Circa 500 miliardi di euro entro il 2017. Le cifre del piano di investimenti per le infrastrutture indiane chiamano investimenti.
Grandi opportunità in India. Il fabbisogno stimato fino al 2017 tra strade, autostrade, aeroporti, edifici civili si raggiunge i 495 miliardi di euro, di cui 400 destinati alla e costruzioni civili (300 mila nuovi alloggi) e agli ospedali (900 mila nuovi posti letto).
Per chi investirà in progetti stradali verrà concessa dallo Stato indiano l’esenzione totale delle imposte per cinque anni e per le entrate da pedaggio l’esenzione sfiora i 20 anni. Per le aziende interessate ad investire nei progetti aeroportuali è di 10 anni il periodo esentasse.
In India ogni due anni il Governo stabilisce il contributo che il settore è chiamato a dare alla crescita del Paese e per il biennio 2012-13 l’apporto del settore al Pil è stato del 5,5%. L’edilizia e le costruzioni rappresentano ad ogni modo una fetta importante nella produzione industriale del Paese, circa il 27%.«Per le imprese italiane possono aprirsi spazi in particolare nel settore del calcestruzzo prefabbricato - spiega Cesare Saccani, nella sua doppia veste di vicepresidente della Camera di Commercio italo-indiana e di amministratore della società di certificazione Icmq India - perché è forte la domanda di abitazioni a basso costo e di capannoni industriali».
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lunedì 24 giugno 2013
venerdì 13 luglio 2012
Una calamita per gli investimenti
Il governo indiano prevede ingenti investimenti per il rinnovamento delle infrastrutture nazionali e guarda alle imprese straniere per attirare investimenti.
Con un nuovo piano quinquennale 2012-2017, il Governo di New Delhi punta all’ammodernamento delle infrastrutture nazionali, la cui arretratezza costituisce uno dei principali ostacoli allo sviluppo del Paese. Il piano di investimenti toccherà soprattutto la rete stradale che, con i suoi 3,3 milioni di km, risulta la seconda per estensione a livello mondiale. Di questi, solo 66 mila Km, pari al 2% della rete, hanno le caratteristiche di autostrada con livelli di sicurezza e funzionalità adeguati agli standard internazionali mentre gran parte dei tratti stradali restanti non è asfaltata. Per ridurre questo gap il governo centrale ha stanziato 7 miliardi di Euro per 53 progetti di ammodernamento entro il 2017. Altri progetti previsti sono a carico di 10 dei maggiori Stati della Federazione Indiana per altri 6 miliardi di euro.
Per realizzare l’ambizioso piano di intervento, si intende attrarre imprese straniere attraverso la liberalizzazione dell’ingresso di Investimenti esteri Diretti (IDE) nel Paese, finora sottoposti a vincoli e controlli. Verranno inoltre concessi incentivi fiscali, fra cui l’esenzione per 10 anni del 100% della income tax, l’abolizione di dazi e tariffe doganali per l’importazione di macchinari nonché il finanziamento del 20% dell’opera da parte dell’Agenzia nazionale delle autostrade.
Altre interessanti opportunità economiche vengono offerte dagli altri settori dei trasporti, in primis da quello ferroviario che risulta essere il mezzo di locomozione più utilizzato e per cui sono altresì previsti ingenti investimenti nei prossimi cinque anni.
Con un nuovo piano quinquennale 2012-2017, il Governo di New Delhi punta all’ammodernamento delle infrastrutture nazionali, la cui arretratezza costituisce uno dei principali ostacoli allo sviluppo del Paese. Il piano di investimenti toccherà soprattutto la rete stradale che, con i suoi 3,3 milioni di km, risulta la seconda per estensione a livello mondiale. Di questi, solo 66 mila Km, pari al 2% della rete, hanno le caratteristiche di autostrada con livelli di sicurezza e funzionalità adeguati agli standard internazionali mentre gran parte dei tratti stradali restanti non è asfaltata. Per ridurre questo gap il governo centrale ha stanziato 7 miliardi di Euro per 53 progetti di ammodernamento entro il 2017. Altri progetti previsti sono a carico di 10 dei maggiori Stati della Federazione Indiana per altri 6 miliardi di euro.
Per realizzare l’ambizioso piano di intervento, si intende attrarre imprese straniere attraverso la liberalizzazione dell’ingresso di Investimenti esteri Diretti (IDE) nel Paese, finora sottoposti a vincoli e controlli. Verranno inoltre concessi incentivi fiscali, fra cui l’esenzione per 10 anni del 100% della income tax, l’abolizione di dazi e tariffe doganali per l’importazione di macchinari nonché il finanziamento del 20% dell’opera da parte dell’Agenzia nazionale delle autostrade.
