Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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martedì 7 febbraio 2012

PIL: +6,9%

Il Governo rivede le stime di crescita del PIL: + 6,9% nel periodo 2011-2012.

Stando ai dati resi noti dal Governo di Nuova Delhi, l’esercizio fiscale in corso che si concluderà a marzo vedrà una crescita dell’economia inferiore al 7%. È quanto ha annunciato il Governo del gigante asiatico che ha rivisto le previsioni relative all’espansione dell’economia destinata a sorpassare il Giappone nel 2012 e ad occupare la terza posizione nella classifica delle maggiori economie mondiali, dopo Stati Uniti e Cina. Se infatti inizialmente l’incremento previsto era del 7,25/7,75%, le indicazioni sono state riviste e abbassate al 6,9%, contro il +8,5% registrato nel periodo 2010-2011.
Una battuta d’arresto determinata anche dai numerosi rialzi ai tassi di interesse introdotti al fine di contenere l’inflazione e che hanno colpito soprattutto il settore industriale: la produzione manifatturiera di quest’anno crescerà infatti del 3,9%, contro il +7,6% registrato nel corso dell’anno precedente.

lunedì 18 luglio 2011

Aumenta l’inflazione e diminuisce la crescita industriale

La crescita industriale in India si attesta al +5,6% nel mese di maggio: il valore più basso registrato negli ultimi nove mesi.

Gli interventi del governo per frenare l’inflazione, attestata a maggio al 9,06%, sembrano essere all’origine del calo degli investimenti nel settore industriale. La situazione è allarmante se si considera che i settori maggiormente colpiti, come le manifatture, sono quelli che contribuiscono maggiormente alla produzione industriale (75,5%): il rallentamento di questi settori se da un lato indica un forte calo degli investimenti, dall’altro evidenzia anche una diminuzione del consumo interno. Basti pensare che la vendita di autoveicoli nel mese di giugno è stata dell’1,6%, mentre negli ultimi due anni si era attestata al 30% circa. Secondo le previsioni, la Banca d’India dovrebbe aumentare ulteriormente il costo del denaro entro luglio allo scopo di frenare l’inflazione, che riguarda in modo particolare prodotti alimentari e altri generi essenziali. Secondo gli economisti l’India dovrebbe comunque crescere dell’8% nel corso del 2011, visto che il 60% del Pil è generato dal settore dei servizi, mentre le manifatture contribuiscono solo al 20% del Prodotto Interno Lordo. Resta il fatto che un tasso di inflazione superiore al tasso di crescita potrebbe comportare un ulteriore aumento della povertà all’interno del Paese e una maggiore distanza tra un numero ristretto di ricchi e milioni di persone appartenenti al ceto medio/basso.

mercoledì 15 giugno 2011

Nuove zone industriali in India

Il Ministro per il Commercio e l’Industria indiano, Anand Sharma, ha annunciato la realizzazione di nuove zone industriali all’interno dei confini nazionali per incrementare lo sviluppo del Paese.

Il Governo indiano ha deciso di investire nella creazione di nuove zone industriali all’interno del Paese allo scopo di favorire lo sviluppo dell’industria manifatturiera. Durante l’ultimo convegno organizzato dalla Confederation of Indian Industry, il Ministro per il Commercio e l’Industria indiano ha espresso la volontà del Governo centrale di creare zone industriali e fabbriche in India in modo tale da incentivare l’industria manifatturiera, considerata come la sola in grado di contrastare un problema ancora molto diffuso nel Paese, ovvero la disoccupazione, che stando ai dati si aggira intorno al 17%. La Confederation of Indian Industry ha manifestato la volontà di collaborare con il Governo centrale al fine di favorire uno sviluppo industriale sostenibile e allo stesso tempo uno sviluppo delle infrastrutture, con una conseguente crescita del livello di occupazione nel prossimo decennio. Oltre alla realizzazione di nuove zone industriali, il progetto presentato dal Governo prevede inoltre la costruzione di corridoi industriali anche nei pressi del Delhi-Mumbai Corridor, nell’ottica di attrarre il maggior numero di investimenti.

martedì 12 aprile 2011

Rallenta la produzione industriale

La produzione industriale in India rallenta rispetto ai dati relativi al 2010.

