La griffe americana consolida la sua presenza nel mercato indiano attraverso una nuova joint venture.
Il marchio americano, che fa capo al gruppo Pvh, ha siglato una joint venture con l’indiana Arvin Fashion per aprire nel Paese 500 nuovi store monomarca entro i prossimi 5 anni. 45 negozi saranno gestiti direttamente mentre i restanti 455 in franchisee, attraverso una partnership che vedrà le due aziende, entrambe detentrici del 50% della società, investire una cifra complessiva di 8,5 milioni di euro.
Si tratta del secondo step della strategia di Pvh rivolta al mercato indiano, dove è presente dal 2004, anno in cui intraprese la prima joint venture con Arvind Murjani brands di cui successivamente acquisì la metà delle quote nonché i diritti sulla licenza del marchio.
Forte di un fatturato 2011 di 45 milioni di euro e di una costante crescita annuale del 50%, la griffe a stelle e strisce non può che guardare con ottimismo alle nuove opportunità indiane.
venerdì 6 luglio 2012
giovedì 5 luglio 2012
Sogefi consolida la sua presenza in India
La società di componentistica auto del gruppo Cir, apre due nuovi impianti in India e punta a quadruplicare i ricavi entro i prossimi 5 anni.
Il gruppo Sogefi, attraverso la società controllata al 58% Allevare lai, ha inaugurato ieri un nuovo stabilimento di 12.000 mq per la produzione di componenti per la sospensione nella regione di Pune. La società, presente in India dal 2008 grazie alla joint venture con Mnr nella filtrazione, prevede l’avvio della produzione per servire gli impianti dell’area Asia-Pacifico di altri suoi clienti globali come General Motors, Renaul-Nissan e Ford. Contestualmente il gruppo ha raddoppiato la propria fabbrica di sistemi di filtrazione nell’area di Bangalore.
Il Presidente del Gruppo nonché amministratore delegato del Gruppo Cir, Rodolfo De Benetti, ha dichiarato: "Il rafforzamento industriale conseguito con il completamento di questi due impianti, ci consente di poter accelerare il nostro processo di crescita in uno dei mercati automobilistici a maggiore tasso di sviluppo nel mondo. Questa iniziativa e' coerente con la strategia di Sogefi di affiancare alla sua tradizionale leadership in Europa una presenza sempre più forte nei mercati extra-europei, nei quali punta a raggiungere circa il 50% dei propri ricavi totali nell'arco di un triennio".
La società, presente in India dal 2008 grazie alla joint venture con Mnr nella filtrazione, raggiunge così la cifra di tre stabilimenti produttivi (i 2 già citati oltre all’impianto di sistemi aria-motore già esistente a Gurgaon) per un investimento totale di circa 10 milioni di euro nel subcontinente
Il gruppo Sogefi, attraverso la società controllata al 58% Allevare lai, ha inaugurato ieri un nuovo stabilimento di 12.000 mq per la produzione di componenti per la sospensione nella regione di Pune. La società, presente in India dal 2008 grazie alla joint venture con Mnr nella filtrazione, prevede l’avvio della produzione per servire gli impianti dell’area Asia-Pacifico di altri suoi clienti globali come General Motors, Renaul-Nissan e Ford. Contestualmente il gruppo ha raddoppiato la propria fabbrica di sistemi di filtrazione nell’area di Bangalore.
Il Presidente del Gruppo nonché amministratore delegato del Gruppo Cir, Rodolfo De Benetti, ha dichiarato: "Il rafforzamento industriale conseguito con il completamento di questi due impianti, ci consente di poter accelerare il nostro processo di crescita in uno dei mercati automobilistici a maggiore tasso di sviluppo nel mondo. Questa iniziativa e' coerente con la strategia di Sogefi di affiancare alla sua tradizionale leadership in Europa una presenza sempre più forte nei mercati extra-europei, nei quali punta a raggiungere circa il 50% dei propri ricavi totali nell'arco di un triennio".
La società, presente in India dal 2008 grazie alla joint venture con Mnr nella filtrazione, raggiunge così la cifra di tre stabilimenti produttivi (i 2 già citati oltre all’impianto di sistemi aria-motore già esistente a Gurgaon) per un investimento totale di circa 10 milioni di euro nel subcontinente
martedì 3 luglio 2012
Una spia d’acciaio
Scoperto un manager accusato di spionaggio industriale ai danni delle Acciaierie Valbruna.
