La nota compagnia assicurativa si prepara ad un riassetto sul mercato indiano. Con possibilità di rilancio.
La segnalazione di un nuovo probabile cantiere indiano viene da “Milano Finanza”. Il quotidiano economico ha infatti rivelato che il partner indiano di Generali, il businessman Kihore Byani, parrebbe deciso a vendere la propria quota del 74,5% detenuta nella joint-venture Future Generali, creata nel 2006 con la Compagnia italiana. Motivo della scelta, ridurre la propria esposizione debitoria. Due a questo punto le prospettive. La compagnia assicurativa indiana L&T General Insurance si è subito dimostrata molto interessata alla quota di Byani ed ha già avviato le trattative che potrebbero concludersi già tra pochi mesi. Oppure, le stesse Generali si potrebbero fare vanti e rilanciare così il proprio piano di investimenti nel Paese. Infatti, se finora le società estere potevano detenere fino a un massimo del 26% del capitale nelle jv assicurative, ora il governo indiano vorrebbe alzare la quota al 49% per attirare nuovi investimenti. Si aprirebbe così uno scenario propizio al consolidamento di Future Generali in India. Ma la partita è ancora tutta da giocare.
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giovedì 11 ottobre 2012
giovedì 2 agosto 2012
Diasorin fa il suo ingresso in India
La società italiana che opera nel settore della diagnostica ha sottoscritto una partnership con l’indiana Trivitron Healthcare.
Diasorin continua la conquista dell’Asia e dopo la Cina punta all’India. La società italiana produttrice di test nell'ambito dell'immunodiagnostica ha infatti siglato una nuova jointventure con il partner locale Trivitron Healthcare, società indiana focalizzata sulla produzione, innovazione, distribuzione ed assistenza post-vendita, con una vasta offerta nella diagnostica in vitro (IDV). Secondo quanto stabilito dall’accordo, i due gruppi hanno costituito DiaSorin Trivitron Healthcare Private Limited, società a responsabilità limitata con sede a Chennai, della quale Diasorin possiede il 51% e la Trivitle il 49%. La neocostituita società opererà direttamente nel mercato IDV indiano stimato in circa 400 milioni di euro e con una crescita annua del 15%.
Una mossa, quella della Diasorin, apprezzata anche da Piazza Affari dove il titolo, all’indomani dell’annunciata partnership, è lievitato del 2,05%, raggiungendo i 22,44 euro e aggiudicandosi il migliore risultato fra le azioni del Ftse Mib.
Diasorin continua la conquista dell’Asia e dopo la Cina punta all’India. La società italiana produttrice di test nell'ambito dell'immunodiagnostica ha infatti siglato una nuova jointventure con il partner locale Trivitron Healthcare, società indiana focalizzata sulla produzione, innovazione, distribuzione ed assistenza post-vendita, con una vasta offerta nella diagnostica in vitro (IDV). Secondo quanto stabilito dall’accordo, i due gruppi hanno costituito DiaSorin Trivitron Healthcare Private Limited, società a responsabilità limitata con sede a Chennai, della quale Diasorin possiede il 51% e la Trivitle il 49%. La neocostituita società opererà direttamente nel mercato IDV indiano stimato in circa 400 milioni di euro e con una crescita annua del 15%.
Una mossa, quella della Diasorin, apprezzata anche da Piazza Affari dove il titolo, all’indomani dell’annunciata partnership, è lievitato del 2,05%, raggiungendo i 22,44 euro e aggiudicandosi il migliore risultato fra le azioni del Ftse Mib.
lunedì 30 luglio 2012
Nuova partnership nel mondo delle due ruote
Siglato un accordo tra l’americana Polaris Industries e l’indiana Eicher Motors.
Dopo i recenti accordi tra BMW e TVS Motors, è la volta della Polaris che sbarca in India con una nuova joint-venture. L’azienda del Minnesota, leader nel settore motociclistico, ha infatti firmato pochi giorni fa un accordo con la Eicher Motors LTD, produttrice di veicoli commerciali leggeri e di moto Royal Enfield.
