Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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giovedì 31 maggio 2012

Il settore della gioielleria

Un momento di difficoltà per la gioielleria in India a causa del deprezzamento della Rupia.

Un aumento sui costi dell’import di gioielli e di pietre preziose del 14% nell’ultimo trimestre: questo il risultato del forte deprezzamento della rupia indiana sul settore della gioielleria. La svalutazione nei confronti del dollaro sta infatti creando numerose difficoltà al settore indiano della gioielleria, un settore che raggiunge ogni anno il fatturato di 45 miliardi di dollari USA.
Il Subcontinente indiano infatti importa le pietre grezze dal Vecchio Continente e dall’Africa; nel corso del 2011 il valore complessivo di queste importazioni ha registrato un incremento del 32% raggiugendo i 10,3 miliardi di Euro, contro i 7,8 miliardi dell’anno precedente.
A causa del deprezzamento della Rupia gli importatori di pietre hanno deciso di diminuire del 30% l’import di pietre grezze.
Un problema importante per un settore che rende l’India il mercato più importante per la lavorazione delle pietre grezze al mondo.

lunedì 26 marzo 2012

La meccanica strumentale

Al primo posto delle esportazioni italiane verso l’India si confermano i macchinari.

Con una quota del 43,13% sui primi dieci mesi del 2011, i macchinari si confermano come principale voce delle esportazioni italiane in India, escludendo le apparecchiature elettriche (che hanno una quota del 9%). Al secondo posto tra i prodotti maggiormente esportati si trovano i metalli di base e i prodotti in metallo, con una quota dell’11,56% sul totale. Rilevante inoltre l’export legato al comparto dei mezzi di trasporto aumentato del 53,5%, la cui incidenza è passata dal 7,5% al 9,7%, e dovuto principalmente alla presenza nel Subcontinente di FIAT e Piaggio. Al quarto posto infine si trovano i prodotti e le sostanze chimiche che hanno registrato una crescita del 5%.
Nonostante i dati positivi relativi ai primi dieci mesi del 2011, secondo i dati resi noti dall’ISTAT, a novembre e a dicembre si è verificata una contrazione delle esportazioni italiane verso l’India rispettivamente del 25,5% e del 3,1%. In modo analogo anche le importazioni dall’Elefante hanno subito una diminuzione pari al 6%.
Un rallentamento legato alla flessione del Pil indiano e alla crescita limitata della produzione manifatturiera e mineraria.

venerdì 23 marzo 2012

Interscambio Italia/India

Cresce l’interscambio commerciale tra il Bel Paese e l’India anche se negli ultimi mesi del 2011 si è registrato un rallentamento.

Rese note le statistiche commerciali relative al 2011 da parte del Ministero del Commercio indiano: nei primi dieci mesi del 2011 l’interscambio bilaterale tra Italia e India si è attestato sui 7,2 miliardi di Euro superando i livelli record registrati nel 2008 (6,5 miliardi di Euro), vale a dire l’anno precedente la crisi economica e finanziaria mondiale.
A livello europeo l’Italia si è confermata al quarto posto nella classifica dei Paesi fornitori del Subcontinente indiano, preceduta da Germania, Belgio e Gran Bretagna e seguita dalla Francia che ha visto diminuire il livello delle esportazioni verso l’India (-2%). L’incremento dell’export italiano rientra nella media europea, pari al 30%. Per quanto riguarda invece le esportazioni indiane verso l’Unione Europea, l’Italia si posiziona al quinto posto, dopo Olanda, Gran Bretagna, Germania e Belgio. Come per le esportazioni, la dinamica dell’import dall’India è risultata in linea con la media europea (pari al 29,8%). Tra i prodotti italiani più esportati in India si trovano i macchinari, mentre le importazioni dall’Elefante riguardano soprattutto prodotti della filiera tessile abbigliamento, coke e prodotti siderurgici.

lunedì 12 marzo 2012

Stop al bando del cotone

L’India annuncia l’annullamento del bando all’export di cotone.

Dopo una settimana il Governo di Nuova Delhi ha annunciato l’annullamento del provvedimento con il quale era stato decretato il blocco delle esportazioni di cotone.
Il secondo maggior produttore di questa soft commodity a livello internazionale ha deciso di cambiare idea alla luce delle critiche manifestate in questi giorni dal più grande Paese destinatario dell’export di cotone dell’Elefante, la Cina.
Stando alle stime diffuse dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, le esportazioni del Paese asiatico rappresentano il 20% del totale a livello mondiale. Secondo Morgan Stanley il mercato del cotone si renderà protagonista quest’anno di un surplus produttivo pari a 2 milioni di balle da 480 libbre, corrispondenti a circa 217 chilogrammi.

mercoledì 7 marzo 2012

Il caffè Made in India

Grande successo per il caffè Made in India.