Altre interessanti opportunità economiche vengono offerte dagli altri settori dei trasporti, in primis da quello ferroviario che risulta essere il mezzo di locomozione più utilizzato e per cui sono altresì previsti ingenti investimenti nei prossimi cinque anni.
giovedì 7 giugno 2012
Rilanciare l’economia
L’India investe in nuove infrastrutture al fine di dare respiro all’economia.
Il Premier indiano Manmohan Singh ha annunciato un nuovo piano di infrastrutture al fine di rilanciare l’economia del Paese; lo stesso Premier a tal proposito ha dichiarato "In tempi così difficili, dobbiamo fare tutto il possibile per ridare vita a investimenti e affari, pubblici e privati. […] La sfida è quella di lavorare insieme per raggiungere questi obiettivi. Voglio esortare tutti i ministri a collaborare e risolvere in fretta eventuali differenze o ostilità che potrebbero sorgere strada facendo".
Tra le misure contemplate dal piano sono previsti due nuovi porti in Andhra Pradesh e West Bengal, tre nuovi aeroporti a Navi Mumbai, Goa e Kannur e la ristrutturazione di altri aeroporti, 9.500 chilometri di autostrade per un investimento complessivo di 1.000 miliardi di dollari nell’arco di cinque anni.
L’India infatti dopo anni di grande crescita economica sta affrontando un periodo di difficoltà registrando il tasso di crescita più lento dell’ultimo decennio a causa di un forte deficit commerciale e di scarsi investimenti. Grazie al progetto il Governo di Nuova Delhi spera di riuscire ad attrarre nuovi investimenti e rendere quindi nuovamente interessante il Subcontinente indiano.
venerdì 6 aprile 2012
Le infrastrutture in India
+23,6% per il settore delle infrastrutture in India.
Il settore indiano delle infrastrutture continua a registrare numeri da record grazie alla rapida urbanizzazione del Paese, al forte supporto da parte del Governo, ai numerosi investimenti stranieri e alle partecipazioni private che hanno permesso al comparto di svilupparsi rapidamente. Stando ai dati relativi al periodo aprile/dicembre 2011, i sub-settori relativi a reti stradali, ferrovie, porti ed energia hanno registrato un aumento del 23,6% rispetto all’anno precedente.
Scendendo nel dettaglio, la rete stradale indiana rappresenta la più lunga al mondo con i suoi 4,1 milioni di km su cui circola un numero di veicoli che cresce ad una media annua pari al 10,16%. Per quanto riguarda le ferrovie, da aprile 2011 a febbraio 2012, la Indian Railway ha generato entrate per 14 miliardi di Euro, segnando un +10,17% rispetto al 2010. I porti infine contribuiscono in modo decisivo all’industria navale e rappresentano un settore in forte crescita visto il loro continuo potenziamento e miglioramento.
A questi dati si aggiungono le notizie relative agli investimenti che il Governo di Nuova Delhi sta pianificando al fine di migliorare il settore delle infrastrutture in India.
martedì 17 gennaio 2012
La nuova Vespa
Presentata in India la nuova Vespa studiata appositamente per il mercato dell’Elefante.
Piaggio ha deciso di lanciare la nuova Vespa LX 125 in India in occasione dell’undicesima edizione dell’Auto Expo di Delhi: nel corso di quello che viene considerato il più grande salone automobilistico e motociclistico del continente asiatico e uno dei più importanti eventi a livello mondiale nel settore motoristico , Piaggio ha presentato un nuovo modello della Vespa, studiato e pensato esclusivamente per il mercato indiano. Si tratta infatti di un modello realizzato tenendo presente il livello delle infrastrutture scarso che caratterizza il Paese. La Vespa 125 è dotata di un motore 125cc 4 tempi a tre valvole e di un propulsore cd. ecofriendly sia a livello di emissioni gassose e sonore sia per quanto riguarda i livelli di consumo stimati intorno ai 60km con un litro di benzina.
Stando ai dati resi noti dal Gruppo Piaggio, la produzione della Vespa 125 inizierà nel corso del mese di marzo nel nuovo impianto di Baramati, caratterizzato da una capacità produttiva iniziale di 150.000 veicoli all’anno. Per quanto riguarda invece le vendite, queste inizieranno a partire dal mese di aprile grazie ad una rete di distributori presenti nelle 35 più importanti città dell’India.
lunedì 16 gennaio 2012
Rapporti India/Myanmar
Il Governo di Nuova Delhi finanzierà la costruzione di un porto nella città di Sittwe.
