Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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mercoledì 21 marzo 2012

Creare posti di lavoro

Di fronte al rallentamento dell’economia, il Governo di Nuova Delhi concentra l’attenzione sulla povertà e sulla creazione di posti di lavoro.

Se negli ultimi dieci anni la crescita economica indiana si è attestata intorno al 9%, nell’ultimo trimestre del 2011 è scesa a +6%, vale a dire il livello più basso registrato negli ultimi tre anni, costringendo il Governo a considerare le possibili conseguenze che una battuta d’arresto potrebbe provocare nel Paese dell’Elefante.
Stando ai dati emersi da una ricerca condotta dalla Planning Commission, dal 2004/2005 al 2009/2010 il tasso di povertà nel Paese è diminuito, passando dal 37,2% al 29,8%: un traguardo importante per l’India, anche se ancora 360 milioni di indiani su una popolazione di 1,2 miliardi di persone, vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Nel corso degli anni infatti il Governo di Nuova Delhi non si è dimostrato capace di sfruttare l’abbondanza generata dal boom economico a causa di fenomeni di corruzione e sprechi che hanno avuto un notevole impatto sull’economia del Subcontinente indiano.
Ad oggi quindi il Governo del Congress si trova a over affrontare due questioni fondamentali per garantire un futuro alle generazioni che verranno: eliminare la povertà e creare nuovi posti di lavoro per i giovani.

venerdì 10 febbraio 2012

La corruzione in India

La nuova sfida di Manmohan Singh: combattere la corruzione.

Dopo aver salvato il Paese dalla bancarotta nel 1991, il Primo Ministro indiano Manmohan Singh si trova ora alle prese con un altro grave problema, che secondo alcuni sarebbe all’origine della battuta d’arresto prevista per il PIL indiano nel 2012: la corruzione.
Il miracolo dell’Elefante legato alle politiche introdotte a partire dal 1991 e riguardanti gli investimenti internazionali, la privatizzazione, l’apertura delle frontiere al mercato, la riforma del sistema fiscale e le misure volte a contenere l’inflazione, si scontrano oggi con un problema maggiore, la corruzione appunto, che in India rappresenta una malattia endemica che coinvolge istituzioni, ministri e ministeri, sanità, sistema educativo, imprese e mercati.
Una questione spinosa per il Primo Ministro indiano, che se da un lato debellando il problema riuscirebbe a salvare l’economia andando a colpire le lobby industriali corrotte, dall’altro rischierebbe di perdere l’appoggio da parte di queste alle prossime elezioni previste per il 2014.
Gli scandali giudiziari che hanno segnato il Paese di recente potrebbero infatti determinare un crollo della crescita del Pil, già rivista al 7%, fino al 4% nei prossimi mesi.

mercoledì 8 febbraio 2012

Battuta d’arresto per l’economia

La crescita economica dell’India è stata rivista al ribasso dal Governo.

Il Governo di Nuova Delhi ha rivisto le stime di crescita del PIL, abbassando l’incremento a + 6,9% nel periodo 2011-2012, contro il 7,25/7,75% previsto. Il dato risulta tanto più significante se confrontato con l’aumento dell’8,4% registrato nel periodo 2010-2011. Nel dettaglio saranno i settori agricolo e manifatturiero ad essere maggiormente colpiti da questo calo, registrando rispettivamente una crescita del 2,5% e del 3,9%: magra consolazione rispetto al +7,6% del 2010-2011.
All’origine del crollo dell’economia destinata ad occupare la terza posizione nella classifica delle maggiori economie a livello mondiale e a superare di conseguenza il Giappone nel corso del 2012, ci sarebbero le decisioni intraprese dalla Reserve Bank of India (RBI), la Banca Centrale del Paese, per far fronte all’aumento dei prezzi, alla crisi del debito in Europa e all’immobilità politica in materia di investimenti esteri: a partire infatti dal 2010 e fino al mese di ottobre 2011, la RBI ha aumentato notevolmente i tassi di interesse. Interrogata sull’argomento, la RBI ha sottolineato che abbasserà i tassi di interesse "solo se il governo ridurrà deficit di bilancio e farà riforme economiche".
Radhika Rao, economista del Forecast Pte di Singapore ha commentato: “I dati confermano che le prospettive di crescita restano contenute, e suggeriscono che la Reserve Bank of India potrebbe tagliare i tassi a partire da aprile, se il piano economico proposto dal governo sarà soddisfacente”. Stando alle affermazioni dell’analista economico della Stci Primary Dealer Ltd, Amol Agrawal, “L’india ha bisogno di ulteriori riforme per espandere la propria capacità economica. Gli scandali legati alla corruzione e la mancata approvazione di alcune proposte politiche stanno pesando sul Paese”.
Le proposte avanzate negli scorsi mesi dal Governo di Manmohan Singh sembrano rispondere alle richieste della RBI, anche se per il momento si tratta purtroppo di riforme non approvate, come la legge anticorruzione e quella riguardante l’apertura del mercato al dettaglio alle grandi catene internazionali di supermercati.

lunedì 29 agosto 2011

L’India contro la corruzione

Lo sciopero della fame del pacifista Anna Hazare ha ottenuto l’impegno del parlamento nella lotta alla corruzione.

