Il brand Visionnaire sbarca in India con un nuovo negozio monomarca.
Nuova partnership e nuovo punto vendita per il marchio italiano di Ipe Cavalli. Il noto brand di mobili e accessori di lusso ha infatti attivato una partnership esclusiva con International Furnitures Brands per aprire il suo primo negozio monomarca al centro commerciale “The Gallery” a New Dehli. 5000 metri quadri a disposizione per promuovere divani, poltrone, tavoli da cucina, specchi, librerie, lampadari e altri accessori per l’arredo. Soddisfatto dell’operazione, il CEO Leopold Cavalli dichiara “Visionnaire è un brand di nicchia con una tradizione e una collocazione precisa nel mercato dei prodotti di lusso. Oggi siamo leader nel campo dei mobili ricercati e degli accessori per la casa di alto design. L’India è un mercato importante per noi e siamo estremamente felici di costituire un’alleanza strategica con International Furniture Brands, un’azienda con ottimi precedenti nel capire il mercato dei beni di lusso in India”.
Visionnaire ad oggi è presente in più di 90 paesi, con 25 showroom monomarca in tutto il mondo e punta nei prossimi 2 anni ad espandersi nei mercati di Europa, Cina, Africa America Latina ed India.
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lunedì 29 ottobre 2012
martedì 12 giugno 2012
Nuova boutique per Damiani
Damiani si prepara ad aprire la sua prima boutique a Nuova Delhi.
Un concept legato al marchio, un’atmosfera mediterranea con sfumature calde e intense color bronzo, oro e rame, schermi digitali e moderni, arredamento progettato e realizzato unicamente in Italia, vetrine illuminate che risaltano i gioielli realizzati a mano: queste sono solo alcune delle caratteristiche della prima boutique che Damiani aprirà presso l’ Hotel Oberoi di New Delhi. Il progetto interamente realizzato dai designer interni di Damiani rispecchia il marchio dell’azienda ripreso anche da una griglia con la logomania D che separa lo showroom dal salotto riservato alla clientela VIP.
Il Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Damiani, Guido Damiani, ha commentato “L’India è uno dei nuovi mercati emergenti e nel futuro sarà molto importante per la nostra strategia di espansione nei Paesi asiatici. I clienti indiani hanno grande gusto, capiscono la qualità e conoscono bene la gioielleria, poiché l’India vanta una tradizione millenaria in questo settore. La boutique all’ Oberoi sarà la nostra prima finestra in India dove esiste già oggi un consumatore raffinato ed alla ricerca di esclusività”.
venerdì 1 giugno 2012
JV Panariagroup - Asian Granito India Ltd
È stata costituita la joint venture tra Panariagroup e Asian Granito India Ltd.
Ad Ahmedabad nello Stato indiano del Gujarat è stata firmata la joint venture company partecipata in egual misura tra Panariagroup Industrie Ceramiche Spa e la Asian Granito India Ltd. Stando a quanto disposto, i prodotti della joint venture verranno distribuiti sul mercato dell’India con il nuovo brand “Bellissimo-Stile Italiano”, un marchio di proprietà di Panariagroup. Si tratta di un progetto che prevede la vendita di piastrelle di fascia alta e di lusso, frutto della tecnologia e dell’innovazione italiane e dei bisogni sempre più esigenti manifestati dai consumatori indiani.
La condivisione del progetto “Bellissimo” permetterà fin da subito l’ingresso sul mercato locale con un marchio noto per rientrare nella fascia alta/di lusso del mercato.
L’offerta della Joint Venture sarà composta da una gamma dei migliori prodotti di Panariagroup realizzati in Italia e di collezioni prodotte negli stabilimenti indiani di Asian Granito con un contratto di esclusiva e l’assistenza dell’equipe tecnica Panariagroup in modo tale da garantire il tocco dello stile italiano.
venerdì 13 aprile 2012
L’Italia chiede meno dazi
Le aziende del lusso Made in Italy chiedono di dimezzare i dazi.
La fondazione Altagamma, che riunisce le aziende italiane operanti nella fascia alta del mercato, ha di recente organizzato l’India Design Forum di Nuova Delhi, al fine di far apprezzare i prodotti delle aziende italiane del design e aumentare la conoscenza e la cultura progettuale e manifatturiera locale in questo ambito.
