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martedì 22 gennaio 2013

Oro e platino: tasse sull’import al 6%

Il governo indiano aumenta i dazi nel tentativo di arginare il deficit commerciale. Ma non tutti concordano sugli esiti previsti.

La possibilità di un rialzo delle tasse sull’import di oro era stata avanzata dal governo di New Dehli appena tre settimane fa e da ieri è realtà. Con effetto immediato si passerà dal 4% al 6% non solo per il metallo giallo ma anche per le importazioni di platino. La misura tenta di frenare la crescita del deficit indiano, provocato , secondo la Banca centrale, per l’80% proprio dall’oro di cui il Paese, insieme all’India, è il principale consumatore e importatore.
Le cifre confermerebbero le intuizioni di New Dehli. A fronte dell’impennata del deficit nazionale del primo trimestre 2012, cha ha toccato il record di 22,3 miliardi di dollari, cioè il 5,4% del Pil indiano, è stata riscontrato un boom nell’acquisto di oro, salito a 223 tonn (+9%).
Per sostenere il settore orafo il rialzo della tassa sarà accompagnato da un'attenuazione dei vincoli di custodia di oro a fronte di Etf. «Una parte dell'oro custodito dalle banche potrà così essere rimesso in circolazione per soddisfarne almeno parzialmente le necessità», ha spiegato il sottosegretario agli Affari economici Arvind.
Quale l’impatto sull’economia nazionale? Diverse le opinioni al riguardo. Secondo Bachhraj Bamalwa, presidente dell'All India Gems & Jewellery Trade Federation, l’import del prezioso metallo potrebbe subire un calo del 20-25%, mentre Marcus Grubb, managing director del World Gold Council, si rivela meno drastico e dichiara “ L’india è un Paese in cui l'oro è molto radicato nella cultura. Inoltre, la gente non ha molti altri strumenti per investire, se non i gioielli, che molti vendono e ricomprano anche nell'arco di pochi mesi e per un guadagno limitato”.

martedì 8 giugno 2010

G20: L’opposizione dell’India alla tassa su banche

Grazie alle loro economie in costante crescita negli ultimi vent’anni, i Paesi asiatici stanno acquistando sempre maggior importanza all’interno del forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali. Di particolare rilievo, durante il vertice a Busan, in Corea del Sud, l’opposizione dell’India alla proposta europea di tassare il sistema bancario. Pranab Mukherjee, ministro delle finanze di Nuova Delhi ha parlato del rapporto debito-riserve come strumento di controllo del sistema bancario. “Abbiamo visto come le banche indiane non siano state colpite dalla crisi dal momento che avevano un’esposizione assai minore rispetto alle loro controparti europee e americane”, sottolinea il ministro. Inoltre, ad Aprile, il rapporto della Riserve Bank of India era aumentato del 6% e aveva permesso di drenare prestiti in eccesso per quasi 3 miliardi di dollari.

lunedì 22 marzo 2010

L'economia sommersa indiana è pari al 40% del PIL

Secondo una ricerca del centro statistico indiano l'economia sommersa del Paese raggiunge il 40% del PIL, pari a 500 miliardi di dollari, con ovvi effetti deleteri sull'economia reale.
Lo studio analizza in modo specifico il fenomeno della contraffazione, che interessa vari settori dell'economia indiana, dai beni di consumo all'industria farmaceutica, in cui si stima che circa lo 0,4% dei medicinali sia contraffatto. Altri settori colpiti dalla contraffazione sono quello dell'abbigliamento, dei componenti d'auto, dei software, delle sigarette e dell'industria musicale. Proprio in quest'ultimo si stimano ingenti perdite causate dalla diffusione massiccia di CD e DVD pirata, di cui sono venduti circa 800 milioni di esemplari ogni anno.
Il Governo indiano sta adottando delle misure più restrittive anche per ridurre l'evasione fiscale, un fenomeno tuttora di enorme portata, specialmente per quanto riguarda il trasferimento di ingenti somme di denaro nei cosiddetti "paradisi fiscali".