Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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venerdì 22 luglio 2011

Aumenta la domanda di cosmetici

In India la richiesta di cosmetici registra un’impennata.

Il consumo di prodotti di bellezza nel subcontinente indiano cresce di 80 volte e coinvolge tanto la fascia alta quanto quella bassa della popolazione. Basti pensare che la Hindustan Unilever sta aprendo un salone alla settimana in India e sta stringendo accordi con molti fornitori per far fronte alla domanda in crescita, tra cui l’azienda italiana Intercos per rossetti e creme. Al momento i marchi occidentali presenti sono ancora pochi , ma si prevede che entro il 2025 il mercato indiano rappresenterà un ricco serbatoio di consumatori della classe media. Stando alle previsioni la spesa pro-capite annua per i prodotti e i servizi di bellezza triplicherà entro il 2015. Nel Paese asiatico il consumo di prodotti di bellezza aumenterà molto di più in proporzione all’aumento del reddito: la formazione, nel corso dei prossimi anni, di una classe media consolidata comporterà un cambiamento radicale nei consumi della società indiana e una grande possibilità da sfruttare per le imprese italiane.

lunedì 30 maggio 2011

Honda rafforza la sua presenza sul mercato indiano

Visto e considerato da un lato il calo delle vendite negli Stati Uniti e nel Vecchio Continente, dall’altro un mercato in forte espansione nell’area del Pacifico e in Brasile, la casa motociclistica Honda ha annunciato l’apertura di un terzo impianto in India e l’ampliamento della sua seconda fabbrica nel Paese.

Presente in India dal 1999, quando venne creato il primo impianto, la Honda ha annunciato l’aumento della capacità produttiva del suo secondo stabilimento in India, al momento in costruzione nel distretto industriale Tapukara del Rajastan, e la realizzazione di un terzo impianto che dovrebbe essere ultimato nella prima metà del 2013. Le decisioni della casa dell’ala sono legate al fatto che il mercato indiano rappresenta il secondo mercato più importante dopo quello cinese: il venduto della filiale indiana è cresciuto sino a raggiungere i 1.526.000 pezzi nel 2010, segnando un aumento di oltre il 40% rispetto al 2009. Honda punta a raggiungere una produzione di 4 milioni di veicoli all’anno nei tre stabilimenti: il primo garantisce già la produzione di 1.6 milioni di veicoli, il secondo, in fase di ampliamento, permetterà di realizzare 1.2 milioni di unità all’anno a partire da luglio, mentre il terzo, che verrà ultimato nei prossimi anni nell’area industriale di Bangalore, avrà una capacità produttiva di 1.2 milioni di veicoli. La costruzione del terzo impianto nella parte più a sud della penisola dovrebbe inoltre migliorare la distribuzione all’interno del Paese, visto che gli altri due impianti sono localizzati a nord.

mercoledì 25 maggio 2011

I consumatori indiani sono i più ottimisti



Secondo un recente sondaggio, la fiducia dei consumatori in India è ancora molto alta, nonostante la crescente inflazione e l’aumento del prezzo del carburante.
Per il terzo trimestre di fila, i consumatori indiani si presentano come i più ottimisti a livello globale, almeno secondo quanto emerge da un sondaggio on line realizzato dalla società Nielsen Company.
I risultati della ricerca sono stati resi noti dall’amministratore delegato di Nielsen India Justin Sargent, responsabile del settore consumatori, il quale ha dichiarato alla stampa che la fiducia dei consumatori indiani si fonda su una forte crescita economica e su un ottimistico mercato del lavoro.
Secondo questo studio, i consumatori indiani sono ancora i più ottimisti a livello globale, ma il grado di fiducia non è salito, rispetto al trimestre precedente, a causa dell’inflazione e del conseguente aumento dei prezzi degli alimenti e del carburante, che comporta un adeguamento delle spese di gestione domestica.
A tal proposito, Sargent ha affermato che “se i livelli di fiducia tra i consumatori sono rimasti invariati durante l’ultimo trimestre, ciò è largamente dovuto a fattori globali quali la crescente debolezza dei mercati azionari, gli alti prezzi delle merci e soprattutto la debole ripresa globale, uniti all’inflazione locale in crescita”.
Da notare in questo sondaggio che sette tra i dieci paesi più ottimisti provengono dall’area asiatico-pacifica, mentre, tra le nazioni più pessimiste, nove su dieci sono europee.

martedì 24 maggio 2011

Renault in India

Lo sviluppo di Renault in India subisce in questi giorni una forte spinta legata all’introduzione di nuovi modelli ideati per il mercato indiano.