Intervistato sull’argomento il Segretario Generale di Fondazione Altagamma Armando Branchini ha commentato: “Il Forum di Nuova Delhi è stato l’avvio di un percorso di reciproca conoscenza tra imprenditori italiani e il mondo del design indiano.[…] Siamo convinti che la competizione free and fair aiuti il mercato . Se aumenta il commercio internazionale, aumenta il benessere, e dunque le opportunità per le nostre imprese su un mercato potenzialmente enorme come l’India”.
L’ostacolo legato alla diffusione del Made in Italy nel Paese dell’Elefante è infatti dovuto a due principali ragioni: la prima dipende dalla presenza in India di oltre 400 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, mentre la seconda dall’esistenza di elevati dazi (dal 34 al 100%) per prodotti di design, food e moda. A queste problematiche si aggiunge una normativa di controllo della distribuzione monomarca che di fatto permette agli stranieri di possedere solo il 51% della distribuzione in India dei loro marchi, mentre il 49% spetta a soci indiani. A tal proposito Branchini ha precisato “Il risultato delle tariffe doganali è che i clienti ricchi vanno a comprare i prodotti di alta gamma nei paesi a dazi zero, come Hong Kong, Singapore o l’Europa. […] Ci proponiamo di portarli almeno ai livelli della Cina, dove i produttori di alta gamma sono 17-19%, anche se l’obiettivo finale è adeguarli a quelli europei, al 12%”.
Una grande sfida per il Made in Italy di fascia alta sempre più richiesto dai mercati asiatici ed in particolare dai consumatori indiani.
martedì 27 marzo 2012
Opportunità per il Made in Italy
Un settore in piena espansione, ma per il Made in Italy ci sono ancora numerose opportunità da cogliere in India.
Stando ai dati ISTAT relativi all’interscambio commerciale tra Italia e India nel periodo gennaio-ottobre 2011, i rapporti commerciali bilaterali tra i due Paesi sono aumentati del 24% rispetto ai primi dieci mesi del 2010: entrando nel dettaglio, le esportazioni italiane verso l’Elefante sono aumentate del 18,16%, mentre le importazioni dal Subcontinente indiano hanno registrato un incremento per un valore pari al 24% se paragonate ai dati relativi al 2010. Alla fine del mese di ottobre dello scorso anno la bilancia commerciale bilaterale segnalava un deficit pari a circa un miliardo di Euro per l’Italia, con un incremento dell’80% rispetto all’anno precedente.
Il trend positivo dell’export indiano verso l’Italia è dovuto soprattutto all’impennata registrata dalle esportazioni di combustibili (+70%), ed in particolare del coke, e da quelle dei metalli e dei prodotti in metallo (+62%).
Tra i prodotti indiani maggiormente importati in Italia risultano ancora in testa quelli legati al tessile/abbigliamento e alle pelli/accessori, che rappresentano da soli più di un quarto delle importazioni italiane dal Subcontinente. Da sottolineare inoltre l’aumento registrato nell’import di prodotti legati all’agricoltura (+47%) e dei prodotti alimentari (+46%) anche se la quota sul totale si attesta solo intorno al 4%.
giovedì 22 dicembre 2011
Natuzzi conquista l’India
Il Gruppo Natuzzi porta avanti la sua espansione in India nel settore dell’arredo.
Dopo l’apertura sei mesi fa di due punti vendita a Bangalore e Delhi, il Gruppo Natuzzi sottolinea la sua volontà di conquistare il mercato indiano dell’arredo annunciando un piano di espansione che prevede l’inaugurazione di altri dodici punti vendita in città come Gurgaon, Mumbai, Hyderabad e Kolkata.
Il manager del Gruppo Natuzzi India, Nitin Bahl, ha commentato: “Dato che i nostri prodotti sono di qualità elevata e sono disponibili ad un prezzo ragionevole variabile tra i 5.000 e 15.000 Euro per 5 poltrone Natuzzi, e tra i 2.000 e i 4.000 Euro per 5 poltrone Italsofa, siamo sicuri di poter conquistare un’ampia fetta del mercato indiano dell’arredo”.
