Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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lunedì 24 giugno 2013

Opportunità nelle infrastrutture

Circa 500 miliardi di euro entro il 2017. Le cifre del piano di investimenti per le infrastrutture indiane chiamano investimenti.

Grandi opportunità in India. Il fabbisogno stimato fino al 2017 tra strade, autostrade, aeroporti, edifici civili si raggiunge i 495 miliardi di euro, di cui 400 destinati alla e costruzioni civili (300 mila nuovi alloggi) e agli ospedali (900 mila nuovi posti letto).
Per chi investirà in progetti stradali verrà concessa dallo Stato indiano l’esenzione totale delle imposte per cinque anni e per le entrate da pedaggio l’esenzione sfiora i 20 anni. Per le aziende interessate ad investire nei progetti aeroportuali è di 10 anni il periodo esentasse.
In India ogni due anni il Governo stabilisce il contributo che il settore è chiamato a dare alla crescita del Paese e per il biennio 2012-13 l’apporto del settore al Pil è stato del 5,5%. L’edilizia e le costruzioni rappresentano ad ogni modo una fetta importante nella produzione industriale del Paese, circa il 27%.«Per le imprese italiane possono aprirsi spazi in particolare nel settore del calcestruzzo prefabbricato - spiega Cesare Saccani, nella sua doppia veste di vicepresidente della Camera di Commercio italo-indiana e di amministratore della società di certificazione Icmq India - perché è forte la domanda di abitazioni a basso costo e di capannoni industriali».

lunedì 21 gennaio 2013

India: ecco dove investire

Pubblicato “l’Economic Freedom Rankings for the States of India”, un rapporto che indica gli Stati Indiani in cui è più facile fare impresa.

In arrivo un utile strumento per gli investitori che puntano al complesso mercato indiano.
La terza potenza economica asiatica, infatti, con i suoi 3,2 milioni di chilometri quadrati di superficie divisi in 28 Stati e 7 Territori, rappresenta per molti imprenditori un grande rebus.
L’iniziativa si deve al Cato Institute di Washington, all’Indicus Analytics di New Delhi e al Friedrich Naumann Siftung di Potsdam, che sulla base di tre parametri (dimensioni e costi della macchina statale; legalità, sicurezza e tutela della proprietà; norme sul lavoro e clima per gli affari)  hanno pubblicato la classifica degli Stati più appetibili per investimenti.
Al primo posto dell’Economic Freedom Rankings for the States of India si trova il Gujarat, che, affacciato sul Mare Arabico, è forte della sua invidiabile collocazione geografica e delle politiche imprenditoriali intraprese dal suo chief minister Narenda Modi. «Gli Stati indiani che sono economicamente più liberi - si legge nel rapporto - sono anche quelli con gli indicatori migliori in termini di crescita, livelli occupazionali, condizioni sanitarie e flussi di investimento».
Sotto l’aspetto del contenimento dei costi e della non invasività della macchina statale il primato se lo aggiudica l'Haryana, nell’India del nord, che negli ultimi anni è riuscito ad attirare forti investimenti nei settori dei servizi e manifatturiero.
Madhya Pradesh vince invece per legalità e sicurezza, rivelandosi lo Stato meglio governato del subcontinente, con la più bassa incidenza di crimini contro la proprietà.

venerdì 26 ottobre 2012

Nuovi aiuti per l’internazionalizzazione

Enterprise Europe Network arriva in India. Un nuovo strumento per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese.

