Vespa presenterà dei vantaggi in termini di costo e di facile manutenzione e potrà essere destinata in un secondo momento agli altri Paesi emergenti. Inoltre entro il mese di aprile verrà inaugurato il nuovo stabilimento indiano di motori diesel che permetterà alla società di fornire alla casa automobilistica General Motors 50.000 motori all’anno. Parallelamente Piaggio sta valutando un ingresso nel mercato cinese con dei veicoli commerciali leggeri, vista la richiesta crescente di nuove tipologie di mezzi di trasporto legata al massiccio spostamento di prodotti dalla campagna alla città.
martedì 22 marzo 2011
L’India investe nella mobilità elettrica
L’India, accusata più volte di essere uno dei Paesi più inquinanti al mondo, cambia rotta e decide di investire nello sviluppo di un nuovo piano a sostegno della mobilità elettrica e gettare quindi le basi per un futuro a emissioni zero.
Al via in India gli ecobonus per un valore complessivo di 950 milioni di rupie (circa 21 milioni di dollari) per l’acquisto di un veicolo elettrico: il governo federale ha annunciato che lo stanziamento del sussidio volto ad aumentare la diffusione dei veicoli a impatto zero in tutta la nazione sarà in vigore fino al marzo del 2012 non solo per i veicoli totalmente elettrici, ma anche per quelli ibridi. In particolare è previsto un incentivo di 400mila rupie per l’acquisto di minibus elettrici, di 100mila rupie per le auto e di 4/5mila rupie per i veicoli a due ruote a seconda del modello. Al fine di ottenere il sussidio, i produttori dei veicoli dovranno dimostrare che almeno il 30% dei componenti degli stessi sono stati fabbricati in loco. Il passaggio a questo tipo di veicoli segna un passo in avanti per la potenza indiana: i veicoli elettrici a impatto zero stanno attraversando una fase di successo visto il crescente interesse da parte dei consumatori alla riduzione dei gas serra. Per fare in modo che il piano varato dal governo ottenga gli effetti sperati è necessario creare un programma in grado si supportare la produzione di veicoli che vada al di là del singolo incentivo: creare un’esperienza e far vivere ai consumatori questa nuova realtà rappresentano la chiave del successo. Un’occasione per le imprese italiane che operano nel settore, soprattutto in vista del World Renewable Energy Technology Congress & Expo, il Congresso sulle tecnologie per le energie rinnovabili, in programma dal 21 al 23 aprile a Nuova Delhi.
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