Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.

venerdì 30 dicembre 2011

Treni ad alta velocità in India

Il Governo di Nuova Delhi ha deciso di investire nella linea ferroviaria del Paese.

In risposta al treno-proiettile presentato in Cina, anche il Governo dell’Elefante si prepara ad iniziare i lavori per la realizzazione di un progetto che prevede sei corridoi per treni ad alta velocità, in grado di raggiungere i 300 chilometri orari. Stando alle prime indiscrezioni, i dirigenti delle ferrovie indiane starebbero discutendo del progetto con una delegazione giapponese, incaricata di compiere tra l’altro, uno studio di fattibilità sulla linea Hyderabad-Vijayawada-Chennai, dal centro del Paese al Sud, un passaggio fondamentale per le aziende.
Gli altri corridoi potrebbero essere invece destinati a collegare le maggiori città presenti nella parte meridionale del Subcontinente indiano.
Un ulteriore passo in avanti nel processo di miglioramento del livello delle infrastrutture attualmente presente in India e per il quale sono stati stanziati 1.000 miliardi di dollari per il quinquennio 2012/2017, il doppio se si considera la somma stanziata per il piano quinquennale precedente.

giovedì 29 dicembre 2011

L’inquinamento in India

Ancora una volta l’India si esprime in modo negativo di fronte all’ipotesi di ridurre le emissioni di gas serra.

L’India, che già alla Conferenza di Durban aveva dimostrato di essere contraria a qualsiasi forma di accordo, si è dichiarata ancora una volta contraria a qualsiasi misura di intervento volta a ridurre le emissioni di gas serra. Nei giorni scorsi infatti il Ministro dell’Ambiente indiano, Jayanthi Natarajan, intervenuto alla Camera Alta del Parlamento a Nuova Delhi in merito ai risultati della Conferenza di Durban, ha commentato :"Non si tratta di firmare un accordo vincolante a questo punto del nostro sviluppo. Dobbiamo fare in modo che il nostro sviluppo non soffra. Le nostre emissioni sono destinate a crescere, dato che dobbiamo garantire il nostro sviluppo sociale ed economico e soddisfare l’imperativo dello sradimento della povertà".
Un atteggiamento già adottato in precedenza dall’altro gigante asiatico, la Cina, che ha deciso però di approvare l’accordo entro il 2015.
Un impegno che l’India dovrà comunque affrontare se non vorrà minare l’equilibrio raggiunto a livello mondiale in merito a questa questione di estrema rilevanza.

mercoledì 28 dicembre 2011

I cluster indiani

La Missione di Sistema in India riporta alla luce la possibilità di dar vita a collaborazioni tra imprese italiane ed indiane nell’ambito dei distretti industriali.

Le piccole e medie imprese rappresentano una realtà tanto in Italia quanto in India, anche se non mancano le differenze, in primis in termini di quantità: se infatti nel Bel Paese sono presenti 4,5 milioni di PMI, in India questo dato raggiunge i 26 milioni. Proprio allo scopo di favorire questa parte fondamentale dell’economia il gigante asiatico sta valutando con interesse il modello dei distretti industriali italiani.
L’idea di avvicinarsi ad un sistema simile a quello attivo in Italia è nata diversi anni fa al Massachusset Institute of Technology (MIT), che si è occupato della realizzazione di uno studio commissionato dalla Confederation of Indian Industry (CII): dall’analisi è emerso che i cosiddetti “cluster” esistono già da molto tempo in India, dato confermato dall’UNIDO (l’associazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale dei Paesi emergenti) che ne ha rilevati circa cinquanta, tra i quali Tirupur per la maglieria, Ludhiana per la lana e Agra per le calzature.
I distretti indiani si caratterizzano per una minore segmentazione del sistema produttivo, un’elevata specializzazione delle singole aziende operanti nelle diverse fasi della lavorazione e della produzione di componenti e una differenziazione tra imprese che mantengono una connotazione artigianale e quelle che invece stanno via via assumendo una fisionomia più industriale.
Nel dettaglio nel corso della Missione italiana è emerso che se da un lato le imprese italiane sono interessate a confrontarsi con le controparti indiane al fine di riuscire a penetrare il mercato dell’Elefante, dall’altro per gli indiani una partnership con le imprese italiane rappresenterebbe un’occasione di trasferimento di tecnologia e know-how organizzativo nell’ambito della gestione dei distretti.

martedì 27 dicembre 2011

Mumbai Trans Harbour Link

Avvio al processo di pre-qualificazione per la costruzione del Mumbai Trans Harbour Link.

Nell’ambito del settore indiano delle costruzioni e delle infrastrutture è stato avviato il processo di pre-qualificazione per quelle imprese interessate alla realizzazione del Mumbai Trans Harbour Link.
Il Metropolitan Region Development Authority (MMRDA) ha infatti deciso di aprire la gara di prequalifica per la costruzione del Trans Harbour Link, il ponte lungo 22 chilometri che il Governo del Maharashtra ha intenzione di costruire grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato sulla base della formula “design-build-finance-operate and transfer” per un investimento complessivo pari a 1,8 miliardi di dollari.
Si tratta di un progetto strategico e cruciale per la città di Mumbai, fortemente ostacolata dallo stato attuale delle infrastrutture. Il Trans Harbour Link permetterebbe infatti di diminuire la pressione su un centro sempre più caratterizzato dal traffico da un lato, e dall’altro di dar vita ad una nuova via d’uscita dalla città verso altre città dello Stato indiano, come per esempio Pune, centro di sviluppo di nuove attività industriali.