La rete Enterprise Europe Network apre l'accesso per le piccole e medie imprese (PMI) a importanti mercati internazionali grazie  all'imminente inaugurazione di nuove filiali in India. Per la precisione di tre nuovi centri che diverranno a breve operativi a New Dehli, come annunciato lo scorso lunedì 22 ottobre, in occasione della Conferenza annuale della rete svoltasi a Cipro. La rete di sostegno alle imprese e all'innovazione finanziata dall'UE, è nata nel 2008 ed è basata presso quasi 600 organizzazioni locali in 52 paesi. Il suo obiettivo è aiutare le imprese che iniziano a commerciare all'estero, cercano partner commerciali o tecnologici e desiderano accedere a un finanziamento UE. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l'Industria e l'Imprenditoria, ha affermato: "Le piccole e medie imprese (PMI) dell'Europa devono poter accedere all'economia globale per poter prosperare. La rete Enterprise Europe Network ha una tradizione consolidata a sostegno delle piccole imprese in altri continenti, laddove le PMI dell'UE hanno l'opportunità di beneficiare dei nuovi mercati d'esportazione, di partnership straniere e di cluster transfrontalieri. Queste nuove filiali della rete in Asia e in Canada creeranno ancor più opportunità per le imprese."

mercoledì 28 dicembre 2011

I cluster indiani

La Missione di Sistema in India riporta alla luce la possibilità di dar vita a collaborazioni tra imprese italiane ed indiane nell’ambito dei distretti industriali.

Le piccole e medie imprese rappresentano una realtà tanto in Italia quanto in India, anche se non mancano le differenze, in primis in termini di quantità: se infatti nel Bel Paese sono presenti 4,5 milioni di PMI, in India questo dato raggiunge i 26 milioni. Proprio allo scopo di favorire questa parte fondamentale dell’economia il gigante asiatico sta valutando con interesse il modello dei distretti industriali italiani.
L’idea di avvicinarsi ad un sistema simile a quello attivo in Italia è nata diversi anni fa al Massachusset Institute of Technology (MIT), che si è occupato della realizzazione di uno studio commissionato dalla Confederation of Indian Industry (CII): dall’analisi è emerso che i cosiddetti “cluster” esistono già da molto tempo in India, dato confermato dall’UNIDO (l’associazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale dei Paesi emergenti) che ne ha rilevati circa cinquanta, tra i quali Tirupur per la maglieria, Ludhiana per la lana e Agra per le calzature.
I distretti indiani si caratterizzano per una minore segmentazione del sistema produttivo, un’elevata specializzazione delle singole aziende operanti nelle diverse fasi della lavorazione e della produzione di componenti e una differenziazione tra imprese che mantengono una connotazione artigianale e quelle che invece stanno via via assumendo una fisionomia più industriale.
Nel dettaglio nel corso della Missione italiana è emerso che se da un lato le imprese italiane sono interessate a confrontarsi con le controparti indiane al fine di riuscire a penetrare il mercato dell’Elefante, dall’altro per gli indiani una partnership con le imprese italiane rappresenterebbe un’occasione di trasferimento di tecnologia e know-how organizzativo nell’ambito della gestione dei distretti.

mercoledì 21 dicembre 2011

La grande distribuzione in India

Il gigante asiatico apre le frontiere alla grande distribuzione.

Come noto l’India sta vivendo un periodo di intense trasformazioni, e proprio tra queste rientra la decisione di aprire agli stranieri il mercato della grande distribuzione.
Si tratta di una scelta maturata nel corso degli anni e a lungo dibattuta vista l’apparente impossibilità di far coesistere megastore del calibro di Carrefour e Wal Mart e milioni di piccoli rivenditori che caratterizzano da sempre il Paese: ciò nonostante di fronte ai problemi causati dall’inflazione che sta colpendo l’India e alla necessità di investimenti, il Governo di Nuova Delhi ha deciso di consentire agli stranieri l’entrata nel mercato retail.
Nel dettaglio la riforma consente ai giganti della grande distribuzione di investire nelle 53 città indiane più importanti fino al 51% di un negozio multi-marca e dal 51 al 100% dei mono-marca. Gli investimenti saranno però sottoposti a determinate condizioni: in primo luogo l’investimento minimo richiesto è di 100 milioni, che almeno per la metà dovranno essere destinati al sistema delle infrastrutture (lavorazione, packaging, catena del freddo) allo scopo di garantire posti di lavoro locali e modernizzare sia la catena di distribuzione delle merci sia livello infrastrutturale dell’India; in secondo luogo almeno il 30% dei prodotti dovrà essere fornito dai piccoli produttori; infine sarà necessario appoggiarsi alla più grande catena nazionale indiana, Pantaloon Retail.
Si tratta di una politica che rivoluziona completamente il settore visto che fino ad ora le società straniere potevano solo controllare una società all’ingrosso rifornendo i piccoli negozi.
Se da un lato la notizia è stata accolta con favore dai marchi più rilevanti della GDO, dall’altro l’opposizione si è dimostrata fortemente contraria: stando a quanto rilasciato da Arun Jaitley, uno dei leader del Bjp, “Siamo assolutamente contrari: i negozianti al dettaglio piccoli e medi ne saranno colpiti”.
Una grandissima opportunità per le imprese internazionali se si considera che il mercato del retail nel secondo Paese più popoloso al mondo vale da solo 450 miliardi di dollari, che si stima raggiungeranno la soglia dei 785 miliardi entro il 2015: attraverso questa riforma il Governo si pone infatti l’obiettivo di recuperare il distacco nei confronti della Cina.