La nuova partnership, garantirà all’azienda statunitense la riduzione dei costi di produzione e l’accesso diretto, senza spese e tassazione per il trasporto, all’importantissimo mercato indiano, ormai secondo per volume di vendite solo a quello cinese. Interessanti sviluppi anche per le così dette operazioni SKD (Semi-Knock Down: veicoli prodotti in forma di kit e poi esportati per l’assemblaggio finale in un paese estero) di cui beneficeranno i brands Polaris. Dal canto suo, Eicher guadagnerà l’accesso al Know how americano, fondamentale per l’emancipazione tecnologica e produttiva dell’azienda.
Una strategia industriale lungimirante , quella della Polaris, che punta a gettare le fondamenta per un futuro solido, prima attraverso l’acquisizione dello storico marchio americano Indian Motorcycle company, poi con sostanziosi investimenti nella società americana Brammo, una delle più quotate nella produzione di moto elettriche. Ora con la collaborazione con la società indiana.
Dopo i recenti accordi tra BMW e TVS Motors, è la volta della Polaris che sbarca in India con una nuova joint-venture. L’azienda del Minnesota, leader nel settore motociclistico, ha infatti firmato pochi giorni fa un accordo con la Eicher Motors LTD, produttrice di veicoli commerciali leggeri e di moto Royal Enfield.
La nuova partnership, garantirà all’azienda statunitense la riduzione dei costi di produzione e l’accesso diretto, senza spese e tassazione per il trasporto, all’importantissimo mercato indiano, ormai secondo per volume di vendite solo a quello cinese. Interessanti sviluppi anche per le così dette operazioni SKD (Semi-Knock Down: veicoli prodotti in forma di kit e poi esportati per l’assemblaggio finale in un paese estero) di cui beneficeranno i brands Polaris. Dal canto suo, Eicher guadagnerà l’accesso al Know how americano, fondamentale per l’emancipazione tecnologica e produttiva dell’azienda.
Una strategia industriale lungimirante , quella della Polaris, che punta a gettare le fondamenta per un futuro solido, prima attraverso l’acquisizione dello storico marchio americano Indian Motorcycle company, poi con sostanziosi investimenti nella società americana Brammo, una delle più quotate nella produzione di moto elettriche. Ora con la collaborazione con la società indiana.
venerdì 6 luglio 2012
Tommy Hilfiger alla conquista dell’India
La griffe americana consolida la sua presenza nel mercato indiano attraverso una nuova joint venture.
Il marchio americano, che fa capo al gruppo Pvh, ha siglato una joint venture con l’indiana Arvin Fashion per aprire nel Paese 500 nuovi store monomarca entro i prossimi 5 anni. 45 negozi saranno gestiti direttamente mentre i restanti 455 in franchisee, attraverso una partnership che vedrà le due aziende, entrambe detentrici del 50% della società, investire una cifra complessiva di 8,5 milioni di euro.
Si tratta del secondo step della strategia di Pvh rivolta al mercato indiano, dove è presente dal 2004, anno in cui intraprese la prima joint venture con Arvind Murjani brands di cui successivamente acquisì la metà delle quote nonché i diritti sulla licenza del marchio.
Forte di un fatturato 2011 di 45 milioni di euro e di una costante crescita annuale del 50%, la griffe a stelle e strisce non può che guardare con ottimismo alle nuove opportunità indiane.
Il marchio americano, che fa capo al gruppo Pvh, ha siglato una joint venture con l’indiana Arvin Fashion per aprire nel Paese 500 nuovi store monomarca entro i prossimi 5 anni. 45 negozi saranno gestiti direttamente mentre i restanti 455 in franchisee, attraverso una partnership che vedrà le due aziende, entrambe detentrici del 50% della società, investire una cifra complessiva di 8,5 milioni di euro.