Al fine di rilanciare e rafforzare le relazioni politico-economiche tra India e Myanmar, il Governo di Nuova Delhi ha annunciato la sua partecipazione alla realizzazione di un grande porto nella città di Sittwe, capoluogo dello Stato Rakhine, nell’ovest del Paese. Stando alle informazioni fornite finora, l’impianto si affaccerà sul mare delle Andamane e verrà ultimato entro il 2013, per un costo complessivo di circa 136 milioni di dollari.
Per il Governo di Nayipydaw, la capitale della Birmania, si tratta di un grande cambiamento: in primis perché rappresenta una volontà di affrancamento dal primo partner commerciale del Paese, ovvero la Cina, volontà già manifestata dal Paese che a fine settembre aveva annunciato la decisione di interrompere la costruzione della diga di Myitsone, offrendo la possibilità di investire anche a Paesi come l’India, la Thailandia e Singapore; in secondo luogo perché il nuovo porto costituirà uno sbocco fondamentale per i commerci con l’India e con il Bangladesh.
La partecipazione alla costruzione del porto di Sittwe permetterà al Governo di Nuova Delhi di avvicinarsi ai progetti iniziati nell’area dalla Cina, come i gasdotti per il petrolio e il gas che si estenderanno dalla costa occidentale del Paese fino alla provincia cinese dello Yunnan. Inoltre in occasione dell’incontro avvenuto di recente tra il Premier indiano Monmohan Singh e il Presidente birmano Thein Sein, quest’ultimo ha annunciato la decisione di affidare all’India lo sfruttamento di una parte delle risorse naturali presenti nel sottosuolo al largo di Sittwe, iniziativa alla quale Nuova Delhi ha risposto con uno stanziamento di credito di 500 milioni di dollari.
venerdì 30 dicembre 2011
Treni ad alta velocità in India
Il Governo di Nuova Delhi ha deciso di investire nella linea ferroviaria del Paese.
In risposta al treno-proiettile presentato in Cina, anche il Governo dell’Elefante si prepara ad iniziare i lavori per la realizzazione di un progetto che prevede sei corridoi per treni ad alta velocità, in grado di raggiungere i 300 chilometri orari. Stando alle prime indiscrezioni, i dirigenti delle ferrovie indiane starebbero discutendo del progetto con una delegazione giapponese, incaricata di compiere tra l’altro, uno studio di fattibilità sulla linea Hyderabad-Vijayawada-Chennai, dal centro del Paese al Sud, un passaggio fondamentale per le aziende.
Gli altri corridoi potrebbero essere invece destinati a collegare le maggiori città presenti nella parte meridionale del Subcontinente indiano.
Un ulteriore passo in avanti nel processo di miglioramento del livello delle infrastrutture attualmente presente in India e per il quale sono stati stanziati 1.000 miliardi di dollari per il quinquennio 2012/2017, il doppio se si considera la somma stanziata per il piano quinquennale precedente.
martedì 27 dicembre 2011
Mumbai Trans Harbour Link
Avvio al processo di pre-qualificazione per la costruzione del Mumbai Trans Harbour Link.
Nell’ambito del settore indiano delle costruzioni e delle infrastrutture è stato avviato il processo di pre-qualificazione per quelle imprese interessate alla realizzazione del Mumbai Trans Harbour Link.
Il Metropolitan Region Development Authority (MMRDA) ha infatti deciso di aprire la gara di prequalifica per la costruzione del Trans Harbour Link, il ponte lungo 22 chilometri che il Governo del Maharashtra ha intenzione di costruire grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato sulla base della formula “design-build-finance-operate and transfer” per un investimento complessivo pari a 1,8 miliardi di dollari.
Si tratta di un progetto strategico e cruciale per la città di Mumbai, fortemente ostacolata dallo stato attuale delle infrastrutture. Il Trans Harbour Link permetterebbe infatti di diminuire la pressione su un centro sempre più caratterizzato dal traffico da un lato, e dall’altro di dar vita ad una nuova via d’uscita dalla città verso altre città dello Stato indiano, come per esempio Pune, centro di sviluppo di nuove attività industriali.
martedì 22 novembre 2011
Nuova autostrada a quattro corsie
La Commissione di Gabinetto per le Infrastrutture ha annunciato la realizzazione di un’autostrada a 4 corsie in Andhra Pradesh.
