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giovedì 30 maggio 2013

India: un freno alla corsa all’oro

Restrizioni sull’import e calo delle quotazioni: così si attenua la corsa all’oro indiano.

Il boom della domanda di oro, che aveva fatto risalire le quotazioni del lingotto negli scorsi mesi, sembra volersi arrestare. E da New Dehli sono pronti interventi per accelerare la frenata. La Reserve Bank infatti, allarmata per l’incremento del deficit commerciale nazionale, culminato lo scorso aprile a 17,8 miliardi di dollari e causato in parte dalla corsa all’oro, ha varato le prime misure per limitarne l’import. Se finora alle banche che compravano oro importato era consentito un pagamento differito fino a 180 giorni, d’ora in avanti, sarà d’obbligo il pagamento immediato. Uniche eccezioni contemplate: gli istituti che agiscono per conto di clienti e a fronte di esigenze documentate per la lavorazione di gioielli da esportazione. D'altro canto il vecchio sistema, secondo le autorità, incoraggiava un accumulo d’oro che non rispondeva alle effettive necessità. Anche l’interesse degli investitori sembra in calo e le quotazioni del lingotto sono arretrate a metà maggio a circa 1420 dollari l’oncia e secondo la maggior parte degli analisti il calo proseguirà fino a 1.150-1.250 $, per poi risalire verso 1.450 $ nella seconda metà dell'anno. Deutsche Bank intanto ha di nuovo ridotto le previsioni per il 2013, abbassandole del 6,4% a 1.533 $/oncia: il prezzo medio più basso dal 2010.

martedì 22 gennaio 2013

Oro e platino: tasse sull’import al 6%

Il governo indiano aumenta i dazi nel tentativo di arginare il deficit commerciale. Ma non tutti concordano sugli esiti previsti.

La possibilità di un rialzo delle tasse sull’import di oro era stata avanzata dal governo di New Dehli appena tre settimane fa e da ieri è realtà. Con effetto immediato si passerà dal 4% al 6% non solo per il metallo giallo ma anche per le importazioni di platino. La misura tenta di frenare la crescita del deficit indiano, provocato , secondo la Banca centrale, per l’80% proprio dall’oro di cui il Paese, insieme all’India, è il principale consumatore e importatore.
Le cifre confermerebbero le intuizioni di New Dehli. A fronte dell’impennata del deficit nazionale del primo trimestre 2012, cha ha toccato il record di 22,3 miliardi di dollari, cioè il 5,4% del Pil indiano, è stata riscontrato un boom nell’acquisto di oro, salito a 223 tonn (+9%).
Per sostenere il settore orafo il rialzo della tassa sarà accompagnato da un'attenuazione dei vincoli di custodia di oro a fronte di Etf. «Una parte dell'oro custodito dalle banche potrà così essere rimesso in circolazione per soddisfarne almeno parzialmente le necessità», ha spiegato il sottosegretario agli Affari economici Arvind.
Quale l’impatto sull’economia nazionale? Diverse le opinioni al riguardo. Secondo Bachhraj Bamalwa, presidente dell'All India Gems & Jewellery Trade Federation, l’import del prezioso metallo potrebbe subire un calo del 20-25%, mentre Marcus Grubb, managing director del World Gold Council, si rivela meno drastico e dichiara “ L’india è un Paese in cui l'oro è molto radicato nella cultura. Inoltre, la gente non ha molti altri strumenti per investire, se non i gioielli, che molti vendono e ricomprano anche nell'arco di pochi mesi e per un guadagno limitato”.