martedì 20 dicembre 2011

Chateau d’Ax in India

L’azienda italiana di arredo Chateau d’Ax debutta nel mercato indiano.

Il gruppo di arredo S K Poddar Style Spa ha firmato un accordo con l’azienda italiana di arredo Chateau d’Ax per aprire i propri negozi esclusivi in India. Stando a quando dichiarato dal Direttore Generale della Style Spa, Arun Mahajan, il primo outlet esclusivo, per l’ apertura del quale verranno investiti circa 300.000 Euro, verrà inaugurato entro il prossimo marzo.
Nel dettaglio l’accordo prevede che la Style Spa importi dall’Italia l’arredamento dell’impresa italiana e investa notevolmente al fine di aprire i punti vendita; le due aziende congiuntamente invece si ripartiranno i costi relativi alla pubblicità e al marketing.
Il Direttore Generale ha aggiunto: “Abbiamo firmato un accordo con Chateau d’Ax per diventare i principali franchisor del brand in India per un periodo di 15 anni. Il progetto include l’apertura di 9 negozi esclusivi ‘Chateau d’Ax’ nelle principali città indiane durante i prossimi 3 anni”.
Se per l’azienda italiana Chateau d’Ax l’accordo segna l’ingresso nel mercato indiano, per la Style Spa rappresenta invece un modo per rafforzare la propria presenza nel mercato dell’arredamento.

venerdì 25 novembre 2011

LEGEM

La filiera italiana delle costruzioni si mobilita per la costruzione di una città modello italiana in India.

Dai materiali innovativi per edilizia alle tecnologie di costruzione, dalle soluzioni infrastrutturali per energia e mobilità alla progettazione urbanistica e degli edifici, l’intero settore delle costruzioni italiano si sta attivando al fine di realizzare una città modello in grado di far convivere l’italian style e l’estetica con la sostenibilità ambientale e sociale e la qualità della vita della persona. Il progetto, frutto della collaborazione tra India e Italia e concepito e sostenuto dall’Indo-Italian Club for Infrastructure and Building (IICIB), dalla Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry (IICCI) e da Confindustria, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia in India, verrà realizzato secondo gli standard qualitativi più elevati, e rappresenterà un simbolo delle competenze italiane nel settore delle costruzioni, dei materiali per edilizia e delle infrastrutture.
LEGEM, l’acronimo di Living Space, Energy, Governance, Environment, Mobility & Network, è stato presentato in occasione della Missione di Sistema che si è tenuta dal 31 ottobre al 3 novembre 2011 a Chennai e Nuova Delhi, ed ha riscontrato molto successo tanto presso il Governo Centrale quanto presso I singoli stati indiani.

giovedì 24 novembre 2011

L’inquinamento atmosferico

L’India si impegna per far fronte al grave problema dell’inquinamento atmosferico.