Stando alle dichiarazioni del direttore generale, Pasquale Natuzzi, l’azienda sta prestando particolare attenzione al mercato indiano vista la sua strategicità e alla luce dell’incremento della richiesta di elementi d’arredo determinata dagli investimenti che sono stati e che verranno effettuati nei prossimi anni nel settore delle infrastrutture. Lo stesso direttore generale ha inoltre aggiunto che quando la domanda di prodotti Natuzzi nel mercato indiano raggiungerà i venti milioni di Euro, il Gruppo aprirà una sede di produzione all’interno del Subcontinente Indiano, che verrà gestita da ingegneri italiani e riguarderà anche gli altri due brand del Gruppo, Italsofa e Editions. Allo stato attuale infatti mentre i prodotti Natuzzi vengono esportati direttamente dall’Italia, quelli di Italsofa e Editions vengono realizzati in Cina per poi essere immessi sul mercato indiano.
mercoledì 7 dicembre 2011
Più bollicine italiane in India
Nuove possibilità per i vini italiani in India dopo l’annuncio di una possibile riduzione dei dazi doganali.
Annunciata dal Governo di Nuova Delhi l’ipotesi di diminuire i dazi previsti sull’importazione di vini e alcolici dall’attuale 150% al 40% entro i prossimi cinque anni: è questa la notizia divulgata nell’ambito di un negoziato commerciale bilaterale tra l’Unione Europea e l’India che rilancia l’opportunità per i vini italiani di penetrare in questo mercato in forte espansione.
Un’occasione da non perdere per i produttori italiani visto che il Paese asiatico con una popolazione che supera il miliardo, una previsione di crescita del Pil del 7,7% e una classe media in fase di consolidamento, si candida a diventare uno degli sbocchi più interessanti per i prodotti Made in Italy.
Se la proposta di abbassare i dazi all’import trovasse conferma, l’India potrebbe facilmente diventare un mercato di primaria importanza per i vini italiani, visto che finora sono state soprattutto le barriere tariffarie elevate ad ostacolare la vendita di vini italiani. Allo stato attuale l’Elefante rappresenta infatti il 50° cliente del vino Made in Italy, dal momento in cui una volta applicato il dazio, il prezzo finale delle bottiglie risulta essere più che raddoppiato.
Il Direttore di Federvini, Ottavio Cagiano de Azevedo, ha commentato «C'è un processo in atto e nei negoziati è emersa questa disponibilità di Nuova Delhi di ridurre i dazi. Bisogna fare però attenzione perché si discute non di una riduzione generalizzata ma per fascia di valore. E qui bisogna vigilare per evitare che le riduzioni non vadano ad avvantaggiare i nostri competitor». Sembra infatti che l’aliquota scenderà dal 150 al 40% solo per i vini venduti ad un prezzo superiore ai 34-35 Euro per cassa, mentre per i vini con un prezzo compreso tra i 20 e i 35 Euro per cassa diminuirà fino al 60% e rimarrà invece invariata per i vini venduti ad un prezzo inferiore ai 20 Euro per cassa. A tal proposito il Direttore di Federvini ha aggiunto «Un'ipotesi del genere sarebbe favorevole all'offerta made in Italy visto che le nostre etichette si collocano prevalentemente in quella fascia di prezzo. Dobbiamo però fare attenzione su dove verrà fissata la soglia. Già si sono levate proteste da parte di altri Paesi. E bisognerà verificare che le condizioni restino queste e non cambino in corso d'opera andando invece a privilegiare fasce di prezzo nelle quali è più forte e competitiva l'offerta di altri paesi produttori».
mercoledì 23 novembre 2011
India attratta dall’Italia
Bellezza, stile, design, creatività e Italian Life Style attraggono sempre più la crescente classe media indiana.
Con un popolazione che supera ampiamente il miliardo di persone e una classe media in fase di consolidamento, la domanda interna indiana di prodotti Made in Italy registra una forte impennata merito dell percezione dei consumatori indiani in relazione ai beni provenienti dal Bel Paese.
