Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
Visualizzazione post con etichetta inflazione indiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inflazione indiana. Mostra tutti i post

venerdì 24 febbraio 2012

Diminuisce l’inflazione

Cala l’inflazione, ma i prezzi dei generi alimentari restano alti.

Il tasso di inflazione raggiunge il minimo storico in India in due anni, attestandosi al 6,55%, ma il prezzo dei generi alimentari continua a preoccupare il Paese. Il minimo raggiunto dopo un tasso del 9,47% registrato a gennaio 2011 e del 7,11% registrato a dicembre 2011, non soddisfa però la Banca Centrale Indiana, la Reserve Bank of India, e il Governo di Nuova Delhi, che sperano in una diminuzione dell’indice dei prezzi al consumo fino al 6% entro il prossimo marzo.
Allo stesso tempo il Ministero delle Finanze ha voluto precisare il fatto che a causa dei prezzi elevati di latte e olio da cucina, l’inflazione legata al comparto alimentare potrebbe ricominciare a crescere. Il Ministro Pranab Mukherjee ha commentato la notizia sostenendo che nei prossimi mesi si prevede un livello di inflazione moderato, anche se la riduzione dei prezzi potrebbe rivelarsi più graduale nel settore dei prodotti industriali.

venerdì 12 agosto 2011

India, -16% per il mercato dell’auto

I rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla Reserve Bank of India per combattere l’inflazione, minacciano il mercato dell’auto che nel luglio scorso ha segnato un crollo del 16%.

Tutti i maggiori costruttori mondiali del comparto auto guardano al mercato indiano come a una miniera d'oro, in quanto l’India registra aumenti delle immatricolazioni d’auto nell’ordine del 20% annuo. Per portare un esempio, la Ford ha recentemente dichiarato che, nel primo semestre di quest’anno, ha venduto il 45% in più delle unità che erano state vendute nello stesso periodo del 2010 (71.347): un incremento cui non potrebbero certo ambire mercati maturi come quelli europei o come quello americano. Infatti, la Casa ha deciso di investire un milione di dollari per un progetto relativo a un nuovo impianto nello stato di Gujarat e, inoltre, intende aggiungere otto nuovi modelli entro il 2015 alla gamma indiana, fra i quali la nuova Fiesta.
Tuttavia, la Society of indian automotive manufacturers (Siam) – associazione dei costruttori indiani - ora invita alla prudenza, in quanto ritiene che il mercato continuerà a crescere anche nei prossimi anni, però più lentamente. Considerando che molti indiani acquistano l'auto a rate, a causa del prezzo del petrolio e dell’innalzamento dei tassi d'interesse, la crescita potrebbe arrestarsi bruscamente: i tassi a cui le banche finanziano gli acquisti di autovetture sono cresciuti di almeno tre punti percentuali nell'ultimo anno e il prezzo di un litro di benzina a Delhi è passato da 63,1 a 68,6 rupie in quattro mesi.
I consumatori più abbienti sono gli unici che potranno trarre vantaggio da tale situazione, visto che l’India adotta le stesse tecniche messe in atto in Europa per spingere la domanda: sono previsti sconti fino del 20% sul prezzo di listino.

venerdì 5 agosto 2011

L’inflazione colpisce i generi alimentari.

A fine luglio l’inflazione in India ha raggiunto l’8% ed ha colpito, in particolare, i generi alimentari, in primis, le cipolle.

Il Governo indiano ha stimato che il tasso di inflazione a fine luglio ha raggiunto l’8,04%, in aumento rispetto alle settimane precedenti. Gli economisti temono che l'ascesa dell’inflazione possa continuare anche il mese di agosto fino a raggiungere il 9%.
I rincari maggiori si sono verificati su prodotti quali frutta e verdura.Tra i prodotti agricoli le cipolle hanno registrato l’aumento maggiore che ha raggiunto il 26%, mentre il prezzo di frumento, legumi e riso è rimasto stabile.
Gli esperti dicono che, comunque l’aumento straordinario dei generi alimentari è da attribuirsi a fattori di carattere stagionale oltre che alle politiche dei prezzi. Il ministro delle finanza, Pranab Mukherjee, ha dichiarato che il governo farà il possibile per ridurre il tasso di inflazione al 5%, mantenendo la crescita economica attuale.
Secondo il Ministro l’inflazione deve comunque stabilizzarsi al di sotto del 7% per essere ritenuta sopportabile. Il Governo ha dimostrato di avere gli strumenti per controllare l’inflazione: dal febbraio 2010 al luglio 2011 il tasso è passato dal 22% all’8%.

lunedì 1 agosto 2011

India, undicesima stretta dal marzo 2010

La scorsa settimana, a fronte di un’inflazione arrivata a quota +9,44%, la Reserve Bank of India ha aumentato i tassi di interesse di ben 50 punti base.

