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lunedì 31 ottobre 2011

India: venduti 150 mld di rupie in bond

 Il Ministero delle Finanze indiano ha venduto 150 miliardi di rupie in titoli obbligazionari.

Il Ministero delle Finanze di New Delhi ha venduto 150 miliardi di rupie in titoli obbligazionari. I prodotti finanziari in questione presentano scadenze differenti: come precisato dalla Banca Centrale indiana, sono ricompresi titoli che matureranno nel 2017, nel 2022, nel 2027 e persino nel 2040. Quaranta miliardi del totale riguarderà i bond a sei anni e con un rendimento del 7,99%; altri sessanta miliardi, invece, sono stati riservati alla scadenza a undici anni con un ritorno economico superiore a quello precedente (8,95%), venti miliardi di rupie riguarderanno i bond a sedici anni (8,97%) e i restanti trenta miliardi quelli trentennali (8,98%).
Gli analisti ricordano che il declino delle obbligazioni decennali, che hanno subito il peggior ribasso delle ultime tre settimane, è stato provocato dalla speculazione sul debito del governo relativo a questo anno fiscale: un vero e proprio deterrente per i possibili sottoscrittori, i quali hanno deciso di non azzardare un rischio troppo alto, temendo un fallimento. Inoltre, le percentuali viste in precedenza sono aumentate come non accadeva dal 2008; la stessa Reserve Bank of India, infatti, è stata costretta a innalzare il tasso di interesse per la tredicesima volta negli ultimi diciannove mesi, una media che è indubbiamente eccessiva. Gli esperti, pertanto, prevedono che le vendite di tali prodotti finanziari non saranno molto positive.

venerdì 28 ottobre 2011

L’India ha il più alto tasso di natalità

Secondo le proiezioni del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) il nostro pianeta sarà popolato da 7 miliardi di persone. L’India il Paese con il più alto tasso di natalità.

Il 31 ottobre la popolazione mondiale sarà costituita dal doppio del numero di persone che vivevano sulla terra solo 50 anni fa. L’India, che conta 51 parti al minuto, è il Paese con il tasso di natalità più alto al mondo. Il “Baby 7 miliardi” nascerà in un villaggio dell’Uttar Pradesh, come ha stabilito la Plan India, ong che fa capo alla Plan International - organizzazione che si occupa di diritti dell’infanzia - e che per la celebrazione della nascita simbolica ha scelto una femmina e un ospedale nei pressi di Lucknow per ricordare che l’Uttar Pradesh, la cui popolazione equivale a quella del Brasile, si caratterizza per il crescente divario tra femmine e maschi: vi si registra infatti una mortalità pari a 899 femmine su 1000 maschi tra zero e sei anni.
Secondo le previsioni del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) entro la fine del secolo l’aumento della popolazione subirà un’ulteriore accelerazione e raggiungerà quota 16 milioni entro il 2100. La maggior concentrazione di persone si registrerà nelle città che stanno assumendo le dimensioni di veri e propri Stati. Se nel 2050 le città che superavano i 10 milioni di abitanti erano soltanto Londra e New York, raggiunte nel 1975 da Shanghai e Mexico City, nel 2008 erano già 27 e si prevede che nel 2015 saranno quasi 40. Nelle prime 10 posizioni delle città più affollate si trovano 2 città indiane, Delhi e Mumbai, l’elenco include poi Ganngzhou, Seoul, Shanghai, Città del Messico, New York, San Paolo, Manila, mentre la più affollata in assoluto è Tokyo, con 34.400.000 persone.

giovedì 27 ottobre 2011

Il real estate indiano rimane elastico

Il settore immobiliare residenziale del Subcontinente rimane elastico, nonostante il rallentamento della crescita dell’economia indiana e il costo più elevato per la richiesta di prestito.

I dati relativi al settore immobiliare indiano, forniti dall’analisi della Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS) - la più grande organizzazione mondiale di professionisti che operano nel settore della gestione immobiliare e patrimoniale, della valorizzazione del territorio, della costruzione e delle problematiche ambientali correlate - indicano che quest’ultimo rimane elastico, nonostante il ritmo della crescita economica si sia abbassato anche per il Subcontinente e a dispetto del costo più elevato della richiesta di prestito. Per il settore residenziale, continua ad aumentare la crescita del credito; l’unico segnale negativo, per i costruttori, riguarda il numero delle nuove costruzioni, che registra un decremento.
Anche nel mercato degli uffici la domanda di spazi rimane solida e si rafforza la crescita degli affitti: secondo i dati della JLL - società di consulenza professionale e finanziaria specializzata in servizi immobiliari - quasi tutte le grandi città hanno visto un aumento degli affitti di circa il 2% nel terzo trimestre, mentre Delhi è rimasta stabile.
L’unico rischio è rappresentato dalla politica monetaria di New Delhi che, con la linea dei continui rialzi dei tassi adottata per contenere le pressioni inflazionistiche, potrebbe rallentare l’attuale andamento del real estate indiano.

mercoledì 26 ottobre 2011

India, ancora un rialzo dei tassi di interesse

La Reserve Bank of India interviene nuovamente sui tassi di interesse: si tratta del 13° rialzo da inizio 2010.

Al fine di frenare l’inflazione - sempre intorno al 10% - la banca centrale indiana (Reserve Bank of India) ieri ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale: il tasso repo - il tasso al quale la Reserve Bank presta denaro alle banche commerciali, passa così dall’8,25% all’8,5%, mentre il reverse repo - il tasso che le banche ricevono quanto depositano presso la banca centrale - passa dal 7,25% al 7,5%. L’istituto indiano ha già rialzato i tassi per 13 volte consecutive a partire dal marzo 2010.
La banca centrale ha inoltre abbassato le stime relative alla crescita del Subcontinente attese per l’esercizio fiscale in corso: l’istituto prevede che il Pil indiano raggiungerà il 7,6% (in calo rispetto alla precedente stima dell’8%) e l’inflazione - anche grazie ai numerosi interventi di politica monetaria - scenderà ulteriormente a partire da dicembre, con un rallentamento al 7% entro il 31 marzo prossimo.
La Reserve Bank of India ha infine deciso di liberalizzare, con effetto immediato, il tasso sui depositi delle casse di risparmio che verrà quindi stabilito da ogni singola banca, tuttavia il tasso dovrà essere uniforme sui depositi fino a 100.000 rupie.
L’annuncio della banca centrale indiana ha subito avuto ripercussioni sui rendimenti dei titoli di stato indiani con il decennale che è sceso all’8,69%, circa 12 punti base in meno rispetto alle rilevazioni precedenti: si tratta del valore più basso dallo scorso 5 ottobre e del maggior calo giornaliero dal dicembre 2010.