In generale il Made in Italy è sempre più richiesto dai paesi emergenti avanzati: stando alle previsioni l’export verso questi paesi crescerà ad un tasso annuo superiore al 9%, ovvero di tre punti percentuali in più rispetto alla performance attesa verso i mercati di destinazione più tradizionali.
I rapporti commerciali bilaterali tra Italia e India sono in continua espansione e in questo frangente diventa rilevante anche la percezione del prodotto italiano da parte dei consumatori indiani. È possibile infatti notare una maggiore attenzione prestata dagli indiani per il segmento lusso/moda: stando alle previsioni della Fondazione Altagamma, i marchi italiani di lusso presenti in India dovrebbero passare dagli attuali 30 a circa 200 nell’arco dei prossimi dieci anni. Il prodotto italiano è percepito come sinonimo di qualità e di moda, e per questo motivo risulta essere particolarmente apprezzato dalla fascia alta e medio-alta del mercato.
Le possibilità per il comparto del lusso e della moda Made in Italy sembrano dunque essere molto interessanti, anche se le barriere tariffarie particolarmente elevate (circa il 40% per il segmento lusso) spingono i consumatori indiani ad acquistare i prodotti nelle vicine e più competitive piazze mediorientali (soprattutto Abu Dhabi e Dubai); a questa problematica si aggiungono l’elevato costo degli spazi commerciali e le restrizioni agli investimenti diretti che vietano una partecipazione superiore al 51% per i punti vendita monomarca.
giovedì 10 novembre 2011
Il settore della meccanica strumentale
Grandi opportunità per le imprese italiane attive nel settore della meccanica strumentale: la crescita di macchine utensili prevista in India si aggira intorno al 10/15%.
Anche se il fabbisogno del Paese dipenderà fortemente dall’espansione e dallo sviluppo dei settori maggiormente coinvolti (automobili, treni, difesa, aerospaziale,…), stando alle stime la domanda indiana di macchine utensili dovrebbe aumentare del 10/15%, per un valore complessivo di 8,300 milioni di Euro.
Un dato sicuramente rilevante tenendo conto del fatto che negli ultimi cinque anni le importazioni indiane legate alla meccanica strumentale sono cresciute del 32%, passando da 4 a 5,3 miliardi di dollari. Scendendo nel dettaglio se paragonati con i dati relativi al biennio 2009-2010, i settori maggiormente coinvolti da questo boom nel periodo 2010-2011 sono stati quelli della lavorazione della ceramica (+170%), della pelletteria e conceria (+63%), dell’industria tessile (+113%) e della stampa e rilegatura (+120%). A tale proposito è opportuno ricordare che l’Italia rappresenta il primo esportatore in India sia per quanto riguarda i macchinari per la pelletteria e conceria (con una quota di mercato pari al 47%), sia per quelli impiegati per la lavorazione della ceramica (44% del mercato) e si posiziona tra i principali esportatori di macchinari per la lavorazione dei metalli (22%).
Al fine di favorire l’espansione dell’Industria Pesante il Governo sta varando misure volte ad eliminare i dazi alle importazioni per prodotti/componenti specifiche, incentivare le joint venture con transfer tecnologico, creare collaborazioni con centri di ricerca stranieri e proporre Partnership Pubblico-Private.
mercoledì 2 novembre 2011
Interscambio Italia-India: da 7,2 a 15 mld entro il 2015
Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, nel corso della prima giornata della 4a missione imprenditoriale in India, ha annunciato l’obiettivo di incrementare l’interscambio tra i due Paesi.
Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, durante il primo giorno della 4a Missione Economica italiana in India (31 ottobre - 3 novembre) organizzata dal suo ministero e da quello degli Affari esteri, con Confindustria, Abi e Unioncamere, ha reso noto l’intento di portare l’interscambio tra l’Italia e il Subcontinente dagli attuali 7,2 miliardi di euro a 15 entro il 2015.
Sono già 400 le imprese italiane che operano in India in settori quali l’automotive, la moda, l’energia e l’elettronica. Tuttavia, Romani ha sostenuto che esistono le basi per una più intensa collaborazione tra i due Paesi, i quali, anche se su scale diverse, condividono la stessa struttura produttiva. Inoltre, il ministro ha dichiarato: “la differenza tra Est e Ovest è scomparsa e l’India non può più essere considerato un Paese di delocalizzazione ma un partner industrializzato, la nona economia mondiale che aspira a diventare la terza nel 2020, la seconda nel 2050”.
Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria, ha affermato che la vera sfida per le Pmi italiane consiste nell’iniziare a produrre per vendere sul mercato locale, i cui consumi rappresentano il 64% del Pil nazionale, “quando poi le barriere tariffarie e non tariffarie diminuiranno e si alzerà il livello di qualità richiesto sui prodotti e anche il reddito dei possibili consumatori, allora si apriranno le porte per il vero made in Italy”.
Zegna ha poi ricordato che è necessario capire quali sono i settori sui quali è possibile essere competitivi, quest’ultima missione è infatti focalizzata su pochi settori specifici: automotive, energie rinnovabili, infrastrutture e meccanica (voce principale dell’export italiano verso il Subcontinente).
venerdì 30 settembre 2011
Il settore arredo in India
Made in Italy sempre più apprezzato in India, grazie al grande dinamismo economico e alla crescita del potere di acquisto della popolazione che stanno caratterizzando il Paese asiatico in questo momento.
I prodotti Made in Italy stanno iniziando a conquistare il mercato indiano, anche se la presenza di marchi e prodotti italiani, in particolare di quelli legati al settore arredo, è ancora piuttosto limitata. La causa di ciò può essere ricondotta alla differenza culturale esistente tra i due Paese: se da un lato infatti le aziende e le istituzioni indiane non sono ancora consapevoli delle implicazioni economiche che potrebbe avere l’impiego di soluzioni tecniche di qualità superiore, dall’altro le organizzazioni italiane riscontrano difficoltà nella comprensione delle dinamiche e dei fattori all’origine delle scelte dei consumatori indiani.
Allo scopo di ridurre questa distanza, nel corso degli ultimi anni, diverse delegazioni di settore provenienti dall’Italia hanno analizzato il mercato indiano e numerose imprese hanno deciso di partecipare a manifestazioni fieristiche ed esposizioni.
Nonostante la presenza italiana nel settore arredo sia ancora di nicchia, il margine di incremento sembra essere molto ampio: basti pensare che se nel 2005 le importazioni dall’Italia hanno raggiunto i 7,2 milioni di € di valore, nel 2010 il valore complessivo delle importazioni dal Belpaese hanno sfiorato i 16,5 milioni di €.
lunedì 25 luglio 2011
Boom di robot italiani in India
I Paesi emergenti si rivelano strategici per i robot italiani: tra i primi sette mercati di sbocco compaiono i Paesi Bric.
Il secondo trimestre del 2011 conferma il ruolo fondamentale giocato dai Paesi emergenti nel comparto dei robot italiani: a fronte di un calo del mercato interno del 33,8%, i mercati emergenti hanno fatto registrare un aumento del 44,5% negli ordinativi. Allo scopo di cogliere le occasioni presenti in questi Paesi, Ucimu e Assocomaplast hanno presentato il progetto India, rivolto alle aziende produttrici di macchine utensili e macchine per materie plastiche e gomma. Il progetto prevede innanzitutto un contratto di rete tra le due associazioni e, per il futuro, la realizzazione di una struttura sul posto che rappresenti le aziende coinvolte. L’imperativo per le aziende italiane è essere presenti su un mercato tanto strategico quanto quello indiano: se nel 2001 infatti l’export di robot in India si aggirava intorno ai 12,6 milioni di euro, oggi questa cifra è aumentata di quasi dodici volte. Nei primi tre mesi del 2011, l’export di macchine ha segnato un +58,9%, classificando l’India come il quarto mercato di sbocco per le esportazioni italiane legate a questo comparto. Lo scopo perseguito da Ucimu e Assocomaplast è quello di rafforzare la presenza italiana in India attraverso la creazione di una rete istituzionale che supporti le imprese nelle fasi di insediamento e selezione dei fornitori e servizi. Al fine di avviare i primi contatti diretti con fornitori, agenti e clienti, è previsto un viaggio di studio tra Mumbai e Pune nel mese di ottobre.
mercoledì 20 luglio 2011
Made in Italy: occhio puntato su India, Cina e Russia
Negli ultimi cinque anni un’operazione su cinque è stata effettuata dai Paesi emergenti.
