Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.
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martedì 17 aprile 2012

La scuola: un diritto

La Corte Suprema ha stabilito che le scuole indiane dovranno destinare un quarto dei loro posti ai bambini poveri.

Fatta eccezione per gli istituti delle minoranze che non ricevono aiuti, la Corte Suprema ha stabilito che tutte le scuole pubbliche e private indiane dovranno riservare il 25% dei posti ai bambini poveri. Il provvedimento, che rientra all’interno del Right to Education Act approvato il primo aprile del 2010 e che prevede la scuola obbligatoria e gratuita per tutti i ragazzi dai 6 ai 14 anni, ha chiarito uno dei punti più contestati della legge. Il giudice SH Kapadia nel pronunciare il verdetto ha sottolineato come "negare a un bambino il diritto di avere un'istruzione, significa privarlo del suo diritto a vivere con dignità e libertà di parola ed espressione".
I fondi verranno stanziati in modo diverso a seconda dello Stato, anche se è stato previsto un sussidio da parte del Governo centrale pari al 65% e da parte di quello statale pari al 35%.
Un grande passo in avanti nella democrazia più grande del mondo.

mercoledì 25 gennaio 2012

L’Università Bocconi arriva in India

L’Università Bocconi di Milano ha annunciato l’apertura di una School of Business in India.

Tenuti conto della crescente importanza del mercato educativo e del lavoro, l’Università Bocconi di Milano ha deciso di aprire una School of Business a Mumbai, un punto cruciale se si considera l’offerta post-universitaria altamente qualificata offerta dall’Università milanese.
L’immatricolazione al programma biennale è stata avviata proprio nel corso del mese di gennaio per 120 studenti indiani, mentre è previsto per luglio l’inizio del primo anno accademico. Nel dettaglio il Post Graduate Programme in Business sarà caratterizzato da una parte accademica ed una più propriamente operativa: mentre la prima parte sarà curata dal corpo accademico della Bocconi con il supporto di docenti indiani, la seconda comprenderà tra l’altro un soggiorno presso una delle cinque università già associate all’iniziativa e presenti in America e in Asia, oltre ad un semestre di scambio presso la sede milanese della Bocconi, per concludersi con un periodo di internato in una organizzazione produttiva privata.
Invitato alla presentazione dell’iniziativa, il Console Generale Giampaolo Cutillo ha evidenziato come in India siano già attive numerose collaborazioni tra le università locali e quelle straniere, soprattutto con i paesi anglo-sassoni e di lingua inglese; il Console ha inoltre sottolineato l’importanza del progetto anche per le imprese italiane presenti nel Paese asiatico.

venerdì 9 dicembre 2011

Il franchising della formazione

L’Elefante rappresenta il Paese con il più alto numero di laureati all’anno: una grande opportunità per le imprese italiane attive nella formazione supplementare e professionale.

In occasione del nono appuntamento internazionale di Franchisee India, l’evento che ha accolto a Nuova Delhi centinaia di espositori nazionali e internazionali, migliaia di investitori e consulenti che si sono confrontati con la formula del franchising, sono stati resi noti i dati relativi all’industria privata della formazione in India: il giro d’affari della cosiddetta “formazione supplementare”, ovvero dell’industria di preparazione ai test d’ingresso nelle università d’eccellenza, si attesterebbe attorno ai 6,7 miliardi di dollari, mentre per quanto riguarda la formazione professionale, attorno all’1,4 miliardi di dollari. Si tratta di un settore che coinvolge diversi campi: dall’informatica al Business Processing Outsourcing, dalla selezione del personale al management,…
Proprio in occasione della Fiera del Franchising tenutasi a Milano, il Presidente di Franchise India, Gaurav Marya, ha sottolineato come il franchising rappresenti in India una formula molto vantaggiosa, che richiede un investimento iniziale minimo e presenta meno problematiche rispetto alla legislazione nazionale prevista per gli investimenti esteri; sempre secondo il Presidente soprattutto per le aziende italiane operanti nella formazione legata al design e alla moda esisterebbero in India numerose opportunità, vista la crescente attenzione prestata dagli indiani a questi argomenti.

giovedì 6 ottobre 2011

L’india tocca il cielo con 50 dollari

Si chiama Aakash (che significa “cielo” in Hindi), il nuovo tablet sfornato dalla compagnia britannica DataWind.

