Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.

mercoledì 31 agosto 2011

India, mercato difficile per Fiat

Per aggredire il mercato indiano, dove Fiat è presente con la joint venture costituita con Tata Motors, la casa torinese dovrà fare nuovi importanti investimenti per rafforzare il marchio.

La joint venture tra Fiat Auto Spa e Tata Motors in India non ha riscosso finora il successo sperato. Dalla sua costituzione, infatti, si sono registrate perdite pari a 180 milioni di euro; nell’anno fiscale appena concluso (il 31 marzo scorso) sono state vendute poco più di 20.000 vetture, il 15% in meno rispetto all’anno precedente. Anche nel primo quadrimestre di quest’anno non si sono visti miglioramenti: le auto vendute sono 6.805 contro le 8.401 dell’anno scorso, e Fiat detiene attualmente una quota di mercato dello 0,87%.
Eppure il mercato indiano è uno dei più appetibili al momento, con 2,6 milioni di veicoli; tuttavia, il 65% è detenuto da tre marchi leader, Tata, Hyundai e Suzuki, e il restante 35% deve essere spartito tra 15 concorrenti, tra cui Fiat.
Il problema dell’azienda torinese giace nel marchio stesso e per questo si rendono necessari importanti investimenti in questa direzione: il prossimo autunno partirà, quindi, una campagna pubblicitaria per rinnovare l’immagine dei veicoli Fiat. Verranno, inoltre, inaugurati show room indipendenti in 20 città, mentre nei concessionari di New Dheli e Pune si potranno trovare i Fiat Caffè. Dall’Italia verrà designato un responsabile per l’area asiatica che in futuro potrebbe far partire la vendita della Chrysler anche in india. Intanto, Fiat annuncia che nel Paese asiatico verranno presto lanciati nuovi modelli e nel 2013 partirà la vendita anche della nuova mini-car.
Dal punto di vista produttivo, invece, Fiat è già all’avanguardia: la fabbrica di Ranjangaon è dotata di ogni certificazione relativa all’ambiente e alla sicurezza, ha un impianto potenziale per 160.000 auto e 350.000 motori l’anno, anche se al momento produce 80.000 veicoli e 95.000 motori. Attualmente si producono Punto, Linea e la Tata-Maza ma è in discussione un accordo con Suzuki per la produzione di 100.000 motori multijet 1.3 per la Maruti.

martedì 30 agosto 2011

Pil indiano: + 7,7% nel II trimestre 2011

Il Pil indiano, la cui crescita era proseguita ad un ritmo più lento negli scorsi trimestri, tra aprile e giugno ha segnato +7,7%, superando le attese degli economisti.

La crescita economica dell’India, a causa delle strette a livello monetario operate dalla banca centrale e della persistenza della crisi del debito nelle economie avanzate, era proseguita a rilento negli scorsi trimestri. Tuttavia, nei primi tre mesi di quest’anno il Prodotto interno lordo indiano è cresciuto del 7,8% e, sebbene gli esperti, per il secondo trimestre, si attendessero una crescita del 7,6%, l’economia di New Dehli li ha spiazzati raggiungendo il +7,7%. La Reserve Bank of India, inoltre, ha confermato la previsione secondo la quale l'economia indiana crescerà dell’8% nell'anno fiscale 2010-2011, iniziato il primo aprile 2011.
La crescita dei settori agricoltura, foreste e pesca nel secondo trimestre è diminuita, passando dal 7,5% del primo trimestre al 3,9%; anche il settore costruzioni ha subito un forte calo del tasso di crescita, passando dall'8,2% all'1,2%. Il commercio, l'alberghiero, i trasporti e le comunicazioni, invece, hanno segnato un’espansione del 12,8%, ovvero 3,5 punti percentuali in più rispetto al primo trimestre.
Anche il settore manifatturiero è incrementato, passando dal 5,5% del primo trimestre al 7,2% nel secondo. Il settore manifatturiero indiano era cresciuto, addirittura, del 15,2% nel primo trimestre dello scorso anno e ha poi rallentato al +5,5% nello stesso periodo del 2011.

lunedì 29 agosto 2011

L’India contro la corruzione

Lo sciopero della fame del pacifista Anna Hazare ha ottenuto l’impegno del parlamento nella lotta alla corruzione.