Di fronte ai dati resi noti dalle elaborazioni della Banca dati Reprint del Politecnico di Milano non ci sono dubbi: dal 2005 al 2010 il 21,8 % delle operazioni legate a partecipazioni estere nelle società italiane, è stata fatta da Paesi emergenti, in testa India e Cina. Dalla Banca dati del Politecnico di Milano emerge che se da un lato il numero complessivo di aziende manifatturiere italiane a partecipazione estera è rimasto invariato negli ultimi anni, a cambiare è stata invece la nazionalità degli investitori: accanto ai tradizionali Stati Uniti, Giappone e Europa, che hanno registrato una perdita significativa, India, Cina e Russia hanno più che raddoppiato la loro quota. Pechino, particolarmente interessata alla meccanica di precisione, all’arredo, alla moda, agli accessori per la casa e al lifestyle, è passata da 7 a 32 società controllate; Mosca, focalizzata più su acciaio, energia e fotovoltaico, è balzata da 8 a 27; infine, Nuova Delhi nel corso del quinquennio, ha conosciuto l’aumento più significativo, da 8 a 37 aziende, concentrandosi sulla meccanica, l’ingegneristica, i motori ed il tessile. Per quanto riguarda nel dettaglio la partecipazione degli investitori indiani, è vista in modo positivo dalle aziende italiane: per gli indiani la continuità manageriale e gestionale rappresenta un valore e una prerogativa.
venerdì 15 luglio 2011
Emonte stringe un accordo con il Gruppo Gitanjali
Il Gruppo Gitanjali firma un accordo con Emonte per la distribuzione nei mercati indiani e del sud-est asiatico.
Il Gruppo Gitanjali Jems, che vanta oltre 2700 retail outlet in India, 126 negozi negli Stati Uniti, 40 in Cina e 5000 dipendenti, e conosciuto in tutto il mondo come produttore e rivenditore di gioielli e prodotti di lifestyle, ha siglato un accordo con Emonte, il maggiore rivenditore di accessori per la scrittura. L’accordo prevede la distribuzione da parte del Gruppo indiano di accessori di scrittura del marchio italiano Visconti, di cui Emonte ha l’esclusiva per quanto riguarda i diritti di marketing e distribuzione nei mercati indiani e nel sud-est asiatico. Nel dettaglio prima della fine di luglio verrà immesso sul mercato il primo stock di penne Visconti (in 108 outlet), mentre per la fine dell’anno è prevista una distribuzione più capillare in tutte le 600 gioiellerie del Gruppo indiano presenti sul territori dell’India. Secondo l’amministratore delegato del Gruppo Gitanjali, Mehul Choksi, “Il consumatore indiano è oggi alla ricerca della maggiore qualità in ogni ambito, ed è più consapevole del valore delle marche. […] Questa nuova partnership ci aiuterà a compiere un ulteriore passo in avanti nel segmento della distribuzione di prodotti lifestyle di lusso, nell’ambito del quale stiamo già offrendo ai consumatori gioielli ed orologi di marche italiane di prestigio”.
mercoledì 13 luglio 2011
L’india entra a far parte dell’OIV
L’Office International de la vigne et du vin accoglie tra i membri anche l’India.
In India, un Paese in cui la vite è presente sin dall’antichità, la maggiore diffusione della viticoltura si è registrata nel XVII secolo grazie ai Portoghesi presenti nella colonia di Goa, ma nel corso degli anni la presenza di diverse religioni non ne ha favorito il consumo. Ciò nonostante negli ultimi quindici anni la produzione di vino ha continuato ad aumentare fino a raggiungere nel 2010 i 18mila quintali di uva da tavola e destinata alla vinificazione; questo aumento è stato determinato dalla crescita del livello economico medio e da una progressiva occidentalizzazione della popolazione. La maggior parte della produzione indiana, circa l’80%, è concentrata nello Stato del Maharashtra, mentre due piccole realtà viticole si trovano nel distretto di Himachal e di Bangalore. La produzione riguarda soprattutto varietà internazionali, come cabernet, chardonnay, sauvignon e zinfandel. Il subcontinente indiano rappresenta l’1% della superficie vitata se si considerano i suoi 71.400 ettari di vigneto, aumentati del 66% rispetto a dieci anni fa. Oltre alla produzione, nel corso dell’ultimo decennio si è assistito anche ad un incremento del consumo interno, fattore che ha attirato l’attenzione dei principali produttori europei, e tra questi l’Italia, che è riuscita a ritagliarsi una quota di export che sfiora il 30%. Allo stato attuale la richiesta di vino è legata alle grandi città del Paese, come Mumbai, Delhi e Bangalore. Secondo le previsioni della Camera di Commercio Indiana il consumo di vino in India dovrebbe aumentare fino a raggiungere i 14,7 milioni di litri entro la fine del 2012. Una grande opportunità per le aziende italiane interessate a posare il loro sguardo su questo mercato in forte espansione.
