Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
Visualizzazione post con etichetta settore moda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta settore moda. Mostra tutti i post

lunedì 16 aprile 2012

Il mercato degli occhiali

Il settore eyewear in India registra numeri da record.

Stando alle previsioni della Associated Chamber of Commerce and Industry of India (Assocham), entro il 2015 il mercato indiano dell’eyewear raddoppierà. Secondo l’analisi “Indian optical sector”, la crescita mondiale dell’industria ottica, che comprende prodotti come lenti a contatto, lenti intraoculari, lasik, soluzioni per la pulizia delle lenti, lenti per occhiali, montature e occhiali da sole, si aggirerà intorno al 20%: un dato interessante, soprattutto se si considera che in India il settore registra un aumento del 30%.
Mohan Rajan, Chairman e Medical Director del Rajan Eye Care Hospital di Chennai ha sottolineato come questo incremento sia legato al cambiamento in atto nelle preferenze dei consumatori, alla maggiore disponibilità di spesa e al fatto che gli occhiali sono sempre più un accessorio alla moda; a queste ragioni è opportuno aggiungere anche la maggiore consapevolezza delle problematiche relative alla vista e all’attenzione prestata alla prevenzione di disturbi come la cataratta, in costante aumento.
Stando ai dati resi noti da Assocham ogni anno vengono vendute 4 milioni di paia di lenti a contatto, un mercato stimato intorno al miliardo di Euro che cresce ad un tasso del 25%.

lunedì 20 settembre 2010

India, formalizzata una joint venture tra Zegna e Reliance Brand

Partnership nel settore dell’abbigliamento per rafforzare la presenza nel mercato indiano di un brand del lusso maschile. Zegna definisce il consumatore indiano come “difficile e sofisticato, molto esigente e ben informato, non facile da convincere”.

La costituzione di una joint venture per avere successo nel mercato indiano è la strategia adottata dal gruppo italiano Zegna, leader mondiale nell’abbigliamento maschile di lusso. La joint venture è stata formalizzata con l’indiana Reliance Brand, “un partner ideale” per aprire entro il 2010 una decina di negozi. Zegna descrive il consumatore indiano come “difficile e sofisticato, molto esigente e ben informato, non facile da convincere, con una propensione più verso l’abbigliamento informale e gli accessori che verso il formale”.
È essenziale il rapporto con un partner locale di qualità che conosce bene il mercato ed ha un’ampia rete di relazioni. Anche Darshan Mehta, presidente di Reliance Brand, si mostra entusiasta dell’operazione: “Zegna è uno dei più ambiti brand del lusso maschile nel mondo ed è motivo di prestigio per noi condividere una comune attività in India.” Definisce, inoltre, il momento della partnership un “timing perfetto” poiché è in atto una crescente diffusione dei prodotti di lusso occidentali nel mercato indiano.

venerdì 17 settembre 2010

L’industria tessile italiana è in allarme

Le concessioni che prevedono l’azzeramento dei dazi doganali a vantaggio delle merci indiane e cinesi mettono in allarme l’industria tessile italiana. Il presidente del Sistema Moda Italia, Michele Tronconi, contesta che gli aiuti siano a spese di un solo settore industriale.

Il ministro degli esteri belga, Steven Vanackere, riferendosi alle alluvioni che hanno colpito il Pakistan, afferma che l’Unione Europea vuole essere più che un “donatore di aiuti di emergenza” e che “vuole sviluppare una strategia costruttiva e strutturale per rafforzare le relazioni commerciali”. Ma le concessioni a sostegno del Pakistan hanno messo in allarme l’industria tessile italiana, poiché la proposta di eliminare i dazi per 13 categorie di prodotti tessile sembra essere estesa anche a India e Cina. Michele Tronconi, presidente del Sistema Moda Italia, in una lettera al ministro degli esteri Franco Frattini spiega: “Senza mettere in discussione l’opportunità anche geopolitica di sostenere un paese così colpito dalle alluvioni, contestiamo che gli aiuti siano a spese di un solo settore industriale, importantissimo per l’Italia e per altri paesi del Sud Europa, ma non per quelli del Nord.” Inoltre, aggiunge: “Eliminare in modo unilaterale le barriere doganali significa rinunciare all’unica merce di scambio che la Ue ha in mano per contrastare le politiche commerciali di questi paesi”.

martedì 7 settembre 2010

La delocalizzazione in Asia può portare alla perdita di immagine

Il made in Italy: “La legge Reguzzoni-Versace” è un significativo risultato del nostro impegno per difendere e valorizzare con norme certe il nostro patrimonio produttivo”.