Dal marzo 2010, la Reserve Bank of India (Rbi) - la Banca centrale indiana - si è vista costretta ad operare numerose strette monetarie per far fronte all’aumento dell’inflazione. Alla base del tasso di inflazione vi è l’aumento dei prezzi dell’energia che recentemente ha costretto il Governo a ridurre i sussidi, ricadendo sul costo della vita e l’adeguamento dei salari. Con l’ultima stretta, quella operata lo scorso 26 luglio, il tasso dei prestiti concessi dalla Rbi alle banche è salito dal 7,5% all’8%: l’India si conferma come il Paese più aggressivo al mondo da questo punto di vista.
Fitch, l’agenzia di rating, approva la politica restrittiva della Rbi: il responsabile per l’Asia, Art Woo, sostiene che, di fronte alle pressioni dei prezzi, si tratti di una “risposta appropriata”. La mossa a sorpresa della Rbi non è stata invece accolta in toni entusiastici dai mercati, che guardano con preoccupazione all’impatto di questo ennesimo aumento del costo del denaro, alla ridotta disponibilità di credito a basso costo per le aziende, le banche, le compagnie automobilistiche e immobiliari. Tuttavia, secondo il governatore Duvvari Subbarao, per risolvere a monte i problemi di offerta che alimentano l’inflazione, è necessario che il Governo incoraggi produttività e investimenti con riforme e politica fiscale adeguate: “un cambiamento di rotta dovrà essere motivato da segnali sostenibili di calo dell’inflazione”.

lunedì 18 luglio 2011

Aumenta l’inflazione e diminuisce la crescita industriale

La crescita industriale in India si attesta al +5,6% nel mese di maggio: il valore più basso registrato negli ultimi nove mesi.

Gli interventi del governo per frenare l’inflazione, attestata a maggio al 9,06%, sembrano essere all’origine del calo degli investimenti nel settore industriale. La situazione è allarmante se si considera che i settori maggiormente colpiti, come le manifatture, sono quelli che contribuiscono maggiormente alla produzione industriale (75,5%): il rallentamento di questi settori se da un lato indica un forte calo degli investimenti, dall’altro evidenzia anche una diminuzione del consumo interno. Basti pensare che la vendita di autoveicoli nel mese di giugno è stata dell’1,6%, mentre negli ultimi due anni si era attestata al 30% circa. Secondo le previsioni, la Banca d’India dovrebbe aumentare ulteriormente il costo del denaro entro luglio allo scopo di frenare l’inflazione, che riguarda in modo particolare prodotti alimentari e altri generi essenziali. Secondo gli economisti l’India dovrebbe comunque crescere dell’8% nel corso del 2011, visto che il 60% del Pil è generato dal settore dei servizi, mentre le manifatture contribuiscono solo al 20% del Prodotto Interno Lordo. Resta il fatto che un tasso di inflazione superiore al tasso di crescita potrebbe comportare un ulteriore aumento della povertà all’interno del Paese e una maggiore distanza tra un numero ristretto di ricchi e milioni di persone appartenenti al ceto medio/basso.

venerdì 17 giugno 2011

Inflazione: a rischio la crescita economica

La crescita economica indiana deve fare i conti con l’inflazione sempre più dilagante. Il rialzo dei prezzi miete vittime in numerosi settori, non solo in quello alimentare.

