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lunedì 28 novembre 2011

India e Banca Mondiale

La Banca Mondiale sottoscrive un accordo da 720 mln di € per la realizzazione di un corridoio merci nell’India orientale.

La World Bank ha siglato un accordo con il Governo di Nuova Delhi per un valore complessivo di 720 milioni di Euro che verranno impiegati per la realizzazione di un corridoio merci destinato alle regioni orientali del Paese. In particolare il progetto da 720 Mln di € riguarderà la prima fase della costruzione per una lunghezza di 343 km; il finanziamento globale verrà erogato dalla Banca Mondiale in tre fasi e coprirà una tratta lunga 1.130 km, su una lunghezza totale del corridoio pari a 1.839 km.
Nel dettaglio il progetto permetterà di rendere più rapido ed efficiente il trasporto di prodotti finiti e materie prime tra il Nord dell’India e gli Stati localizzati più ad Est riducendo notevolmente la congestione che caratterizza il sistema ferroviario indiano e, inoltre, diminuendo il tempo di transito dei treni passeggeri sulle tratte ferroviarie Ludhiana – Delhi- Mughal - Sarai.
Il segretario aggiunto del Dipartimento degli affari economici del Ministero delle Finanze ha commentato: “Le ferrovie indiane hanno un urgente bisogno di aggiungere linee di trasporto per soddisfare la crescita del traffico merci in India, il cui ritmo di crescita è stimato al 7% annuo. Corridoi merci specializzati (DFC) non solo soddisferanno la crescente domanda di trasporto, ma contribuiranno anche a decongestionare la già satura rete ferroviaria e promuoveranno lo spostamento del traffico merci dalle strade alla più efficiente linea ferroviaria”. Grazie al corridoio infatti si assisterà ad un incremento della capacità del sistema ferroviario, unitamente ad un miglioramento della qualità del servizio e ad una maggiore capacità di trasporto delle merci.

lunedì 31 ottobre 2011

India: venduti 150 mld di rupie in bond

 Il Ministero delle Finanze indiano ha venduto 150 miliardi di rupie in titoli obbligazionari.

Il Ministero delle Finanze di New Delhi ha venduto 150 miliardi di rupie in titoli obbligazionari. I prodotti finanziari in questione presentano scadenze differenti: come precisato dalla Banca Centrale indiana, sono ricompresi titoli che matureranno nel 2017, nel 2022, nel 2027 e persino nel 2040. Quaranta miliardi del totale riguarderà i bond a sei anni e con un rendimento del 7,99%; altri sessanta miliardi, invece, sono stati riservati alla scadenza a undici anni con un ritorno economico superiore a quello precedente (8,95%), venti miliardi di rupie riguarderanno i bond a sedici anni (8,97%) e i restanti trenta miliardi quelli trentennali (8,98%).
Gli analisti ricordano che il declino delle obbligazioni decennali, che hanno subito il peggior ribasso delle ultime tre settimane, è stato provocato dalla speculazione sul debito del governo relativo a questo anno fiscale: un vero e proprio deterrente per i possibili sottoscrittori, i quali hanno deciso di non azzardare un rischio troppo alto, temendo un fallimento. Inoltre, le percentuali viste in precedenza sono aumentate come non accadeva dal 2008; la stessa Reserve Bank of India, infatti, è stata costretta a innalzare il tasso di interesse per la tredicesima volta negli ultimi diciannove mesi, una media che è indubbiamente eccessiva. Gli esperti, pertanto, prevedono che le vendite di tali prodotti finanziari non saranno molto positive.

giovedì 23 giugno 2011

Food Security Act: la nuova legge non inciderà sul bilancio del governo

La legge per garantire una fornitura alimentare a tutta la popolazione non comporterà ulteriori oneri a carico del governo nell’attuale anno fiscale, ammesso che si riesca a trovare le fonti di finanziamento dal piano di spesa delineato per il biennio 2011-2012.

Secondo quanto dichiarato dai funzionari del Ministero delle Finanze, il governo indiano fornirà il denaro per finanziare il progetto sulla sicurezza alimentare, senza intaccare il bilancio programmato per il biennio 2011-2012.
Per far ciò, il ministero si è già appellato ai vari dipartimenti, ai quali ha chiesto di tirare un po’ la cinghia e non prendersi nuovi impegni di spesa, al fine di raggiungere l’obiettivo di abbassare il deficit fiscale al 4,6% del Pil e di risanare le finanze pubbliche.
I funzionari del ministero si dichiarano fiduciosi di raggiungere l’obiettivo, nonostante l’altalenante mercato della borsa e la situazione economica mondiale.
Secondo alcune fonti, il Ministero per gli Affari alimentari e dei consumatori avrebbe intenzione di fornire oltre settanta milioni di tonnellate di cereali per supportare il piano sulla sicurezza alimentare, tuttavia ciò potrebbe obbligare il governo ad importare dal mercato internazionale, viste le attuali modalità di approvvigionamento dei prodotti cerealicoli e la necessità di mantenere delle scorte di sicurezza.
Ora non resta che aspettare di vedere come il governo gestirà il finanziamento di questo piano, rispetto alla rigida situazione fiscale.
A detta degli analisti, importare beni alimentari costosi per avviare il Food Security Act potrebbe creare un buco nelle finanze pubbliche e invertire l’andamento del risanamento fiscale.