La scorsa settimana Financial Times ha pubblicato un’inchiesta sottolineando un rischio nella “gestione asiatica”dei brand, poiché, delocalizzare la produzione fuori dall’Europa per diminuirne i costi potrebbe significare una perdita di immagine per la griffe.
Il quotidiano britannico, riportando l’opinione dell’analista di Standard&Poor’s, Alessandra Coppola, scrive che “delocalizzare in Asia può svalutare marchi pagati spesso a peso d’oro.”
L’imprenditore deve prestare molta attenzione all’organizzazione del processo produttivo, poichè sono previste gravi sanzioni (secondo la legge Reguzzoni-Versace che dovrebbe entrare in vigore il 1° ottobre) per chi applichi l’etichetta made in Italy ad articoli del settore abbigliamento che non siano prevalentemente prodotti in Italia.
Massimo Nocetti, presidente di Confartigianato Imprese Perugina e presidente nazionale del settore abbigliamento aveva affermato che questa legge è un “significativo risultato del nostro impegno per difendere e valorizzare con norme certe il nostro patrimonio produttivo, e garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce che acquistano. Ora ci auguriamo che le regole pensate per il tessile possano essere estese a tutti i comparti del manifatturiero”.

lunedì 6 settembre 2010

OVS sbarca in India con tre nuovi negozi

“Ovs porterà in India il meglio della moda made in Italy. Il team interno di stilisti Ovs, interpreta le tendenze internazionali alla luce delle esigenze della clientela”.

OVS Industry ha focalizzato l’attenzione sul mercato indiano, dove ha inaugurato recentemente l’apertura di tre negozi a New Delhi, Bengalore e Chennai. Per espandersi nel mercato, OVS si è appoggiata ad una società già presente nel mercato locale con circa 600 store, ovvero la Brandhouse Retails. Ovs informa che “porterà in India il meglio della moda made in Italy. Il team interno di stilisti Ovs, interpreta le tendenze internazionali alla luce delle esigenze della clientela, selezionando i prodotti più innovativi presenti sulla scena mondiale e ideando capi fashion, ma sempre al giusto prezzo”.
Il colosso italiano low cost entra, quindi, in uno dei mercati-moda emergenti di particolare rilievo, portando oltre i confini il made in Italy con un “brand informale, pratico, adatto per tutte le occasioni e per tutte le tipologie di clienti”.

martedì 31 agosto 2010

India, opportunità per la moda veneta

Confartigianato ha promosso un progetto di collaborazione e coordinazione per il settore Moda in India

Il mercato indiano rappresenta una chance importante per le imprese venete del settore tessile, che potrebbero vedere una crescita delle loro produzioni ottenendo un aumento dei fatturati. In una recente ricerca di mercato sul settore moda in India, curata dall’Ice di Mombay, si è rilevato che nella scorsa stagione 2008/2009 si sono spesi 20 miliardi di euro nel tessile e nell’abbigliamento; si stima che nel tessile gli investimenti toccheranno i 27 miliardi nel 2012. Un aspetto significativo riguarda la crescita dei guadagni negli ultimi anni (+14%) dei 300 milioni di indiani che formano la classe media. Nonostante quello dell’abbigliamento sia un settore da non sottovalutare, Giuliano Secco, il Presidente della Federazione Moda di Confartigianato Veneto, spiega che “purtroppo il nostro mercato ha incidenza irrilevante su queste cifre, eppure i nostri lavorati sono tra i più apprezzati al mondo. È evidente che c’è un gap da colmare. Ci siamo mossi per questo”.

venerdì 9 luglio 2010

Area Bric da conquistare nel settore moda

Tornano a comprare in Italia i turisti extra-Ue: i loro acquisti riguardano soprattutto marchi made in Italy, che spesso nei loro paesi hanno prezzi più elevati perché gravati da considerevoli dazi doganali. In ripresa, dunque, il mercato della moda e del lusso. Secondo il presidente della Camera della moda Mari Boselli, “l’analisi dei flussi dell’export del sistema moda italiana indica che sono i paesi Bric quelli che dobbiamo andare a conquistare, visto che ora rappresentano solo il 7,2% del totale delle nostre esportazioni”. A questo riguardo, durante il 2° Luxury Summit del Sole-24 Ore (svoltosi a Milano lo scorso 31 giugno), Stefano Bernasconi, fashion&luxury leader global business services Ibm, ha spiegato che “il posizionamento del brand deve riflettere l’immagine globale ma contemporaneamente essere allineato alle caratteristiche del mercato locale. Esempio? Gli affluent in India amano celebrare la propria “indianità” e quelli cinesi sono mediamente 20 anni più giovani dei corrispettivi americani”. Infatti, tra le chiavi del successo, di primaria importanza è la consapevolezza di proporsi ad un mercato profondamente differenziato.