Se da un lato il Pil è aumentato di quasi tre volte negli ultimi decenni, dall’altro l’inquinamento causato dalle industrie è quadruplicato, mentre quello veicolare è cresciuto di quasi otto volte. Sono questi i gravi problemi che l’India si prepara ad affrontare nei prossimi anni e legati in particolare all’aumento del numero di veicoli, della densità del traffico e dell’industrializzazione.
Il quarto consumatore di energia al mondo ha deciso infatti di intervenire attraverso pesanti investimenti nel settore energetico al fine di ridurre il deficit relativo al fabbisogno energetico e attualmente pari al 10/15% e a diminuire le emissioni inquinanti. In questo contesto sono numerose le opportunità per le imprese italiane, soprattutto nel campo del controllo dell’inquinamento atmosferico, degli apparecchi di monitoraggio della qualità dell’aria delle canne fumarie, delle tecnologie legate al carbone pulito e del controllo del mercurio.
L’Autorità dell’Istituto Nazionale per il Meccanismo di Sviluppo Pulito sta valutando l’approvazione di progetti collegati ai settori dell’efficienza energetica, del cambiamento di combustibile, dei processi industriali, dei rifiuti solidi urbani e dell’energia rinnovabile.

mercoledì 23 novembre 2011

India attratta dall’Italia

Bellezza, stile, design, creatività e Italian Life Style attraggono sempre più la crescente classe media indiana.

Con un popolazione che supera ampiamente il miliardo di persone e una classe media in fase di consolidamento, la domanda interna indiana di prodotti Made in Italy registra una forte impennata merito dell percezione dei consumatori indiani in relazione ai beni provenienti dal Bel Paese.
In generale il Made in Italy è sempre più richiesto dai paesi emergenti avanzati: stando alle previsioni l’export verso questi paesi crescerà ad un tasso annuo superiore al 9%, ovvero di tre punti percentuali in più rispetto alla performance attesa verso i mercati di destinazione più tradizionali.
I rapporti commerciali bilaterali tra Italia e India sono in continua espansione e in questo frangente diventa rilevante anche la percezione del prodotto italiano da parte dei consumatori indiani. È possibile infatti notare una maggiore attenzione prestata dagli indiani per il segmento lusso/moda: stando alle previsioni della Fondazione Altagamma, i marchi italiani di lusso presenti in India dovrebbero passare dagli attuali 30 a circa 200 nell’arco dei prossimi dieci anni. Il prodotto italiano è percepito come sinonimo di qualità e di moda, e per questo motivo risulta essere particolarmente apprezzato dalla fascia alta e medio-alta del mercato.
Le possibilità per il comparto del lusso e della moda Made in Italy sembrano dunque essere molto interessanti, anche se le barriere tariffarie particolarmente elevate (circa il 40% per il segmento lusso) spingono i consumatori indiani ad acquistare i prodotti nelle vicine e più competitive piazze mediorientali (soprattutto Abu Dhabi e Dubai); a questa problematica si aggiungono l’elevato costo degli spazi commerciali e le restrizioni agli investimenti diretti che vietano una partecipazione superiore al 51% per i punti vendita monomarca.

giovedì 17 novembre 2011

Più progetti in PPP e un nuovo Fondo

Il Governo di Nuova Delhi ha annunciato la creazione di un Fondo per i finanziamenti e l’elaborazione di vari progetti in PPP.

Creata in India un’istituzione preposta a contribuire alla copertura dei prestiti a lungo termine fino al 20% del costo capitale per progetti infrastrutturali, l’India Infrastructure Finance Company. Oltre a questa misura, il Governo Indiano ha dimostrato interesse nella promozione di forme di coordinamento con i Governi dei singoli Stati al fine di favorire il ricorso a formule PPP anche a livello locale e si è impegnato nell’elaborazione di nuovi modelli PPP che rendano i concessionari più responsabili e coinvolti.
Il Ministro per i Trasporti su Strada ha inoltre annunciato che progetti in PPP per la realizzazione di 4.600 km di autostrade per uno stanziamento complessivo di oltre tre miliardi di Euro, sono già stati assegnati nell’anno fiscale corrente, anche se le difficoltà non mancano vista la mancanza di maestranze qualificate, le problematiche relative alla qualità delle opere realizzate, i problemi legati alla sicurezza stradale, gli ostacoli riscontrati nell’acquisizione/espropriazione dei terreni e nella capacità di garantire una manutenzione adeguata.

giovedì 10 novembre 2011

Il settore della meccanica strumentale

Grandi opportunità per le imprese italiane attive nel settore della meccanica strumentale: la crescita di macchine utensili prevista in India si aggira intorno al 10/15%.