Nell’ambito dei progetti destinati a migliorare il sistema delle infrastrutture indiane è stato approvato dalla Commissione di Gabinetto per le Infrastrutture il progetto riguardante la realizzazione di una nuova autostrada nazionale a quattro corsie in Andhra Pradesh nel tratto tra la città di Vijayawada e la città portuale di Milichipatnam per un costo complessivo pari a 110 milioni di Euro, di cui 4,5 milioni destinati ad essere impiegati per l’acquisizione del terreno, il risanamento e la fase pre-costruzione. La lunghezza totale del progetto sarà di 64,6 chilometri ed è previsto un periodo di concessione di vent’anni, compresi due anni per la fase di costruzione.
L’autostrada permetterà di collegare le città di Vijayawada e Machilipatnam e quindi di ridurre notevolmente il traffico e il costo del viaggio; inoltre si prevede che i lavori creeranno numerosi posti di lavoro per la popolazione locale durante la fase di implementazione degli stessi.
Un nuovo passo in avanti per un Paese intenzionato a sopperire alle gravi mancanze presenti allo stato attuale nelle infrastrutture.
venerdì 18 novembre 2011
La National Highway Authority
Il settore delle autostrade indiano in piena espansione.
Iniziati alla fine degli anni Novanta per ovviare alla scarsa qualità della manutenzione, i lavori per migliorare la situazione delle autostrade indiane proseguono con l’obiettivo di realizzare e/o riabilitare 54mila chilometri di autostrade per un investimento complessivo di oltre 60 miliardi di dollari. Il programma pluriennale tracciato dal Governo di Nuova Delhi vent’anni fa e denominato National Highways Development Programme (NHDP), mira a sviluppare maggiormente e apportare miglioramenti alle autostrade del Paese asiatico, che presentano un’estensione di 71mila chilometri, dei quali il 20% a quattro corsie, il 50% a due ed infine il 30% a corsia singola.
La realizzazione del piano, affidata alla National Highway Authority of India, un’apposita agenzia, prevede fra l’altro la costruzione di 5.600 chilometri di autostrade a sei corsie, 24.700 chilometri a quattro corsie e il raddoppio di 20mila chilometri a corsia singola.
Si stima che ad oggi siano stati ultimati circa 15.000 chilometri, mentre più di 10mila sarebbero in fase di costruzione. Tra i progetti più rilevanti , il cosiddetto “Quadrilatero d’Oro”, che collega Delhi, Mumbai, Kolkata, Chennai e Bangalore con autostrade a sei corsie.
lunedì 7 novembre 2011
L’Italia mira alle infrastrutture indiane
Alla luce del piano infrastrutturale da 1.018 miliardi di dollari, anche l’Italia focalizza la propria attenzione sulle enormi possibilità offerte dal megapiano di modernizzazione annunciato dal Governo di Nuova Delhi.
Il piano di infrastrutture annunciato dal Governo indiano in programma per il quinquennio 2012-2017, che prevede investimenti pari a 1.018 miliardi di dollari, cattura l’attenzione degli imprenditori italiani visto che si stima una crescita dal 40 al 50% della percentuale di spesa affidata al settore privato. Stando alle parole di Cesare Trevisani, vicepresidente di Confindustria per le Infrastrutture, “Bisogna approfittare della situazione e sperare che il sistema finanziario ci assista in un momento difficile per l’eurozona”; se infatti nel corso dell’ultimo decennio il Subcontinente Indiano si è dotato di infrastrutture di bassa qualità, la decisione intrapresa da Nuova Delhi apre la strada ad un salto di qualità nelle costruzioni che verranno realizzate e in quelle già esistenti offrendo numerose opportunità alle imprese italiane intenzionate a sfruttarle. Sempre secondo Trevisani, “Sistemi produttivi, gestione del traffico e dei rifiuti, potabilizzazione dell’acqua sono settori che contribuiscono alla maggiore qualità infrastrutturale e dei quali in India c’è grande bisogno”. Oltre alla volontà di creare un collegamento tra il mondo imprenditoriale italiano e il bisogno indiano nel settore delle costruzioni, nella lista delle collaborazioni da discutere appaiono inoltre il progetto per la costruzione di una città ideale ecosostenibile e un miglior rapporto tra le università del Subcontinente e quelle del Bel Paese con l’obiettivo di sviluppare idee nel campo della mobilità e delle infrastrutture urbanistiche.
giovedì 7 luglio 2011
Il settore dei macchinari da costruzione
Il mercato dei macchinari da costruzione attira sempre più l’attenzione delle imprese italiane soprattutto alla luce degli investimenti previsti dal governo indiano nel settore.
