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giovedì 10 maggio 2012

Hillary Clinton in India

La Clinton in visita ufficiale in India.

In occasione della sua visita ufficiale in India, il Segretario di Stato USA Hillary Clinton ha ribadito la centralità dell’atteggiamento del Subcontinente indiano al fine di impedire all’Iran di costruire la bomba atomica. L’India infatti importa da Teheran circa il 12% del suo fabbisogno di greggio ed è proprio per questo motivo che da mesi gli Stati Uniti chiedono all’India e ad altri Paesi asiatici, tra i quali Cina, Giappone e SudCorea, di mettere al bando le importazioni di petrolio dall'Iran al fine di creare pressione economica e spingere l’Iran a rinunciare al suo programma nucleare, che prevede appunto la realizzazione di una bomba atomica.
Il Segretario di Stato Clinton ha evidenziato il fatto che il Paese asiatico si è già attivato allo scopo di diminuire le importazioni e ha aggiunto "Questo regime [l'Iran] ha una storia fatta di grande aggressività. Non credo vogliate incoraggiare certi atteggiamenti. Sul mercato esistono adeguate alternative, come l'Arabia Saudita".
Una questione delicata visto che l’India non produce petrolio e importa da Teheran circa 400mila barili di petrolio al giorno.

martedì 2 agosto 2011

New Delhi estingue il debito con Teheran

India e Iran hanno trovato l’accordo relativamente al pagamento per l’importazione del petrolio iraniano: New Delhi lo aveva bloccato in seguito alle sanzioni stabilite dall’Onu contro il commercio con Teheran per il suo programma nucleare.

In seguito alla notizia relativa ad una banca iraniana-tedesca di Amburgo che aveva subito sanzioni e non aveva potuto trasferire denaro in Iran - a causa delle sanzioni decise dall’Onu contro Teheran per il suo programma nucleare - la Reserve Bank of India, dal dicembre scorso, aveva bloccato i pagamenti destinati all’Iran per il petrolio esportato nel paese indiano. Tale impasse aveva portato Teheran a minacciare di interrompere ogni fornitura diretta in India dal 1° agosto: tuttavia, dopo lunghe trattative, al fine di scongiurare l’applicazione di tale provvedimento, è stato trovato un accordo circa le modalità di pagamento del debito di New Delhi, aggirando così i divieti Onu. Il sito web del ministero iraniano per il Petrolio, Shana, ieri riportava la dichiarazione del capo della Compagnia petrolifera nazionale iraniana, Ahmed Qalebani: “a seguito di intense negoziazioni, le due parti hanno concordato il pagamento degli arretrati appena possibile”. I pagamenti saranno divisi in due tranche e avverranno, in gran parte, in euro.
La sospensione delle esportazioni di greggio da parte dell’Iran sarebbe risultata sconveniente e deleteria per entrambi i Paesi: l’India importa dall’Iran circa 400.000 barili di greggio al giorno - pari a circa il 12% del suo fabbisogno di petrolio – ed è il 2° maggior cliente di Tehran che, nonostante i ritardi nei pagamenti, non avrebbe potuto permettersi di sospendere le forniture all’India, anche per evitare di essere soppiantata dall’Arabia Saudita.