Anche se il fabbisogno del Paese dipenderà fortemente dall’espansione e dallo sviluppo dei settori maggiormente coinvolti (automobili, treni, difesa, aerospaziale,…), stando alle stime la domanda indiana di macchine utensili dovrebbe aumentare del 10/15%, per un valore complessivo di 8,300 milioni di Euro.
Un dato sicuramente rilevante tenendo conto del fatto che negli ultimi cinque anni le importazioni indiane legate alla meccanica strumentale sono cresciute del 32%, passando da 4 a 5,3 miliardi di dollari. Scendendo nel dettaglio se paragonati con i dati relativi al biennio 2009-2010, i settori maggiormente coinvolti da questo boom nel periodo 2010-2011 sono stati quelli della lavorazione della ceramica (+170%), della pelletteria e conceria (+63%), dell’industria tessile (+113%) e della stampa e rilegatura (+120%). A tale proposito è opportuno ricordare che l’Italia rappresenta il primo esportatore in India sia per quanto riguarda i macchinari per la pelletteria e conceria (con una quota di mercato pari al 47%), sia per quelli impiegati per la lavorazione della ceramica (44% del mercato) e si posiziona tra i principali esportatori di macchinari per la lavorazione dei metalli (22%).
Al fine di favorire l’espansione dell’Industria Pesante il Governo sta varando misure volte ad eliminare i dazi alle importazioni per prodotti/componenti specifiche, incentivare le joint venture con transfer tecnologico, creare collaborazioni con centri di ricerca stranieri e proporre Partnership Pubblico-Private.

lunedì 7 novembre 2011

L’Italia mira alle infrastrutture indiane

Alla luce del piano infrastrutturale da 1.018 miliardi di dollari, anche l’Italia focalizza la propria attenzione sulle enormi possibilità offerte dal megapiano di modernizzazione annunciato dal Governo di Nuova Delhi.

Il piano di infrastrutture annunciato dal Governo indiano in programma per il quinquennio 2012-2017, che prevede investimenti pari a 1.018 miliardi di dollari, cattura l’attenzione degli imprenditori italiani visto che si stima una crescita dal 40 al 50% della percentuale di spesa affidata al settore privato. Stando alle parole di Cesare Trevisani, vicepresidente di Confindustria per le Infrastrutture, “Bisogna approfittare della situazione e sperare che il sistema finanziario ci assista in un momento difficile per l’eurozona”; se infatti nel corso dell’ultimo decennio il Subcontinente Indiano si è dotato di infrastrutture di bassa qualità, la decisione intrapresa da Nuova Delhi apre la strada ad un salto di qualità nelle costruzioni che verranno realizzate e in quelle già esistenti offrendo numerose opportunità alle imprese italiane intenzionate a sfruttarle. Sempre secondo Trevisani, “Sistemi produttivi, gestione del traffico e dei rifiuti, potabilizzazione dell’acqua sono settori che contribuiscono alla maggiore qualità infrastrutturale e dei quali in India c’è grande bisogno”. Oltre alla volontà di creare un collegamento tra il mondo imprenditoriale italiano e il bisogno indiano nel settore delle costruzioni, nella lista delle collaborazioni da discutere appaiono inoltre il progetto per la costruzione di una città ideale ecosostenibile e un miglior rapporto tra le università del Subcontinente e quelle del Bel Paese con l’obiettivo di sviluppare idee nel campo della mobilità e delle infrastrutture urbanistiche.

lunedì 3 ottobre 2011

L’industria del vetro per imballaggio

L’industria indiana del vetro per imballaggio rappresenta in India un mercato da 700 milioni di € in continua espansione.

