Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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martedì 24 aprile 2012

Spam

Il Subcontinente indiano si aggiudica il primo posto al mondo per spam.

La crescente diffusione di internet ha portato l’India, uno dei Paesi BRIC, a diventare il primo produttore di spazzatura elettronica al mondo. Stando infatti alla classifica realizzata dalla società di sicurezza informatica Sophos, l’India ha sorpassato gli Stati Uniti, aggiudicandosi quindi il primo posto in termini di produzione di spam.
Secondo l’analisi condotta da Sophos il 9,3% delle email spazzatura inviato in tutto il mondo proviene o comunque transita da computer indiani; al secondo posto si posizionano gli Stati Uniti con l’8,3%, seguiti da Corea del Sud (5,7%), Indonesia e Russia (entrambe con il 5%), Italia (4,9%) e Brasile (4,3%).
Secondo i consulenti della società, l’aumento della produzione di spam è proporzionale all’incremento dell’utilizzo di internet all’interno del Paese, visto e considerato che molti internauti non sanno ancora difendersi dai virus informatici che diffondono spam, soprattutto attraverso i social network.

mercoledì 18 gennaio 2012

Minaccia per i protagonisti del web

Il Ministero indiano delle Comunicazioni accusa i protagonisti del web.

Un vero e proprio assalto ai colossi del web: è quanto sta accadendo in India dove il Ministero delle Comunicazioni ha invitato i vertici dei giganti del web a presentarsi entro il prossimo 13 marzo per rispondere alle accuse di proliferazione online di materiale “osceno” e in contrasto con i principi religiosi. Il giudice di Nuova Delhi, Suresh Kaith, ha di fatto minacciato l’oscuramento dei siti web nel caso in cui non dovesse essere rimosso tutto il materiale ritenuto osceno e diffamatorio. Tra le aziende coinvolte spiccano Google, Microsoft, Facebook, Yahoo e molte altre: nel caso venissero accusate, i relativi dirigenti rischierebbero fino a sette anni di carcere e il pagamento di sanzioni pecuniarie elevate.
Si tratta di un atteggiamento già adottato in Cina e in Arabia Saudita, come ha ribadito la Corte indiana chiamata a giudicare la questione. Dal punto di vista pratico però si tratterebbe di una manovra molto difficile da attuare, visto che, come quanto dichiarato dai legali, sarebbe impossibile installare un meccanismo in grado di monitorare e rimuovere in modo automatico i contenuti offensivi dato il numero di internauti indiani, pari a oltre 110 milioni, e destinati a diventare entro il 2017 oltre 600 milioni.
Il legale di Google India ha dichiarato: “Non è umanamente possibile controllare internet. Miliardi di persone in tutto il mondo postano una quantità indefinita di materiale sui vari siti. Talvolta questi post possono risultare diffamatori o osceni, ma non possono essere controllati”.

venerdì 24 giugno 2011

India e spam

Dal Rapporto presentato dal leader mondiale nella sicurezza informatica, Kaspersky Lab, emerge che il Paese che più di tutti inquina il web con lo spam è l’India.

Il rapporto relativo al mese di maggio realizzato da Kaspersky Lab in relazione ai paesi maggiormente responsabili dello spam a livello mondiale ha messo in evidenza ancora una volta il primato dell’India, che con un a quota pari all’11.35% nell’invio di email indesiderate si è aggiudicata il primo posto. Nella classifica dei Paesi fonte dello spam si trovano al secondo e terzo posto rispettivamente Corea (7.1%) e Brasile (6.9%), mentre al quarto posto si colloca l’Italia, con una quota complessiva pari al 4.2%. Da febbraio a maggio il Bel Paese ha guadagnato due posizioni: se nel mese di febbraio si trovava al sesto posto, ora si trova al quarto, seguita da Russia (3.9%) e Vietnam (3.4%). Lo spam rappresenta una grave problema in India: secondo le stime circa la metà dei messaggi di posta elettronica sono interessati dal fenomeno. Proprio per questo motivo il Governo indiano ha deciso di intervenire in modo tale da bloccare la sua diffusione attraverso nuove regolamentazioni.

martedì 21 giugno 2011

www.ipaidabribe.com: la lotta alla corruzione

La piaga della corruzione vista da T.R. Raghunandan, fondatore del sito www.ipaidabribe.com.

