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venerdì 13 gennaio 2012

Il Thirty Meter Telescope

India e Cina parteciperanno alla costruzione del Thirty Meter Telescope mettendo a disposizione 1-1.2 miliardi di dollari.

India e Cina hanno deciso di partecipare alla costruzione del Thirty Meter Telescope, il telescopio di 30 metri che segnerà l’inizio di una nuova generazione di telescopi e che verrà ultimato tra la fine di questo decennio e l’inizio del prossimo. Il progetto, frutto del lavoro della TMT Observatory Corporation, una partnership tra il California Institute of Technology, la University of California e la Association of Canadian Universities for Research in Astronomy (ACURA), verrà costruito sulla sommità del monte Mauna Kea, alle isole Hawaii, a 4.050 metri di altitudine. Si tratta di un progetto completamente nuovo per i giganti asiatici che grazie alla collaborazione per i costi di produzione stimata in 1-1.2 miliardi di dollari, avranno la possibilità di far partecipare i loro scienziati.
Stando a quanto affermato da Shude Mao, professore di astrofisica del National Astronomical Observatories of China, "Questo rappresenterà un enorme salto in avanti per la comunità Cinese. […] La Cina è molto ambiziosa in termini di obbiettivi scientifici. Davvero vogliamo recuperare quanto più velocemente possiamo”.
Per quanto riguarda l’India, il professore dell’Istituto Indiano di Astrofisica, G.C. Anupama, ha sottolineato il fatto che al momento il telescopio più grande presente in India ha un diametro di soli due metri anche se gli scienziati stanno progettando un telescopio con un’apertura di quattro metri, quindi si tratta di un “enorme passo per noi passare da 4 metri a 30 metri. […] Porterà sicuramente la comunità astronomica dell'India a nuove cime”.

lunedì 9 gennaio 2012

L’India nello spazio

Un protocollo di intesa prevede entro il 2020 l’avvio della prima missione aerospaziale in India.

Lo scorso 30 dicembre è stato stipulato un protocollo attraverso il quale l’Agenzia Spaziale Indiana, l’Indian Space Research Organisation (ISRO), ha affidato all’Aeronautica Militare Indiana, l’Indian Air Force (IAF), il compito di selezionare ed addestrare gli astronauti che verranno inviati sullo spazio con mezzi costruiti esclusivamente in India. Secondo quanto riportato all’interno dell’accordo infatti, non è prevista la partecipazione di partner stranieri per la realizzazione delle capsule e dei vettori per i voli degli astronauti dell’Elefante.
Nel dettaglio l’accordo prevede la fornitura a carico dell’Agenzia Spaziale Indiana di attrezzature per un valore complessivo di 200 milioni di rupie e la costruzione sempre a carico dall’ISRO delle strutture destinate alla procedura di selezione dei candidati alle missioni spaziali, che comunque non avverrà prima del 2020 anche se inizialmente era prevista prima. Stando infatti a quanto aveva affermato l’Agenzia Spaziale Indiana nel gennaio dello scorso anno, l’invio degli astronauti indiani nello spazio era previsto nel 2016 grazie allo stanziamento di 4,8 miliardi di dollari.
Un importante passo per il Paese che si candida ad occupare le prime posizioni tra le maggiori economie mondiali nei prossimi anni.