Con una crescita media annua pari a circa il 12%, l’industria del vetro per imballaggio in India sta registrando un’espansione incredibile legata ad un incremento della domanda: la maggiore consapevolezza da parte dei consumatori indiani degli standard igienici internazionali e dell’impegno da parte delle aziende produttrici allo scopo di far conoscere i benefici del vetro, hanno determinato una crescita del comparto, che allo stato attuale rappresenta un mercato da 700 milioni di €.
Secondo le ricerche che sono state effettuate, la crescita dell’industria del vetro per imballaggio nei prossimi anni si manterrà stabile o crescerà in modo esponenziale grazie all’incremento del reddito a disposizione e del Pil. Si tratta di un’industria che serve prevalentemente le imprese produttrici di alimenti, bevande e alcolici, le case farmaceutiche e cosmetiche.
Attualmente il comparto è servito da circa dieci grandi e medie imprese e da una serie di piccoli produttori che dispongono di fornaci di piccole dimensioni e contribuiscono alla capacità produttiva del settore con 500-600 tonnellate ogni giorno.

martedì 26 luglio 2011

Missione imprenditoriale in India

Dal 31 ottobre al 3 novembre si svolgerà la Missione Economica Italia in India.

Confindustria, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE) e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) hanno organizzato una Missione Economica Italia in India. La missione, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, avrà luogo dal 31 ottobre al 3 novembre 2011 e si svolgerà nelle città di Nuova Delhi e Chennai. Si tratta di un’iniziativa a carattere plurisettoriale e focalizzata in particolare sull’automotive, sulla meccanica, sulle infrastrutture e sulle energie rinnovabili, settori che stanno ottenendo ottimi risultati in India. Il programma prevede accanto a forum e incontri bilaterali con le controparti indiane, visite presso gli stabilimenti industriali presenti in loco. Scopo della Missione di sistema è quello di incrementare le relazioni economico-commerciali tra i due Paesi e cogliere/valutare le opportunità di collaborazione proposte alle aziende italiane. Un’occasione da non perdere per le imprese intenzionate ad affacciarsi sul mercato indiano con il sostegno di Confindustria, ICE e ABI.

mercoledì 13 luglio 2011

L’india entra a far parte dell’OIV

L’Office International de la vigne et du vin accoglie tra i membri anche l’India.

In India, un Paese in cui la vite è presente sin dall’antichità, la maggiore diffusione della viticoltura si è registrata nel XVII secolo grazie ai Portoghesi presenti nella colonia di Goa, ma nel corso degli anni la presenza di diverse religioni non ne ha favorito il consumo. Ciò nonostante negli ultimi quindici anni la produzione di vino ha continuato ad aumentare fino a raggiungere nel 2010 i 18mila quintali di uva da tavola e destinata alla vinificazione; questo aumento è stato determinato dalla crescita del livello economico medio e da una progressiva occidentalizzazione della popolazione. La maggior parte della produzione indiana, circa l’80%, è concentrata nello Stato del Maharashtra, mentre due piccole realtà viticole si trovano nel distretto di Himachal e di Bangalore. La produzione riguarda soprattutto varietà internazionali, come cabernet, chardonnay, sauvignon e zinfandel. Il subcontinente indiano rappresenta l’1% della superficie vitata se si considerano i suoi 71.400 ettari di vigneto, aumentati del 66% rispetto a dieci anni fa. Oltre alla produzione, nel corso dell’ultimo decennio si è assistito anche ad un incremento del consumo interno, fattore che ha attirato l’attenzione dei principali produttori europei, e tra questi l’Italia, che è riuscita a ritagliarsi una quota di export che sfiora il 30%. Allo stato attuale la richiesta di vino è legata alle grandi città del Paese, come Mumbai, Delhi e Bangalore. Secondo le previsioni della Camera di Commercio Indiana il consumo di vino in India dovrebbe aumentare fino a raggiungere i 14,7 milioni di litri entro la fine del 2012. Una grande opportunità per le aziende italiane interessate a posare il loro sguardo su questo mercato in forte espansione.

lunedì 11 luglio 2011

LML Italia: tre anni di successi

Nata da un’idea di Tommaso Valentino, LML Italia si prepara a raggiungere i 25 milioni di euro di fatturato nel 2011.