venerdì 27 maggio 2011
Relazioni dinamiche tra Italia e India
Le relazioni tra Italia e India diventano sempre più dinamiche, ma c’è ancora spazio per crescere e migliorare la posizione dell’Italia nella classifica dei maggiori partner indiani.
Nel corso di un incontro tenutosi a Nuova Delhi, l’Ambasciatore Giacomo Sanfelice di Monteforte ha sottolineato che, nonostante l’interscambio commerciale tra India e Italia sia aumentato lo scorso anno fino a raggiungere i 7,2 miliardi di euro, solo l’1% delle esportazioni del Bel Paese raggiunge il mercato della tigre asiatica: l’Italia si posiziona al quarto posto tra i partner commerciali indiani dell’Unione Europea e al settimo per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri. Dal 2007 al 2010 gli investimenti italiani in India sono cresciuti del 280%; se da un lato i maggiori svantaggi sono rappresentati dell’elevata inflazione, dalla carenza di infrastrutture, dalla burocrazia e dalla scarsa fluidità del business, dall’altro l’India si caratterizza per una manodopera altamente qualificata, una classe media in costante crescita, un uso diffuso della lingua inglese, forti investimenti pubblici e numerosi settori di punta. Proprio in virtù di questa ragioni il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha definito il 2011 come l’Anno dell’India e in quest’ottica si deve leggere la sua partecipazione alla prossima Missione di promozione del Sistema Italia guidata dal Ministro dello Sviluppo Economico, che si terrà in India nel mese di novembre e sarà focalizzata sui cinque settori pilastro della domanda indiana: energia, agro-industria, macchinari, automobile e infrastrutture.
giovedì 26 maggio 2011
La cucina italiana in India
La qualità dei prodotti e le conoscenze tecnologiche che ne stanno alla base rendono unico ed inimitabile l’Italian lifestyle, anche nell’ambito culinario.
Il occasione di Exotica 2011, un evento organizzato ogni anno dal Rizvi College di Hotel Management con sede a Mumbai, sono stati presentati alimenti e macchinari per la produzione di cibo e bevande provenienti non solo dai diversi Stati dell’India, ma anche dall’estero. Per aiutare i professionisti e gli studenti dell’industria alberghiera indiana a comprendere la cucina italiana, l’Italian Culinary Institute for Foreigners in collaborazione con la Indo-Italian Chamber of Commerce & Industry e la Western India Culinary Association ha organizzato due giorni di workshop e presentazioni, seguiti anche da una gara di cucina italiana tra gli studenti degli istituti alberghieri di Mumbai. Il grande ospite dell’evento, Mario Sobbia, chef di pluriennale ed internazionale esperienza, ha commentato “ Ho apprezzato lo spirito di collaborazione che ho trovato. Ho potuto avere a disposizione tutti gli ingredienti giusti per le mie ricette, cosa spesso non facile quando vado all’estero. Gli indiani hanno dimostrato di apprezzare veramente la cucina italiana, e questo è il motivo per cui ritengo che questo debba solo essere il primo di una lunga serie di eventi di questo tipo”.
lunedì 16 maggio 2011
Il marmo di Botticino approda in India
Il celebre marmo di Botticino dopo l’avventura cinese sbarca in India e si prepara ad affrontare un mercato reso difficile dalla competizione accanita di Turchia e Spagna.