Anna Hazare, pacifista gandhiano, ha tenuto uno sciopero della fame per 12 giorni allo scopo di ottenere una legge che punisca la corruzione diffusa nella pubblica amministrazione indiana. Grazie anche a cortei di protesta in tutto il Paese e ad una grande attenzione mediatica, l’impegno del governo è giunto sabato scorso nella forma di una risoluzione passata alla Camera senza votazione.
In India la corruzione è un fenomeno alquanto diffuso e diversi sono i casi di scandali per bustarelle, che hanno anche coinvolto recentemente alcuni esponenti del partito del Congresso di Sonia Ghandi. La lotta a questa tendenza migliorerebbe il clima imprenditoriale locale e faciliterebbe il business degli operatori esteri, i quali pongono la corruzione tra le problematiche principali nel momento in cui sia affronta un Paese emergente.
La decisione presa nei giorni scorsi è stata frutto di una lunga giornata di dibattito che è sfociata nell’accordo tra maggioranza e opposizione di centro destra nell’accogliere la richiesta di Hazare. Sebbene il documento sia stato accolto con grande entusiasmo e soddisfazione dalla prolazione e si parli di “giornata storica” per l’India, si tratta però di una risoluzione che esprime solo l’opinione della Camera, approvata con un iter anomalo, e il cui effetto dipenderà dall’interpretazione che se ne farà. Lo stesso Hazare sostiene che ci sia ancora molto da fare e ha già promesso che si mobiliterà anche per una nuova riforma elettorale, per l’istruzione e la condizione degli agricoltori.

venerdì 26 agosto 2011

Aziende italiane per la bonifica del Gange

La società inglese Eti Dynamics intende coinvolgere partner italiani nel progetto di riqualificazione del fiume Gange.

Lungo il bacino del fiume Gange, il “fiume sacro” meta del pellegrinaggio di milioni di fedeli e asceti, vive un terzo della popolazione indiana. Sulla base della credenza secondo la quale immergersi nelle acque considerate miracolose del Gange possa eliminare le tracce dei peccati commessi nelle vite precedenti, gli indiani di fede hindu compiono ogni anno gli “snans”, i bagni rituali di massa, tra la metà di febbraio e la fine di aprile. Tuttavia, le acque del Gange sono estremamente inquinate presentano livelli di colibatteri che superano da tempo ogni standard accettabile per l’Organizzazione mondiale della sanità.
Al fine di debellare i fattori inquinanti presenti nelle acque del Gange, e scongiurare così il rischio di epidemie, il governo indiano si è posto l’obiettivo di smantellare, entro il 2020, tutti gli impianti industriali che scaricano i residui nel fiume senza sistemi di filtraggio; inoltre, secondo quanto dichiarato da fonti diplomatiche dell'Ambasciata italiana di New Dehli, ha incaricato Eti Dynamics - società inglese specializzata nei mercati emergenti e ad alta crescita - di sviluppare un piano di riqualificazione del "fiume sacro" al fine di ridurre i tassi di inquinamento e promuovere progetti di produzione di energie alternative. A tale scopo, Eti Dynamics avrà a disposizione un budget di 2 miliardi di dollari e coordinerà il lavoro di sette università indiane.
Pare che la compagnia britannica stia cercando di coinvolgere nel progetto partner italiani specializzati nel trattamento delle acque di scarico di tipo civile, nelle tecnologie per il trattamento degli effluenti industriali tessili e conciari e nella gestione dei rifiuti solidi urbani. Eti Dynamics avrebbe già contattato Università ed Enti di ricerca italiani in grado di offrire la loro esperienza in tali settori e li avrebbe invitati a New Dehli il mese prossimo, in occasione di un workshop nel quale saranno descritte le linee guida del piano di bonifica e al quale parteciperanno rappresentanti dei ministeri indiani dell'Ambiente, dello sviluppo Urbano, delle Tecnologie e delle Finanze.