Con una domanda interna di macchinari da costruzione prevista in aumento nei prossimi anni del 22%, l’India potrebbe rappresentare una destinazione strategica per le aziende italiane. L’incredibile tasso di crescita, concentrata in particolare sui macchinari per il movimento terra e per la movimentazione dei materiali, è determinato in larga misura dalle politiche adottate dal governo indiano nel settore delle infrastrutture: se infatti nel 2010-2011 sono stati stanziati 280 miliardi di euro, nel periodo 2011-2012 340 miliardi di euro verranno investiti per la costruzione di ponti, gallerie, autostrade e per la realizzazione di progetti legati alla generazione, trasmissione e distribuzione di elettricità. La manovra decisa dal governo di Nuova Delhi genererà un aumento della richiesta di macchinari da costruzione. Al momento il mercato risulta essere dominato da un gruppo ristretto di grandi player locali e la tendenza in atto, anche se ancora in una fase iniziale, sembra andare verso una nuova modalità, ovvero l’affitto dei macchinari. Se l’import di macchinari ha registrato una buona crescita nel 2008-2009, si è arrestato nel 2009 a causa della crisi internazionale e nel periodo 2009-2010 ha subito una forte diminuzione; in questo contesto l’Italia ha perso consistenti quote di mercato in alcune categorie, mentre in altre è riuscita ad aumentarle: proprio sui comparti delle macchine utensili da perforazione, dei macchinari per l’estrazione e di quelli per la costruzione di autostrade,… si concentreranno le imprese italiane nei prossimi anni.
mercoledì 29 giugno 2011
L’India investe in infrastrutture e agricoltura
Di fronte alla prospettiva di diventare l’economia con il tasso di crescita più elevato al mondo, l’India fissa gli obiettivi di sviluppo nel periodo 2012-2017.
La Commissione nazionale per la Pianificazione ha fissato un obiettivo di crescita del 9% per il 2012: si tratta di uno sviluppo superiore rispetto a quello che ha caratterizzato l’economia cinese e che rientra nel dodicesimo Piano economico quinquennale indiano. La crescita media del 10% nei prossimi cinque anni sarà sostenuta da un lato da un piano di infrastrutture dal valore complessivo di 1000 miliardi di dollari americani, che verranno impiegati nella realizzazione di porti, aeroporti, strade, ferrovie e centrali elettriche, e dall’altro dagli incentivi all’agricoltura, un settore strategico che rappresenta oltre il 20% dell’economia del Paese. In relazione a quest’ultima, il Governo di Nuova Delhi ha deciso di investire nell’agricoltura per garantire il suo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita nelle zone rurali. Il Piano economico quinquennale prevede inoltre un aumento della spesa pubblica, in particolare nel settore sanitario, passando dall’1,3% al 2% del Pil.
mercoledì 15 giugno 2011
Nuove zone industriali in India
Il Ministro per il Commercio e l’Industria indiano, Anand Sharma, ha annunciato la realizzazione di nuove zone industriali all’interno dei confini nazionali per incrementare lo sviluppo del Paese.
Il Governo indiano ha deciso di investire nella creazione di nuove zone industriali all’interno del Paese allo scopo di favorire lo sviluppo dell’industria manifatturiera. Durante l’ultimo convegno organizzato dalla Confederation of Indian Industry, il Ministro per il Commercio e l’Industria indiano ha espresso la volontà del Governo centrale di creare zone industriali e fabbriche in India in modo tale da incentivare l’industria manifatturiera, considerata come la sola in grado di contrastare un problema ancora molto diffuso nel Paese, ovvero la disoccupazione, che stando ai dati si aggira intorno al 17%. La Confederation of Indian Industry ha manifestato la volontà di collaborare con il Governo centrale al fine di favorire uno sviluppo industriale sostenibile e allo stesso tempo uno sviluppo delle infrastrutture, con una conseguente crescita del livello di occupazione nel prossimo decennio. Oltre alla realizzazione di nuove zone industriali, il progetto presentato dal Governo prevede inoltre la costruzione di corridoi industriali anche nei pressi del Delhi-Mumbai Corridor, nell’ottica di attrarre il maggior numero di investimenti.
venerdì 6 maggio 2011
L’industria dell’aviazione Indiana
L’industria dell’aviazione indiana ha annunciato che nei prossimi quindici anni saranno necessari investimenti per un valore complessivo di 30 miliardi di dollari.