Un processo che vedrà protagonisti i massimi vertici del gruppo indiano Viraj: è quello che accadrà domani nella provincia di Vicenza, protagonista di una storia di spionaggio industriale. Infatti dopo Cina, Giappone e Russia, anche l’India si trova ad affrontare un processo che vede al centro le Acciaierie Valbruna, con sede a Vicenza, che si sono viste copiare un acciaio speciale non presente nei cataloghi di tutte le aziende.
La vicenda risale al periodo agosto/settembre 2006, quando il dipendente delle Acciaierie Valbruna impiegato come product manager nel settore prodotti speciali Giancarlo Zausa decide di licenziarsi lasciando in azienda il personal computer. Proprio grazie a questo i tecnici informatici dell’azienda, che si apprestavano a consegnare il pc ad un altro dipendente, si accorgono della presenza di file riservati della società, documenti di cui il product manager non avrebbe dovuto disporre.
Inizia così il processo che si conclude dopo tre anni con una condanna a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena e una provvisionale di 470mila Euro a carico dell’ex dipendente.
Nel frattempo il procedimento viene portato avanti anche nei confronti del Direttore Generale del gruppo siderurgico Viraj all’epoca dei fatti, Suri Rahul Jitrenda, dal momento in cui, stando a quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato di Valbruna, Massimo Amenduni Gresele, dal 2006 al 2010 la società ha registrato una diminuzione delle vendite stimato in 5-10mila tonnellate di acciaio all’anno e la perdita di circa cinquanta posti di lavoro.
lunedì 2 luglio 2012
Coca Cola: Piano di investimenti in India di 5 miliardi
La multinazionale americana annuncia di aver alzato a 5 miliardi dollari il totale degli investimenti destinati al mercato indiano entro il 2020, con l’obiettivo di raddoppiare le vendite entro quella data.
La Coca-Cola scommette sul mercato indiano. A seguito della notevole crescita delle vendite della bevanda statunitense con tassi del 20% nei primi tre mesi del 2012, il colosso statunitense dei soft drinks ha incrementato il piano degli investimenti previsti nel subcontinente.
Presente sul mercato indiano dal 1993, a seguito dell’apertura dell’economia locale ai capitali esteri, la Coca-Cola ha già investito ad oggi 2 miliardi di dollari nel subcontinente, imponendosi presto sul mercato. Negli ultimi 10 anni, infatti, il consumo pro-capite del prodotto americano è calato negli Stati Uniti, Canada e Germania ma esploso nei 4 grandi mercati di Russia, Cina, Pakistan e India, registrando, in quest’ultimo un aumento delle vendite del 200% e collocandolo tra i primi 10 per il gruppo americano. L’azienda di Atlanta, consapevole delle opportunità dell’economia emergente indiana ha quindi deciso di investire in India, nei prossimi 8 anni, 3 miliardi in più del previsto per migliorare la rete distributiva attraverso nuovi stabilimenti e conquistare una maggiore porzione del mercato locale delle bevande non alcoliche. Ottimisti anche gli investitori e gli analisti internazionali che a fronte del suo incremento di dividendo annuo per 49 anni consecutivi e proprio della forte esposizione della multinazionale nei Paesi emergenti, avevano collocato il suo titolo, ad inizio anno, tra quelli con maggior potenzialità di crescita per il 2012.
La Coca-Cola scommette sul mercato indiano. A seguito della notevole crescita delle vendite della bevanda statunitense con tassi del 20% nei primi tre mesi del 2012, il colosso statunitense dei soft drinks ha incrementato il piano degli investimenti previsti nel subcontinente.
Presente sul mercato indiano dal 1993, a seguito dell’apertura dell’economia locale ai capitali esteri, la Coca-Cola ha già investito ad oggi 2 miliardi di dollari nel subcontinente, imponendosi presto sul mercato. Negli ultimi 10 anni, infatti, il consumo pro-capite del prodotto americano è calato negli Stati Uniti, Canada e Germania ma esploso nei 4 grandi mercati di Russia, Cina, Pakistan e India, registrando, in quest’ultimo un aumento delle vendite del 200% e collocandolo tra i primi 10 per il gruppo americano. L’azienda di Atlanta, consapevole delle opportunità dell’economia emergente indiana ha quindi deciso di investire in India, nei prossimi 8 anni, 3 miliardi in più del previsto per migliorare la rete distributiva attraverso nuovi stabilimenti e conquistare una maggiore porzione del mercato locale delle bevande non alcoliche. Ottimisti anche gli investitori e gli analisti internazionali che a fronte del suo incremento di dividendo annuo per 49 anni consecutivi e proprio della forte esposizione della multinazionale nei Paesi emergenti, avevano collocato il suo titolo, ad inizio anno, tra quelli con maggior potenzialità di crescita per il 2012.
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