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mercoledì 29 febbraio 2012

Rapporti Italia-India

Il Ministro Terzi in visita in India tra marò e rapporti commerciali.

Nella sua prima tappa della missione in Asia, il Ministro Giulio Terzi ha avuto modo di confrontarsi con i dirigenti indiani in merito a due questioni che stanno interessando i rapporti tra Italia e India: da un lato la vicenda dei due marò italiani e dall’altro il rafforzamento del partenariato strategico.
Nel dettaglio il Ministro ha incontrato nella guesthouse della polizia di Kochi nel Kerala i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati di aver ucciso due pescatori indiani e ha commentato "Sono rimasto profondamente colpito dalla qualità di questi uomini. […] Li ho trovati in ottimo spirito con grande coraggio e ottimismo sul fatto che questa situazione si risolva rapidamente”. Stando alle parole pronunciate dal Ministro al suo arrivo a Delhi "la giurisdizione della vicenda dei due marò è italiana: il fatto è avvenuto in acque internazionali"; lo stesso ha espresso fiducia in merito al fatto che nelle indagini si confermi "lo spirito collaborativo e positivo che è emerso sinora".
La tappa indiana della Missione del Ministro, come quelle previste in Vietnam e Singapore, ha però anche lo scopo di rafforzare i rapporti commerciali tra i Paesi, vista la crescente importanza del continente asiatico nell’economia mondiale. A tal proposito Terzi ha commentato "I numeri e le opportunità d'investimento che ci sono stati illustrati dal Ministro dell'industria e del Commercio indiano confermano la necessità di proseguire lungo l'approccio integrato pubblico-privato che ispira questa missione in Asia. I mercati, ma anche i potenziali investitori esteri costituiscono un fattore strategico per la crescita della nostra economia, obiettivo prioritario del governo".

mercoledì 2 novembre 2011

Interscambio Italia-India: da 7,2 a 15 mld entro il 2015

Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, nel corso della prima giornata della 4a missione imprenditoriale in India, ha annunciato l’obiettivo di incrementare l’interscambio tra i due Paesi.

Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, durante il primo giorno della 4a Missione Economica italiana in India (31 ottobre - 3 novembre) organizzata dal suo ministero e da quello degli Affari esteri, con Confindustria, Abi e Unioncamere, ha reso noto l’intento di portare l’interscambio tra l’Italia e il Subcontinente dagli attuali 7,2 miliardi di euro a 15 entro il 2015.
Sono già 400 le imprese italiane che operano in India in settori quali l’automotive, la moda, l’energia e l’elettronica. Tuttavia, Romani ha sostenuto che esistono le basi per una più intensa collaborazione tra i due Paesi, i quali, anche se su scale diverse, condividono la stessa struttura produttiva. Inoltre, il ministro ha dichiarato: “la differenza tra Est e Ovest è scomparsa e l’India non può più essere considerato un Paese di delocalizzazione ma un partner industrializzato, la nona economia mondiale che aspira a diventare la terza nel 2020, la seconda nel 2050”.
Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria, ha affermato che la vera sfida per le Pmi italiane consiste nell’iniziare a produrre per vendere sul mercato locale, i cui consumi rappresentano il 64% del Pil nazionale, “quando poi le barriere tariffarie e non tariffarie diminuiranno e si alzerà il livello di qualità richiesto sui prodotti e anche il reddito dei possibili consumatori, allora si apriranno le porte per il vero made in Italy”.
Zegna ha poi ricordato che è necessario capire quali sono i settori sui quali è possibile essere competitivi, quest’ultima missione è infatti focalizzata su pochi settori specifici: automotive, energie rinnovabili, infrastrutture e meccanica (voce principale dell’export italiano verso il Subcontinente).