Si tratta del secondo step della strategia di Pvh rivolta al mercato indiano, dove è presente dal 2004, anno in cui intraprese la prima joint venture con Arvind Murjani brands di cui successivamente acquisì la metà delle quote nonché i diritti sulla licenza del marchio.
Forte di un fatturato 2011 di 45 milioni di euro e di una costante crescita annuale del 50%, la griffe a stelle e strisce non può che guardare con ottimismo alle nuove opportunità indiane.
venerdì 27 gennaio 2012
Magneti Marelli e Talbros Automotive
Operativa dal prossimo aprile la joint venture tra Magneti Marelli e Talbros Automotive.
La joint venture siglata in India lo scorso 17 novembre tra Magneti Marelli e Talbros Automotive Components Limited nel settore delle sospensioni dovrebbe diventare operativa a partire dal prossimo aprile. È quanto riportato da un comunicato stampa che spiega nel dettaglio i termini dell’operazione: si tratta di una joint venture al 50% nell’ambito dei moduli e dei sistemi per le sospensioni automotive, tra cui bracci oscillanti anteriori, montanti, assali anteriori e posteriori per applicazioni automobilistiche, che opererà a Faridabad nello Stato di Haryana. La JV si occuperà inoltre di progettare e realizzare sistemi di sospensioni completi per gli Original Equipment Manufacturers.
Il CEO Di Magneti Marelli, Eugenio Razelli, ha dichiarato in proposito: “La JV con Talbros ci permette di estendere ulteriormente e rendere ancora più marcata la nostra presenza in India, integrando un settore d’attività- come quello delle sospensioni- in cui possediamo un konw-how consolidato ed esperienza industriale di lungo corso. Anche in questa occasione abbiamo messo in pratica la nostra strategia di stipulare partnership con aziende indiane leader, che finora ha portato ottimi risultati nel processo di localizzazione di Magneti Marelli nel Paese e che ci consente di portare valore aggiunto ai clienti locali e ai principali carmaker internazionali presenti in India”.
L’Amministratore Delegato e Vice Presidente di Talbros ACL ha commentato: “Si tratta di un progetto di grande rilevanza per gli azionisti della Società, che farà nascere un produttore specializzato in sospensioni con un immenso potenziale di crescita. La conoscenza del mercato indiano propria di Talbros e la base di clienti già esistente entreranno in sinergia con la tecnologia all’avanguardia e le competenze internazionali di Magneti Marelli per dare origine a una joint venture di enorme valore”.
mercoledì 11 gennaio 2012
FILA sigla una joint venture con RR Group
Il gigante italiano della cancelleria ha firmato un accordo con RR Group.
La Fabbrica Italiana Lapis ed Affini ha annunciato di aver siglato un accordo con il leader nello sviluppo, produzione e distribuzione tanto in India quanto all’estero, di prodotti di qualità per la cancelleria scolastica, RR Group, il gruppo indiano, fondato nel 1974, che possiede anche il marchio DOMS.
Nel dettaglio FILA e RR Group hanno firmato un accordo di joint venture mediante l’acquisizione da parte dell’impresa italiana di una partecipazione pari al 18,5% del capitale sociale di Writefine Products Private Limited, con la possibilità di aumentare la propria partecipazione fino al 50%.
Una mossa strategica per FILA che potrà in questo modo consolidare la propria presenza a livello internazionale e continuare la propria strategia di crescita mondiale fondata su partnership ed acquisizioni. Stando alle previsioni infatti FILA potrà in questo modo accedere ad un mercato che si prevede avrà 486 milioni di studenti entro il 2025 e più in generale ad un Paese con più di un miliardo di abitanti, composto per la maggior parte da bambini e giovani, i principali consumatori dei prodotti FILA.
