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giovedì 29 marzo 2012

Moody’s boccia la nuova legge finanziaria

Moody’s si pronuncia in modo negativo in merito alla nuova legge finanziaria.

L’agenzia di rating Moody’s si è pronunciata in modo negativo in relazione al nuovo budget indiano 2012, che è stato approvato lo scorso venerdì. Alla base del giudizio negativo la mancanza di soluzioni efficaci al fine di contenere il deficit fiscale del Paese. Secondo quanto dichiarato dall’agenzia, la dipendenza da entrate sulla tassazione di redditi societari unitamente alla vulnerabilità data dai prezzi delle materie prime e all’indebolimento del tasso di cambio minacciano fortemente il profile creditizio del Subcontinente indiano. Se nei prossimi mesi non verranno introdotti degli tagli sui sussidi e degli aumenti del costo della benzina, molto probabilmente il target di spese pubbliche sarà maggiore di quanto stabilito all’interno della finanziaria 2012/2013. Secondo Moody’s la proposta del Governo di aumentare i servizi soggetti alla tassazione allo scopo di incrementare le entrate fiscali, avrà bisogno di alcuni anni prima di produrre degli effetti positivi dal momento in cui allo stato attuale gli introiti sui servizi rappresentato solo il 5% del totale delle entrate fiscali.
Al momento l’agenzia di rating ha confermato un giudizio BAAA3 per l’India.

giovedì 1 settembre 2011

Aumenta il deficit della bilancia commerciale

L’India si ritrova a dover affrontare ancora una volta le difficoltà legate al saldo commerciale della sua economia, segnato da un problematico divario tra importazioni ed esportazioni.

Nonostante il volume delle esportazioni sia aumentato del 31,4% nel periodo aprile 2010/febbraio 2011, nel mese di luglio il saldo commerciale indiano ha registrato un aumento del deficit, che ha raggiunto gli 11,8 miliardi di dollari, contro i 10,54 dell’anno prima: all’origine del deficit si trova un incremento delle importazioni dovuto principalmente alla crescita del 58% segnata dall’import non petrolifero per un totale di 28,9 miliardi di dollari e del 37% legata invece alle importazioni di petrolio, che in questo modo hanno raggiunto un valore pari a 11,4 miliardi di dollari. Stando alle previsioni del Ministero del Commercio indiano tanto l’import quanto l’export (cresciuto nel mese di luglio dell’82%) continueranno ad aumentare nel corso dei prossimi anni ed in particolare l’aumento lievemente più intenso dell’import provocherà un ulteriore ampliamento del deficit commerciale del Paese.

martedì 6 luglio 2010

Contenimento del deficit: le nuove politiche riguardano il prezzo dei combustibili

Si è verificata ieri in molte regioni dell’India una delle più significative manifestazioni di protesta verso le politiche di contenimento del deficit decise dal governo del primo ministro Manmohan Singh, in particolare verso la decisione di liberalizzare il prezzo della benzina. Gli stati più colpiti sono stati il West Bengal, il Kerala, il Bihar e il Karnataka, mentre la capitale New Delhi ha risentito soltanto di lievi disagi.
Lo sciopero è stato indetto in conseguenza alla decisione del governo di smantellare un oneroso sistema di sussidi ai combustibili con l’obiettivo di far tornare al 5,5% il deficit di bilancio che nell’ultimo anno fiscale è arrivato al 6,7% del Pil.
Quello del prezzo dei combustibili è un tema molto sentito tra la popolazione indiana, della quale il 40% è costituito ancora da persone non abbienti. Le nuove politiche riguardano il prezzo della benzina, che sarà deciso direttamente dalle compagnie; il prezzo del gasolio, che è aumentato ma verrà liberalizzato in un secondo momento; infine, i prezzi di Gpl e kerosene, il gas domestico dei poveri, che hanno registrato anch’essi un aumento.