Il segretario dell’aviazione civile indiana, Nasim Zaidi, durante un intervento organizzato dalle Camere di Commercio e dell’Industria Associate in India (Assocham), ha affermato che nei prossimi 15 anni l’aviazione indiana richiederà 30 miliardi di dollari di investimenti per migliorare e sviluppare le infrastrutture ed acquisire velivoli. Oltre agli investimenti, per dare una spinta al settore risulteranno fondamentali pianificazioni a lungo termine e nuove regolamentazioni. Negli ultimi anni l’industria dell’aviazione indiana ha registrato una crescita incredibile, dovuta principalmente all’aumento del segmento civile e al supporto del governo e del settore privato. Secondo l’Economic Survey 2010-2011 entro il 2020 l’India diventerà il mercato dell’aviazione civile in più rapida espansione con un traffico passeggeri pari a 420 milioni di persone . Le stime sono già state in parte confermate dai dati riguardanti il bimestre gennaio-febbraio 2011, quando il numero di passeggeri si è attestato intorno a 9.51 milioni, contro i 7.95 milioni registrati nel 2010 durante lo stesso periodo. Anche il mercato interno ha registrato un aumento significativo nel 2010 (+19%): nel mese di dicembre il traffico passeggeri ha registrato il record di 5.2 milioni di persone, contro i 4.5 milioni registrati nel 2009 durante lo stesso periodo. Secondo gli esperti del settore l’aviazione indiana dovrebbe crescere del 18/20% nel corso del 2011.
mercoledì 23 marzo 2011
Il gigante asiatico investe nel settore delle infrastrutture
Gli investimenti infrastrutturali previsti in India nei prossimi 10 anni attirano l’attenzione delle potenze occidentali fra cui l’Italia.
Se nel Belpaese la mancanza di fondi e gli ostacoli burocratici frenano l’avvio di grandi opere, dall’altra parte del pianeta l’India ha deciso di investire quasi 1.000 miliardi di dollari per le infrastrutture nel prossimo decennio. Nonostante l’estrema povertà di alcune aree del Paese, la potenza asiatica supera l’Italia in termini di obiettivi di marketing e orientamento al lungo periodo: l’India presenta un tasso di crescita annuo del PIL pari all’8% e secondo un recente monitoraggio il settore delle infrastrutture si espanderà notevolmente nei prossimi dieci anni grazie alla decisione del Governo indiano di investire 427 miliardi di dollari per le strade, 288 miliardi per l’energia, 281 miliardi per le ferrovie, 272 per gli aeroporti e 94 per i porti. La produzione del settore è stata largamente influenzata dagli interventi del Governo volti a sostenere e sviluppare le infrastrutture: sgravi fiscali, finanziamenti e agevolazioni per le aziende hanno permesso di sostenere nuovi progetti e richiamare l’attenzione delle potenze occidentali. È stato osservato inoltre un aumento degli investimenti privati nel settore, passati dal 25% nel periodo 2002-2007 al 36% attuale, con una previsione di raggiungere il 50% nei prossimi anni. Il nostro Paese finora non ha ancora approfittato di questa miniera d’oro e si è posizionata solo al dodicesimo posto nella lista dei Paesi investitori in India e al ventiduesimo posto nella classifica dei partner commerciali. In una recente visita a Milano il Ministro indiano del Commercio e dell’Industria ha auspicato un aumento degli scambi tra i due Paesi e proprio in quest’ottica si deve leggere la missione Confindustria-Simest in programma dal 21 al 24 marzo in India. La missione imprenditoriale, dedicata al settore delle infrastrutture, è patrocinata dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Esteri e vede la partecipazione di alcune tra le più importanti società italiane con interessi in India. L’evento si articolerà in incontri istituzionali con le più importanti autorità indiane, tra cui il Ministro per le Strade e Autostrade e il Ministro dello Sviluppo Urbano. Il progetto, realizzato grazie al supporto dell’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, dell’Indo-Italian Chamber of Commerce e della Ficci-Federation of Indian Chamber of Commerce and Industry, si pone come obiettivo quello di “rafforzare le già strette relazioni economiche bilaterali, conoscere gli obiettivi prioritari del governo indiano e approfondire i progetti di sviluppo selezionati dall’esecutivo per il piano quinquennale 2012-2016”.
lunedì 28 febbraio 2011
Delhi International Airport Limited: il nuovo Terminal 3
La prossima apertura del Terminal 3 contribuirà allo sviluppo economico e commerciale di un Paese destinato a diventare uno dei principali interlocutori dei mercati industrializzati.