Secondo un rapporto stilato dall’OCSE, la crescita economica indiana potrebbe subire un rallentamento a causa della galoppante inflazione; l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico avverte però che bisogna rimediare al problema attraverso le riforme e non i sussidi.
Al Monito dell’OCSE si contrappone tuttavia la triste realtà in cui vivono numerosi indiani, infatti ,secondo le stime, le persone che vivono con meno di due dollari al giorno sono 450 milioni, e i poveri sono 800 milioni, perciò l’inflazione non fa altro che aggravare questa già sfortunata situazione.
In maggio l’indice dei prezzi all’ingrosso ha subito l’ennesimo aumento su base annua pari al 9,06%, inoltre si susseguono a ritmo incalzante i rialzi dei tassi d’interesse, pianificati dalla Banca Centrale indiana.
A tal proposito, il governatore della Reserve Bank Duvvuri Subbarao aveva poco tempo fa dichiarato che sarebbe stato preferibile rischiare un certo rallentamento della crescita economica, piuttosto che un ulteriore calo del potere d’acquisto.
Secondo i dati della crescita del Pil, sembra che ciò sia avvenuto, infatti, nel primo trimestre del 2011, il Pil è cresciuto solo del 7,8% su base annua, il risultato più basso raggiunto dall’India negli ultimi diciotto mesi.
Concorda con l’opinione dell’OCSE il primo consigliere economico del premier Manmohan Singh, Chakravarthy Rangarajan, che ha dichiarato alla stampa che “per mettere il deficit fiscale sotto controllo dobbiamo tagliare i sussidi e aumentare le entrate”.
Nonostante il governo indiano spenda attualmente il 9% del Pil in sussidi, la spesa pubblica per la sanità è ancora molto bassa, tra le più basse al mondo, e gli aiuti non arrivano efficacemente a coloro che ne hanno più bisogno.
Tuttavia, a quanto afferma l’OCSE, tra le economie emergenti, l’India è stata quella che ha ridotto più rapidamente la povertà tra la propria popolazione, perciò il segretario generale dell’OCSE Angel Gurrìa, nel presentare il rapporto, ha focalizzato l’attenzione sul fatto che “la priorità data a una crescita economica che coinvolga sempre più persone è appropriata, saranno necessarie altre riforme per raggiungerla”.

venerdì 10 giugno 2011

Cresce ancora l’inflazione per i beni alimentari

Ancora in forte crescita l’inflazione per i beni alimentari in India: si spera in una buona stagione dei monsoni.

Nell’ultima settimana di maggio, il tasso di inflazione dei beni alimentari è arrivato a quota 9,06 %, a causa dell’aumento dei prezzi di frutta e di alcuni alimenti come il latte, le uova, la carne e il pesce.
Ciò significa che i prezzi non sono sotto controllo nonostante una serie di misure fiscali e monetarie vigenti; infatti già nella settimana precedente l’inflazione dei generi alimentari si attestava all’8,06 %, ma sono previsti ulteriori aumenti nelle prossime settimane, in quanto il costo degli alimenti potrebbe seguire l’impennata dei prezzi del diesel e del gas per cucinare.
Inoltre gli alti prezzi dei beni alimentari influiscono sui prezzi della maggior parte dei prodotti manifatturieri, incidendo quindi anche sul tasso di inflazione delle merci non alimentari.
Grandi speranze sono quindi riposte nella prossima stagione dei monsoni, che secondo gli esperti si prospetta favorevole, infatti questa influisce sulla semina estiva dei prodotti cerealicoli, che rappresentano più della metà dell’annuale produzione del paese.
A tal proposito, il presidente del Consiglio di consulenza economica del primo ministro indiano, C. Rangarajan ha dichiarato alla stampa che “se il monsone fosse favorevole, il prezzo dei beni alimentari scenderebbe nei successivi tre o quattro mesi. Complessivamente il tasso di inflazione diminuirà lentamente entro la fine di ottobre”.
Infine Rangarajan ha aggiunto che “una volta che la situazione del monsone risulterà chiara, mi aspetto un abbassamento dei prezzi. Entro la fine di marzo, potremmo vedere il tasso di inflazione dei prezzi all’ingrosso scendere al 6,5 %”.

mercoledì 26 maggio 2010

I principali obiettivi del governo indiano: lotta all’inflazione e miglioramento dei rapporti con il Pakistan

Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, durante una recente conferenza stampa, ha posto l’accento sull'importanza di intrattenere buoni rapporti con il Pakistan e ha definito la lotta all'inflazione come l'obiettivo più importante del suo governo. Nonostante il livello dei prezzi all’ingrosso ad aprile abbia raggiunto la quota del 9,59%, Singh punta a rallentare il tasso d’inflazione, facendolo scendere al 5-6% entro dicembre di quest’anno. La capacità di contenere gli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità, come al solito, dipenderà dal monsone che continua a essere la principale fonte d'irrigazione di intere regioni rurali indiane. Il Subcontinente è reduce da un'estate, quella dello scorso anno, in cui l'alternarsi di alluvioni e siccità ha influito negativamente sull'output agricolo, facendo lievitare i prezzi di quei generi alimentari - prevalentemente verdure e cereali - su cui si basa la dieta di centinaia di milioni di indiani.
Inoltre, l'economia indiana, dopo un triennio al di sopra del 9%, ha subito un calo negli ultimi due anni, soprattutto a causa dell'impatto della crisi mondiale sulle esportazioni e sulla fiducia dei consumatori. Tuttavia, relativamente al Pil, il primo ministro auspica di riportare il tasso di crescita all'8,5%. Tale ottimismo sembra essere condiviso anche dagli investitori internazionali che hanno visto nell'India una delle economie che hanno saputo far fronte in modo molto positivo agli effetti della recessione mondiale, tant’è vero che negli ultimi 12 mesi il Sensex, l'indice guida dei titoli del Bombay Stock Exchange, è cresciuto di circa il 20% (rispetto al 13,2% del Msci Asia Pacific Index).
Nel corso della conferenza, il primo ministro è stato chiamato a rispondere anche sul tema della sicurezza nazionale: in particolare, dei rapporti con il Pakistan e relativamente all'insurrezione maoista in corso da anni in più regioni dell'India centro-orientale. Circa i complessi rapporti con Islamabad, Singh ha illustrato che l’elemento cui è imputabile il rallentando della ripresa del processo di pace è la «mancanza di fiducia reciproca» tra le leadership dei due paesi, soprattutto in seguito agli attentati di Mumbai del novembre 2008. Volendo enfatizzare l'importanza della recente riapertura del dialogo con il premier pakistano Yousuf Raza Gilani, Singh ha ribadito l’importanza di una "crescita inclusiva" e, a tal proposito, ha dichiarato che «l'India non potrà realizzare appieno il suo potenziale di crescita senza prima fare in modo di avere i migliori rapporti possibili con i nostri vicini, il più grande dei quali è proprio il Pakistan».

venerdì 30 aprile 2010

L’India è in ripresa ma salgono vertiginosamente l’inflazione e l’indice dei prezzi al consumo

In conseguenza degli aumenti dei generi di prima necessità e dei beni di lusso, l’indice dei prezzi al consumo in India è cresciuto del 9,89% a febbraio, e del 14,9% a marzo. In particolare, gli alimenti hanno sempre registrato incrementi superiori al 15% da novembre a questa parte. La causa di tale impennata viene attribuita al calo della produzione agricola che sarebbe stato provocato dalle cattive piogge monsoniche del 2009, ma altre fonti riscontrano e accusano la presenza di fenomeni speculativi e osservano che il Paese è carente di infrastrutture come strade, porti, una mancanza che andrebbe ad ostacolare il trasporto delle merci, soprattutto di quelle deperibili come gli alimenti.
Duvvuri Subbarao, governatore della Banca Centrale Indiana, in un discorso tenuto al prestigioso Peterson Institute for International Economics a Washington, ha osservato che, sebbene gli stimoli fiscali e monetari finora concessi abbiano molto aiutato l’economia, gli investimenti e il consumo privato non hanno ancora recuperato del tutto e rimangono inferiori rispetto ai livelli precedenti alla crisi finanziaria globale. Inoltre, il governatore ha difeso la rigida politica monetaria messa in atto dall’Istituto di credito indiano, che, allo scopo di non deprimere la ripresa economica, continua a mantenere bassi gli interessi sui prestiti monetari. Tale politica appare difforme rispetto alla Cina e agli altri Stati asiatici in via di sviluppo che, al fine di contenere l’inflazione e prevenire bolle speculative, hanno adottato misure atte a drenare l’eccessiva liquidità del sistema bancario o aumentato il costo del denaro.Subbarao prevede per il Paese una crescita del 7,5% per l’anno fiscale 2009/2010 (terminato lo scorso 31 marzo) e non inferiore all’8% per quello successivo, con “una crescita industriale abbastanza robusta”. Tuttavia, il governatore della Banca Centrale ha ribadito che “il grande problema è l’inflazione”, che “può essere abbattuta solo in modo graduale” per non colpire la crescita del Paese.