Presente già dal 2007 in India, Renault ha individuato nel Paese uno dei mercati più attrattivi per il proprio business. Il mercato indiano rappresenta infatti uno dei mercati più dinamici al mondo, con una crescita annuale che si aggira intorno al 20%. Se nel 2005 in India sono stati venduti 1.2 milioni di veicoli, si prevede che per il 2011 questa cifra raggiungerà i 3 milioni, fino ad arrivare a 3.7 milioni nel 2015, quando l’India diventerà il quarto mercato automobilistico a livello mondiale. L’aumento esponenziale delle vendite di auto è legato anche alla presenza di una popolazione giovane, il 57% ha meno di 35 anni, e molto attenta alla tecnologia di ultima generazione. La casa automobilistica francese ha previsto la vendita di oltre 100mila vetture entro il 2013 e proprio per questo motivo ha deciso di introdurre cinque nuovi modelli entro il 2012. La mossa vincente della casa francese è stata sicuramente la realizzazione di una fabbrica a Chennai con una capacità produttiva di 400.000 veicoli l’anno, che permette di aggirare le consistenti tasse d’importazione vendendo in questo modo delle auto più competitive assemblate in India. L’obiettivo del gruppo francese è quello di rendere il proprio marchio maggiormente visibile all’interno del Paese e riuscire a conquistare almeno il 5% del mercato della auto indiano entro 10 anni. Secondo Renan Livet, responsabile marketing della regione Asia-Africa, “In India si ama la tecnologia: ciò si traduce in una passione per internet, i cellulari di ultima generazione, i prodotti high-tech in generale. Sebbene non si vogliano spendere cifre elevate per la propria automobile, la si vuole acquistare con delle tecnologie di ultima generazione. In questo contesto, la nuova strategia di Renault consiste nell’arrivare sul mercato indiano con modelli di gamma per creare sin dall’inizio l’immagine di marca attraverso la tecnologia dei suoi migliori prodotti”.

mercoledì 18 maggio 2011

Il colosso finnico Nokia nel mercato indiano

Nokia si prepara ad introdurre nel mercato indiano una nuova applicazione da scaricare sul proprio telefono.

Presente da 16 anni in India, da quando il 31 luglio del 1995 venne effettuata la prima chiamata mobile in India tramite un suo cellulare, Nokia si affaccia sul mercato indiano con nuova applicazione, Search, in grado di individuare una particolare località con un semplice click. Il nuovo dispositivo permette all’utente di trovare una destinazione, un centro commerciale, un ristorante dal proprio telefono cellulare. Secondo il direttore di Nokia India, la novità che verrà introdotta nei telefoni Nokia aumenterà il successo della compagnia nel paese asiatico, dove i consumatori presentano delle peculiarità rispetto agli utenti europei e statunitensi: se infatti nei paesi occidentali l’accesso ad internet dal telefono viene utilizzato principalmente per controllare le email, in India l’uso di internet nel telefono è più legato ai giochi, all’intrattenimento e allo sport. Secondo il report Most Trusted Brand, un’indagine condotta in India su 300 marchi, il marchio Nokia è quello sul quale il consumatore fa più affidamento nel Paese: la società finnica è leader del mercato indiano dei cellulari ed è il più richiesto per via dei prezzi contenuti, delle caratteristiche e della durata del prodotto. Dopo essersi aggiudicato per la terza volta consecutiva, dal 2008 al 2010, il titolo di Most Trusted Brand, il direttore di Nokia India ha affermato che “Nokia è sempre stata una compagnia che pone al suo cento il consumatore e la sua dimostrazione di fiducia è il premio più importante tra tutti”.

mercoledì 27 aprile 2011

Si chiude l’era iniziata con Giuseppe Ravizza

La battaglia tra la macchina da scrivere e il computer è arrivata al capolinea questa settimana: la Godrej and Boyce di Mumbai, l’ultima fabbrica al mondo che produceva macchine da scrivere, ha chiuso i battenti.