Il DIAL (Delhi International Airport Limited) ha stretto un accordo con IBM per rendere il servizio offerto ai clienti più efficiente ed adeguato alle loro esigenze; in particolare questo progetto di ammodernamento dell’aeroporto è iniziato dal Terminal 3 dove IBM ha introdotto il sistema Managed Network Infrastructure che permette di avere un approccio integrato volto a semplificare tutti gli aspetti che interessano un aeroporto con un traffico aereo molto intenso. Il vice presidente del Settore Distribuzione di IBM India/South Asia, Sameer Batra, in relazione all’accordo con DIAL ha affermato che : “Delhi International airport wanted a partner who could understand the complexity of airport systems while being equipped with extensive experience in handling large-scale deployments at international airports. This project will help DIAL in addressing their requirement for a unified and secure solution that aims at improving the airport experience while positioning them for a future growth.” Con la realizzazione del Terminal 3 che presenta una capacità massima di 34 milioni di passeggeri l’anno e un servizio rivolto sia ai voli internazionali sia ai voli domestici, l’aeroporto di Nuova Delhi si candida a diventare l’ottavo aeroporto più grande al mondo e ad aumentare la sua capacità fino a raggiungere i 100 milioni di passeggeri l’anno entro il 2026 grazie alla costruzione di più terminal e altre piste.
giovedì 17 febbraio 2011
Il settore immobiliare in India
Il settore immobiliare in India rappresenta un’industria da 12 miliardi di dollari e si prevede una crescita del 30% nei prossimi dieci anni. Questo è quanto traspare dagli ultimi studi relativi a questo settore realizzati nel 2010.
Il settore immobiliare riveste un ruolo di primo piano nell’economia indiana: si tratta del settore che impiega più forza lavoro dopo l’agricoltura, e si colloca al terzo posto tra i quattordici maggiori settori in termini di effetti diretti e indiretti su tutti i campi dell’economia. Le ragioni di questa crescita risiedono nell’aumento della classe media (con conseguente richiesta di abitazioni), l’aumento dello spazio commerciale richiesto dalle imprese straniere che hanno effettuato in India IDE, l’espansione del settore delle vendite al dettaglio, un facile accesso agli strumenti finanziari e un boom demografico (l’India è il secondo Paese più popoloso al mondo). Sono presenti numerose opportunità di investimento soprattutto nella costruzione di: immobili commerciali (la grande distribuzione sta cominciando a sostituire i negozi tradizionali), Special Economic Zones, strutture per il turismo sanitario, complessi residenziali e industriali, spazi commerciali per la vendita al dettaglio, alberghi e strutture per turisti, città secondarie ( a causa dell’aumento vertiginoso del costo dei terreni nelle città principali) e nuovi quartieri (con conseguente progettazione di spazi per il tempo libero, attività commerciali e zone residenziali). La popolazione delle aree urbane, che attualmente si attesta intorno ai 300 milioni di persone, aumenterà di 300/400 milioni nei prossimi 25 anni portando con sé numerose conseguenze. In particolare un grande problema è già rappresentato dalla scarsità di abitazioni nei centri urbani (secondo le stime del governo questo dato si aggira intorno ai 24.7 milioni di case in meno), situazione aggravata dalla mancanza di una rete fognaria funzionante, di un sistema di raccolta dei rifiuti e di accesso all’acqua potabile. È evidente che questo settore presenta numerose opportunità di impiego e attira moltissimi altri settori (dall’idraulica agli impianti elettrici, dal cemento alle miniere). Dopo un deludente 2009, la domanda ha subito un’accelerata, ma gli operatori devono prestare molta attenzione e analizzare il contesto con cautela: infatti in seguito al picco della domanda anche i prezzi hanno subito un’impennata. La sfida per le imprese che vogliono competere in questo settore consiste nell’offrire dei prodotti di qualità a dei prezzi contenuti, promuovere uno sviluppo sostenibile impiegando materiali e energie rinnovabili e progettare un design funzionale, sicuro ed efficiente.
giovedì 16 dicembre 2010
India, ammodernamento di infrastrutture
Il ministro dei trasporti indiano Kamal Nath ha annunciato per il quinquennio 2012-2016 un piano di investimenti nelle infrastrutture, di un valore di mille miliardi di euro.