Massimo Candela, Chief Executive Officer di FILA ha commentato: “Questo accordo consente a FILA di entrare in uno tra i principali mercati emergenti ad alta crescita al mondo, facendo leva sull’esperienza ed il know-how di RR Group nel mercato indiano. […] Inoltre, attraverso WFPL, FILA sarà in grado distribuire prodotti con il miglior rapporto qualità/prezzo, grazie anche ad una strategia commerciale che ha permesso al gruppo di diventare leader nei prodotti di marca per la cancelleria”.
Massimo Candela, Chief Executive Officer di FILA ha commentato: “Questo accordo consente a FILA di entrare in uno tra i principali mercati emergenti ad alta crescita al mondo, facendo leva sull’esperienza ed il know-how di RR Group nel mercato indiano. […] Inoltre, attraverso WFPL, FILA sarà in grado distribuire prodotti con il miglior rapporto qualità/prezzo, grazie anche ad una strategia commerciale che ha permesso al gruppo di diventare leader nei prodotti di marca per la cancelleria”.
martedì 23 agosto 2011
India, nuovi accordi Fiat-Tata
Fiat ha deciso di rivedere i termini della joint venture con il socio indiano Tata, soprattutto relativamente all’aspetto distributivo: Marchionne punta sulle concessionarie monomarca.
Le tre società top della scuderia Agnelli - Fiat Spa, Fiat Industrial e Exor, nell’ultimo mese hanno segnato, rispettivamente, un crollo del -30,69%, del -17,30% e del -20,52%. Dati indicativi di quanto sta accadendo nei mercati, in particolare, relativamente al settore auto. Le paure da debiti pubblici e il prospettarsi di una seconda recessione dopo quella seguita alla crisi 2008-2009 “tirano giù i listini”: le industrie e i titoli dell'automotive sono tra i primi a subirne le conseguenze. Gli analisti tagliano in continuazione le stime relative alla crescita del comparto: l' ultimo report , targato Goldman Sachs, è del 18 agosto scorso ed estende al 2012 il calo già previsto per il 2011 in Europa.
Tuttavia, Marchionne può contare anche sulla gamma Chrysler, ora che Fiat ha terminato l’integrazione con la casa automobilistica di Detroit, grazie alla quale può finalmente puntare al sempre fallito sbarco in Cina. Sempre in Asia, Fiat sta riconsiderando i termini dell’alleanza con il socio indiano Tata, che secondo il numero uno del Lingotto, va rivista in quanto non avrebbe portato a risultati soddisfacenti. Da rivedere sarebbero soprattutto la rete e, quindi, l’aspetto distributivo: a differenza di quanto avviene negli altri Paesi, in India vanno per la maggiore le concessionarie monomarca, per questo motivo Marchionne punta allo scorporamento dei marchi all’interno delle circa 180 concessionarie Tata- Fiat. La casa torinese, che in India vende Linea e Grande Punto, avrebbe così il suo salone separato.
giovedì 27 gennaio 2011
“Conoscere il territorio per garantirsi il successo”
Alessandro Olivi, assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento, in riferimento alle strategie di internazionalizzazione, spiega: “Serve un business condiviso per creare alleanze forti capaci di garantire ritorni economici”.
“E’ un importante esempio di internazionalizzazione per il Trentino. Una strategia che trasferirò in giunta provinciale”: è quanto affermato da Alessandro Olivi, assessore all’industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento, in riferimento all’iniziativa fieristica organizzata da Riva del Garda Fierecongressi Spa a Nuova Delhi, attraverso una joint venture realizzata con enti indiani. Olivi aggiunge: “Mi pare un importante momento per ragionare su modelli di sviluppo”. È infatti necessario, al fine di garantirsi il successo, costruire una rete di relazioni e una contaminazione con i mercati e i territori. Egli considera la politica di internazionalizzazione del Trentino troppo limitata e, a tale proposito, suggerisce che in una strategia di internazionalizzazione non sia sufficiente qualche missione commerciale all’anno, “ma serve un business condiviso per creare alleanze forti capaci di garantire ritorni economici”.
martedì 4 gennaio 2011
Fiera Milano sbarca in India
“Il mercato indiano è particolarmente dinamico e di grande interesse per le aziende italiane. Attraverso HM Global acquisiamo ora un’ottima base operativa a Mumbai e diventiamo organizzatori di mostre B2B in India”, ha affermato Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano.