La LML Ltd, un marchio indiano di scooter vintage, a partire dagli anni Ottanta ha iniziato a operare come terzista per marchi italiani; una volta conclusosi il rapporto di fornitura ha iniziato a produrre un proprio modello raggiungendo ben presto la leadership del mercato indiano ed espandendosi con successo anche nei paesi del Nord Africa. Quando nel 2008 i responsabili dell’azienda indiana hanno annunciato la decisione di entrare nel mercato europeo e di aver bisogno a tal fine di un importatore che fungesse da esclusivista, Tommaso Valentino è riuscito a convincere il padre a stringere una partnership con il marchio indiano, dando vita alla LML Italia, un’azienda che conta oggi 21 dipendenti. Se nel 2008 gli scooter venduti sono stati all’incirca duemila, nel 2010 i pezzi venduti sono stati 8.100 per un giro d’affari complessivo di 14 milioni di euro. L’obiettivo per quest’anno invece sono 25 milioni di euro di fatturato.

giovedì 7 luglio 2011

Il settore dei macchinari da costruzione

Il mercato dei macchinari da costruzione attira sempre più l’attenzione delle imprese italiane soprattutto alla luce degli investimenti previsti dal governo indiano nel settore.

Con una domanda interna di macchinari da costruzione prevista in aumento nei prossimi anni del 22%, l’India potrebbe rappresentare una destinazione strategica per le aziende italiane. L’incredibile tasso di crescita, concentrata in particolare sui macchinari per il movimento terra e per la movimentazione dei materiali, è determinato in larga misura dalle politiche adottate dal governo indiano nel settore delle infrastrutture: se infatti nel 2010-2011 sono stati stanziati 280 miliardi di euro, nel periodo 2011-2012 340 miliardi di euro verranno investiti per la costruzione di ponti, gallerie, autostrade e per la realizzazione di progetti legati alla generazione, trasmissione e distribuzione di elettricità. La manovra decisa dal governo di Nuova Delhi genererà un aumento della richiesta di macchinari da costruzione. Al momento il mercato risulta essere dominato da un gruppo ristretto di grandi player locali e la tendenza in atto, anche se ancora in una fase iniziale, sembra andare verso una nuova modalità, ovvero l’affitto dei macchinari. Se l’import di macchinari ha registrato una buona crescita nel 2008-2009, si è arrestato nel 2009 a causa della crisi internazionale e nel periodo 2009-2010 ha subito una forte diminuzione; in questo contesto l’Italia ha perso consistenti quote di mercato in alcune categorie, mentre in altre è riuscita ad aumentarle: proprio sui comparti delle macchine utensili da perforazione, dei macchinari per l’estrazione e di quelli per la costruzione di autostrade,… si concentreranno le imprese italiane nei prossimi anni.

lunedì 23 maggio 2011

Bialetti annuncia la vendita degli impianti ad una società indiana

Bialetti, azienda leader nella produzione di strumenti di cottura e piccoli elettrodomestici, dà avvio al progetto di ottimizzazione dell’assetto industriale e cede alla Ttk di Bangalore le strutture di stampaggio per coniatura e verniciatura a spruzzo di pentolame.

Bialetti ha siglato un accordo con la Ttk Prestige di Bangalore per la vendita degli impianti di stampaggio per coniatura e verniciatura a spruzzo dello stabilimento di Coccaglio, in provincia di Brescia. In un comunicato stampa l’azienda sottolinea che l’operazione rientra in un progetto di conversione del sito produttivo di Coccaglio, progetto che “consentirà un parziale riassorbimento della manodopera, con l’obiettivo di dedicarlo a produzioni legate al business del caffè, identificato già da tempo come uno dei driver di sviluppo del gruppo”. In particolare la produzione di pentolame dell’azienda si concentrerà nello” stabilimento del gruppo in Turchia, già attualmente dedicato esclusivamente alla produzione di tali articoli” . Il contratto di compravendita siglato con la società indiana prevede un corrispettivo di quattro milioni di euro che verranno pagati ratealmente: il 40% entro 7 giorni dalla stipula del contratto, il 20% entro il 6 giugno 2011, il 10% entro il 30 settembre 2011 e la parte restante non oltre il 30 aprile 2012.