Il ministro dei trasporti indiano Kamal Nath, nell’incontro con Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria e Paolo Romani, ministro dello Sviluppo, ha dichiarato che nel periodo 2012-2016 è previsto un raddoppiamento dei finanziamenti dedicati all’ammodernamento infrastrutturale. Il progetto prevede non soltanto investimenti in aeroporti, strade, autostrade, ferrovie ma anche operazioni dirette a potenziare i porti attraverso nuovi macchinari.
Quello delle infrastrutture è perciò un settore attrattivo che offre opportunità di investimento anche alle imprese italiane. Il piano previsto da Kamal Nath sembra essere di grande portata: verranno impiegati mille miliardi di dollari, ovvero 500 miliardi in più di quelli investiti nel piano precedente.
Il ministro dei trasporti indiano Kamal Nath, nell’incontro con Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria e Paolo Romani, ministro dello Sviluppo, ha dichiarato che nel periodo 2012-2016 è previsto un raddoppiamento dei finanziamenti dedicati all’ammodernamento infrastrutturale. Il progetto prevede non soltanto investimenti in aeroporti, strade, autostrade, ferrovie ma anche operazioni dirette a potenziare i porti attraverso nuovi macchinari.
Quello delle infrastrutture è perciò un settore attrattivo che offre opportunità di investimento anche alle imprese italiane. Il piano previsto da Kamal Nath sembra essere di grande portata: verranno impiegati mille miliardi di dollari, ovvero 500 miliardi in più di quelli investiti nel piano precedente.
giovedì 14 ottobre 2010
Un confronto tra India e Cina
“L’India è un ottimo partner per l’acquisto di prodotti e servizi informatici, mentre la Cina è da preferire per la produzione di beni fisici grazie alle maggiori capacità logistiche, di trasporto e di distribuzione”, afferma Paolo Angeletti, in merito alle opportunità di investimento delle imprese italiane.
Una classifica su scala mondiale sulle competenze logistiche pone la Cina al 27° posto, una posizione di particolare rilievo rispetto al 47° posto occupato dall’India. Paolo Angeletti, rappresentante in Italia di PTL Group, azienda che offre supporto manageriale alle imprese straniere in Cina, ha spiegato: “L’India è un ottimo partner per l’acquisto di prodotti e servizi informatici, mentre la Cina è da preferire per la produzione di beni fisici grazie alle maggiori capacità logistiche, di trasporto e di distribuzione”.
Le opportunità di business con la Cina riguardano prevalentemente l’industria manifatturiera, poiché vi sono infrastrutture evolute che permettono migliori performance logistiche. La rete stradale in India, invece, non risulta facilmente percorribile e, più della metà, non è di dimensioni adatte da permettere il passaggio di veicoli di grandi dimensioni.
Con queste osservazioni, riferendosi alle imprese italiane, Angeletti ha aggiunto: “Queste differenze infrastrutturale spiegano in parte come l’India si sia specializzata nella creazione di software e nell’erogazione di servizi IT che non richiedono una gestione fisica del prodotto. Ma se consideriamo che entrambi i paesi hanno stanziato il 10% del PIL per lo sviluppo di infrastrutture che ne miglioreranno capacità produttive e distributive, India e Cina devono essere prese in considerazione quando si pensa di produrre o acquistare all’estero”.
Una classifica su scala mondiale sulle competenze logistiche pone la Cina al 27° posto, una posizione di particolare rilievo rispetto al 47° posto occupato dall’India. Paolo Angeletti, rappresentante in Italia di PTL Group, azienda che offre supporto manageriale alle imprese straniere in Cina, ha spiegato: “L’India è un ottimo partner per l’acquisto di prodotti e servizi informatici, mentre la Cina è da preferire per la produzione di beni fisici grazie alle maggiori capacità logistiche, di trasporto e di distribuzione”.
Le opportunità di business con la Cina riguardano prevalentemente l’industria manifatturiera, poiché vi sono infrastrutture evolute che permettono migliori performance logistiche. La rete stradale in India, invece, non risulta facilmente percorribile e, più della metà, non è di dimensioni adatte da permettere il passaggio di veicoli di grandi dimensioni.
Con queste osservazioni, riferendosi alle imprese italiane, Angeletti ha aggiunto: “Queste differenze infrastrutturale spiegano in parte come l’India si sia specializzata nella creazione di software e nell’erogazione di servizi IT che non richiedono una gestione fisica del prodotto. Ma se consideriamo che entrambi i paesi hanno stanziato il 10% del PIL per lo sviluppo di infrastrutture che ne miglioreranno capacità produttive e distributive, India e Cina devono essere prese in considerazione quando si pensa di produrre o acquistare all’estero”.
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