La joint venture costituita lo scorso gennaio da Fiera Milano e Deutsche Messe ha portato alla creazione della società HM Global Germany GmbH. La partnership con la Fiera di Hannover, che è al primo posto nella classifica dei più grandi quartieri espositivi europei, ha permesso a Fiera Milano di sbarcare in India dove si occupa di organizzare manifestazioni espositive e professionali.
Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano, ha spiegato: “L’internazionalizzazione di Fiera, che rappresenta una delle direttrici strategiche del nostro piano di sviluppo a medio termine, segna con questo accordo un ulteriore importante progresso. Il mercato indiano è particolarmente dinamico e di grande interesse per le aziende italiane. Attraverso HM Global acquisiamo ora un’ottima base operativa a Mumbai e diventiamo organizzatori di mostre B2B in India”.
L’internazionalizzazione di Fiera Milano in India è avvenuta poco dopo quella in Cina, dove lavora con la società tedesca da inizio 2008.
Attualmente, la “neocostituita” gestisce nel Paese indiano diverse mostre, tra le quali “Cemat India”, “MDA India”, “Industrial Automation India”, “Energy India” e “BuildArch”.
La joint venture costituita lo scorso gennaio da Fiera Milano e Deutsche Messe ha portato alla creazione della società HM Global Germany GmbH. La partnership con la Fiera di Hannover, che è al primo posto nella classifica dei più grandi quartieri espositivi europei, ha permesso a Fiera Milano di sbarcare in India dove si occupa di organizzare manifestazioni espositive e professionali.
Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano, ha spiegato: “L’internazionalizzazione di Fiera, che rappresenta una delle direttrici strategiche del nostro piano di sviluppo a medio termine, segna con questo accordo un ulteriore importante progresso. Il mercato indiano è particolarmente dinamico e di grande interesse per le aziende italiane. Attraverso HM Global acquisiamo ora un’ottima base operativa a Mumbai e diventiamo organizzatori di mostre B2B in India”.
L’internazionalizzazione di Fiera Milano in India è avvenuta poco dopo quella in Cina, dove lavora con la società tedesca da inizio 2008.
Attualmente, la “neocostituita” gestisce nel Paese indiano diverse mostre, tra le quali “Cemat India”, “MDA India”, “Industrial Automation India”, “Energy India” e “BuildArch”.
venerdì 31 dicembre 2010
India, energia eolica
“Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, specialmente l’energia eolica, l’India è probabilmente il più promettente mercato del mondo”.
L’India occupa la quinta posizione nel mercato globale dell’energia eolica. Il potenziale di crescita del Paese ha attirato il grosso investimento della compagnia americana GreenWorld Development, il cui obiettivo è quello di creare nuove joint venture e diventare la società leader all’interno del continente. Leo Heini, CEO di GreenWorld ha affermato: “Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, specialmente l’energia eolica, l’India è probabilmente il più promettente mercato del mondo. Stiamo per stanziare una cifra considerevole per permettere alle nostre joint venture di crescere e svilupparsi, in modo da rendere la GreenWorld il maggiore produttore di turbine eoliche del Paese".