Giunto all’età della pensione T.R. Raghunandan, dopo aver trascorso trent’anni della sua vita negli uffici governativi locali dello Karnataka, ha dato vita a uno strumento in grado di combattere la corruzione in modo rapido, efficace e vicino ai cittadini: il sito web www.ipaidabribe.com. L’obiettivo del sito fondato nel 2010 consiste nell’incoraggiare i cittadini indiani a denunciare gli episodi di corruzione su internet in forma anonima: non a caso il significato del sito è “ho pagato una mazzetta”. Dal momento in cui è comparso, il numero di accessi al sito anticorruzione è aumentato vertiginosamente, visto e considerato il fatto che in India il fenomeno della corruzione è ampiamente diffuso. La corruzione è presente nella vita degli indiani di qualunque livello sociale e la realizzazione di questo sito potrebbe portare ad un progressivo cambio di mentalità nelle persone, una maggiore conoscenza dei diritti e delle pratiche da seguire e di conseguenza una maggiore riluttanza al fenomeno della corruzione. Se da un lato il sito mette in evidenza gli episodi negativi, dall’altro permette anche di descrivere episodi positivi, nell’ottica di premiare quei funzionari che si sono distinti per la loro professionalità e correttezza. Dopo il grande successo riportato dal sito anticorruzione, il modello è stato introdotto anche nell’altra grande potenza asiatica divorata dal fenomeno, la Cina.

venerdì 4 febbraio 2011

Un’alternativa ai canali tradizionali: l’e commerce

Uno studio realizzato da Visa eCommerce Consumer Monitor sulle abitudini dei consumatori online nei principali Paesi asiatici (Cina, India, Indonesia, Malaysia, Taiwan e Thailandia), rivela come l’espansione dell’e commerce in quell’area geografica sia incredibile.

Dalla ricerca è emerso che nei paesi emergenti presi in esame, l’87% degli utenti che navigano in internet almeno una volta la settimana, ha acquistato prodotti o servizi online nel 2010 con una spesa media pari a $2.086. La rete online presenta infatti numerosi vantaggi: la possibilità di effettuare acquisti a qualsiasi ora, di trovare e confrontare facilmente prodotti/servizi e prezzi e di risparmiare tempo. In Cina il numero di utenti della rete è aumentato nel 2010 del 9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la soglia dei 420 milioni. Queste regioni registrano la crescita più rapida del traffico Internet internazionale, che si attesta intorno al 100%, anche se uno dei maggiori svantaggi legato alla possibilità di vendere online in India come negli altri Paesi, dipende dal fatto che solo un ristretto numero di persone ha un accesso diretto alla rete informatica e dispone di una carta di credito.

Tra i prodotti più acquistati troviamo al primo posto i viaggi, seguiti da servizi finanziari, computer e apparecchiature elettroniche. Da non sottovalutare poi la vendita online di telefoni cellulari, che sta registrando incrementi vertiginosi in India visto l’aumento degli utenti nel corso degli ultimi anni.

martedì 16 marzo 2010

Microsoft e Google alla conquista delle lingue locali indiane

Pur non essendo semplice stabilire esattamente la percentuale di indiani parlanti inglese, da una recente ricerca della Microsoft risulta che circa il 95% della popolazione preferisce nettamente lavorare nella propria lingua. Ciò comporta che l'utilizzo del computer e l'accesso a internet, quesi interamente in inglese, sono fuori dalla portata della maggioranza del paese.
Quella che fino a poco tempo fa rappresentava un grande limite è divenuta un'opportunità per le grandi concorrenti mondiali nel campo, che stanno studiando sistemi che permettano l'utilizzo del web nelle lingue locali. Al momento è già disponibile la traslitterazione, ovvero la conversione di una lingua, digitata con le lettere dell'alfabeto inglese, in un'altra. Per l'utilizzo di questo metodo si rende però necessaria la conoscenza della lingua inglese scritta. Sia Google che Microsoft sono alla ricerca della tecnologia più innovativa in tal senso.