Negli ultimi tre anni le esportazioni di caffè istantaneo dall’India hanno registrato un forte incremento; nel dettaglio la Russia rappresenta il più grande Paese cliente dell’India per quanto riguarda il settore in questione, dal momento in cui importa da sola un terzo della produzione di caffè istantaneo Made in India. Come ha sottolineato il Presidente della Coffee Exporters Association of India, Ramesh Raja, “Vi è una grossa domanda di miscele di caffè istantaneo di costo medio-basso in Russia, Europa dell’Est e Asia”. Si consideri che l’export indiano di caffè in Russia è raddoppiato nel corso degli ultimi tre anni, mentre la quota di export degli esportatori indiani negli Stati Uniti è triplicata.
Tra le maggiori aziende esportatrici verso questi Paesi si possono considerare CCL Porducts (India) Ltd e Tata Coffee Ltd; in generale le aziende indiane importano grandi quantità di caffè grezzo di qualità medio-bassa, ed in particolare la varietà cd. “robusta”, dall’Africa orientale e dal Vietnam per poi trasformarlo in caffè istantaneo ed esportarlo. Se si considera l’importazione di caffè grezzo destinato ad essere riesportato, questa è cresciuta del 18% nel 2011, pari a 53,440 tonnellate in più rispetto al 2010. Per quanto riguarda invece l’export complessivo di caffè, nel 2011 è aumentato del 20% rispetto all’anno precedente.

giovedì 26 gennaio 2012

L’import di vino

L’India ha deciso di abbassare i dazi sull’import di vino: una grande occasione per il vino italiano.

Come riportato da Winenews, il Governo di Nuova Delhi avrebbe deciso di abbassare i dazi previsti per l’importazione di vino imponendo regimi diversi in base al prezzo. Una notizia molto importante per i produttori italiani, che fino a questo momento erano stati fortemente ostacolati da un livello di dazi pari al 150%.
Con più di un miliardo di abitanti e una crescita del PIL del 7,7% registrata nel 2011, il Subcontinente indiano rappresenta il gigante di una domanda sempre più alimentata dal consolidamento di una classe media attratta dallo stile di vita occidentale e , di conseguenza, dalle eccellenze dei vini italiani e francesi.
Secondo l’analisi condotta da Winenews, il percorso di diminuzione dei dazi sarà graduale e, da qui ai prossimi tre anni, sarà possibile arrivare ad una riduzione sostanziale della tassazione sul vino importato (si stima intorno al 40%). Nel dettaglio saranno due i regimi fiscali applicati: il primo relativo al vino venduto ad un prezzo superiore ai 34-35 Euro per cassa, che scenderà dal 150% al 40%; il secondo riguardante i vini con un prezzo compreso tra i 20-21 ed i 34-35 Euro per cassa, che passerà dal 150% al 60%. Sui vini con un prezzo inferiore ai 20 Euro continuerà ad essere applicata una tassazione del 150%.
Uno scenario ottimale per il vino Made in Italy caratterizzato da un’elevata qualità e quindi da una fascia di prezzo superiore rispetto ad altri Paesi.

giovedì 1 dicembre 2011

Export ed import

I dati relativi alle importazioni e alle esportazioni indiane registrati fino a settembre 2011 confermano il trend positivo dimostrato anche negli anni precedenti dal Paese.

Il Governo di Nuova Delhi rende noti i dati relativi all’import/export fino al mese di settembre 2011: tanto le esportazioni quanto le importazioni hanno registrato un aumento considerevole, il contrario di quanto avvenuto sia a livello europeo che negli Stati Uniti.
L’import indiano infatti è aumentato del 17% rispetto all’anno precedente; ma sono soprattutto le esportazioni ad aver subito un incremento notevole: stando alle informazioni disponibili fino a settembre 2011 l’export indiano è aumentato del 36,3% rispetto al 2010 nonostante il rallentamento verificatosi a livello mondiale.
L’incredibile crescita dell’export è stata trainata dai prodotti meccanici e dai derivati del petrolio, aumentati rispettivamente del 103% e del 53%; secondo il Segretario del Commercio Rahul Kullar il valore complessivo delle esportazioni per il corrente anno finanziario potrebbe raggiungere i 210-220 miliardi di Euro. Come conseguenza la bilancia commerciale indiana ha raggiunto i 54 miliardi di Euro nella prima metà dell’anno fiscale.

giovedì 1 settembre 2011

Aumenta il deficit della bilancia commerciale

L’India si ritrova a dover affrontare ancora una volta le difficoltà legate al saldo commerciale della sua economia, segnato da un problematico divario tra importazioni ed esportazioni.

Nonostante il volume delle esportazioni sia aumentato del 31,4% nel periodo aprile 2010/febbraio 2011, nel mese di luglio il saldo commerciale indiano ha registrato un aumento del deficit, che ha raggiunto gli 11,8 miliardi di dollari, contro i 10,54 dell’anno prima: all’origine del deficit si trova un incremento delle importazioni dovuto principalmente alla crescita del 58% segnata dall’import non petrolifero per un totale di 28,9 miliardi di dollari e del 37% legata invece alle importazioni di petrolio, che in questo modo hanno raggiunto un valore pari a 11,4 miliardi di dollari. Stando alle previsioni del Ministero del Commercio indiano tanto l’import quanto l’export (cresciuto nel mese di luglio dell’82%) continueranno ad aumentare nel corso dei prossimi anni ed in particolare l’aumento lievemente più intenso dell’import provocherà un ulteriore ampliamento del deficit commerciale del Paese.