L’India occupa la quinta posizione nel mercato globale dell’energia eolica. Il potenziale di crescita del Paese ha attirato il grosso investimento della compagnia americana GreenWorld Development, il cui obiettivo è quello di creare nuove joint venture e diventare la società leader all’interno del continente. Leo Heini, CEO di GreenWorld ha affermato: “Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, specialmente l’energia eolica, l’India è probabilmente il più promettente mercato del mondo. Stiamo per stanziare una cifra considerevole per permettere alle nostre joint venture di crescere e svilupparsi, in modo da rendere la GreenWorld il maggiore produttore di turbine eoliche del Paese".
martedì 7 dicembre 2010
Bauli, joint venture in India
Lo stabilimento veronese aperto l’estate scorsa a Calcutta ha dato avvio alla produzione di brioche nel mercato indiano. Non c’è spazio, invece, per prodotti da ricorrenza italiani all’estero poiché, come afferma Alberto Bauli, “Esportare le tradizioni è impossibile, ogni paese ha le sue tradizioni gastronomiche e modalità di consumo”.
La società veronese Bauli, guidata da Alberto Bauli e specializzata in prodotti dolciari da forno, l’anno precedente è divenuta un piccolo gruppo grazie all’acquisizione dei marchi dolciari Motta e Alemagna (appartenenti al gruppo Nestlè). È un’azienda in crescita, sia in quantità che in fatturato, anche se ciò che preoccupa nel prossimo futuro è l’incremento del prezzo delle materie prime: sono raddoppiati il grano e il cacao e lo zucchero è in crescita.
Il “core-business” rimane oggi quello dei pandori e dei panettoni, anche se è prevista una crescita che avrà luogo nei mercati dei paesi emergenti, a partire dall’India, dove è già stato aperto uno stabilimento l’estate scorsa.
Bauli è entrato nel mercato indiano tramite la realizzazione di una joint venture: “Noi forniamo tecnologia e impiantistica, loro la rete commerciale e le garanzie economico-finanziarie”. Pertanto, la scelta di un partner capace di dare garanzie all’azienda è un fattore determinante nella buona riuscita dell’operazione.
Non c’è spazio però per i prodotti da ricorrenza italiani in mercati culturalmente diversi e, a questo proposito, Bauli afferma: “Esportare le tradizioni è impossibile, ogni paese ha le sue tradizioni gastronomiche e modalità di consumo quotidiano”.
Prima di avviare un processo di internazionalizzazione è essenziale, quindi, conoscere il mercato nel quale si va ad operare per poter individuare i prodotti che si adattano maggiormente alle abitudini o necessità dei consumatori.
La società veronese Bauli, guidata da Alberto Bauli e specializzata in prodotti dolciari da forno, l’anno precedente è divenuta un piccolo gruppo grazie all’acquisizione dei marchi dolciari Motta e Alemagna (appartenenti al gruppo Nestlè). È un’azienda in crescita, sia in quantità che in fatturato, anche se ciò che preoccupa nel prossimo futuro è l’incremento del prezzo delle materie prime: sono raddoppiati il grano e il cacao e lo zucchero è in crescita.
Il “core-business” rimane oggi quello dei pandori e dei panettoni, anche se è prevista una crescita che avrà luogo nei mercati dei paesi emergenti, a partire dall’India, dove è già stato aperto uno stabilimento l’estate scorsa.
Bauli è entrato nel mercato indiano tramite la realizzazione di una joint venture: “Noi forniamo tecnologia e impiantistica, loro la rete commerciale e le garanzie economico-finanziarie”. Pertanto, la scelta di un partner capace di dare garanzie all’azienda è un fattore determinante nella buona riuscita dell’operazione.
Non c’è spazio però per i prodotti da ricorrenza italiani in mercati culturalmente diversi e, a questo proposito, Bauli afferma: “Esportare le tradizioni è impossibile, ogni paese ha le sue tradizioni gastronomiche e modalità di consumo quotidiano”.