L’azienda britannica DataWind ha annunciato la realizzazione in India del nuovo tablet Aakash, che sarà venduto al Governo di Nuova Delhi per 50 dollari. La versione super-economica del tablet sarà destinata agli studenti e contribuirà ad eliminare il divario tecnologico e digitale del Subcontinente indiano, permettendo fra l’altro agli indiani residenti nelle zone rurali di seguire le lezioni.
Il lancio del prodotto è stato accolto con favore dagli studenti appartenenti al dipartimento di tecnologia, che hanno però precisato la necessità di aggiungere alcuni particolari mancanti nella versione base. Nella fase iniziale un primo modello pilota verrà distribuito gratuitamente a centomila giovani, per poi essere venduto agli studenti al prezzo agevolato di 35 dollari.
L’azienda britannica Datawind ha inoltre previsto una versione per il mercato con un prezzo base fissato a sessanta dollari. Il Ministro dell’Educazione e delle Telecomunicazioni, Kapil Sibal, ha commentato la notizia affermando che “I ricchi hanno accesso al mondo digitale, i poveri e le persone normali ne sono esclusi: Aakash metterà fine a questa divisione digitale”.

venerdì 1 luglio 2011

Brasile, India e Cina: primato economico, ma non solo

Il Direttore esecutivo di Intercultura,Vincenzo Morlini, lo conferma: Cina, India e Brasile stanno riscuotendo un grande successo tra gli studenti intenzionati a vivere un periodo di studio all’estero.

Intercultura, un’organizzazione onlus gestita da volontari e volta a favorire lo scambio tra i Paesi, prende atto del boom registrato nelle richieste di vivere un periodo di soggiorno/studio in Cina, India e Brasile. Nel dettaglio circa una cinquantina di ragazzi tra i 16 e i 18 anni hanno scelto di stabilirsi in Cina per un periodo compreso tra i 3 e i 12 mesi, una ventina ha optato per l’India e altri sono in attesa di partire alla volta dell’America Latina. Per questi ragazzi si tratta di un investimento nel loro futuro, visto che un’esperienza maturata in questi Paesi incrementerà le loro conoscenze e competenze, soprattutto se si pensa a Paesi come la Cina, che presenta uno dei sistemi scolastici migliori al mondo, e l’India, che vede aumentare di anno in anno il numero di ingeneri. L’approccio diretto con la tradizione, gli usi e i costumi locali permetterà inoltre ai ragazzi di vivere una cultura per molti aspetti diversa da quella a cui sono abituati e arricchirà notevolmente il loro bagaglio personale. Nel complesso sono circa 1.500 i ragazzi che si recheranno all’estero e nella maggior parte dei casi i costi del viaggio e le spese di permanenza verranno attutiti grazie a borse di studio totali o parziali.

lunedì 13 giugno 2011

L’Indian Institute of Science (IIs): uno sguardo al futuro

340 professori, 130 assistenti di laboratorio, 3.500 matricole all’anno: questi sono solo alcuni numeri del prestigioso Indian Institute of Science.

La Silicon Valley indiana si trova nello stato del Karnataka e più precisamente a Bangalore, una città con più di otto milioni di abitanti e una forte tradizione legata all’Hi-tech. A Bangalore infatti nel 1903 circolò la prima automobile dell’India e nel 1905 venne accesa la prima lampadina. Si tratta di una città che per la sua posizione geografica, a 1000 metri di altezza sull’altopiano di Mysore e senza sbocchi sul mare, ha sempre puntato sulla scienza e la tecnologia. Secondo l’Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry , “A metà degli anni ’90 la città ha iniziato con lo sviluppo di grandi call center che fornivano servizi di outsourcing a mezzo mondo, adesso si stanno trasformando in centri di ricerca e sviluppo”. In questo contesto è stato creato l’Indian Institute of Science, un rinomato centro di eccellenza in chimica, fisica, meccanica, nanotecnologie, ingegneria aerospaziale e informatica. Secondo il Professore Anurag Kumar, direttore dell’IIs, “Gli studenti che non superano la nostra selezione, riprovano a Berkeley e Stanford. Ogni anno accogliamo 3.500 matricole, ma le domande sono almeno dieci volte tanto. Provengono da tutti gli stati indiani e da qualche anno anche dall’estero”. L’eccellenza dell’Indian Institute of Science dimostra l’attenzione prestata dall’India alla risorsa più importante del Paese: i giovani, che rappresentano il 54% della popolazione .

giovedì 3 febbraio 2011

L’India: un Paese ancora da scoprire

Le imprese italiane non pianificano investimenti strategici di lungo periodo e trascurano settori in piena espansione in India, forse perché ancora troppo legate ai Paesi dell’Eurozona. In calendario molti appuntamenti per le imprese che vogliono investire in questo mercato.