Il settore lapideo bresciano continua la sua espansione nei mercati esteri e punta all’India: dopo il rallentamento del mercato cinese le aziende legate all’estrazione e alla lavorazione del marmo di Botticino si sono rivolte al crescente mercato indiano per far fronte al calo della domanda interna. Le imprese che operano nel settore lapideo nella provincia di Brescia sono nove e producono all’incirca 140-150mila tonnellate all’anno dell’inconfondibile marmo color beige che proprio per la sua colorazione e per la presenza del 98% di carbonato di calcio rappresenta un’alternativa al marmo di Carrara. I mercati internazionali rappresentano le principali destinazioni del marmo bresciano, visto e considerato il fatto che, come sottolineato dal presidente della Cooperativa Operai Cavatori del Botticino, Mario Rossi, “Se facessimo riferimento al mercato interno avremmo difficoltà due o tre volte maggiori di quelle che già affrontiamo. Non ci sono segnali di ripresa al momento nel nostro Paese e in aggiunta c’è sempre il rischio di non essere pagati”. L’export ha permesso al settore di registrare un fatturato positivo nel 2010, anche se i risultati restano ancora lontani da quelli riportati nel 2008. Nonostante il grande interesse dimostrato dal mercato indiano, l’export verso questo Paese presenta grandi difficoltà dovute alla concorrenza di Spagna e Turchia, capaci di vendere un prodotto di qualità inferiore, ma più facile da lavorare. Offrire un servizio di qualità più elevata sembra essere l’unica alternativa possibile di fronte al rischio di diventare dei semplici produttori della materia prima.
lunedì 4 aprile 2011
Maserati approda in India
La casa del tridente annuncia il suo ingresso sul mercato indiano per il mese di aprile.
Le più grandi case automobilistiche come Lamborghini, Ferrari e Porsche, hanno già stanno già sfruttando il potenziale della potenza asiatica ed è notizia di questi giorni che anche Maserati, già attiva in 57 Paesi al mondo, ha deciso di entrare nel mercato indiano. Dopo aver affrontato con successo il mercato cinese, la casa automobilistica di Modena ha deciso di puntare su quello indiano attraverso l’apertura di autosaloni. Il mercato indiano rappresenta infatti un polo di interesse per i maggiori costruttori di auto, vista la crescente attenzione prestata alle auto di lusso; l’India non è un Paese completamente nuovo per Maserati, già presente nei garage di politici, imprenditori e celebrità indiani. In particolare la strategia di ingresso nel nuovo mercato prevede l’apertura di un primo autosalone a Mumbai, in programma per aprile, seguito da un progetto di espansione riguardante altri quattro autosaloni da inaugurare entro la fine dell’anno in corso. L’obiettivo della casa automobilistica italiana è quello di incrementare le vendite sul mercato indiano del lusso, formato da un’élite esclusiva alla luce di un prezzo finale più elevato rispetto ai mercati del Vecchio Continente a causa di importanti dazi imposti dal Governo .
venerdì 1 aprile 2011
Il mercato di Avio decolla in India
Nel mese di febbraio il Gruppo aerospaziale internazionale Avio ha annunciato la costituzione di Avio Aerospace con sede a New Delhi.
Avio, gruppo aerospaziale italiano con sede a Torino controllato dalla società di private equity Cinven e partecipato da Finmeccanica, ha deciso di costituire Avio India Aviation Aerospace per sviluppare il proprio business in India. Infatti secondo le stime diffuse dalla Seconda Conferenza Internazionale dell’Aviazione Civile, si prevede che il mercato indiano subirà un aumento di oltre 1000 aerei tra il 2008 e il 2020, per un volume pari a circa 90 miliardi di dollari, e allo stesso tempo la richiesta di servizi di manutenzione, riparazione e revisione dei velivoli commerciali toccherà quota 1,17 miliardi di dollari nel 2011 e 2,6 miliardi nel 2020. Il gruppo internazionale leader nel settore aerospaziale è già presente nel mercato indiano della difesa, grazie a partecipazioni con la Marina Indiana, come la nuova portaerei P71 e le fregate P15A, e, sempre in ambito navale, nei sistemi di guida dei sommergibili.
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