Anna Hazare, pacifista gandhiano, ha tenuto uno sciopero della fame per 12 giorni allo scopo di ottenere una legge che punisca la corruzione diffusa nella pubblica amministrazione indiana. Grazie anche a cortei di protesta in tutto il Paese e ad una grande attenzione mediatica, l’impegno del governo è giunto sabato scorso nella forma di una risoluzione passata alla Camera senza votazione.
In India la corruzione è un fenomeno alquanto diffuso e diversi sono i casi di scandali per bustarelle, che hanno anche coinvolto recentemente alcuni esponenti del partito del Congresso di Sonia Ghandi. La lotta a questa tendenza migliorerebbe il clima imprenditoriale locale e faciliterebbe il business degli operatori esteri, i quali pongono la corruzione tra le problematiche principali nel momento in cui sia affronta un Paese emergente.
La decisione presa nei giorni scorsi è stata frutto di una lunga giornata di dibattito che è sfociata nell’accordo tra maggioranza e opposizione di centro destra nell’accogliere la richiesta di Hazare. Sebbene il documento sia stato accolto con grande entusiasmo e soddisfazione dalla prolazione e si parli di “giornata storica” per l’India, si tratta però di una risoluzione che esprime solo l’opinione della Camera, approvata con un iter anomalo, e il cui effetto dipenderà dall’interpretazione che se ne farà. Lo stesso Hazare sostiene che ci sia ancora molto da fare e ha già promesso che si mobiliterà anche per una nuova riforma elettorale, per l’istruzione e la condizione degli agricoltori.

martedì 21 giugno 2011

www.ipaidabribe.com: la lotta alla corruzione

La piaga della corruzione vista da T.R. Raghunandan, fondatore del sito www.ipaidabribe.com.

Giunto all’età della pensione T.R. Raghunandan, dopo aver trascorso trent’anni della sua vita negli uffici governativi locali dello Karnataka, ha dato vita a uno strumento in grado di combattere la corruzione in modo rapido, efficace e vicino ai cittadini: il sito web www.ipaidabribe.com. L’obiettivo del sito fondato nel 2010 consiste nell’incoraggiare i cittadini indiani a denunciare gli episodi di corruzione su internet in forma anonima: non a caso il significato del sito è “ho pagato una mazzetta”. Dal momento in cui è comparso, il numero di accessi al sito anticorruzione è aumentato vertiginosamente, visto e considerato il fatto che in India il fenomeno della corruzione è ampiamente diffuso. La corruzione è presente nella vita degli indiani di qualunque livello sociale e la realizzazione di questo sito potrebbe portare ad un progressivo cambio di mentalità nelle persone, una maggiore conoscenza dei diritti e delle pratiche da seguire e di conseguenza una maggiore riluttanza al fenomeno della corruzione. Se da un lato il sito mette in evidenza gli episodi negativi, dall’altro permette anche di descrivere episodi positivi, nell’ottica di premiare quei funzionari che si sono distinti per la loro professionalità e correttezza. Dopo il grande successo riportato dal sito anticorruzione, il modello è stato introdotto anche nell’altra grande potenza asiatica divorata dal fenomeno, la Cina.

martedì 17 maggio 2011

La corruzione dilaga in India

La diffusa pratica della corruzione nel Paese dei Maharaja rischia di rallentare la crescita economica del Paese.

Che la corruzione sia diffusa in India non è una novità, ma di fronte alla possibilità di lasciarsi sfuggire l’occasione di ereditare il primato produttivo cinese, anche il governo indiano si attiva al fine di contrastarla: questo fenomeno infatti oltre a creare un effetto destabilizzante a livello politico, rischia di frenare lo sviluppo economico della tigre asiatica. Stando allo studio realizzato da McKinsey & Company nei prossimi vent’anni l’India dovrà investire circa 1,2 trilioni di dollari per migliorare le sue infrastrutture e il suo livello di urbanizzazione per rispondere alla crescita demografica, ma se i mercati non avranno la certezza che i fondi impiegati abbiano un’origine legale, gli investimenti potrebbero subire un arresto. Questa situazione dipende dal fatto che i fondi allocati a funzionari sospettati di corruzione vengono immediatamente bloccati, impedendo la prosecuzione dei lavori in quell’ambito. Il recente scandalo legato alle telecomunicazioni ha avuto e avrà conseguenze anche a livello politico, visto che il governo centrale è stato accusato di aver assegnato 122 nuove licenze sottocosto, determinando una perdita di circa 40 miliardi di dollari alle casse dello Stato; inoltre l’incertezza legata al quadro normativo in vigore ha spinto molti investitori ad abbandonare i loro affari. Al fine di combattere questa piaga il governo indiano si vedrà costretto a dar vita a un’agenzia giudiziaria indipendente, in grado di controllare ed operare sia a livello centrale sia a livello dei singoli stati.