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venerdì 27 gennaio 2012

Magneti Marelli e Talbros Automotive

Operativa dal prossimo aprile la joint venture tra Magneti Marelli e Talbros Automotive.

La joint venture siglata in India lo scorso 17 novembre tra Magneti Marelli e Talbros Automotive Components Limited nel settore delle sospensioni dovrebbe diventare operativa a partire dal prossimo aprile. È quanto riportato da un comunicato stampa che spiega nel dettaglio i termini dell’operazione: si tratta di una joint venture al 50% nell’ambito dei moduli e dei sistemi per le sospensioni automotive, tra cui bracci oscillanti anteriori, montanti, assali anteriori e posteriori per applicazioni automobilistiche, che opererà a Faridabad nello Stato di Haryana. La JV si occuperà inoltre di progettare e realizzare sistemi di sospensioni completi per gli Original Equipment Manufacturers.
Il CEO Di Magneti Marelli, Eugenio Razelli, ha dichiarato in proposito: “La JV con Talbros ci permette di estendere ulteriormente e rendere ancora più marcata la nostra presenza in India, integrando un settore d’attività- come quello delle sospensioni- in cui possediamo un konw-how consolidato ed esperienza industriale di lungo corso. Anche in questa occasione abbiamo messo in pratica la nostra strategia di stipulare partnership con aziende indiane leader, che finora ha portato ottimi risultati nel processo di localizzazione di Magneti Marelli nel Paese e che ci consente di portare valore aggiunto ai clienti locali e ai principali carmaker internazionali presenti in India”.
L’Amministratore Delegato e Vice Presidente di Talbros ACL ha commentato: “Si tratta di un progetto di grande rilevanza per gli azionisti della Società, che farà nascere un produttore specializzato in sospensioni con un immenso potenziale di crescita. La conoscenza del mercato indiano propria di Talbros e la base di clienti già esistente entreranno in sinergia con la tecnologia all’avanguardia e le competenze internazionali di Magneti Marelli per dare origine a una joint venture di enorme valore”.

mercoledì 12 ottobre 2011

L’India risente dei rialzi del costo del denaro

Nel secondo trimestre 2011 il PIL indiano ha segnato un incremento del 7,7%: il più basso degli ultimi 18 mesi.

La Banca centrale indiana, per far fronte all'inflazione - che, in un Paese in cui il PIL annuo pro-capite medio si aggira ancora intorno ai 1000 dollari o poco più, ha costi sociali particolarmente elevati – da marzo 2010 ha operato 11 rialzi del costo del danaro. Ora, l'effetto di tali provvedimenti comincia a gravare sul Paese: si registra infatti un rallentamento dell'industria manifatturiera e una contrazione dei consumi, che, rispetto all’incremento dell’8% segnato primo trimestre del 2011, sono cresciuti del 6,3% nel secondo. Inoltre, l'Ufficio Centrale di Statistica rivela che il PIL indiano è cresciuto del 7,7% nel secondo trimestre di quest’anno: si tratta dell’incremento più lieve degli ultimi 18 mesi.
Il peso della politica monetaria fortemente restrittiva adottata dalla Reserve Bank of India, è maggiormente avvertito dai settori sensibili agli andamenti dei tassi d'interesse, come l'industria dell'auto che, negli ultimi mesi, ha registrato un brusco calo di domanda, dopo anni di vendite record.
Il quadro complessivo, continua comunque a essere caratterizzato da un trend espansivo. A tal riguardo va considerata la ripresa degli investimenti: dal deludente + 0,4% annuo del primo trimestre, si è passati al +7,9% del secondo e continua a costituire un fattore trainante della domanda anche il settore infrastrutture, i cui comparti collegati - come l'industria cementiera e quella elettrica - hanno segnato una crescita del 7,8%. Inoltre, sebbene con tassi di sviluppo più contenuti rispetto al 2010, anche il settore agricolo e quello dei servizi presentano prospettive positive.
Secondo il recente Rapporto annuale di Reserve Bank of India, il tasso di crescita del PIL nell'anno fiscale 2011/2012 dovrebbe attestarsi intorno all'8-8,2 per cento. Il tasso di inflazione continuerà ad essere elevato ma negli ultimi mesi dell'anno scenderà a livelli più moderati.
Il documento di riferimento sul medio periodo è il dodicesimo Piano Quinquennale, che, per il quinquennio 2012-2017, prevede una crescita economica del 9%, mentre l'inflazione dovrebbe attestarsi al 5% e il deficit fiscale scendere al 3% del PIL. Tuttavia, la crescita economica prevista potrà effettivamente realizzarsi solo se saranno messe in atto le riforme attualmente in discussione al Parlamento: relative al settore fiscale, a quello delle assicurazioni, a quello bancario e alle acquisizione dei terreni.