Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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giovedì 3 marzo 2011

Brembo non frena la sua crescita nei mercati emergenti

Brembo, la società bergamasca leader mondiale nella produzione di freni a disco per auto e moto, ha chiuso il 2010 con un fatturato in aumento del 30,2%, un margine operativo lordo di 130,5 milioni (+29%) e un utile netto più che triplicato (+206,5%).

Il Gruppo Brembo ritorna ai livelli pre-crisi, un risultato legato alla decisione della società di focalizzarsi sui mercati esteri ed in particolare su quelli che presentano una crescita maggiore, come India e Cina, anche se il gruppo non ha perso di vista i Paesi Europei: la Germania si conferma al primo posto tra i mercati del gruppo con una crescita del 42%, seguita dal Regno Unito (+ 31,5%), dalla Francia (+28,4%) e dall’Italia (+16,4%). Per quanto riguarda Cina e India, i due mercati asiatici hanno registrato rispettivamente un aumento del 119,3% e del 54,2%; tra i maggiori mercati si collocano anche i Paesi Nafta (Stati Uniti, Canada e Messico) con un +27,1% e il Brasile, che cresce del 25,6%. Tra i fattori che hanno contribuito in maniera significativa ai risultati di Brembo, occupano una posizione di rilievo le applicazioni per veicoli commerciali (+38,3%) e quelle per auto (+35%). L’andamento del gruppo viene confermato anche per il 2011 grazie ai numerosi investimenti previsti, che porteranno al raddoppio della fonderia e dello stabilimento di lavorazione in Polonia, alla realizzazione di un nuovo stabilimento per la produzione di pinze freno in alluminio in Repubblica Ceca, alla ristrutturazione della fonderia acquisita in Cina nel 2010 e al raddoppio dello stabilimento per la produzione di sistemi frenanti per motociclette in India. Il 20 gennaio infatti, Brembo ha inaugurato un nuovo stabilimento in India dedicato alla produzione dei sistemi frenanti a disco destinati a scooter e motociclette per il mercato indiano. Grazie alla filiale indiana, Brembo detiene al momento la metà del mercato dei sistemi frenanti a disco dei motoveicoli prodotti in India. Il gruppo lombardo ha deciso inoltre di presentarsi ai Paesi BRIC e alle altre nazioni del sud-est asiatico con un nuovo marchio, Breco, acronimo di Brembo Company.

lunedì 2 agosto 2010

Come l’India può mantenere una crescita stabile

È in crescita stabile il Pil dell’India e, in base alle previsioni, dovrebbe raggiungere nel corso di quest’anno il 9,4%. In un contesto di recessione globale, l’ economica indiana deve affrontare una serie di sfide, al fine di mantenere stabile la propria crescita. Innanzitutto, deve trasformare la sua potenzialità in realtà, assicurando un miglioramento della qualità di vita a tutti i cittadini. Il primo passo riguarda, quindi, l’individuazione delle modalità concrete per promuovere dei programmi mirati contro la povertà. Come sostiene Vijay Kelkar, economista e policy maker indiano, “l’India deve creare un suo modello di crescita e sviluppo sui generis… per diventare un’economia avanzata in grado di promuovere una crescita a 360 gradi, al fine di beneficiare di maggior efficienza, di una maggiore equità e di una migliore governabilità”.
La seconda importante sfida è quella di risanare le mancanze infrastrutturale, migliorando il sistema d’irrigazione (per aumentare reddito e produttività delle aziende agricole), rafforzando il sistema dei trasporti e risanando i terreni desolati.
Ciò a cui l’India deve ambire non è una crescita indotta dalle esportazioni o guidata dallo Stato, ma è una crescita equa, che può tradursi in SIL (Soddisfazione Interna Lorda).

martedì 20 aprile 2010

In India la ripresa economica richiede e incentiva investimenti nelle infrastrutture

Una crescita economica sorprendente e prospettive allettanti stanno chiamando in causa lo stato delle infrastrutture indiane e la loro futura capacità di tenuta a fronte della rapida urbanizzazione che l’India sta sperimentando. Secondo rapporti ONU, tra il 2010 e il 2025 la popolazione urbana del Subcontinente aumenterà del 2,3% annuo e la sua percentuale rispetto alla popolazione totale passerà dal 30% del 2010 al 37% nel 2025.
Nonostante, il Paese risulti essere, nell'ultimo decennio, una delle economie mondiali in più rapida crescita - con un tasso medio di crescita del 7,2 per cento annuo - lo sviluppo delle infrastrutture risulta profondamente inadeguato: non c'è una sola città indiana che possa disporre di acqua corrente 24 ore su 24; la percentuale delle interruzioni di corrente elettrica nelle ore di punta è del 12% e il tempo medio di rotazione nei porti è di 3,85 giorni contro le 10 ore di Hong Kong. Inoltre, anche la rate stradale presenta carenze notevoli: la qualità della rete viaria indiana è molto al di sotto degli standard globali, solo il 25% delle autostrade ha due o quattro corsie e circa il 90% è strutturalmente inadeguato per gli autotreni con carichi superiori a 10,2 tonnellate.
Tuttavia, la ripresa economica, la stabilita’ politica e un aumento dei fondi disponibili, costituiscono le premesse per colmare le lacune che, attualmente, caratterizzano le infrastrutture indiane. Il governo si dichiara ottimista, tant’è vero che ha stimato un investimento in tale settore del 7.5% del PIL per il 2009/10, del 7.94% e 8.37%, rispettivamente, per il 2010/11 e 2011/12.
Alla luce del consistente fabbisogno di investimenti e della limitata capacità del bilancio pubblico di soddisfarlo, il settore privato sarà in primo piano nelle operazioni finanziarie che verranno messe in atto per rinnovare e ampliare le infrastrutture indiane: si stima che circa il 30% degli investimenti totali dovrà venire, appunto, dal settore privato e che tale percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni.
Secondo gli esperti, sfruttando tutto il suo potenziale, l'India potrebbe crescere del 9-10% all'anno, a patto che migliori i suoi servizi infrastrutturali, in quanto la forte crescita economica, il miglioramento della qualità di vita, la competitività commerciale e l’urbanizzazione rendono impellente la loro trasformazione.