Prima di avviare un processo di internazionalizzazione è essenziale, quindi, conoscere il mercato nel quale si va ad operare per poter individuare i prodotti che si adattano maggiormente alle abitudini o necessità dei consumatori.
mercoledì 22 settembre 2010
India, Ikea fa pressione per modificare la normativa sugli investimenti
L’investimento di Ikea in India potrebbe portare alla creazione di migliaia di posti di lavoro. Il Ceo Mikael Ohlsson afferma: “In un paese come l’India, con i suoi tassi di crescita (9% annuo) e il processo di urbanizzazione appena avviato, c’è una enorme richiesta di prodotti per la casa a basso costo. C’è posto per tutti”.
Il progetto della nota azienda svedese Ikea per il prossimo triennio è quello di ampliare il proprio business nell’Asia del Sud, dove può già contare su solidi rapporti con circa 80 fornitori locali per l’acquisto di tessuti, tappeti e plastica. Le pressioni di Ikea sul governo indiano hanno come obiettivo un cambiamento nei regolamenti sugli investimenti, poiché questi ultimi bloccano l’apertura di magazzini. Infatti, la normativa indiana prevede la possibilità di creare joint venture con imprese locali, con una tetto massimo di partecipazione del 51%, ma Ikea afferma di voler un controllo maggiore sulle proprie attività.
L’apertura di grandi magazzini potrebbe portare ad un danneggiamento degli imprenditori locali; il Ceo Mikael Ohlsson afferma: “In un paese come l’India, con i suoi tassi di crescita (9% annuo) e il processo di urbanizzazione appena avviato, c’è una enorme richiesta di prodotti per la casa a basso costo. C’è spazio per tutti.” Il punto d’appoggio, su cui Ohlsson si basa per convincere il governo ad aprire una trattativa, fa riferimento ai vantaggi che l’investimento dell’Ikea potrebbe portare, ovvero l’opportunità di creare migliaia di posti di lavoro all’interno di tutta la catena di approvvigionamento.
Il progetto della nota azienda svedese Ikea per il prossimo triennio è quello di ampliare il proprio business nell’Asia del Sud, dove può già contare su solidi rapporti con circa 80 fornitori locali per l’acquisto di tessuti, tappeti e plastica. Le pressioni di Ikea sul governo indiano hanno come obiettivo un cambiamento nei regolamenti sugli investimenti, poiché questi ultimi bloccano l’apertura di magazzini. Infatti, la normativa indiana prevede la possibilità di creare joint venture con imprese locali, con una tetto massimo di partecipazione del 51%, ma Ikea afferma di voler un controllo maggiore sulle proprie attività.
L’apertura di grandi magazzini potrebbe portare ad un danneggiamento degli imprenditori locali; il Ceo Mikael Ohlsson afferma: “In un paese come l’India, con i suoi tassi di crescita (9% annuo) e il processo di urbanizzazione appena avviato, c’è una enorme richiesta di prodotti per la casa a basso costo. C’è spazio per tutti.” Il punto d’appoggio, su cui Ohlsson si basa per convincere il governo ad aprire una trattativa, fa riferimento ai vantaggi che l’investimento dell’Ikea potrebbe portare, ovvero l’opportunità di creare migliaia di posti di lavoro all’interno di tutta la catena di approvvigionamento.
lunedì 13 settembre 2010
Il successo dei carmakers indiani
Si prospetta un futuro assicurato per il mercato indiano dell’auto, il quale porterà un contributo rilevante alla crescita economica. L’India è l’obiettivo di tutti i big internazionali, inclusa la FIAT.
Il mercato dell’auto indiano non sembra subire rallentamenti: l’ultimo esempio del successo dei produttori indiani è il possibile acquisto della coreana SsangYoung da parte di Mahindra. Mahindra, specializzata nella produzione di jeep e di sport utilities, è, assieme a Tata Motors, una tra le più grandi case automobilistiche indiane. L’India occupa il secondo posto nel mercato mondiale per le due ruote; il quarto per i veicoli commerciali. Si prevede che entro il 2016 possa raggiungere un valore superiore ai 145 miliardi di dollari USA, in termini di “vetture passeggeri” vendute.
