Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative all'India.

martedì 7 settembre 2010

La delocalizzazione in Asia può portare alla perdita di immagine

Il made in Italy: “La legge Reguzzoni-Versace” è un significativo risultato del nostro impegno per difendere e valorizzare con norme certe il nostro patrimonio produttivo”.

La scorsa settimana Financial Times ha pubblicato un’inchiesta sottolineando un rischio nella “gestione asiatica”dei brand, poiché, delocalizzare la produzione fuori dall’Europa per diminuirne i costi potrebbe significare una perdita di immagine per la griffe.
Il quotidiano britannico, riportando l’opinione dell’analista di Standard&Poor’s, Alessandra Coppola, scrive che “delocalizzare in Asia può svalutare marchi pagati spesso a peso d’oro.”
L’imprenditore deve prestare molta attenzione all’organizzazione del processo produttivo, poichè sono previste gravi sanzioni (secondo la legge Reguzzoni-Versace che dovrebbe entrare in vigore il 1° ottobre) per chi applichi l’etichetta made in Italy ad articoli del settore abbigliamento che non siano prevalentemente prodotti in Italia.
Massimo Nocetti, presidente di Confartigianato Imprese Perugina e presidente nazionale del settore abbigliamento aveva affermato che questa legge è un “significativo risultato del nostro impegno per difendere e valorizzare con norme certe il nostro patrimonio produttivo, e garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce che acquistano. Ora ci auguriamo che le regole pensate per il tessile possano essere estese a tutti i comparti del manifatturiero”.

lunedì 6 settembre 2010

OVS sbarca in India con tre nuovi negozi

Ovs porterà in India il meglio della moda made in Italy. Il team interno di stilisti Ovs, interpreta le tendenze internazionali alla luce delle esigenze della clientela”.

OVS Industry ha focalizzato l’attenzione sul mercato indiano, dove ha inaugurato recentemente l’apertura di tre negozi a New Delhi, Bengalore e Chennai. Per espandersi nel mercato, OVS si è appoggiata ad una società già presente nel mercato locale con circa 600 store, ovvero la Brandhouse Retails. Ovs informa che “porterà in India il meglio della moda made in Italy. Il team interno di stilisti Ovs, interpreta le tendenze internazionali alla luce delle esigenze della clientela, selezionando i prodotti più innovativi presenti sulla scena mondiale e ideando capi fashion, ma sempre al giusto prezzo”.
Il colosso italiano low cost entra, quindi, in uno dei mercati-moda emergenti di particolare rilievo, portando oltre i confini il made in Italy con un “brand informale, pratico, adatto per tutte le occasioni e per tutte le tipologie di clienti”.

venerdì 3 settembre 2010

La joint-venture come strategia di crescita nei mercati emergenti

Le prospettive di crescita del mercato automobilistico indiano portano a perfezionare l’accordo di joint-venture tra Sogefi e il gruppo Imperial Auto, con il progetto di investire in un’altra società.

La società di componentistica Sogefi, del gruppo CIR, ha rivisto l’accordo di joint venture con l’operatore indiano Imperial Auto per la produzione di componenti per sospensioni in India. È previsto l’investimento di entrambi gli operatori in una nuova società, denominata Allevard IAI Suspensions, di cui il gruppo Sogefi sarà l’azionista di controllo.
La nuova società produrrà barre stabilizzatrici per autoveicoli, destinate a costruttori che operano nel mercato indiano.
Emanuele Bosio, amministratore delegato di Sogefi, afferma che “la nuova joint-venture rientra nella strategia di crescita di Sogefi nei mercati emergenti. Questa iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa dello sviluppo del gruppo nel mercato indiano. Il nostro obiettivo è affermarci come uno dei principali produttori di filtri motore e componenti per sospensioni in India, un paese che insieme alla Cina è dotato di uno dei mercati automobilistici mondiali con le maggiori prospettive di crescita nei prossimi anni”.


mercoledì 1 settembre 2010

India, un passo in avanti per la crescita del Pil

"La crescita dell’India è sostenibile nel lungo termine. Probabilmente il Paese non viaggerà sempre attorno al 9%, ma il tasso si dovrebbe stabilizzare comunque su alti livelli, tra il 6-7%”.

Il ministro delle Finanze, Pranab Mukherjee, ha definito “incoraggiante” il dato registrato nel primo semestre dell’anno fiscale in corso (cioè nel periodo da aprile a giugno), ossia una crescita del Pil dell’8,8%. Si tratta di un incremento rispetto ai tre mesi precedenti (8,6%) e rispetto allo scorso anno (6%), che potrebbe portare al superamento di quell’8,5% stimato dal governo per l’anno fiscale che si chiuderà il 31 marzo del 2011.
Secondo Rajesh Varma, gestore indiano della società Dnca Finance, “la crescita dell’India è sostenibile nel lungo termine. Probabilmente il Paese non viaggerà sempre attorno al 9%, ma il tasso si dovrebbe stabilizzare comunque su alti livelli, tra il 6-7%”.
Nonostante questo alcuni analisti invitano alla prudenza sottolineando i risultati non particolarmente alti registrati nel mese di luglio nella produzione industriale: un +7%, ossia il dato più basso dell’ultimo anno.
Buoni, invece, i risultati nel settore dei servizi e manifatturiero, che hanno registrato rispettivamente un +12,2% e un +12,4%.
Protagonisti di possibili investimenti, quindi, risultano essere i comparti del terziario, ovvero tecnologia dell’informazione, telecomunicazioni, alberghi e ristoranti, servizi bancari e finanziari.