L’epoca della scrittura a macchina iniziata con l’invenzione della macchina da scrivere da parte dell’italiano Giuseppe Ravizza nel 1846, cede il passo all’era tecnologica introdotta dai computer negli anni ’90. A partire dalla loro introduzione sul mercato e dalla loro veloce espansione, i computer hanno cominciato a sostituire la macchina da scrivere, considerata oggigiorno più come un pezzo di antiquariato e da collezionisti, che per la sua funzione. Da quando i computer sono stati introdotti sul mercato, le vendite di macchine da scrivere hanno subito un brusco calo, alimentato dall’abbassamento del prezzo dei computer legato al boom economico. Se in Occidente le macchine da scrivere sono state lentamente abbandonate a partire dagli anni Novanta, in India il loro commercio ha retto fino a pochi anni fa, soprattutto negli uffici pubblici, presso le forze di sicurezza e nei tribunali. Il manager della Godrej and Boyce, Milind Dukle, ha infatti sottolineato che se fino a una ventina d’anni fa si riuscivano a vendere circa 50.000 pezzi l’anno sul mercato indiano, a partire dal 2000 questa cifra è scesa a 10-12.000 unità fino a raggiungere il minimo storico l’anno scorso, quando ne sono state vendute meno di 800. Mentre gli altri produttori si sono ritirati dal mercato molti anni fa, la Godrej and Boyce ha continuato a lavorare, ma il contesto attuale dominato dai computer ha spinto l’azienda a rivalutare la propria produzione: se i primi esemplari introdotti in India negli anni Cinquanta furono accolti dal primo ministro di allora Jawaharlal Neru come il “simbolo dell’indipendenza industriale dell’India”, il loro ruolo negli anni è profondamente mutato.

mercoledì 17 novembre 2010

India, Lavazza aprirà un Coffee Shop Espression

Al momento sono 17 i Coffee Shop Espression di Lavazza: la prossima tappa sarà l’India, dove il gruppo torinese aveva già acquisito la catena “Barista”. La strategia di marketing è quella di educare il consumatore al vero espresso italiano, attraverso innovazione, design e creatività nei prodotti e nell’ambiente.

Dopo l’acquisizione nel 2007 da parte di Lavazza della catena Barista in India, marchio leader coffee shop, Marco Valle, direttore del Coffee business del gruppo torinese, afferma che il Paese indiano sarà la prossima destinazione per l’apertura di uno store Lavazza Espression, le cui parole chiavi sono innovazione, design e creatività nei prodotti e nell’ambiente.
Al momento se ne contano 17 (includendo quello in fase di apertura a Londra), ma i programmi sono molto più ambiziosi. Infatti, lo sviluppo di Lavazza Espression non riguarda soltanto l’Asia, ma anche qualche paese africano e l’America Latina. Secondo Valle: "E' estremamente importante il ruolo giocato dai Coffee Shop come fattori per aumentare molto velocemente la conoscenza del marchio e la penetrazione in mercati dove Lavazza era poco nota”.
Si tratta di una strategia di marketing che intende “educare” i consumatori ad apprezzare l’espresso con know how italiano. Attilio Captano, diretto Asia e Pacifico Lavazza Spa, aggiunge: “Il traguardo finale è lo sbarco di Lavazza nel canale retail. Per riuscirci dovremo costruire un’abitudine perché oggi la massaia indiana non ha tra le sue consuetudini quella di acquistare una confezione di Lavazza rossa. Dobbiamo abituarla e la strada per arrivarci è convincerla al piacere di un espresso italiano”.

lunedì 20 settembre 2010

India, formalizzata una joint venture tra Zegna e Reliance Brand

Partnership nel settore dell’abbigliamento per rafforzare la presenza nel mercato indiano di un brand del lusso maschile. Zegna definisce il consumatore indiano come “difficile e sofisticato, molto esigente e ben informato, non facile da convincere”.

