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martedì 5 marzo 2013

L'India, il paese dei diamanti

Secondo una relazione della Rare Investment, l’India, insieme alla Cina, trainerà nei prossimi anni il mercato dei diamanti. Ma non tutti i canali di commercio sono legali.

In India cresce la domanda di diamanti e oggi più che mai vale il famoso slogan coniato dalla multinazionale De Beers “un diamante è per sempre”. Se infatti la fame di diamanti è in parte giustificata dalla crescita di miliardari in Asia, è sempre più diffusa l’abitudine occidentale di rimarcare matrimoni e fidanzamenti, regalando gioielli con diamanti. La domanda, secondo una recente relazione della Rare Investment, è in aumento sia per le pietre preziose di fascia bassa che per quelle di fascia alta e rischia di superare quella dell’oro, che nel paese è da sempre stato il bene di lusso più acquistato.
L’India è oggi il terzo acquirente di diamanti al mondo, dopo Cina e USA ma non tutto il commercio si svolge nella regolarità. Secondo una recente inchiesta del quotidiano “The Times of India” infatti, delle trentacinque tonnellate di diamanti grezzi che passano ogni anno dalla città di Surat, principale centro di lavorazione dei diamanti, meno dei due terzi arriva seguendo canali legali. La certificazione attualmente richiesta è semplice e di facile falsificazione, con il rischio che i cosiddetti “diamanti di guerra”, pietre estratte illecitamente con cui si finanziano i conflitti, siano messi in vendita da chiunque, dai piccoli ambulanti  di strada allo stesso governo indiano.

giovedì 21 luglio 2011

Il mercato dei diamanti in India

A partire dalla fine degli anni ’80, l’India è diventata uno dei più importanti paesi esportatori di diamanti lavorati a livello mondiale.

La cultura indiana attribuisce un valore materiale e simbolico al diamante e, in particolare, per i giainisti rappresenta un business fondamentale: per la comunità giainista infatti, legata ad un codice morale molto rigoroso, i diamanti rappresentano una delle poche cose che può trattare, vista la loro natura di materia inanimata. Il successo degli artigiani e dei mercanti giainisti risale a circa 40 anni fa, quando la richiesta di gemme di qualità a prezzi convenienti ha determinato un’accelerazione dei loro affari. In quel periodo infatti l’industria mondiale si concentrava su pietre di grosso taglio dai costi elevati, mentre gli acquirenti desideravano pietre più piccole e dai prezzi contenuti: in questo contesto i giainisti, abituati da sempre a lavorare gemme piccole, hanno cominciato ad affacciarsi sulla scena mondiale ed a espandere i loro affari, tanto che la rete commerciale mondiale legata ai diamanti lavorati è oggi controllata per l’80% da uomini d’affari giainisti. Stando ai dati pubblicati dalla Gems and Jewellery Export Promotion Council, le esportazioni indiane di diamanti sono aumentate del 23,44% nel periodo gennaio 2010/gennaio 2011, per un valore complessivo di 28 miliardi di dollari. La maggior parte dei diamanti lavorati dai giainisti provengono dalla miniera australiana di Argyle e l’India importa pietre grezze per un totale di 11 miliardi di dollari.

giovedì 1 aprile 2010

In India arrivano i diamanti della compagnia russa Alrosa

La maggior parte dei diamanti viene da miniere in Sudafrica, Africa Centrale e Russia; il resto principalmente da India, Canada, Australia e Brasile.
India e Russia hanno preso accordi circa la fornitura da parte russa di un grande quantitativo di diamanti grezzi: la compagnia Alrosa, principale produttore e distributore delle pietre preziose in Russia, ha annunciato di aver concluso un contratto triennale con tre società indiane per una vendita di diamanti grezzi per un valore complessivo di 490 milioni di dollari.
Alrosa, attualmente, pesa per il 25 per cento del livello produttivo mondiale di diamanti, con un valore della produzione che si aggira intorno ai 2,2 miliardi di dollari. Nel 2010 la compagnia auspica di arrivare ad un valore complessivo della propria produzione pari ad almeno 2,3 miliardi di dollari.
L’India è leader mondiale del mercato dei diamanti e il fatto che molti di coloro che lavorano nel settore siano giainisti non è casuale, in quanto il principio supremo dei del gianismo è la non violenza, un valore che porta i gianisti ad un pacifismo assoluto: secondo Chris De Lauwer, esperto di gianismo del Museo etnografico di Anversa, “a causa delle restrizioni imposte dalla loro religione, molte professioni sono escluse. Non si può lavorare nell’esercito o nell’agricoltura, perché è vietato abbattere gli alberi. Molti giainisti sono quindi banchieri o commercianti di pietre preziose”, mentre la ricchezza non è considerata incompatibile con i principi del gianismo.