L’Italia rappresenta il 12esimo investitore e il 22esimo partner commerciale dell’India, ma nonostante questo deve ancora riuscire a sfruttare tutte le opportunità offerte da questo Paese. Nel corso degli ultimi anni infatti l’India si è dimostrata molto interessata alle medie imprese di nicchia che operano soprattutto nei settori dell’arredamento, del design, della manifattura, del tessile, dell’agroalimentare, delle calzature, dei beni di lusso e delle infrastrutture. L’India rappresenta per l’Italia un importante mercato di sbocco, ma potrebbe trasformarsi anche in un ponte verso i mercati emergenti, vista la vicinanza geografica con i Paesi dell’Asia meridionale. Va precisato però che le imprese italiane che hanno ottenuto maggiore successo sono quelle che hanno presentato un processo di co-evoluzione con l’ambiente circostante: hanno adattato prodotto, comunicazione, distribuzione e prezzo alla cultura e alla tradizione indiana. Al fine di favorire gli incontri tra le imprese indiane e le aziende italiane, l'ICE e la Regione Piemonte presenteranno il prossimo 9 febbraio il convegno di lancio del progetto “Piemonte-India, a direct link” volto a evidenziare nuove opportunità di business per le aziende piemontesi in India. L'iniziativa, che prevede workshop e visite in azienda che si terranno da marzo a giugno, si concentra sui settori chiave dell'economia piemontese.
A tal proposito si ricorda che nei mesi di aprile e maggio sono previste, nelle maggiori città indiane, numerose fiere dedicate all’arredamento interno ed esterno, alle calzature, alla moda, ai tessuti e al design industriale: un’ottima occasione per entrare in contatto con aziende indiane, ricercare informazioni e far conoscere la propria azienda.

mercoledì 2 febbraio 2011

Un corso per l’internazionalizzazione

L’Ice, in collaborazione con il Consorzio per la Formazione Internazionale, ha organizzato un corso per l’organizzazione dal titolo “I nuovi mercati focus per l’internazionalizzazione del Sistema Italia”. L’obiettivo è quello di fornire agli imprenditori interessati gli strumenti per inserirsi in mercati come India, Russia, Cina, Brasile, Usa e Giappone.

Sono molte le piccole e medie imprese che guardano il mercato estero per ampliare il proprio business. L’India, ad esempio, meta sempre più ambita per gli investimenti esteri, è un ambiente favorevole per le aziende: l’incremento del reddito disponibile, la crescita della classe media e la forza lavoro a basso costo hanno influito sul progressivo cambiamento dell’economia.
Per dare un supporto alle imprese che vogliono entrare in questi mercati emergenti, l’Ice, in collaborazione con il Consorzio per la Formazione Internazionale, ha dato avvio ad un corso per l’internazionalizzazione, di cui proporrà la seconda edizione il prossimo marzo. L’obiettivo del corso, intitolato “I nuovi mercati focus per l’internazionalizzazione del Sistema Italia”, è quello di far conoscere agli imprenditori gli strumenti per inserirsi non soltanto nel mercato indiano ma anche in Russia, Brasile, Cina, Usa e Giappone. Verranno analizzate tecniche d’ingresso, opportunità e aspetti socio-culturali, necessari per gestire le strategie di business in diversi contesti.
Il percorso formativo prevede giornate in aula con interventi di esperti e lezioni virtuali.



giovedì 28 ottobre 2010

India, aumentano gli Industrial Training Institute

Per un’azienda che sceglie di delocalizzare la propria attività in un paese straniero, l’incontro di manodopera qualificata è una parte importante che contribuisce alla realizzazione del piano di business. Sebbene sia un processo complesso, in India si sta assistendo ad un rilancio degli Iti.
In merito alla questione del sistema formativo in Italia, Claudio Gentili, direttore Education di Confindustria, afferma che vi è una profonda difficoltà da parte delle imprese nel trovare personale tecnico e professionale, “colpa di un sistema scolastico che sforna una quantità esorbitante di liceali rispetto all’estero”. In India, invece, si sta assistendo ad un rilancio degli Iti, Industrial Training Institute, spesso organizzati da imprenditori per insegnare e sperimentare competenze manageriali, o da aziende che hanno bisogno di personale qualificato. Ne è un esempio la “Larsen & Toubro”, una grande azienda operante nel settore dell’edilizia, che dal 1996 ha progettato sette Construction Skills Training Institute, dove ogni anno vengono formati migliaia di giovani per lavorare nel comparto delle costruzioni.
La disponibilità di manodopera specializzata, quindi, può essere un vantaggio anche per quelle imprese italiane che scelgono di ampliare il loro business oltre confine.

lunedì 21 giugno 2010

India, progetti di formazione per i giovani

L’ente indiano Nkc (National Knowledge Commission) ha sottolineato l’importanza di dare una formazione qualificata ai giovani indiani, i quali costituiscono la principale risorsa del Paese.
Infatti, secondo alcune ricerche, nel 2020 quasi il 63% dei cittadini indiani rientrerà nella fascia compresa tra i 15 e i 60 anni. Se il Paese fosse in grado di impiegare in modo produttivo questa forza lavoro, si assisterebbe ad un incremento del numero dei lavoratori ed al conseguente aumento della produzione pro capite. Inoltre, per soddisfare la prevista domanda di giovani qualificati da parte dei Paesi industrializzati, il Ministero per lo sviluppo delle risorse umane ed il Ministero del Lavoro hanno elaborato un programma educativo, con l’obiettivo di formare professioni e mestieri specializzati (come infermieri, badanti, idraulici, meccanici) per i Paesi ad alto tasso di invecchiamento nei prossimi decenni.