La costituzione di una joint venture per avere successo nel mercato indiano è la strategia adottata dal gruppo italiano Zegna, leader mondiale nell’abbigliamento maschile di lusso. La joint venture è stata formalizzata con l’indiana Reliance Brand, “un partner ideale” per aprire entro il 2010 una decina di negozi. Zegna descrive il consumatore indiano come “difficile e sofisticato, molto esigente e ben informato, non facile da convincere, con una propensione più verso l’abbigliamento informale e gli accessori che verso il formale”.
È essenziale il rapporto con un partner locale di qualità che conosce bene il mercato ed ha un’ampia rete di relazioni. Anche Darshan Mehta, presidente di Reliance Brand, si mostra entusiasta dell’operazione: “Zegna è uno dei più ambiti brand del lusso maschile nel mondo ed è motivo di prestigio per noi condividere una comune attività in India.” Definisce, inoltre, il momento della partnership un “timing perfetto” poiché è in atto una crescente diffusione dei prodotti di lusso occidentali nel mercato indiano.

venerdì 11 giugno 2010

Il settore delle bevande alcoliche: la grappa Nonino sul mercato indiano

Si espande il mercato indiano delle bevande alcoliche. Grazie all’espansione della classe media e allo sviluppo economico, nei prossimi cinque anni è prevista una crescita ad un ritmo del 10%.
Gli attacchi di Mumbai nel 2008 e successivamente la recessione dell’economia erano stati la causa del calo delle entrate legate al turismo e del calo del commercio del vino. Tuttavia, studi di settore indicano nell’”Indian Wine Industry Forecast to 2012” che è prevista tra il 2009 e il 2012 una crescita del consumo di vino del 25-30%.
Il modello di consumo di bevande alcoliche rimane comunque diverso rispetto agli altri principali mercati: il consumo di liquori in India rappresenta più del 70% del mercato. Nelle principali città di Mumbai, New Delhi, Chennai e Bangalore sarà a breve disponibile la grappa italiana Nonino, grazie ad una partnership con il distributore di vini e liquori indiano Aspri Spirits Pvt Ltd.

venerdì 22 gennaio 2010

Prodotti high-tech: i big spender del settore sono gli indiani

Cina, India, Brasile e buona parte dell’Asean non hanno subito le gravi conseguenze che la “grande crisi” ha portato con se in altri paesi e, pertanto, non hanno nemmeno registrato un preoccupante calo dei consumi, soprattutto per quanto riguarda quelli di fascia alta.
Particolarmente interessanti sono i dati relativi alle spese dei consumatori per gli acquisti high-tech che emergono dallo studio ‹‹Consumer electronics products and service usage›› effettuato da Accenture, che fotografa il trend degli acquisti della classe media in quattro paesi industrializzati (Stati Uniti, Francia, Germania, Germania e Giappone) e in quattro emergenti (India, Cina, Singapore, Malaysia): nel 2009, anno in cui si è registrata una frenata da parte delle economie “mature”, la spesa per l’acquisto di prodotti di elettronica di consumo è aumentata di 42 miliardi di dollari, raggiungendo il valore globale di 700 miliardi. Tale cifra è stata raggiunta grazie alla domanda proveniente dai paesi emergenti, dove sono aumentate considerevolmente le vendite di telefonini, notebook, console portatili per videogame, per navigare online e i lettori multimediali; tutti prodotti per cui si spendono quote di reddito superiori agli standard occidentali.Lo studio ha rilevato che i big spender dell’high-tech sono gli indiani: il 77% del campione dichiara di aver speso oltre 500 dollari, mentre quasi il 20% afferma di aver superato i 3000 dollari. In Occidente tale quota è raggiunta solo dal 6% del campione e la spesa di un altro terzo è inferiore a 500 dollari.