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martedì 3 aprile 2012

Paolo Bosusco

Riprendono i negoziati per il rilascio di Bosusco.

Dopo l’audiomessaggio in cui il leader naxalita Sabyasachi Panda minacciava di uccidere l’ostaggio italiano, questa mattina sono ripresi i negoziati tra il Governo dell’Orissa e i negoziatori maoisti per il rilascio di Paolo Bosusco.
Stando a quanto riportato dai media locali il Ministro dell’Interno, U. N. Behera, al termine di un colloquio con gli emissari maoisti avrebbe dichiarato ''Abbiamo ricevuto le richieste di Sabyasachi Panda, e le abbiamo volute verificare con i mediatori''.
Nel frattempo secondo quanto si legge nel Times of India, le autorità del distretto di Koraput avrebbero disposto un divieto assoluto di ingresso ai turisti stranieri all’interno del territorio, iniziativa simile a quella adottata nel distretto di Rayagada al fine di evitare pericoli per i cittadini stranieri in visita nella zona.

mercoledì 28 marzo 2012

Le trattative per liberare il turista italiano

L’Italia e il governo indiano dell'Orissa si stanno impegnando per la liberazione di Paolo Bosusco, il turista rapito e ancora prigioniero dei maoisti.

Dopo la liberazione di Claudio Colangelo, è rimasto nelle montagne del Daringibari (Orissa) in ostaggio da solo Paolo Bosusco, l’altro turista rapito dai maoisti.
La Farnesina ha confermato che Bosusco “si troverebbe in buone condizioni di salute” e che proseguono con il massimo impegno le attività diplomatiche dell’ambasciata italiana a Nuova Delhi e del governo della regione dell’Orissa per la sua liberazione. Il negoziato per quest’ultima, tuttavia, “potrà richiedere ancora uno o più giorni”, in quanto i mediatori designati dai maoisti “hanno presentato nuove richieste che devono essere attentamente esaminate” ha dichiarato il “chief minister” dello Stato dell’Orissa, Naveen Patniak.
A Bhubaneswar, sede della guest house di Stato della capitale dell'Orissa, dove è ripreso il negoziato per scrivere la parola fine sul rapimento, le trattative si sono infatti nuovamente interrotte e l'accordo che sembrava ormai raggiunto si è ulteriormente allontanato: i mediatori governativi hanno lasciato la riunione facendo capire che i maoisti hanno messo sul tavolo nuove richieste e che quindi avevano bisogno di confrontarsi con il governo prima di decidere come comportarsi.