Tutti i big internazionali dell’auto considerano l’India come uno dei più promettenti mercati del futuro: anche FIAT punta entro l’anno a raddoppiare il numero delle auto vendute rispetto al 2009 ed ha stipulato recentemente una joint venture con Tata per la produzione di utilitarie.
La crisi, quindi, non ha colpito l’industria dell’auto indiana, per la quale si prevede un futuro assicurato. È un settore in espansione che offrirà all’imprenditore l’opportunità di investire e di incrementare il proprio business.
Il mercato dell’auto indiano non sembra subire rallentamenti: l’ultimo esempio del successo dei produttori indiani è il possibile acquisto della coreana SsangYoung da parte di Mahindra. Mahindra, specializzata nella produzione di jeep e di sport utilities, è, assieme a Tata Motors, una tra le più grandi case automobilistiche indiane. L’India occupa il secondo posto nel mercato mondiale per le due ruote; il quarto per i veicoli commerciali. Si prevede che entro il 2016 possa raggiungere un valore superiore ai 145 miliardi di dollari USA, in termini di “vetture passeggeri” vendute.
Tutti i big internazionali dell’auto considerano l’India come uno dei più promettenti mercati del futuro: anche FIAT punta entro l’anno a raddoppiare il numero delle auto vendute rispetto al 2009 ed ha stipulato recentemente una joint venture con Tata per la produzione di utilitarie.
La crisi, quindi, non ha colpito l’industria dell’auto indiana, per la quale si prevede un futuro assicurato. È un settore in espansione che offrirà all’imprenditore l’opportunità di investire e di incrementare il proprio business.
venerdì 3 settembre 2010
La joint-venture come strategia di crescita nei mercati emergenti
Le prospettive di crescita del mercato automobilistico indiano portano a perfezionare l’accordo di joint-venture tra Sogefi e il gruppo Imperial Auto, con il progetto di investire in un’altra società.
La società di componentistica Sogefi, del gruppo CIR, ha rivisto l’accordo di joint venture con l’operatore indiano Imperial Auto per la produzione di componenti per sospensioni in India. È previsto l’investimento di entrambi gli operatori in una nuova società, denominata Allevard IAI Suspensions, di cui il gruppo Sogefi sarà l’azionista di controllo.
La nuova società produrrà barre stabilizzatrici per autoveicoli, destinate a costruttori che operano nel mercato indiano.
Emanuele Bosio, amministratore delegato di Sogefi, afferma che “la nuova joint-venture rientra nella strategia di crescita di Sogefi nei mercati emergenti. Questa iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa dello sviluppo del gruppo nel mercato indiano. Il nostro obiettivo è affermarci come uno dei principali produttori di filtri motore e componenti per sospensioni in India, un paese che insieme alla Cina è dotato di uno dei mercati automobilistici mondiali con le maggiori prospettive di crescita nei prossimi anni”.
La società di componentistica Sogefi, del gruppo CIR, ha rivisto l’accordo di joint venture con l’operatore indiano Imperial Auto per la produzione di componenti per sospensioni in India. È previsto l’investimento di entrambi gli operatori in una nuova società, denominata Allevard IAI Suspensions, di cui il gruppo Sogefi sarà l’azionista di controllo.
La nuova società produrrà barre stabilizzatrici per autoveicoli, destinate a costruttori che operano nel mercato indiano.
Emanuele Bosio, amministratore delegato di Sogefi, afferma che “la nuova joint-venture rientra nella strategia di crescita di Sogefi nei mercati emergenti. Questa iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa dello sviluppo del gruppo nel mercato indiano. Il nostro obiettivo è affermarci come uno dei principali produttori di filtri motore e componenti per sospensioni in India, un paese che insieme alla Cina è dotato di uno dei mercati automobilistici mondiali con le maggiori prospettive di crescita nei prossimi anni”.
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