Nonostante un aumento del 3,6% nel mese di febbraio, la produzione industriale indiana non raggiunge la previsioni economiche sperate: secondo gli analisti l’industria di Nuova Delhi avrebbe dovuto crescere del 5,2% ogni mese. Se comparata al + 15,1% registrato l’anno scorso nello stesso periodo, la crescita del mese di febbraio appare molto debole; il calo è stato determinato dalle magre perfomance del settore produttivo e dell’industria mineraria. Il tasso di crescita della produzione industriale rappresenta un importante indicatore dei cambiamenti in atto nel settore, che comprende le imprese operanti nei settori minerari, produttivi e in quelli legati alle utility. L’indice della produzione industriale permette di analizzare e verificare le previsioni economiche ed è spesso utilizzato al fine di misurare i livelli di inflazione, dal momento in cui le variazioni del settore industriale possono avere pesanti ripercussioni sui prezzi. Durante gli ultimi quindici anni l’industria indiana è cresciuta in media del 7,49%, registrando un picco nel dicembre 2009 (+17,70%) e una caduta, dovuta alla crisi finanziaria, nel dicembre 2008 (-0,20%). Il mese di febbraio ha presentato un calo rispetto al mese precedente, che aveva segnato un +3,95%.

martedì 2 novembre 2010

In crescita l’export verso i paesi asiatici

“Il settore manifatturiero, e la meccanica in particolare, stanno guadagnando spazi di manovra verso i paesi emergenti, soprattutto Est Europa, Africa settentrionale e Asia.”
Dopo il rallentamento nei mesi di luglio e settembre, “l’export italiano sta ripartendo e nel mercato post-crisi si stanno disegnando nuove rotte per l’export. Nel giro di pochi mesi è cambiato il peso specifico di certe destinazioni, con i mercati extraeuropei che stanno diventando più importanti”. Le parole di Sandro Bonomi, presidente Anima e Enolgas, trovano riscontro in ciò che riportano i dati sulle esportazioni verso la Ue: in due anni si è registrato un calo dell’export, passando dal 60% nel 2007 al 51% nel 2009. E’ stata registrata invece una crescita di nuove commesse provenienti dai paesi emergenti africani e da quelli asiatici, favorendo un incremento dell’export (dal 20% del 2007 al 24% del 2009).
Bonomi afferma che “Il settore manifatturiero, e la meccanica in particolare, stanno guadagnando spazi di manovra verso i paesi emergenti, soprattutto Est Europa, Africa settentrionale e Asia. In questo scenario, per rimanere competitivi, è però necessario mettere in atto nuove strategie di cooperazione con l’intera filiera produttiva”.

lunedì 18 ottobre 2010

India, la Bharat Diamond Bourse

Il commercio dei diamanti che viene svolto nella zona a sud di Mumbai verrà trasferito nel nuovo complesso Bharat Diamond Borse, una struttura che ospiterà 2mila operatori del comparto. L’obiettivo è quello di occupare il primo posto non soltanto per quanto riguarda la lavorazione delle pietre preziose, ma anche per la commercializzazione.
Fino alla scoperta dei giacimenti brasiliani nel XVII secolo e all’entrata sul mercato di altri produttori come Sud Africa, Russia e Australia, l’India costituiva l’unico paese produttore e fornitore di diamanti. Il successo di cui tuttora il Paese gode nel settore delle gemme e della gioielleria deriva non soltanto dalla manodopera altamente specializzata e dalla tecnologia innovativa, ma anche dallo spirito imprenditoriale che ha portato allo sviluppo di una rete commerciale a livello mondiale.
Il commercio dei diamanti, che si svolge a sud di Mumbai, verrà trasferito presso la Bharat Diamond Borse (Bdb) alla fine dell’anno, un complesso moderno di otto torri che ospiterà circa 2mila operatori del comparto. Considerando che undici su dodici diamanti tagliati nel mondo vengono lavorati nel Paese indiano, questo è considerato uno dei più importanti centri per l’industria manifatturiera.