venerdì 6 maggio 2011

L’industria dell’aviazione Indiana

L’industria dell’aviazione indiana ha annunciato che nei prossimi quindici anni saranno necessari investimenti per un valore complessivo di 30 miliardi di dollari.

Il segretario dell’aviazione civile indiana, Nasim Zaidi, durante un intervento organizzato dalle Camere di Commercio e dell’Industria Associate in India (Assocham), ha affermato che nei prossimi 15 anni l’aviazione indiana richiederà 30 miliardi di dollari di investimenti per migliorare e sviluppare le infrastrutture ed acquisire velivoli. Oltre agli investimenti, per dare una spinta al settore risulteranno fondamentali pianificazioni a lungo termine e nuove regolamentazioni. Negli ultimi anni l’industria dell’aviazione indiana ha registrato una crescita incredibile, dovuta principalmente all’aumento del segmento civile e al supporto del governo e del settore privato. Secondo l’Economic Survey 2010-2011 entro il 2020 l’India diventerà il mercato dell’aviazione civile in più rapida espansione con un traffico passeggeri pari a 420 milioni di persone . Le stime sono già state in parte confermate dai dati riguardanti il bimestre gennaio-febbraio 2011, quando il numero di passeggeri si è attestato intorno a 9.51 milioni, contro i 7.95 milioni registrati nel 2010 durante lo stesso periodo. Anche il mercato interno ha registrato un aumento significativo nel 2010 (+19%): nel mese di dicembre il traffico passeggeri ha registrato il record di 5.2 milioni di persone, contro i 4.5 milioni registrati nel 2009 durante lo stesso periodo. Secondo gli esperti del settore l’aviazione indiana dovrebbe crescere del 18/20% nel corso del 2011.

mercoledì 4 maggio 2011

L’India investe nelle ferrovie

Il Ministro indiano delle Ferrovie, M. Banerjee, ha presentato in Parlamento il progetto di bilancio 2011/2012, che prevede lo stanziamento di fondi ingenti da impiegare nel miglioramento e nell’ampliamento del trasporto ferroviario.

Le Indian Railways rappresentano una delle reti più grandi del mondo: 63mila km di linee, di cui solo 18mila elettrificati, collegano il Paese. Secondo i dati presentati dal Ministro nell’ultimo anno le ferrovie indiane hanno trasportato circa 700 miliardi di persone/km e 538 miliardi di tonnellate/km di merci, attestandosi al di sotto delle previsioni che evidenziavano una crescita del 40% del traffico passeggeri e un raddoppio del traffico merci. Il valore complessivo degli investimenti che verranno stanziati sfiorerà i 9.5 miliardi di euro; in particolare i fondi verranno impiegati per la posa in opera di 1.300 km di nuove linee ferroviarie, l’introduzione di 68 nuovi treni e 18mila nuove carrozze. Tra i progetti illustrati dal Ministro Banerjee, vi sono anche la realizzazione di due parchi ferroviari, la realizzazione di nuovi terminal, l’aggiunta di nuove corse giornaliere in direzione di Mumbai e Calcutta, l’attivazione della biglietteria online; l’ammodernamento di 236 stazioni, l’introduzione di strumenti volti a garantire una maggiore sicurezza e l’impiego di energia solare, eolica e biodiesel nelle stazioni e nei passaggi a livello. Verrà inoltre valutata la possibilità di aumentare la velocità dei treni passeggeri a 160/200 chilometri orari. Gli investimenti permetteranno altresì di collegare le aree più arretrate del Paese attraverso le linee ferroviarie e non subiranno rincari né le tariffe per il traffico passeggeri, né quelle per il servizio cargo.