Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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mercoledì 25 maggio 2011

I consumatori indiani sono i più ottimisti



Secondo un recente sondaggio, la fiducia dei consumatori in India è ancora molto alta, nonostante la crescente inflazione e l’aumento del prezzo del carburante.
Per il terzo trimestre di fila, i consumatori indiani si presentano come i più ottimisti a livello globale, almeno secondo quanto emerge da un sondaggio on line realizzato dalla società Nielsen Company.
I risultati della ricerca sono stati resi noti dall’amministratore delegato di Nielsen India Justin Sargent, responsabile del settore consumatori, il quale ha dichiarato alla stampa che la fiducia dei consumatori indiani si fonda su una forte crescita economica e su un ottimistico mercato del lavoro.
Secondo questo studio, i consumatori indiani sono ancora i più ottimisti a livello globale, ma il grado di fiducia non è salito, rispetto al trimestre precedente, a causa dell’inflazione e del conseguente aumento dei prezzi degli alimenti e del carburante, che comporta un adeguamento delle spese di gestione domestica.
A tal proposito, Sargent ha affermato che “se i livelli di fiducia tra i consumatori sono rimasti invariati durante l’ultimo trimestre, ciò è largamente dovuto a fattori globali quali la crescente debolezza dei mercati azionari, gli alti prezzi delle merci e soprattutto la debole ripresa globale, uniti all’inflazione locale in crescita”.
Da notare in questo sondaggio che sette tra i dieci paesi più ottimisti provengono dall’area asiatico-pacifica, mentre, tra le nazioni più pessimiste, nove su dieci sono europee.

mercoledì 11 maggio 2011

Le donne indiane conquistano Washington

Nella classifica delle prime 50 società con donne al vertice nel Nord America, compaiono i nomi di sette donne indiane.

Secondo la rivista economica Forbes, negli Stati Uniti circa 8.1 milioni di affari gestiti da donne contribuiscono all’economia nazionale per un valore complessivo pari a 1.3 miliardi di dollari l’anno e impiegano 7.7 milioni di persone. Dalla ricerca condotta all’associazione no-profit Women President’s Organization ( WPO) e dall’American Express Open, è emerso che sette delle cinquanta società di proprietà o gestite da donne con la crescita più elevata negli Stati Uniti, sono guidate da donne di origini indiane. Le aziende selezionate, localizzate negli Stati Uniti e in Canada, hanno registrato un fatturato sorprendente di 4.1 miliardi di dollari lo scorso anno. Shelly Sun proprietaria della BrightStar Care guida la classifica, seguita al terzo posto da Himanshu Bhatia della Rose International e al settimo posto da Ranjini Poddar della Artech Information Systems. Alla dodicesima posizione si trova Rachna Agarwal di Expedien, che precede Gloria Rajkumar(16) della Simac, kiran Gill (21) della Pars Environmental e Anjali “Ann” Ramakumaran (26) di Ampcus. All’ultimo posto tra le donne di origine indiana si colloca Sonu Ratra della Akraya (37).

mercoledì 17 marzo 2010

Gli indiani sono più propensi a cambiare lavoro

Da una ricerca che la società indiana Ma Foi, specializzata in Risorse Umane, ha condotto in 23 paesi, è emerso che gli indiani sono più aperti a possibili cambiamenti di lavoro. L'India è seguita da Messico, Cina e Turchia, mentre i paesi meno propensi alla mobilità lavorativa sono Lussemburgo, Italia e Ungheria. Lo studio spiega che in India, a differenza di quanto avviene in altri paesi, i cambiamenti di lavoro avvengono a causa delle circostanze lavorative e non sono determinati strettamente dall'aumento di stipendio. La ricerca ha interessato 600 persone a Mumbai, Delhi, Bangalore e Chennai. Tra le città, quella maggiormente interessata dal fenomeno della mobilità lavorativa è Bangalore che, essendo il centro tecnologico del paese, dà lavoro a molti giovani specializzati, i quali seguono le opportunità professionali che si presentano, muovendosi spesso.
Il sondaggio mostra inoltre che le donne indiane sono più soddisfatte del loro lavoro rispetto agli uomini, in quanto tendono a compararsi con le donne della generazione precedente, le cui possibilità lavorative erano limitate. Per questo motivo cambiano lavoro meno facilmente, cosa che ha portato le aziende, negli ultimi anni, a intraprendere diverse politiche woman-friendly.

lunedì 8 marzo 2010

Prevista ripresa dell'occupazione in India

Secondo un sondaggio condotto nei primi mesi dell'anno dalla Ma Foi, una delle più grandi società indiane che si occupa di risorse umane, tra il 2010 e il 2011 verranno creati circa un milione di posti di lavoro.
La ricerca è stata condotta su 1000 aziende di differenti settori (bancario, finanziario, assicurativo, dell'istruzione, energetico, sanitario, dell'ospitalità, turistico, immobiliare, industriale, commerciale, tecnologico e dei trasporti), che sono state interrogate circa i propri piani di assunzione per i prossimi tre mesi e per il prossimo anno. Da quanto emerso dai risultati dell'indagine, i datori di lavoro si dimostrano incerti sul da farsi nell'immediato futuro (i prossimi 4 mesi), ma ottimisti riguardo al periodo successivo. L'attenzione è posta su piccole città come Ahmedabad o Pune e su metropoli come Chennai, Bangalore e Kolkata. Mumbai e Delhi sono invece ancora alle prese con una forte crisi. L'incertezza delle aziende indiane è fortemente legata alla situazione post-crisi delle economie occidentali, da cui dipendono molti affari, specialmente dall'Europa e dagli Stati Uniti, che manifestano segnali di instabilità.
La situazione occupazionale indiana può insomma essere così riassunta: i piani sul medio-lungo termine sono positivi, ma nessuno vuole rischiare di fare la mossa sbagliata.